Aggiungo questa perla che ho appena letto sul blog di Marina Garaventa.
Senza parole, ovviamente.
Mentre infuriano polemiche un po’ ovunque, dalla Scala a…Sanremo, si avvicina il debutto al Teatro Verdi di Trieste della Battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi: la prima si svolgerà sabato prossimo, 25 febbraio.
Tempi duri per il teatro triestino, come ha fatto notare il quotidiano locale (Il Piccolo) nei giorni scorsi.
Cito:
Intanto la campagna abbonamenti della stagione in corso predisposta dall’allora sovrintendente Antonio Calenda si è chiusa con una perdita di 736 abbonati rispetto ai 4.437 raggiunti la scorsa stagione. Una perdita che Orazi (Claudio Orazi, attuale commissario del Verdi di Trieste, n.d.Amfortas) addebita tanto ai cambiamenti apportati all’impianto degli abbonamenti (dalla soppressione di un turno, fino ai due turni pomeridiani entrambi con in dote il secondo cast, quello tradizionalmente più “debole”) quanto al mix operato tra titoli di generi diversi.
Peraltro i pochi intimi che hanno visto l’ultimo spettacolo al Verdi, hanno potuto godere della vista di Giorgio Albertazzi seminudo, son cose che lasciano il segno e non hanno prezzo. Per tutto il resto c’è Mastercard, no?
Ci sono pure notizie positive.
Infatti, sempre Il Piccolo ci informa che finalmente c’è un avvicinamento tra l’Università e l’opera lirica, evento da considerarsi soprannaturale.
L’artefice di questo miracolo è il Generale Inverno, che ha reso impraticabile l’Aula Magna dell’ateneo triestino: sembra che faccia un freddo bestia, lì dentro.
Quindi, il tradizionale avvio dell’anno accademico si svolgerà al Teatro Verdi.
Insomma si fa poca musica nel teatro lirico triestino, ma tra professori universitari, ministri, ex sovrintendenti e Albertazzi vari non mancano certo i tromboni.
A presto.
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Hanno detto: