Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Una serata al femminile al Teatro Verdi di Trieste.

Anche il secondo concerto della stagione sinfonica triestina è stato un successo di pubblico. Mi pare che l’affluenza, a occhio perché non ho dati precisi, sia decisamente più alta dell’anno scorso. In percentuale – ed è importante – credo che anche gli spettatori più giovani, favoriti da prezzi davvero convenienti, siano in aumento.

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In quest’occasione il programma prevedeva un’Ouverture, un concerto per pianoforte e orchestra, una sinfonia. Il tutto amalgamato da Valentina Peleggi, giovane bacchetta all’esordio a Trieste, che ha fatto un buon lavoro anche grazie all’Orchestra del Verdi che si sta assestando su livelli di rendimento molto alti.chloe-mun
La solista, Chloe Mun, merita un discorso a parte e su La Classica nota potete trovare i particolari (dal mio punto di vista, ovviamente) su di lei e sulla serata in generale.

Chiudo con una segnalazione e una piccola postilla personale.
Vi invito a seguire questo nuovo blog, curato dal mio amico Giuliano.
E poi.
Non sono in formissima e perciò una volta di più ringrazio la mia passione per la musica che, come più volte in passato, mi ha aiutato a superare momenti difficili.
Un saluto a tutti, alla prossima.

Parte con il piede giusto la stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste.

È partita col botto la Stagione sinfonica del Teatro Verdi di Trieste, e fa davvero molto piacere segnalarlo.
Come di consueto qui, su La Classica nota, potete leggere i particolari di una serata per molti versi davvero eccellente.
Felix Mendelssohn-Bartholdy
e Gustav Mahler sono compositori che non deludono mai, soprattutto quando gli interpreti ricreano la magia senza tempo di pagine musicali così belle. E così difficili da eseguire, anche.
Ieri sera però gli artisti hanno dato il meglio, a partire da Gianluigi Gelmetti passando per il Coro femminile e la violinista Leticia Moreno, con un’Orchestra del Verdi in forma strepitosa a legare il tutto.
La palma del migliore va però a Stefano Furini, primo violino dell’orchestra triestina che si è reso protagonista di una prodezza inaudita.c1
All’inizio del bis bachiano della Moreno ha trattenuto a stento uno starnuto e, rischiando seriamente di soffocare, è restato in apnea sino alla fine del brano. A un certo punto era più rosso del fiammante vestito della violinista.
Non si diventa primi violini per niente (strasmile, ciao Stefano).

Ultima trasferta a Lubiana, protagonista Piotr Beczala.

Con Il recital di Piotr Beczala, di cui potete leggere la cronaca su La Classica Nota, si è chiusa anche quest’anno la mia esperienza da cronista al Festival di Lubiana.
È stata una bella – e impegnativa, devo dire – galoppata tra generi musicali diversi interpretati da artisti e orchestre che di solito a Trieste non si vedono. La qualità complessiva delle serate è stata di ottimo livello e mi sono divertito sempre.
Noi che scriviamo di musica, l’ho già detto da qualche parte, siamo fortunati perché possiamo vedere più spesso di altri il lato migliore di quest’umanità che nel complesso non dà proprio un’immagine edificante di se stessa.
Il Festival di Lubiana è una manifestazione molto bella, di là dei meriti artistici la trovo autenticamente popolare: per la politica dei prezzi, anche, che consente a una larga parte di persone di accedere agli spettacoli senza svenarsi. E poi perché il pubblico di Lubiana è interessante029 dal lato antropologico, in quanto rappresenta bene una nazione piccola, giovane, che ci tiene alle proprie tradizioni ma non ne fa una bandiera da ostentare. In molti avrebbero da imparare da questo tipo di filosofia ma, come ben sapete, qui si parla di musica e oltretutto in modo semiserio perciò…lascio ancora qualche foto (cliccare) dell’ultimo concerto senza approfondire un discorso che sarebbe doloroso.
La prossima settimana comincia la stagione sinfonica, che si presenta interessante, al Teatro Verdi di Trieste: ne parlerò anche qui, in qualche modo.

Un saluto a tutti, alla prossima!

Daniele Gatti e la Royal Concertgebouw Orchestra trionfano a Lubiana.

Debussy e Stravinskij sono compositori particolari, ai quali non ci si deve accostare con quello spirito molto italiano che pretende una melodia fluida e lineare, altrimenti si rischia una delusione.
Quello sopra è il classico fervorino che faccio a qualche neofita quando incontra buona parte della musica del Novecento. Beh, avreste dovuto sentire Métaboles di Henri Dutilleux (strasmile)!
Il programma del concerto a Lubiana della Royal Concertgebouw Orchestra era piuttosto impegnativo, vero. Ma quando sul podio c’è un fuoriclasse (per me) o almeno un direttore sempre interessante e mai banale (e questo spero valga per tutti) come Daniele Gatti gli ostacoli sembrano più facili da affrontare.
Qui, su La Classica nota, potete leggere le mie sensazioni sulla serata e anche qualche considerazione più personale sulla fortuna che abbiamo noi che, per passione o per mestiere, frequentiamo i teatri.
Anche questa volta ho scattato un paio di foto (cliccare), rischiando di essere cacciato (smile).

Un saluto a tutti, alla prossima!

Due recensioni al prezzo di una dal Festival di Lubiana, protagonisti il violino, la London Symphony Orchestra e Gianandrea Noseda.

