Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Nevrosi all’Opera.

Domani sera, al Verdi di Trieste, c’è la prima di "La Sonnambula" di Vincenzo Bellini.

Scritta quasi su misura dal compositore siciliano per le voci di Giuditta Pasta (soprano) e Giovanni Battista Rubini (tenore), l’opera è il classico esempio di belcanto.

È possibile, mi sono chiesto, ravvisare elementi di modernità in un’opera dalla trama piuttosto esile come questa Sonnambula?

La risposta è positiva, e va ricercata, a mio avviso, proprio nel titolo.

Cos’è infatti il sonnambulismo? Una nevrosi, un disturbo del sonno.

Possiamo sostenere ragionevolmente che Amina, la protagonista dell’opera, sia una persona disturbata e quindi nevrotica?

Vediamo i sintomi che individuano questa patologia:

  • Il soggetto si allontana dal letto durante il sonno e cammina nei dintorni
  • Presenta un’espressione vuota
  • Non ha nessuna reazione nei confronti di chi cerca di svegliarlo al risveglio
  • Non ricorda l’accaduto

Questo è proprio il ritratto di Amina, un’orfanella che non ha mai conosciuto i genitori, e quindi sottoposta ad uno stress psicosociale. La ragazza soffre intimamente per questa condizione e sviluppa la nevrosi.

I suoi compaesani sempliciotti, non capiscono che è lei quella che "in bianco avvolta lenzuol cadente, col crin disciolto, con occhio ardente…dovunque inoltra a passo lento…" e la prendono per un fantasma.

Durante una di queste crisi la poveretta finisce in camera del Conte Rodolfo, suscitando l’inevitabile reazione del promesso sposo Elvino che la ripudia, aggiungendo stress a stress. (non più nozze…sconoscente!)

Tutto questo scatena un’altra crisi alla povera Amina ma, questa volta, tutto il villaggio ed anche Elvino la riconoscono.

Mentre lei, nel sonno angoscioso, disperata vaneggia e rischia di cadere nel torrente, pensando al mazzo di violette ormai appassite che le aveva regalato il suo sposo, (ah, non credea mirarti, sì presto estinto, o fior; passasti al par d’amore, che un giorno solo, un giorno sol durò…) si consuma il suo riscatto: Elvino "più non regge a tanto duolo" , si convince di aver giudicato male la povera Amina e la porta all’altare.

Lei, presa da gioia immensa canta la sua felicità: "Ah, non giunge uman pensiero al contento ond’io son piena…ah, mi abbraccia e sempre insieme, sempre uniti in una speme…ci formiamo un ciel d’amor!"

E vissero felici e contenti.

Ad Elvino, che è un contadinotto semplice, non passa neanche per la testa che Amina sia una furbastra, ovviamente (strasmile).

Buona settimana  a tutti.

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38 risposte a “Nevrosi all’Opera.

  1. MariaStrofa 26 febbraio 2007 alle 12:13 pm

    Ho la sonnambula della Moffo in video, l’hai vista? Che cosa ne pensi=

    ciao buon inizio settimana 🙂

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  2. rageout 26 febbraio 2007 alle 12:30 pm

    Per cambiare discorso e portarlo su un terreno a me più congeniale, ti dico che sto leggendo un romanzo ottocentesco su spiriti e apparizioni, che a quanto ho appreso leggendo la prefazione è molto famoso.
    Con il tuo post lontanamente ci “azzecca”, no?
    Buona settimana.
    medusa

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  3. bobregular 26 febbraio 2007 alle 12:50 pm

    anche il sintomo “finisce in camera di un Conte (o di persona comunque assai facoltosa)” è molto moderno!! 🙂

    PS anche per la Maria
    c’è una sola Amina: Callas 1957.
    E non che non ci provi ad ascoltarne altre, ma proprio non attacca…

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  4. amfortas 26 febbraio 2007 alle 1:03 pm

