Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Il mio pensiero schietto sulla vicenda del Corriere della Grisi

Io e gli autori del Corriere della Grisi non ci amiamo molto. A suo tempo, alla Fenice di Venezia, abbiamo anche avuto un incontro ravvicinato piuttosto imbarazzante, dopo che per anni ce ne siamo dette di tutti i colori sugli spazi di nicchia dedicati alla musica lirica.

Da qualche settimana il loro sito non è più raggiungibile ed è ragionevole pensare che siano stati hackerati, per quanto possa sembrare incredibile.

Se fosse confermata l’ipotesi di cui sopra, a me pare una bestialità inaccettabile che qualcuno voglia impedire ai “grisini” di esprimere la loro opinione e questo ovviamente a prescindere dal fatto che la pensi quasi sempre in maniera diametralmente opposta a loro su cantanti, registi, direttori. E, oltretutto, che consideri incivile, violento e inappropriato il linguaggio in cui scrivono i loro articoli.

Se ci si ritiene diffamati si fa una denuncia a chi di dovere, non si impedisce a nessuno di scrivere o parlare.

O almeno questo è ciò che penso io.

Festival di Bayreuth 2015 alla partenza.

Oggi segnalo in apertura il bel post tecnico gossiparo (strasmile) di Daland, che ha messo nero su bianco buona parte dei rumors su Thielemann vs Petrenko, Kampe&Petrenko e nipotine di Wagner rampanti varie.

Si comincia sabato prossimo 25 luglio, ed è un inizio col botto perché quest’anno la prima opera in programma è nientemeno che Tristan und Isolde, vale a dire uno dei monumenti della musica e dell’Arte tout court.

Il grande Daland qui dà i numeri (smile), nel senso che ci propone qualche interessante statistica.
Ovviamente io, da wagneriano fradicio, sono già in agitazione da qualche tempo (I’m in Bayreuth state of mind, scrivevo una volta). Non so però se avrò tempo di scrivere qualcosa e soprattutto se ne avrò voglia. Ultimamente intorno al mondo della lirica c’è troppa tensione. Come ovunque, peraltro, ed è logico che sia così visto che i microcosmi quasi sempre risentono dell’andamento climatico generale.
Radio3 trasmetterà il Tristan iniziale, la prima recita dell’orribile Lohengrin (il Rattengrin, cioè) del regista Hans Neuenfels (produzione nefanda, esecrabile e maledetta che poi dovrebbe essere abbandonata per sempre) e il successivo Olandese.ratten
Nel palinsesto non vedo traccia del Ring, diretto anche quest’anno da Kirill Petrenko (designato dopo un’aspra battaglia prossimo direttore dei Berliner Philharmoniker). Poco male, ci sono tante altre radio che seguiranno con più costanza la manifestazione.
Quindi, anche se non ci saranno probabilmente recensioni semiserie volevo mettere a disposizione questo spazio per chi avesse voglia di esprimere qualche parere: non mancheranno certo motivi di discussione.
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Posteggio la tastiera, allora (strasmile).

Un saluto a tutti!

Festival di Lubiana: bel concerto di canto di Željko Lučić ed Evelin Novak.

I recital di canto sono una delle colonne portanti del cartellone del Festival di Lubiana e dopo l’inopinata rinuncia di Elīna Garanča (la settimana scorsa ha dato forfait per gravissimi motivi familiari), era molto atteso il concerto di Željko Lučić, affiancato dalla giovane Evelin Novak.
Il programma era decisamente nazionalpopolare, come credo sia giusto per un recital inserito in una manifestazione che si rivolge a un pubblico vasto qual è la kermesse slovena. Arie e pagine musicali notissime, quindi, tratte esclusivamente dal repertorio italiano più classico: Verdi, Puccini, Leoncavallo, Giordano e nessuna escursione nel Belcanto. Leggi il resto dell’articolo

La stagione 2015/2016 al Teatro Verdi di Trieste: un paio di considerazioni a latere, serie e semiserie.

Qualche settimana fa è stato presentato il nuovo cartellone del Teatro Verdi di Trieste, comprendente le stagioni 2015/2016 di lirica, balletto e musica sinfonica.
Da quel giorno, purtroppo, la fondazione triestina ha subito una gravissima perdita: quella di Paolo Vero, Maestro del Coro, improvvisamente scomparso nei giorni scorsi. Proprio in occasione della presentazione della nuova stagione aveva ben diretto coro e orchestra in tre pagine musicali molto belle, che avevano fatto da intermezzo agli interventi del Sindaco Roberto Cosolini, del sovrintendente Stefano Pace e del Direttore Musicale onorario Gianluigi Gelmetti.
Paolo Vero, persona schiva e capace, ha lasciato un grande vuoto in tutti noi che in qualche modo ci occupiamo di musica. Leggi il resto dell’articolo

Festival di Lubiana: il Requiem polacco di Penderecki raccoglie consensi unanimi.

Ieri è scomparso inopinatamente Paolo Vero, Maestro del Coro del Teatro Verdi di Trieste.
Questo post, che tratta di un Requiem in cui le masse corali sono particolarmente numerose e impegnate, è dedicato alla Sua memoria. Leggi il resto dell’articolo

Recensione abbastanza seria di Falstaff al Teatro Verdi di Trieste: stupisce l’uomo castoro.

