Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Un piccolo omaggio ad una persona che non c’è più.

Qualche tempo fa, scrissi un post che incontrò particolare favore tra i miei lettori.

Oggi lo ripropongo e lo dedico ad Arturo che non c’è più.

Credo che questo mio piccolo ricordo gli farà piacere, ovunque sia ora.

Allora, il gioco è questo: io propongo l’ incipit di un romanzo celeberrimo, tratto da "Metamorfosi" di Franz Kafka.

Quando Gregor Samsa si svegliò una mattina da sogni inquieti, si trovò trasformato nel suo letto in un immenso insetto.
Franz Kafka Metamorfosi

Chi vuole lo riscriva con lo stile dello (o degli) scrittori che ama di più.

Comincio io, all’inizio ricopierò i due commenti che mi lasciò lo stesso Arturo, così, almeno fino a lunedì, sarà ancora tra noi.

Hammett:

"La notte di Gregor Samsa non era stata tra le più tranquille: il suo sonno era stato disturbato da incubi, probabilmente dovuti all’eccesso di alcool e sigarette.
Si avvicinò al lavabo, lo riempì di cubetti di ghiaccio ed acqua e ci affondò la testa.
Ecco quello che ci voleva.
Si guardò allo specchio, quello che vide non gli piacque e ributtò il viso nell’acqua ghiacciata .Maledetto whisky.
Riprovò a guardarsi.
Non si piaceva mai, alla mattina, ma vedere che si era trasformato in un dannato insetto, era più di quanto potesse sopportare. "

Phillp K.Dick:

"Una voce metallica annunciò la sveglia.
Gregor Samsa pensò che il software per la programmazione dei sogni andava perfezionato; aveva selezionato “Emozioni in barca a vela”, ma il computer centrale, quella notte, gli propinò scene di naufragi.
Premette un bottone del personal e l’immagine del suo viso si stagliò sul soffitto.
Sì, evidentemente un virus informatico di nuova generazione aveva bypassato tutti i controlli.
“Però”- pensò- “non sono male come insetto”.
La giornata sarebbe stata lunga."

Woody Allen:

"Gregor Samsa sognò tutta la notte che la madre lo rincorreva per circonciderlo di nuovo.
Scese dal letto tutto sudato e dopo 10 minuti s’accorse che stava ancora infilandosi le pantofole nelle zampe, cioè nei piedi, no nelle zampe.
Zampe?!?
Non amava molto gli animali, ma quella mattina guardò con sospetto il flacone d’insetticida, e lo fece confortato dallo sguardo d’approvazione di una zanzara.
Ora, Gregor non aveva nulla contro le zanzare, ma non poteva sopportare chi gli succhiava il sangue, specialmente se lo faceva gratis."

Nick Hornby:

"Gregor Samsa aprì gli occhi, e pensò subito ai 5 modi peggiori per svegliarsi…
Poi, una volta guardatosi allo specchio, capì che quello era il giorno che ci sarebbe stata una new entry."

Italo Svevo:

"Gregor Samsa cadeva spesso in contraddizioni, ma mai nel medesimo giorno. Era soggetto all’umore della giornata. Secondo quello si metteva in dati panni non suoi e ci viveva come se fossero stati suoi e non avesse avuto da smetterli mai più. Però, quella mattina aveva esagerato."

La parola ad Arturo, e poi a voi.

 

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35 risposte a “Un piccolo omaggio ad una persona che non c’è più.

  1. amfortas 21 febbraio 2007 alle 9:14 pm

    liberodivolare (http://isola_di_arturo.blog.tiscali.it) [Venerdi 24 Giugno 2005 ore 23:05:24]

    La testa perduta di Damasceno Monteiro (Antonio Tabucchi)

    (La testa ritrovata di Gregor Samsa)

