Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Il Teatro Verdi chiude a tempo indeterminato causa Covid-19

Ricevo e pubblico, non certo volentieri.

COMUNICATO STAMPA

Rinvio delle rappresentazioni al pubblico dicembre 2020

La Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste è spiacente di dover comunicare che, stante il previsto mantenimento delle misure governative per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 e in particolare il divieto di tenere rappresentazioni con pubblico nelle sale di spettacolo, sono state rinviate le rappresentazioni aperte al pubblico dell’opera Traviata di Giuseppe Verdi previste nel dicembre 2020 e quelle del balletto Il Lago dei Cigni di Petr Ilic Chaijkovskij previste nel dicembre 2020/gennaio 2021. Le rappresentazioni saranno rinviate a data da destinarsi.

La biglietteria del Teatro è chiusa fino a nuova comunicazioni

La nuova programmazione e tutte le informazioni relative  saranno rese note quanto prima attraverso tutti i canali d’informazione della Fondazione.

Con preghiera di pubblicazione/diffusione

Trieste, 3 dicembre 2020

Adele D’Aronzo ci accompagna in un viaggio musicale nella musica degli anni 2000, che rispecchia le contraddizioni del nostro tempo, ma ha salde radici nel passato.

La contingenza è tale che ascoltare dischi diventerà un’abitudine, purtroppo.
Al momento non me sento d’aggiungere altro, abbiate pazienza, neanche qualcosa di spiritoso che mi costringa a usare il tag umorismo.

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Terzo concerto della stagione autunnale al Teatro Verdi di Trieste. Cosa avrebbe detto Čajkovskij della Barcolana?

La Barcolana, seppure in forma più timida del solito per ovvi motivi, potrebbe aver sottratto qualche spettatore al Verdi. L’importante è che ci sia continuità nell’attività teatrale!
Scusate per la formattazione stravagante del testo, purtroppo WordPress mi ha imposto un nuovo editor e per ora non ci capisco una cippa (strasmile amaro)

In questi tempi grami, mentre mi preparavo per l’ascolto del terzo concerto della stagione autunnale triestina che si colloca poco prima della Barcolana, mi sono divertito a immaginare che musica avrebbe tratto Čajkovskij dall’atmosfera che si respira a Trieste nei giorni che precedono la grande regata. Mi piace pensare che non sarebbe stata poi così diversa da quella del Capriccio Italiano che ha aperto la serata e così cito, parafrasando, una lettera del compositore alla mecenate Nadezda von Meck:

il carattere di questa festa è determinato dal clima e dalle antiche usanze…se si osserva bene il pubblico che si accalca in modo così selvaggio sulle Rive, ci si convince che l’allegria di questa folla, per quanto possa assumere aspetti davvero singolari, in fondo è sincera e naturale. Non ha bisogno né di grappa né di vino, si inebria con l’aria del posto.

Se poi, come pare, l’aria del posto assumerà domenica prossima i connotati della bora scura, beh, di sicuro ci divertiremo.
Jordi Bernàcer, come già nel concerto precedente, si è confermato direttore di sicura professionalità sul podio dell’Orchestra del Verdi di Trieste, riuscendo a trovare equilibrio in una pagina musicale complessa, in cui convivono sprazzi militareschi, afflati romantici e suggestioni popolaresche. Dell’orchestra, sottolineo tra le altre cose l’ottimo rendimento delle percussioni e degli ottoni.Il passaggio tra la musica di Čajkovskij e quella, più severa e imponente, di Beethoven, può anche risultare ostico, ma il Quarto concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra ha caratteristiche peculiari.
Composto quasi in contemporanea a pietre miliari quali Fidelio e la Quinta sinfonia, il brano ha un retrogusto dolce e luminoso, scorrevole e discorsivo, quasi privo di quelle asperità che caratterizzano molta della produzione di Beethoven.
La solista Mariangela Vacatello ne ha colto in pieno l’umore romantico senza risultare svenevole o zuccherosa – l’ Allegro moderato iniziale si presterebbe a qualche eccesso di miele – e al contempo ha conferito un misurato vigore al più contrastato Andante con moto successivo, palesando anche tocco delicato e grande abilità nel “giocare” con le dinamiche. Poi, nel Rondò che chiude il concerto, la pianista ha dato ampia prova di un virtuosismo mai ostentato, finalizzato a un’espressività calorosa e vivacissima, solare.
Grande successo per lei, che ha ricambiato gli applausi del pubblico con due bis.
Gli archi e i legni dell’orchestra triestina hanno contribuito in modo fondamentale alla buona riuscita di una pagina musicale molto impegnativa.
L’Eroica rectius Terza sinfonia in mi bemolle maggiore op.55 – si può considerare un’opera etica, quasi un esempio di moralità in musica. Su questa pagina musicale si è scritto qualsiasi cosa (anche qualche corbelleria) e forse spingere troppo sul pedale della retorica non aiuta a godere di quello che è, in primis, uno straordinario monumento culturale. Perciò tralascerei Napoleone, l’Iliade e quant’altro, concentriamoci sulla musica.
La terza di Beethoven è innanzitutto musica da brividi, palpitante ed emozionante come poche altre perché porta con sé un tumulto di sentimenti difficilmente governabile sin dall’inizio, che sembra quasi un trionfo della vitalità dell’uomo. Poi, con la Marcia funebre ci ritroviamo, tutti, al cospetto con le grandi domande della vita che, com’è giusto che sia, sono disperatamente senza risposta.
Lo Scherzo ci rasserena e ci trasporta in un mondo dal sapore bucolico, a una spensieratezza ancestrale. L’Allegro molto del quarto movimento è energia pura e credo sia davvero uno dei momenti più adrenalinici di tutta la produzione di Beethoven il quale, non a caso, considerava proprio questa la sua sinfonia più riuscita.
Il direttore Jordi Bernàcer ha scelto una lettura prudente, forse non troppo personale ma sicuramente encomiabile per precisione e accuratezza. È mancata, dal mio punto di vista, quella scintilla che sarebbe potuta scaturire da agogiche più spregiudicate.
Brillante in toto il rendimento della compagine orchestrale triestina.
Il concerto è stato gradito dal pubblico, questa volta meno numeroso rispetto alle ultime occasioni, che ha ripetutamente chiamato al proscenio Jordi Bernàcer.