Non è stato facile, dopo la terribile notizia della scomparsa di Daniela Dessì, tornare a teatro. Lo ammetto senza problemi. Credo però che si debba andare avanti, ed è con questo spirito costruttivo che torno a scrivere di musica sul blog, per segnalarvi le mie due ultime uscite a Lubiana.

Sergej Krilov

Sergej Krilov

La prima recensione si riferisce al bel concerto del violinista Sergej Krilov.

La seconda alla trionfale sortita della London Symphony Orchestra guidata da Gianandrea Noseda, impreziosita dalla bravura della violinista Lana Trotovšek.

Vi assicuro che le mie parole non rendono giustizia alla bellezza del suono della LSO – circa cento professori d’orchestra, una sessantina gli archi – e neanche alla sobrietà della compagine da camera lituana.

Gianandrea Noseda è un ottimo direttore che, a mio parere, non è sufficientemente considerato in patria (e non è neanche l’unico a essere sottovalutato, peraltro). In realtà vale molto di più di colleghi eccessivamente strombazzati.
Vi allego anche un paio di foto che ho strappato alle arcigne maschere slovene (strasmile)

Un saluto a tutti, alla prossima!

La grande Daniela Dessì se n’è andata.

Daniela Dessì non è più tra noi.

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Non ho modo di esprimere la mia immensa tristezza per la grande artista che ci ha lasciato ma soprattutto per la straordinaria persona alla quale devo molto. Nei giorni scorsi la sua voce è risuonata anche alle Olimpiadi, come colonna sonora per una prova di ginnastica artistica. Sapevo che stava molto male e non ho potuto fare a meno di togliere il volume della televisione.
Potrei e forse anche dovrei scrivere qualcosa di più ma non me la sento.
Mi piace, però, rendervi partecipi di un ricordo.
Quando nel 2008 debuttò nella Norma di Bellini ero a Bologna, in un palco laterale al quale avevo potuto accedere solo grazie alla sua cortesia, perché il teatro era esaurito da mesi.
Con me c’erano mia moglie e un anziano appassionato bolognese. Alla fine eravamo tutti in lacrime per le emozioni che Daniela aveva saputo regalarci.
Scrissi qualche riga dopo quella recita e poco tempo prima ebbi la fortuna di intervistare Daniela, a Montecarlo, prima del suo debutto nella Forza del destino. Ora rileggendo quelle righe penso alle battute, all’ironia e alla consapevole leggerezza che aveva anche nello studio di parti nuove. Qualità che ha saputo mantenere anche come insegnante, mi dicono molti suoi allievi.
Ma basta così, un abbraccio a Fabio Armiliato e al figlio Jacopo.

Il senso della musica (e forse della vita).

Come credo sappiate, non amo troppo la retorica.
Ci sono occasioni però che meritano una certa enfasi e, se per sapere qualcosa degli esiti artistici del concerto al Festival di Lubiana vi dovete scomodare a leggere La Classica Nota, per capire qual è il senso più profondo della musica, di tutta la musica, vi basta guardare queste foto.

Un saluto a tutti.

I’m in a Bayreuth state of mind 2016. Ovvero la musica come terapia.

Breaking News:

Parsifal in onda IN DIRETTA anche su RADIO3 dalle 16 di lunedì prossimo.

Dunque, ci risiamo. A sollevarci (spero, non è detto…) dalle terribili notizie che continuano ad arrivare da ogni parte del mondo, incombe il Festival di Bayreuth che comincerà nientemeno che con Parsifal il prossimo lunedì 25 luglio. A seguire, nei giorni successivi, saranno il Ring – con il consueto intervallo di Der fliegende Holländer tra Siegfried e la Götterdämmerung – e Tristan und Isolde. Leggi il resto dell’articolo

Otello di Verdi al Festival di Lubiana.

Otello di Giuseppe Verdi è sempre un’opera che si ascolta con piacere; è anche un lavoro difficile da mettere in scena, sotto ogni punto di vista.mediaspeed-26
Ieri sera a Lubiana credo di poter affermare che si è giunti a un buon compromesso tra regia e parte musicale. Magari l’allestimento presentava qualche criticità (nei costumi, per esempio) ma la parte musicale mi ha soddisfatto. Non è poco.
Alla fine ho fatto una riflessione: chissà che anche nei teatri italiani non possa funzionare il sistema degli artisti residenti? All’estero è una pratica piuttosto frequentata, e dopo gli esiti artistici della Katja Kabanova e dell’Otello di ieri, beh, quasi quasi…un pensierino lo farei.
Credo valga soprattutto per quelle realtà che non possono permettersi cast di primo (presunto) piano e cioè la maggioranza dei teatri italiani con pochissime eccezioni.
Pensateci, sovrintendenti, anche al netto di complicazioni organizzative.
Qui la mia cronaca dell’Otello, su La Classica Nota.
A proposito, approfitto per ringraziare tutti coloro che mi scrivono in privato per complimentarsi e anche per lamentarsi di qualche mio parere. Prima o poi, come sapete, rispondo con chiarezza.

Un saluto a tutti, alla prossima!

Partito il Festival di Lubiana, con un Erwing Schrott in gran forma.

Ieri sera si è inaugurato il Festival di Lubiana, che anche quest’anno presenta numerosi concerti interessanti.Lubi1_00002.jpg
Ieri è stata la volta di un godibilissimo recital di canto di cui ho dato conto qui, su La Classica nota.
Come scritto nell’articolo linkato, peccato che le elezioni comunali abbiano costretto alla rinuncia dell’anteprima a Trieste in Piazza Unità, come si fece negli anni scorsi.

Peccato soprattutto per il risultato di dette elezioni, più che altro (strasmile).

A presto!

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