    Gregor Samsa aprì gli occhi, guardò la debole luce che filtrava dalle fessure della baracca e tentò di alzarsi cercando di non fare rumore.
    Non aveva bisogno di vestirsi perché dormiva vestito, la giacca nera chitinosa che gli aveva regalato l’anno prima Agostinho da Silva, detto Franz il Tedesco, domatore di cavallette sdentate del Circo Maravilhas, ormai gli serviva da vestito e da pigiama.
    Nella flebile luce dell’alba cercò a tentoni i gusci di noce trasformati in ciabatte che usava come calzature.
    Li trovò e cercò di infilarli.
    Ne trovò solo due, guardò sotto il letto ma gli altri quattro non c’erano.
    Conosceva la baracca a memoria, e poteva muoversi nella semioscurità rispettando l’esatta geografia dei miseri mobili che la arredavano. Avanzò tranquillo verso il buco e in quel momento urtò con le antenne contro il lume a petrolio che stava sul pavimento.
    Merda di scarabeo!!, imprecò fra le mandibole, Gregor Samsa.
    Era la sua compagna, che la sera prima aveva voluto lasciare il lume a petrolio accanto al suo bozzolo di immondizia con il pretesto che le tenebre le davano gli incubi e che sognava i suoi morti.
    Con il lume acceso basso basso, diceva lei, i fantasmi dei suoi morti non avevano il coraggio di visitarla e la lasciavano dormire in pace.
    Appena la vedo le vomito addosso tutto quello che ho mangiato ieri – mormorò, dirigendosi verso il buco che si era aperto nell’angolo della stanza……..

    liberodivolare (http://isola_di_arturo.blog.tiscali.it) [Giovedi 23 Giugno 2005 ore 18:47:41]

    “Accidenti” – farfugliò nel sonno Gregor Samsa – “tutto quell’Amaro Lucano, bevuto ieri sera, deve avermi procurato una seria lesione all’emisfero destro del mio, povero, cervello”.
    Grugnendo cercò di rigirarsi sul lato mentre si stropicciava gli occhi.
    L’oscurità che regnava nella camera gli impediva qualsiasi visione tranne i sottili lampi che attraversavano il monotono grigiore che lo circondava.
    Dando sempre colpa all’amaro scivolò giu dal letto e caracollò verso la finestra preparandosi mentalmente all’impatto di luce che l’avrebbe colpito, accecandolo, non appena avrebbe aperto le imposte.
    Ma, stranamente, la finestra non c’era.
    Stupito individuò il letto, l’armadio, la sedia su cui aveva depositato gli abiti la sera prima ma di fronte a lui c’era solo un muro che proseguiva senza interruzioni fino ai due angoli della camera da letto.
    Caracollò, allora verso l’interruttore della luce che era posto accanto alla porta sulla destra all’altezza della sua spalla.
    A tentoni individuò la porta, cercò l’interruttore e non lo trovò.
    Un’ondata di freddo panico lo attraversò ma lui razionalmente cercò di dare lucidità ai mille ragionamenti che gli stavano letteralmente facendo fondere il resto del cervello.
    Vampori strani lo colpivano , rumori sordi e chitinosi risuonavano intorno a lui, profumi leggermente avulsi da quelli soliti, dal tenore acido, invadevano le sue narici.
    Poi un pensiero lo rese ancora più nervoso.
    Se l’oscurità regnava sovrana intorno a lui come mai riusciva a individuare chiaramente i mobili e i contorni della stanza?
    L’orrore dell’ignoto lo spinse quasi alla follia che dilagò su di lui quando si rese conto che nell’andare verso la finestra era passato “sotto” la sedia posta davanti ad essa.
    Si rannicchiò in una sorta di ultima difesa di fronte ad una condizione che gli era completamente estranea.
    Si girò sul dorso, agitò le zampe e svenne.

    (Artur Blord)

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  2. utente anonimo 21 febbraio 2007 alle 10:32 pm

    Ricordo il giochetto. Questa volta non parteciperò ma apprezzo molto che tu l’abbia dedicato ad Arturo.
    Ciao

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  3. utente anonimo 21 febbraio 2007 alle 10:47 pm

    CHe succede, Amfortas? Se ne vanno gli amici, anch’io oggi ho dovuto lasciare un ricordo e tanto altro…
    Quante discussioni, quante battaglie con Arturo!
    Quanta tristezza oggi!
    Altro che virtuale: il blog è vita vera, che sa far male. Ed è qualcosa che resta di noi, a galleggiare su questo mare infinito di gente.
    Ciao, Artur
    Ghismunda

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  4. lucamadeus 22 febbraio 2007 alle 12:17 am

    c’entra poco, lo so, ma tempo fa avevo in mente di fare una cosa simile scrivendo dei post nello stile dei blog che frequento di più 🙂

    “Film bellissimo ed altrettanto bella la tua elaborazione ed i tuoi pensieri a margine.”
    grazie mille, l’ho amato molto in effetti
    ciao Paolo, notte
    L.