    MariaStrofa, certo che l’ho vista e mi piace parecchio.
    Avercene, oggi 🙂
    Med, per curiosità, che libro è?
    Azzecca molto con il repertorio del Weber del Freischutz tanto per fare il primo esempio che mi viene in mente.
    Bob, ti suggerisco un ascolto alternativo: Callas 1955, Bernstein 🙂

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  5. utente anonimo 26 febbraio 2007 alle 1:14 pm

    un affettuoso saluto da un internet point…sarà stato l’insetto…

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  6. gabrilu 26 febbraio 2007 alle 1:14 pm

    Mah. A me di Bellini piace moooooltissimo la “Norma” (Callas uber alles, ohibo) ma le altre opere mi fanno calare il sonno. Credo di non aver mai retto una Sonnambula tutta per intero dall’inizio alla fine. Sarà grave? :-I

    La verità credo che sia che il belcanto fine a se stesso non mi ha mai attratta più di tanto. Si credo che il problema sia questo…

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  7. utente anonimo 26 febbraio 2007 alle 1:43 pm

    grazie per l’apprezzamento delle mie foto.

    saluto
    leo

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  8. minstrel 26 febbraio 2007 alle 2:00 pm

    Interessante e condivisibile se non fosse per i sedicesimi che fanno assumere a tutti i personaggi un’alone irreale.
    Il belcanto ottocentesco alla Bellini non è proprio il mio preferito, anche se naturalmente la succitata Callas è imprescindibile per un amante dell’arte canora.

    Formidable…

    yours

    MAURO

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  9. rageout 26 febbraio 2007 alle 2:20 pm

    “Il giro di vite” di Henry James, conosci?
    Frutto della mia scorribanda milanese da Feltrinelli, tre libri 30% di sconto (per due).
    medusa

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  10. amfortas 26 febbraio 2007 alle 4:09 pm

    Fiore, sei stata sfrattata? 🙂
    gabrilu, no, non è grave; ci sono molti appassionati che si trovano a disagio in opere belcantistiche, come puoi vedere anche nei commenti.
    La mia opera preferita di Bellini è I Puritani.
    Leo, di nulla, anzi invito tutti a passare da te 🙂
    Mauro sì, ma quest’opera necessita proprio di un’atmosfera irreale, da paesaggio alpino ideale.
    Med, ho letto il romanzo gotico di James un milione di anni fa e mi ricordo che non mi piacque particolarmente…magari dovrei riprenderlo.

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  11. luvisterica 26 febbraio 2007 alle 5:39 pm

    Giusto per ricambiare l’augurio, visto che di lirica sai bene che non mastico. Una curiosità, vista la mia abissale ignoranza: la noticina velenosa sulla furberia di Amina è tua o è compresa nel libretto?
    Bacioni

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  12. amfortas 26 febbraio 2007 alle 5:53 pm

    Luvi, è mia, ovviamente 🙂
    Sono perfido, lo so.

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  13. utente anonimo 26 febbraio 2007 alle 6:24 pm

    Buon inizio settimana. Non c’azzecca nulla, ma sono alle prese con una lotta impari con un post-mutante virus antidarwiniano.

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  14. utente anonimo 26 febbraio 2007 alle 6:53 pm

    Perdonami, il primo accenno all’argomento del tuo post mi ha fatto pensare ai seguenti versi partenopei: “‘A sunnambola che è ‘na bambola / fa ‘a sunnambola ‘mbraccia ammé”

    Io non credea citarti, sì presto avvinto, ognor… 🙂

    Capitano

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  15. amfortas 26 febbraio 2007 alle 7:17 pm

    Merit, ce la farai, come sempre 🙂
    Capitano, se un giorno si dovessero riscrivere i libretti, mi ricorderò di te 🙂

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  16. utente anonimo 26 febbraio 2007 alle 10:10 pm

    Non conoscendo il libretto della Sonnambula, mi sono chiesto: ma che cosa fece il conte Rodolfo? E cosa disse?
    La piovra che non sa

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  17. sgnapisvirgola 26 febbraio 2007 alle 10:23 pm

    amfortas, tu mi puoi aiutare. Non sono mai stata all’opera e mi piacerebbe tanto almeno una volta. Io adoro Puccini però anche Verdi. Quale opera mi consiglieresti? Grazie e scusa per la stupida domanda ma credo che tu mi possa rispondere in modo competente:)

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  18. utente anonimo 27 febbraio 2007 alle 12:08 am

    Non vale! Il Mio Capitano mi ha fregato il commento, anch’io ho pensato a Carmela è ‘na bambola…
    Ciao.

