Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente.

Recensione abbastanza seria del Recital di Elīna Garanča al Festival di Lubiana.

Poi c’era qualcuno che diceva che con la musica non si mangia
Prima di lanciarsi in considerazioni scriteriate si dovrebbe girare un pochino e vedere quanto volentieri le persone – a qualsiasi latitudine – spendano volentieri i loro soldini per l’acquisto di un biglietto teatrale. E soprattutto fare quattro conti quattro sul successivo ritorno economico per le città che abbinano cultura e turismo. Amen.

Dopo il grande successo della Messa di Requiem di Giuseppe Verdi, la Piazza dei Congressi a Lubiana doveva ospitare un altro evento open air e cioè il Recital del mezzosoprano Elīna Garanča.
http://amfortas.wordpress.com/
Leggi il resto dell’articolo

Recensione seria della Messa di Requiem di Giuseppe Verdi al Festival di Lubiana. Con la partecipazione del Coro e dell’Orchestra del Teatro Verdi di Trieste.

Il Festival di Lubiana è entrato nel vivo con l’esecuzione della Messa di Requiem di Giuseppe Verdi affidata alla bacchetta di Riccardo Muti, quattro eccellenti solisti e orchestra e coro assemblati cogliendo il meglio di alcune compagini europee. L’evento era dedicato a Carlos Kleiber, di cui in questi giorni si celebra il decimo anniversario dalla scomparsa avvenuta a Konjšica, nei pressi di Lubiana.
http://amfortas.wordpress.com/
Leggi il resto dell’articolo

Carmina Burana a Trieste: un paio di considerazioni (abbastanza serie) a margine.

Aggiornamento promozionale (smile): domenica 6 luglio alle 21 tutti in Piazza Unità per ascoltare l’Orchestra del Teatro Verdi diretta da Paolo Longo.

Qui i dettagli:

Questa non è una recensione, anzi, vuol essere tutt’altro. Prendetele come considerazioni sparse o chiamatele, se volete, emozioni (vabbé, dai…smile). Leggi il resto dell’articolo

Recensione abbastanza seria di The Rake’s Progress di Igor Stravinskij al Teatro La Fenice di Venezia.

Ovvero Glitter and be Michieletto o la strana storia di Conchita Wurst la Turca. Ma ci arriveremo.
Eurovision Song Contest 2014

Questa volta non mi metto neanche a dissertare sull’orrida Venezia e mi limito a guardare il lato positivo. Il clima da città subtropicale, la spaventosa concentrazione di umanità varia, il fatto che abbia dovuto correre in stazione per non mancare il treno mi hanno fatto perdere qualche chilo e un paio di centimetri di giro vita: ne avevo bisogno, perciò, per una volta Grazie, orrida Venezia (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria del Paese del sorriso di Franz Lehár al Teatro Verdi di Trieste.

Finalmente è tornata a Trieste l’operetta, appunto il Paese del sorriso di Franz Lehár. Come dicevo nel post precedente non è il caso di parlare di “festival”, ma semmai di un auspicio per un ritorno della manifestazione in un prossimo futuro. Un augurio che però vista la situazione economica contingente – non so voi, ma io non riesco a essere ottimista per gli anni a venire – potrebbe restare tale, un po’ come quando si augura stammi bene a un amico malato gravemente. Ok, vedo che vi state esercitando in inquietanti gesti apotropaici (smile).
2014-06-17 19.32.56

Leggi il resto dell’articolo

Il paese del sorriso di Franz Lehár al Teatro Verdi di Trieste. Uno sguardo sulla “piccola lirica”

In occasione del prossimo appuntamento al Teatro Verdi con l’operetta – non me la sento di definirlo “festival”, trattandosi di un solo titolo, per quanto siano previste sei repliche – ospito un intervento di Gianni Gori, ben noto a tutti noi triestini (e non solo) per le sue qualità di scrittore, critico musicale e uomo di cultura in generale.
Gianni Gori, che mi onora della sua stima, nel suo articolo parla del Paese del sorriso e di operetta, certo, ma soprattutto fotografa un momento storico con la lucidità e la leggerezza che gli è consueta.

Gianni Gori

Gianni Gori

Buona lettura a tutti e a rileggerci per la recensione dello spettacolo. Leggi il resto dell’articolo

Recensione malinconica di Attila di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste. Arrivano i barbari? Magari…

Caro Sindaco Roberto Cosolini, che presiedi il CDA del teatro: tu che hai fatto molto – oggettivamente – per il Verdi, devi riprendere a tirare qualche gomitata come quando giocavi sotto canestro nella Talpa (e io ne so qualcosa, strasmile). Siamo ai supplementari e manca poco alla fine della partita. Ci vuole qualche intervento al limite del regolamento perché in questi casi conta il risultato e non il savoir faire.
È urgente che lo staff dirigenziale del Teatro Verdi si rimbocchi le maniche e cerchi di risolvere quello che, a mio parere, è il più grande problema del momento: la disaffezione del pubblico per il proprio teatro. Leggi il resto dell’articolo

Recensione abbastanza seria di Tosca di Giacomo Puccini al Teatro La Fenice di Venezia: bella senz’anima.

Certo, l’orrida Venezia non si smentisce mai. Lo pensavo ieri in cammino verso il teatro quando, nel sottrarmi ai buttadentro dei ristoranti incappavo nei venditori di quella specie di gelatine volanti multicolori e appiccicose che mi fanno orrore. Oppure, nei momenti in cui il mio lato romantico prevaleva, mentre mi affacciavo ai ponti delle calli e vedevo ingorghi di gondole nei canali e imparavo parolacce che m’erano sconosciute. Ma quello che non avevo mai visto era il fritto misto a guisa di torta nuziale, a tre piani. Una cosa davvero raccapricciante.
E, a proposito di gastronomia, la serata in teatro per certi versi mi è sembrata come quelle cene un po’ pretenziose durante le quali mangi piatti belli da vedere ma sciapi. Leggi il resto dell’articolo

Si chiude con un po’ di malinconia e qualche polemica la stagione sinfonica 2013/4 al Teatro Verdi di Trieste.

 Oggi sul quotidiano triestino c’è un ampio servizio in merito alle vicende finanziarie della fondazione triestina. Gli sviluppi sembrano di buon auspicio, ma è indispensabile che non si perda di vista l’obiettivo principale: la qualità artistica, senza la quale i finanziamenti servono a poco. Leggi il resto dell’articolo

La critica musicale e teatrale sulla carta stampata: cronaca di una morte annunciata?

Ecco, magari Gabo non sarebbe stato contento che io gli abbia copiato il titolo di un suo libro, ma almeno così lo ricordo ora che non c’è più.
Abbiate pazienza, questo post sarà una lenzuolata.
Munitevi quindi di noccioline e popcorn (smile) e poi, se vi pare il caso, diffondete. Voglio essere canonizzato anch’io e meglio se ciò avviene mentre sono ancora in vita (strasmile).

Paolo Possamai, direttore del Piccolo, quotidiano di Trieste

Paolo Possamai, direttore del Piccolo, quotidiano di Trieste

Leggi il resto dell’articolo

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 184 follower