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  5. utente anonimo 22 febbraio 2007 alle 10:33 am

    Prendo ispirazione da Luvi, se non sbaglio, che l’altra volta aveva scritto anche alla maniera di Snoopy.

    “Ecco è già mattina, e io ho dormito da schifo! Ho fatto miliardi di sogni orrendi. E perchè non riesco a muovermi? E che sono queste zampette orribili al posto delle gambe? E queste ali? FERMATE IL MONDO

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  6. utente anonimo 22 febbraio 2007 alle 10:34 am

    … CHE SCHIFO, MI AVETE TRASFORMATO IN UN INSETTO!”

    Lucy Van Pelt, Margot

    P.S. Devo smetterla di digitare velocemente, mi partono i commenti quando ancora non sono completi… -_-

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  7. utente anonimo 22 febbraio 2007 alle 1:37 pm

    L’arpa d’erba (Truman Capote)
    La strada polverosa che portava a Noon City quella mattina era deserta. L’erba rinsecchita dei prati cantava la sua vecchia canzone, mossa da timidi refoli di vento.
    Dopo una notte inquieta, funestata da sogni incomprensibili ma inquetanti, Gregor si svegliò. Con gli occhi ancora semi chiusi, tentò di scostare le tendine della finestra vicino al letto. Lo specchio di fronte al letto, colpito da un riflesso di luce, gli rimandò un’immagine da incubo. C’era un enorme insetto nello specchio, e quell’insetto non poteva essere che lui.
    …………………
    flavia/ingeborg

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  8. luvisterica 22 febbraio 2007 alle 2:30 pm

    Un pensiero per Arturo, incrociato tante volte ma mai in rotta di collisione.

    Passiamo ora a oltreggiare i mostri sacri.
    Ingeborg Bachmann:
    Il signor Gregor Samsa si era sempre alzato scendendo dal lato sinistro del letto, un piede poi l’altro e pur non cambiando le sue abitudini, sentì che le gambe non si muovevano a dovere, lo facevano sentire goffo e impacciato, e la sensazione allarmante era: sono diventato un insetto.

    Virginia Wolf:
    Ma che cos’era accaduto? La notte che con affanno lo aveva traghettato verso il giorno grigio come una tenda di velluto oltre il vetro della finestra, gli aveva lasciato addosso una penosa sensazione di incompiutezza, come se tutto ciò che fino a ieri faceva di lui un uomo fosse svanito nel buio, senza lasciare il tempo alla sua nuova essenza di completarsi a dovere e questo gli creava la penosa sensazione di ragionare ancora come il Gregor Samsa che era ieri, ma costretto dall’involucro del voluminoso insetto quale era diventato da questa mattina.

    Come un utente anonimo (ma chi sei???) prima di me ha ricordato, forse avevo dato il meglio come Snoopy….:D

    p.s. Ti giuro che era: Manuale d’amore e Almodovar!!! Nostra Signora dell’Opus Dei non scherza in quanto a cultura cinematografica….

    Chuck Palaniuk:
    Sapevo già come sarebbe andata a finire. Con mio padre che mi caccia una bombola di DDT proprio davanti alla bocca e mi dice che il primo passo per la vita eterna è che devi morire. poi preme lo stantuffo. Con la lingua sento il foro dal quale esce l’insetticida. Prima c’è il sibilo dell’aria compressa e poi l’acido del gas che ti prende la gola. Chissà quanto tempo ci mette un insetto grosso come me a morire.

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  9. utente anonimo 22 febbraio 2007 alle 2:51 pm

    per tre volte il pc mi si è spento al momento di mandarti la mia versione ispirata a E.A.Poe.
    Un virus attenta alla mia espressione…devo prima debellarlo

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  10. ivyphoenix 22 febbraio 2007 alle 2:51 pm

    un saluto ad arturo..
    grande quest’idea del post..
    se riesco ad avere un po’ di tempo mi ci cimento…
    un salutone a te

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  11. utente anonimo 22 febbraio 2007 alle 2:53 pm

    Questi scritti di Artur testimoniano la sua genialità. Ancora un caro saluto ad un amico, che tanto ha saputo dare a tutti noi!