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  19. utente anonimo 27 febbraio 2007 alle 12:12 am

    Ciao Amfortas, passo per un saluto e per dirti che riguardo alla mia figura di consumatrice di musica… beh un po’ celiavo, ma devo drammaticamente confessare che il n.6 resta il profilo che mi si addice di più. A proposito… ti piace Eden… fantastico!!! Lo ascolto da sempre e da Bittersweet e Fascination non mi riesco a separare. ciao elena PS ma che nazionale avremo per gli europei? bargnani, belinelli, mancinelli, gallinari… ci divertiremo!

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  20. amfortas 27 febbraio 2007 alle 8:35 am

    Octopus, il Conte Rodolfo, noblesse oblige si comportò bene e non approfittò della situazione.
    In realtà bisognerebbe andare più a fondo nella genesi dell’opera, perchè Bellini dovette ridimensionare in qualche modo questo personaggio, per questioni di censura.
    Nella stesura definitiva, cioè quella che vedrò io stasera, il Conte spiega ai villici l’esistenza del sonnambulismo e salva il matrimonio di Amina.
    sgnapisvirgola, una domandina da nulla eh? 🙂
    Facciamo così, ti consiglio un’opera per compositore, adottando come metro di giudizio la linearità della trama, la presenza di una struttura melodica più facilmente fruibile e la frequenza dell’allestimento in teatro.
    Direi quindi, Rigoletto per Verdi e Madama Butterfly per Puccini.
    Ariela, magari la prossima volta sarai più fortunata 🙂
    Elena, la schematizzazione del post a cui ti riferisci era comunque molto restrittiva e poi, ti dirò, alla fine contano solo le emozioni.
    Per la nazionale di basket hai ragione!

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  21. utente anonimo 27 febbraio 2007 alle 2:37 pm

    posso confessare una cosa che mi farà oggetto di anatemi e derisione da parte di tutti?
    Firenze, stagione invernale, spettacolo pomeridiano. Domenica buia, cielo gonfio di nuvole nere, il temporale è improvviso, cresce sempre di più, un vero nubifragio. Amina canta, nella poltrona un bel calduccino, il picchettio della pioggia sul tetto, l’orchestra suona benissimo, lentamente le palpebre si chiudono, assaporano la musica, mi addormento… tutto un primo e un secondo atto a dormire… ma di un sonno beato, tranquillo, sereno, ogni tanto sentivo le melodie… ma che goduria.. e associo la Sonnambula proprio a questo sonno beato .. sarà un controsenso???
    :-)))))

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  22. lucamadeus 27 febbraio 2007 alle 11:20 pm

    leggendoti ho l’opportunità di colmare tante lacune che riguardano la mia conoscenza del mondo operistico, sono un frequentatore solo recente delle opere (figurati, nella mia città il teatro ha solo da poco riaperto i battenti dopo 60 anni di vergognosa assenza), perciò grazie Paolo

    anch’io Shine sarà la centesima volta che lo riguardo ma non mi stanca mai

    “Mai Oscar, seppure alla carriera, fu più meritato”
    assolutamente
    un abbraccio, buona serata
    L.

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  23. utente anonimo 28 febbraio 2007 alle 3:17 pm

    A me la sonnambula fa venire in mente un film con Totò e Peppino…più in là non arrivo, mi sa che son messa male, eh?
    Ciao e buona metà settimana 🙂

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  24. amfortas 28 febbraio 2007 alle 5:26 pm

    megbr, io non mi sono mai addormentato a teatro, ma ti posso assicurare che quando sono andato a vedere Il crociato in Egitto a Venezia ci sono andato vicinissimo.
    Temo fortemente che il fattaccio possa accadere con qualche opera barocca… 🙂
    lucamadeus, anch’io ho la mia bella lista di blog da dove imparo molto, e io tuo è uno di questi.
    È una bella opportunità per crescere, quella che abbiamo.
    Ciao 🙂
    Come Alice, Peppino e Totò sono fonte inesauribile di conoscenza, che credi?
    L’altro giorno mi sono rivisto proprio Totò nella parte dello specialista Dante Crociani, grandioso!

