Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente.

Alberto Mattioli, il critico ninja.

Ecco qui una recensione del libro, piuttosto pepata, dell’amico Daland.

Le caratteristiche essenziali per una diagnosi di sofferenza di un disturbo ossessivo- compulsivo sono, appunto, le ossessioni e le compulsioni. Leggi il resto dell’articolo

Lo Stabat Mater di Pergolesi in riva al mare.

Di solito quando la location di qualche evento è un luogo incantevole, si comincia così la cronaca: Nella splendida cornice del ecc ecc. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria di Rigoletto di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste. Metti, un gobbo a cena.

Rigoletto come un brodino caldo, che ristora momentaneamente il povero Teatro Verdi malato e febbricitante, in attesa delle vitamine Bohème prossime venture, che saranno somministrate dopo gli stravizi pasquali.
Una metafora culinaria di una tristezza agghiacciante, lo ammetto, scritta solo per scoraggiare i perditempo: ” ‘Mazza se comincia così neanche vado avanti.” – già li sento -. Leggi il resto dell’articolo

Rigoletto di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste: ultime considerazioni e piccolo ricordo personale.

Come dicevo nell’incipit del post precedente, è impossibile scrivere compiutamente di Rigoletto.
Però – come segnalato da un lettore – il libretto di sala della Fenice, che si riferisce a una recentissima produzione dell’opera, è ben fatto e vale la pena scaricarlo. Leggi il resto dell’articolo

Rigoletto di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste: prime considerazioni introduttive, abbastanza serie.

Premetto che parlare del Rigoletto in maniera non voglio dire esaustiva, ma anche solo parzialmente soddisfacente è impossibile. Leggi il resto dell’articolo

Svevo e la sua musica: multum in parvo.

Da qualche giorno sono perplesso proprietario di questo oggettino e il primo libro che mi sono scaricato da Amazon è stato “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo. Leggi il resto dell’articolo

Domani è il compleanno di Gioa(c)chino Rossini: un’occasione per ricordare anche un altro grande uomo.

Qualche mese fa ho pensato: Quest’anno scrivo qualcosa per il compleanno di Rossini. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria e crepuscolare della Battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste.

Spiace cominciare la recensione con una nota negativa, ma credo sia giusto sottolineare che tra il Teatro Verdi di Trieste e il suo pubblico si sia rotto qualcosa. E non dite cosa, grazie (smile).
Partitura Battaglia di Legnano

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La battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste: considerazioni a latere e un paio di ascolti significativi.

La seconda tappa del cartellone operistico del Teatro Verdi di Trieste – dopo gli esiti in chiaroscuro dell’Anna Bolena del gennaio scorso – è La battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi, nell’allestimento coprodotto dal teatro triestino insieme al Teatro dell’Opera di Roma e al Liceu di Barcellona. Leggi il resto dell’articolo

Minima moralia.

Aggiungo questa perla che ho appena letto sul blog di Marina Garaventa.

Senza parole, ovviamente.

Mentre infuriano polemiche un po’ ovunque, dalla Scala a…Sanremo, si avvicina il debutto al Teatro Verdi di Trieste della Battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi: la prima si svolgerà sabato prossimo, 25 febbraio.
Tempi duri per il teatro triestino, come ha fatto notare il quotidiano locale (Il Piccolo) nei giorni scorsi.

Cito:

Intanto la campagna abbonamenti della stagione in corso predisposta dall’allora sovrintendente Antonio Calenda si è chiusa con una perdita di 736 abbonati rispetto ai 4.437 raggiunti la scorsa stagione. Una perdita che Orazi (Claudio Orazi, attuale commissario del Verdi di Trieste, n.d.Amfortas) addebita tanto ai cambiamenti apportati all’impianto degli abbonamenti (dalla soppressione di un turno, fino ai due turni pomeridiani entrambi con in dote il secondo cast, quello tradizionalmente più “debole”) quanto al mix operato tra titoli di generi diversi.

 

Peraltro i pochi intimi che hanno visto l’ultimo spettacolo al Verdi, hanno potuto godere della vista di Giorgio Albertazzi seminudo, son cose che lasciano il segno e non hanno prezzo. Per tutto il resto c’è Mastercard, no?

Ci sono pure notizie positive.
Infatti, sempre Il Piccolo ci informa che finalmente c’è un avvicinamento tra l’Università e l’opera lirica, evento da considerarsi soprannaturale.
L’artefice di questo miracolo è il Generale Inverno, che ha reso impraticabile l’Aula Magna dell’ateneo triestino: sembra che faccia un freddo bestia, lì dentro.
Quindi, il tradizionale avvio dell’anno accademico si svolgerà al Teatro Verdi.

Insomma si fa poca musica nel teatro lirico triestino, ma tra professori universitari, ministri, ex sovrintendenti e Albertazzi vari non mancano certo i tromboni.

A presto.

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