    Ciao Amfortas,

    Vitty

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  12. utente anonimo 22 febbraio 2007 alle 3:36 pm

    Luvi, non è vero che hai dato il meglio con Snoopy. Anche la Woolf è notevole.
    E ora mi firmo (l’altra firma si confonde dietro il chiasso di Lucy) e ci metto pure l’indirizzo del blog, così sono meno anonima. :p

    Margot

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  13. Flormanouche 22 febbraio 2007 alle 4:19 pm

    Un tempo amaro, Amfortas.

    Gunther Grass

    Non lo nego: sono ricoverato in manicomio, il mio infermiere mi osserva di continuo dallo spioncino, ma i suoi occhi bruni non possono penetrare nei miei sogni inquieti, perché i miei sono celesti. So che sono ancora celesti anche ora che sono un insetto che tenta di scendere da un candido letto metallico.
    Il brav’uomo però sembra non averlo notato, perché appena mi entra nella stanza mi chiede di raccontargli qualche vicenda della mia vita, mostrandomi poi qualcuno dei nodi che fa con spaghi comuni, immergendoli nel gesso e infilzandoli poi su ferri da calza. Siamo entrambi degli eroi, lui dietro lo spioncino e io dall’altra parte; e se egli apre la porta, nonostante la nostra solitudine noi siamo ben altro che una massa senza nome.

    Ti lascio un saluto affettuoso e un abbraccio solidale.

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  14. utente anonimo 22 febbraio 2007 alle 7:05 pm

    …Ricordo ora di aver scritto anch’io qualcosa ma era da te?Era da lui?Non lo ricordo…però tornerò qui da te(appena posso e ci riproverò con Robert sheckley credo)Nenè

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  15. VanaMind 22 febbraio 2007 alle 8:29 pm

    Arturo, quante volte l’ho incrociato in questi anni…

    “Gregor Samsa ha avuto il sonno disturbato e il pericolo ha raggiunto persino la sua carne. ” I King, autori ignoti

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  16. ivyphoenix 22 febbraio 2007 alle 10:04 pm

    ok… ci provo…
    ma ho solo due minutini
    vediamo…
    UNGARETTI
    Si sta
    come un insetto
    la mattina
    nel proprio letto

    (di mio ci ho messo la rima)

    versione triestina
    Ciò, Gregor Samsa se ga dismissià una matina che iera sul paion trasformà in un bacolo

    Mi piace

  17. utente anonimo 22 febbraio 2007 alle 10:42 pm

    Giuli Cesare
    Vane, vidi…li possino

    ciao dal calamaro gigante.

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  18. utente anonimo 23 febbraio 2007 alle 9:09 am

    Scusa Am, se rispondo a Margot da qui….
    MARGOOOOOOT, non so se sono io l’incapace ma non vedo indirizzi di blog nel tuo commento.
    MA ‘NDO’ STAAAAI????
    Firmato Luvirginia 😀

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  19. utente anonimo 23 febbraio 2007 alle 9:10 am

    E PO QUALCUNO MI DICE PERCHé SPLINDER ADESSO NON MI FILA PIU’ E MI HA DI NUOVO DECLASSATO TRA GLI ANONIMI????

    Luvi in crisi di identità

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  20. utente anonimo 23 febbraio 2007 alle 9:21 am

    Perdonami Amfortas se rispondo al posto tuo a Luvirginia,
    l’indirizzo del blog di Margot sta alla tua sinistra,
    è la prima nella lista dei links “Aamica vera, Margot”.
    Non conoscevo Artur, l’unica cosa che posso fare è rivolgergli un sorriso
    e una preghiera, ovunque lui sia.
    Buona giornata a tutti voi…..

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  21. minstrel 23 febbraio 2007 alle 10:38 am

    Lascio questo gioco a chi sa giocare bene con le parole. Arturo pare proprio uno di questi.

    Mi piacerebbe che uno lo scrivesse alla Celestini. Avete presente le continue allitterazioni, ripetizioni…

    Ma potrei tentarla alla Carlo Fava (il cantautore):
    “l’insetto Samsa non esiste. E se esiste, non me ne frega niente!”