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  25. utente anonimo 28 febbraio 2007 alle 7:07 pm

    acc non m’ha loggato ma adesso non ho tempo per riprovarci.
    Uhm bella la storia…

    senti sai qualcosa della conferenza di neuroetica? so che la volevano fare in pz della borsa l’8 marzo..
    era un’infarinatura e pensavo di andarci con mia figlia ma non trovo informazioni in internet..

    ciaooo

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  26. amfortas 1 marzo 2007 alle 9:07 am

    Ivy, mi spiace ma non ne so nulla…

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  27. ivyphoenix 1 marzo 2007 alle 12:27 pm

    va bene amfortas..
    beh ho ancora tempo per informarmi.. diciamo che se ti capita di sentire qualcosa te ne sarei grata se mi avvertissi.
    non è importante.. ma avevo sentito una trasmissione radio qua di ts dove parlavano di neuroetica e di questa prossima conferenza spiegando che andava bene anche per i ragazzi delle superiori e allora era tanto per fare un’uscita con la mia “bimba” liceale.
    abbraccio

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  28. utente anonimo 1 marzo 2007 alle 1:09 pm

    Come sono moderne queste opere… anche lì dentro è pieno “corpivendole”, proprio come nella vita reale…
    Ma tu guarda!!!!

    Bacio.
    Margot di nuovo a casa :o)

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  29. utente anonimo 2 marzo 2007 alle 5:04 am

    Eh certo, del resto con tutti i posti in cui la fanciulla poteva andare ad infilarsi “il caso” ha voluto che andasse proprio in quella del conte…

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  30. utente anonimo 2 marzo 2007 alle 6:58 am

    Due morti ravvicinate mi hanno fatto tornare…e sono qui, “nelle braccia della musica” per lenire la tristezza e lo smarrimento! la musica, per me, è stata sempre qualcosa di magico…
    ciao carissimo

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  31. amfortas 2 marzo 2007 alle 3:12 pm

    Ivy, ok.
    Margie, lo so che la tua teoria è valida 🙂
    thirdeye, che casualità, vero?
    mirisole, mi spiace molto che le circostanze che ti hanno riportato sul blog siano così sfortunate, ma mi fa piacere rileggerti.

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  32. utente anonimo 3 marzo 2007 alle 5:58 pm

    ahhhhhhhhhhhhh!!!
    lo dicevo io che faceva finta!!!!
    la scaltra!!!

    malmostosasally
    ole/.)

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  33. filorosso 3 marzo 2007 alle 9:36 pm

    Con questa luna piena stanotte si annuncia un’eclissi degna di una vera sonnambula…
    Buona domenica, Filo

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  34. ivyphoenix 4 marzo 2007 alle 8:17 am

    buona domenica a te!

    già, già… che poi The white lily (il nome in codice di gigliana) mi sta facendo capire che alla conferenza di neuroetica preferirebbe il concerto di Tiziano Ferro.
    Ma si può?
    o sono io che non capisco i giovani?
    😉
    ciauuuuuuu

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  35. utente anonimo 4 marzo 2007 alle 10:01 am

    Ciao Amf, tutto bene? Spero proprio di sì. Passo solo per un salutino.

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  36. VanaMind 4 marzo 2007 alle 1:48 pm

    Ciao Amf un bacetto!
    🙂

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  37. sgnapisvirgola 4 marzo 2007 alle 11:01 pm

    Grazia amfortas per il consiglio:)

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  38. utente anonimo 5 marzo 2007 alle 8:52 am

    Ciao Maestro, passavo per un saluto di primo mattino, mi mancava la tua penna.Strasmile;-))))))Nè

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