Di questo Falstaff mi resterà per sempre nella memoria una scena straordinaria, che però non ha nulla a che fare con l’opera. Al primo intervallo un giovanotto mi ha colpito per la sua acconciatura pazzesca: sembrava avesse in testa un castoro. Ora, probabilmente è stata solo una mia sensazione, ma il fatto che il ragazzo sia stato trascinato da una forza arcana a rodere i tavolini di un bar in Piazza Verdi mi fa pensare che forse non è stata un’allucinazione. E certo, anche il fatto che dopo un po’ sia comparsa una diga vicino a Pep’s ecco, mi insinua il dubbio che proprio di un castoro si dovesse trattare e pure piuttosto vivace.
Serata sorprendente anche per altri motivi, perché alla fine dello spettacolo ho incontrato dopo soli 45 anni un mio compagno d’infanzia e di scuola. Il fatto che ci siamo riconosciuti subito, senza troppe esitazioni, depone a favore del nostro stato di conservazione, bisogna dirlo. Poi, se qualcuno volesse chiosare che gli enormi cartelloni appesi al collo con i cognomi scritti in stampatello possano essere stati d’aiuto, beh, è libero di insinuarlo. Ciao Pier (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Aspettando Falstaff al Teatro Verdi di Trieste: qualche curiosità sul grasso cavaliere (troppi nachos, chissà), sulle querce e i cacciatori neri.

Lo ribadisco in apertura perché mi state tormentando (strasmile): scriverò sulla nuova stagione lirica e sinfonica ma DOPO il Falstaff.

Cos’è che rende Falstaff di Verdi un’opera d’Arte straordinaria? Probabilmente la circostanza che l’ultima opera verdiana resuscita un genere, quello comico, che era se non morto almeno in agonia.
Ovviamente come ha ben puntualizzato il direttore José Miguel Pérez-Sierra nell’intervista di un paio di giorni fa, Verdi non è Rossini e rivisita, reinventa il genere come artista del suo tempo e, soprattutto, come uomo giunto ormai quasi alla fine della parabola terrena. Soprattutto, scrisse che Scrivendo Falstaff non ho pensato né a teatri, né a cantanti. Ho scritto per piacer mio e per conto mio!
Di seguito alcuni fatti meno noti sul Falstaff, che probabilmente faranno apprezzare ancor di più l’opera a coloro che saranno presenti alla prima del 25 giugno o a qualche recita successiva. Leggi il resto dell’articolo

In attesa di Falstaff al Teatro Verdi di Trieste. Intervista a José Miguel Pérez-Sierra, che sarà sul podio dell’orchestra triestina.

Lo so, aspettate i miei commenti sulla nuova stagione lirica e sinfonica del Teatro Verdi, ma nel frattempo è in arrivo Falstaff, giovedì prossimo 25 giugno, perciò abbiate un po’ di pazienza e godetevi questa bella intervista che ho realizzato per OperaClick.
José Miguel Pérez-Sierra ha già diretto a Trieste, l’anno scorso, L’occasione fa il ladro di Rossini.
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Una cozza tira l’altra.

Ora, io già come critico musicale sono di una modestia imbarazzante e me ne rendo conto benissimo, perciò non vorrei che qualcuno dei miei happy few, leggendo le prossime righe, pensi che il mio delirio sia peggiorato ulteriormente. Sì, perché neanche in una società distopica potrebbe trovare collocazione sensata un Amfortas che (stra)parla di poesia.
Però succede che un mio amico, Roberto Corsi, sia un poeta. E succede anche che poche settimane fa mi abbia fatto un graditissimo regalo e cioè la sua ultima raccolta di poesie, intitolata Cinquantaseicozze e pubblicata dall’editore Italic Pequod. Perciò io un paio di cosine le voglio proprio scrivere.
cinquantaseicozze Leggi il resto dell’articolo

Coin du Roi alla sua prima produzione: Serse di Händel al Teatro Goldoni di Venezia. Un paio di considerazioni serie.

Martedì scorso, vincendo la mia tendenza alla stanzialità e soprattutto il viscerale odio per l’orrida Venezia mi sono recato nella città lagunare per vedere il Serse di Händel allestito dalla neonata associazione Coin du Roi al Teatro Goldoni. Nei giorni precedenti due recite del Serse si erano svolte a Milano, al Teatro Litta. Se non sapete nulla di Coin du Roi, leggendo questa mia intervista al direttore musicale potete colmare la lacuna.teatro-goldoni7-766x297
Come potete immaginare, Venezia in questo periodo è particolarmente accogliente con il caldo e il suo tasso di umidità vicino al 100% ed è per questo motivo, suppongo, che è più affollata del solito: i turisti si limitano a morire di guai circolatori vari e solo dopo vengono divorati dai gabbiani assassini che, beati loro, non si sudano neanche il macabro pasto.
Ma, come sempre, passiamo alle cose meno serie. Leggi il resto dell’articolo

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