Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

La stagione sinfonica, lirica e di balletto 2017/2018 del Teatro Verdi: sursum corda!

Dopo le puntualizzazioni, beninteso personali ma largamente condivise, del post precedente, è tempo di passare ad argomenti più interessanti. Ovviamente anche in questo caso si tratta di opinioni ma mi fa piacere scriverne e poi, per motivi misteriosi, sembra che il periodico articolo sulla nuova stagione del Verdi di Trieste sia sempre particolarmente gradito. Me lo dicono le statistiche che posso consultare grazie a WordPress, che ospita Di tanti pulpiti.
Allora, la novità è che quest’anno non comincerò con la solita solfa delle passate occasioni perché, e sono il primo a stupirmi (strasmile), sono abbastanza contento delle scelte per la prossima stagione.
Tenete presente, mi raccomando, che i pareri dei critici musicali sono talmente inutili da far apparire autorevoli i sondaggisti politici e avrete un quadro completo della situazione (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

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Un paio di considerazioni serie sulla strategia comunicativa del Teatro Verdi di Trieste: opinabili, ovviamente.

Comincio questo mio post con una considerazione personale, non so quanto condivisibile: credo fermamente che la funzione della critica musicale non si esaurisca nel commentare gli esiti artistici di un singolo spettacolo. È mia convinzione che si debba andare oltre, esplorando argomenti e situazioni che con l’Arte hanno poco a che fare. Leggi il resto dell’articolo

Grande concerto a Lubiana con Paavo Järvi. A Trieste ci accontentiamo di Dante.

Dopo la brillante inaugurazione del Festival di venerdì sera, il primo concerto di luglio ha visto protagonisti Paavo Järvi sul podio della Münchner Philharmoniker e il pianista Piotr Anderszewski, impegnati in un programma molto interessante, vario e complessivamente non troppo inflazionato.

LAYOUTFOTOS; BITTE FEINDATEN ANFORDERN Probe der deutschen Kammerphilharmonie Bremen mit Paavo Järvi

Oggi, intanto, in quel di Milano sarà presentata la nuova stagione lirica (e credo anche sinfonica) del Teatro Verdi di Trieste.
Qualcuno potrebbe chiedere “Perché a Milano e non a Trieste?”
Risposta facile: Allianz, diventata main sponsor del Verdi ha deciso così. La presentazione, infatti, avrà luogo in una nuova location della società, al 47esimo piano della Torre Allianz.
Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare.

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La Fura dels Baus dà spettacolo al Festival di Lubiana: foto inedite (mie) di un viaggio nel tempo.

Con un giorno di ritardo sulla tabella di marcia prevista, a causa delle avverse condizioni meteo, si è aperto il sessantaseiesimo Festival di Lubiana, ed è stata un’inaugurazione col botto.FuraLubiana_00023.jpg

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Recensione meditata di La traviata di Giuseppe Verdi a Trieste: è in atto un’epidemia di tisi, molte Violette cadono sul campo.

In questi giorni a Trieste muoiono un sacco di Violette, nel senso che ben cinque si stanno affrontando per ottenere la parte al Teatro Verdi: alla fine ne resteranno due (forse tre, boh) che potranno finalmente morire di tisi in scena. Tu pensa la sfiga, qualche volta (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

La traviata di Giuseppe Verdi a Trieste: una piccola presentazione sbilenca e considerazioni sulla cucina nella perfida Albione.

Venerdì prossimo esordisce al Teatro Verdi di Trieste La Traviata di Giuseppe Verdi, in una nuova produzione firmata da Giulio Ciabatti.
Immagino che della Traviata ne abbiate sentite di tutti i colori, che ci vorrebbero tre soprani (uno per atto) per cantarla, che non è possibile non piangere ecc ecc. In realtà sono tutte cose che fanno parte di un’opera che ormai è leggenda, come il suo compositore Giuseppe Verdi che nella vita fece tutt’altro che piangere ed amare per tutti come vorrebbero le anime belle. La parte di Violetta è difficile, ma non lo è più di decine di altre parti operistiche, anche verdiane. E sì, fa piangere se ci si immedesima ma io piango anche per Lohengrin o Tristan, oppure per Lulu o Emilia Marty. E potrei andare avanti.
Vediamo intanto quelle poche cose che bisogna sapere sulla nostra Violetta:

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Der fliegende Holländer di Richard Wagner a Budapest: maledette lavatrici.

Il vascello dell’Olandese volante affonda a Budapest e io non ho potuto fare nulla per salvarlo. Peccato (strasmile).
In realtà una messa in scena non troppo ardita, ma incongrua, ha procurato una falla alla nave.
Wagner è sopravvissuto a ben altro!
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Tristan und Isolde a Budapest: Peter Seiffert, Allison Oakes e Matti Salminen mi hanno fatto il regalo di compleanno

Quest’anno per il mio compleanno mi sono regalato una trasferta a Budapest, dove da qualche lustro c’è un gran Festival wagneriano.
Insomma mi sono rimpinzato di goulash e ho ascoltato la mia musica preferita. Ho passato genetliaci peggiori (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Domani al Caffè San Marco conferenza stampa di presentazione del Festival di Lubiana.

Anche quest’anno seguirò qualche serata, diciamo una decina, del Festival di Lubiana.
È una manifestazione che mi piace molto e che è seguita poco o nulla dai media italiani. Per i triestini è, o dovrebbe essere, una manna perché dà l’occasione di ascoltare dal vivo artisti e compagini di livello straordinario, che a Trieste non ci possiamo permettere. Purtroppo, il triestino è una bestia stanziale e quindi se ne frega, preferendo il più comodo divano e lo stato di lamentazione permanente sulla miseria delle proposte autoctone.
Perciò, chi mi ama mi segua, ma soprattutto chi vuol conoscere si dia una mossa e vada a Lubiana, almeno un paio di volte (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

La Cenerentola di Rossini al Teatro dell’opera di Lubiana: un ritorno agli anni Cinquanta del secolo scorso.

Questa volta non è andata benissimo ma succede nelle migliori famiglie che qualche figlio esca, come dire, non particolarmente aggraziato (strasmile).
Più che altro non mi piace vedere trattato così Rossini, che non lo merita proprio. Peraltro il pubblico ha gradito, circostanza che rende ancora più inutile del solito – se mai fosse possibile – il mio parere critico.
Però da teatro si esce sempre contenti perché l’alternativa è la vita di tutti i giorni, e questi sono giorni bui, dal mio punto di vista di vecchio scemo (strasmile).

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