    😛

    yours

    MAURO

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  22. utente anonimo 23 febbraio 2007 alle 11:01 am

    Usando il tuo link, ho cercato di ritrovare un lungo commento sulla rivoluzione francese che lasciai ad Arthur, credo che sia stato il solo commento o quasi perché vidi che non rispose e ritenni che non volesse essere disturbato. Non l’ho trovato. Ma ho notato ad esempio che il 2 febbraio dello scorso anno ha pubblicato ben 9 post, probabilmente meno di tutti quelli del mese di aprile. Ho trovato strana questa circostanza. Ciao.

    Mio Capitano

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  23. utente anonimo 23 febbraio 2007 alle 6:43 pm

    Un saluto Amfortas. Grazie del passaggio. Arturo avrebbe sicuramente apprezzato. Kafka “è” uno dei miei autori preferiti, insieme a Dostoevskij (ricordi la prima edizione?). A presto…
    A.

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  24. utente anonimo 23 febbraio 2007 alle 7:51 pm

    Lascio anch’io un saluto ad Artur sperando che da dove si trova possa sentire tutto l’affetto, anche di chi lo conosceva poco ma aveva imparato ad apprezzarlo come me.
    Buon fine settimana a te e signora 🙂

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  25. utente anonimo 23 febbraio 2007 alle 9:01 pm

    passo solo per un saluto, ma non mi intrometto.

    Mi piace

  26. utente anonimo 24 febbraio 2007 alle 4:06 am

    Capitolo 1. Gregor Samsa si svegliò dopo una notte di sogni inquieti.
    Capitolo 2. Aperti gli occhi, Gregor si ritrovò di fronte ad una straordinaria sorpresa.
    Capitolo 3. Gregor si era trasformato in un insetto.

    (perfetto stile Dan Brown – si nota che non lo apprezzo molto?)

    Mi piace

  27. utente anonimo 24 febbraio 2007 alle 7:36 am

    …così Shakespeare avrebbe potuto scrivere di Gregor Samsa:
    “essere un insetto o non essere un insetto,questo è il problema”!

    Un saluto e l’augurio per te di un buon fine settimana:)

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  28. filorosso 24 febbraio 2007 alle 8:33 pm

    (Douglas Adams)
    – Devo dire che sono un po’ perplesso – disse Gregor Samsa guardandosi nello specchio.
    – Ti trovo pur sempre meno disgustoso di un Vogon – gli disse l’amico terrestre Arthur Dent – Il colore nero della tua corazza è più elegante del loro verdemuschiotendentealmarròn.
    Su, dà un’occhiata a questo – e allungò un libro verso di lui.
    – Cos’è? – chiese Gregor con quel poco di voce che riusciva ancora a tirar fuori.
    – La Guida Galattica per gli autostoppisti. E’ una specie di libro elettronico. Ti dice tutto qello che hai bisogno di sapere di qualsiasi cosa. –
    Gregor guardò la copertina. “Non fatevi prendere dal panico”, c’era scritto.
    – E’ la prima cosa utile, o almeno intelleggibile, che mi è stata detta da stamattina – sbottò Gregor.

    Baci, Filo (ciao, Arturo)

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  29. utente anonimo 24 febbraio 2007 alle 10:02 pm

    Passo per un saluto di buona domenica. Dopo molto tempo che non lo facevo, stasera ho gironzolato un po’ per i blog. Per fortuna non hai perso la tua collezione wagneriana, ma non ne dubitavo.
    Ciao, Ariela

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  30. utente anonimo 25 febbraio 2007 alle 3:31 pm

    che bello! non partecipo perchè non sarei in grado e non vorrei “storpiare” questo omaggio.
    credo che ad Arturo piacerà moltissimo..ovunque sia.

    riguardo il tuo commento da me, grazie, è proprio quello che tutte le donne vorrebbero sentirsi dire;)
    butter

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  31. ivyphoenix 25 febbraio 2007 alle 4:38 pm

    ciao amfortas, un saluto di buona settimana…

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  32. sgnapisvirgola 26 febbraio 2007 alle 10:14 pm

    Non so chi è Arturo ma non importa. Ognuno di noi ha un Arturo a cui dedicare un pensiero, un post, un bacio. Quindi io ricordo con te il mio Arturo che non c’è più da 25 anni e ti abbraccio perchè sento che sei una persona speciale. Buona serata.

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  33. amfortas 27 febbraio 2007 alle 8:37 am

    Troppo buona, grazie sgnapisvirgola.

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