Pëtr Il’ič ČajkovskijCapriccio italiano in la maggiore op.45
Ludwig van BeethovenQuarto concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra
Ludwig van BeethovenTerza sinfonia in mi bemolle maggiore op.45
  
DirettoreJordi Bernàcer
PianoforteMariangela Vacatello
  

Orchestra del Teatro Verdi di Trieste



Trionfo per Sergej Krylov nel secondo concerto della stagione autunnale al Teatro Verdi di Trieste.

Sergej Krylov e l’Orchestra del Teatro Verdi trionfano a Trieste in un emozionante concerto. Teatro esaurito per la seconda volta consecutiva. Il Covid-19 resta a casa (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

È ripresa con un concerto lirico l’attività al Teatro Verdi di Trieste: è subito sold out!

Sold out, appunto, ed è già un’ottima notizia. Per il momento va bene così, a seguire la cronaca della serata con le bellissime immagini dell’amico Fabio Parenzan.
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Presentata l’attività artistica del Teatro Verdi di Trieste.

Presentata questa mattina la “stagione autunnale” del Teatro Verdi di Trieste. Quello che leggerete è il comunicato stampa del teatro e non farina del mio sacco, perché ritengo che nella contingenza sia già miracoloso che il teatro riapra e non me la sento di aggiungere altro. E speriamo che si riesca a portare a termine la stagione senza inconvenienti! Leggi il resto dell’articolo

Chiusa la stagione estiva del Teatro Verdi di Trieste. Il futuro è incerto, ma si può sperare bene per i prossimi mesi.

Proprio mentre stavo scrivendo la recensione, è arrivato un comunicato stampa del teatro che recita così:

La programmazione della prossima Stagione concertistica 2020 è in via di definizione e verrà presentata in ogni dettaglio alla riapertura del Teatro. L’inaugurazione avverrà domenica 13 settembre 2020, con un grande concerto lirico sinfonico.

Insomma, non perdiamo la speranza!

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Euryanthe, capolavoro misconosciuto di Carl Maria von Weber. Ottimo Dvd della Naxos.

L’appassionato di musica lirica deve pur trovare conforto in questi tempi bui, in cui la musica dal vivo è quasi irraggiungibile. I Dvd sono un buon compromesso, soprattutto quando si possono vedere opere ormai uscite dal repertorio più praticato.
Perciò, in attesa di momenti migliori… Leggi il resto dell’articolo

Un po’ di nostalgia nel secondo concerto estivo al Teatro Verdi di Trieste.

Nostalgia per il tempo, che pare ormai lontanissimo, dei teatri affollati, e anche per il mood dei brani proposti.
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Cronaca di una resurrezione annunciata: torna la musica “vera” al Teatro Verdi di Trieste

Finalmente, dopo tre mesi di chiusura obbligata, il Teatro Verdi di Trieste ha riaperto le porte al pubblico.
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