Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione espressa di Attila di Giuseppe Verdi al Teatro alla Scala di Milano: il flagello della noia.

È andata, dai.

Repetita iuvant.

Questa recensione è frutto della visione televisiva della prima scaligera, perciò attenzione: solo dal vivo uno spettacolo può essere valutato in modo completo, per ragioni tanto evidenti che non sto neanche a elencare. Detto questo, andiamo avanti.

Anche quest’anno soffro di recensione praecox, non c’è nulla da fare. Insomma mi espongo un po’ ma è tradizione di questo blog sgravare una recensione espressa, cotta sul momento. Leggi il resto dell’articolo

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Divulgazione semiseria dell’opera lirica: la prima del Teatro alla Scala di Milano vedrà protagonista Attila di Giuseppe Verdi, il flagello dei nasi.

Dunque, siamo nell’imminenza della prima scaligera, evento che scatena gli istinti più bassi – e già non sono alti di solito – dei melomani: quest’anno l’onore e l’onere dell’apertura spetta all’Attila composto da Giuseppe Verdi. Un’opera che non è mai entrata davvero nel cuore degli appassionati ma che, almeno dal mio punto di vista, non è certo così disprezzabile.
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Stagione della Società dei concerti di Trieste: serata da ricordare con i Philharmonisches Capriccio Berlin, il sestetto d’archi dei Berliner.

Nel settembre del 1971, Herbert von Karajan inaugurò la stagione della Società dei concerti di Trieste con i “suoi” Berliner Philharmoniker di cui era a quel tempo Direttore stabile: negli anfratti di casa mia ci deve essere ancora il programma di sala della serata. Leggi il resto dell’articolo

Un popolo di santi, poeti, navigatori e assassini. Tutti presenti al Festival Wunderkammer a Trieste alla Torre del Lloyd.

A Trieste, si sa, l’offerta culturale è sovrabbondante e molto al di sopra delle possibilità di ricezione di una città demograficamente anziana di poco più di duecentomila anime. Leggi il resto dell’articolo

Ancora I puritani al Teatro Verdi di Trieste, questa volta solo per immagini.

Purtroppo per i miei lettori le fotografie saranno sempre più presenti sul blog, tenetelo presente. Leggi il resto dell’articolo

Macbeth di Giuseppe Verdi al Teatro La Fenice di Venezia: teatro lirico allo stato puro.

Il Macbeth, tragedia scespiriana tra le più note, è stato spesso oggetto di rielaborazioni, manipolazioni e interpretazioni anche bizzarre.
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Recensione semiseria de I puritani di Bellini al Teatro Verdi di Trieste: Gene Simmons dei Kiss cerca di nascondersi tra le damigelle, ma viene riconosciuto subito.

Già alla generale di mercoledì avevo percepito qualche stranezza tra le damigelle della corte degli Stuart, ma solo ieri, alla prima, sono riuscito a realizzare cosa mi solleticava la fantasia. Ebbene sì, tra le pudiche castellane s’era intrufolato il trasgressivo Gene Simmons dei Kiss. Non mi sfugge nulla (strasmile) e proprio non riesco a essere serio, soprattutto. Abbiate pazienza (smile).
Segnalo anche che lo spostamento delle rotative fuori Trieste ha portato un beneficio ai lettori del quotidiano Il Piccolo: quest’anno non ci è stata inflitta l’umiliazione di leggere la recensione sul giornale un minuto dopo la fine dello spettacolo: no xe un mal senza un ben, si dice in vernacolo (strasmile).

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I puritani di Vincenzo Bellini al Teatro Verdi di Trieste: un poker d’assi ritorna dal passato.

Dopo l’evento della Semiramide a Venezia e prima del Macbeth, sempre nella città lagunare, si inserisce l’apertura di stagione al Teatro Verdi di Trieste con I puritani di Vincenzo Bellini. Un trittico di capolavori formidabili che, per diverse ragioni, si possono considerare come pietre miliari dell’opera lirica italiana.
In questi tre lavori le figure femminili sono lo specchio, in declinazioni affatto diverse, dell’eroina del melodramma italiano della prima metà dell’Ottocento. Leggi il resto dell’articolo

È morta Marina Garaventa, alla quale tutti dobbiamo molto.

A chi, come me, frequenta la Rete da moltissimi anni può succedere di fare incontri importanti: alcuni restano nel vago mondo del virtuale, altri si realizzano in modi diversi e più concreti.
Da quando, nell’ormai lontanissimo 2002 aprii il mio primo blog su Tiscali – scrivevo già sul Web, ma i blog erano il must have del momento – di incontri come quelli descritti ne ho fatti tanti. Sul Web, come nella vita, il tempo passa velocemente e lo scorrere della vita porta con sé gioie e dolori.
Oggi è un giorno di dolore.
Con un ritardo che non riesco a spiegarmi e che mi umilia, ho saputo solo ieri della morte, avvenuta il 13 settembre scorso,  di Marina Garaventa, figlia del tenore Ottavio, che qui sul blog si firmava e commentava come Princy60 aka La Principessa sul pisello.
Già, commentava, oltre a lasciare spesso un semplice like alle mie recensioni o alle mie elucubrazioni sulla musica lirica e sinfonica ecc.
Quel commentava appena scritto nasconde un’enorme volontà, un grandioso eroismo civile e soprattutto un esempio per tutti noi. Non voglio entrare in particolari, ma chi volesse approfondire può farlo acquistando questo libro che Marina scrisse con l’aiuto di Emilia Tasso.
Io e Marina intrattenevamo anche una scarna corrispondenza privata e una volta mi chiese, con una gentilezza pari alla bellezza della sua persona, di contribuire a diffondere questo comunicato anche attraverso OperaClick, oltre che tramite questo blog. Un’altra ancora mi chiese di poter scrivere una forzatamente breve biografia del padre, Ottavio, che era mancato da poco.
Ma, soprattutto, in una mail che risale a tantissimi anni fa mi scrisse – e qui mi limito a parafrasare perché la citazione letterale mi sembrerebbe irrispettosa –

“tu fai quello che sarebbe piaciuto fare a me, il critico musicale. Ti invidio molto. Cerca di ricordare che dietro a ogni artista c’è sempre una persona che ha una vita anche fuori dal palcoscenico e che può influire sul rendimento sul palco. Se ti attieni a questa piccola regoletta gli artisti ti vorranno bene anche quando sarai costretto a scriverne male.”

Da quando ho letto quella mail ho ripensato completamente al mio ruolo di critico musicale e spero di essere riuscito, nel mio piccolo, a essere non solo un critico ma soprattutto una persona migliore.
Ciao Marina, che la terra ti sia lieve.

La stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste si è conclusa con Čajkovskij e Respighi. Fabrizio Maria Carminati pronto per I puritani di Bellini che apriranno la stagione lirica il 16 novembre prossimo.

Ormai siamo quasi pronti per l’inaugurazione della stagione lirica. Prima di disquisire, inutilmente peraltro, sull’orribile fa sovracuto che il tenore dovrebbe (ma per me sarebbe meglio evitare) emettere nel terzo atto, prendiamo atto che Fabrizio Maria Carminati è in ottima forma. Leggi il resto dell’articolo

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