Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Donne.

Ieri mattina, in occasione dell’imminente rappresentazione del dittico “La Voix Humaine – Suor Angelica”, la direzione del Teatro Verdi di Trieste, con lodevole iniziativa, ha cominciato una serie d’incontri con gli artisti prima della prima.
Erano presenti, oltre al direttore artistico Umberto Fanni, il sovrintendente Giorgio Zanfagnin e il soprano Daniela Mazzucato, il Maestro Tiziano Severini, il regista Giulio Ciabatti e lo scenografo Pier Paolo Bisleri.
L’appuntamento è stato puntualmente disertato dal pubblico triestino e questa circostanza mi fa inferocire, ma è evidentemente un problema mio che mi ostino a pensare che la conoscenza sia l’unica via per poter esprimere un parere su quello che è messo in scena.
Vabbè, a prescindere.
Sono molto curioso di vedere come funziona questo accostamento un po’ardito, perché se è vero che l’opera di Francis Poulenc nasce come atto unico tratto da un testo di prosa di Jean Cocteau (che fu entusiasta del risultato, tanto da rivolgersi così al compositore: “You have fixed, once and for all, the way to speak my text"), è anche vero che “Suor Angelica” è parte integrante del famoso Trittico pucciniano.
Il fil rouge che dovrebbe legare le due opere è il tema della solitudine femminile, per quanto le due protagoniste siano molto distanti non tanto dal punto di vista storico quanto nell’ambientazione sociale e logistica: una donna in una camera da letto ed una donna in un non meglio precisato monastero.
In entrambe le opere non è prevista la presenza attiva di un uomo, anzi, nel testo francese la donna protagonista non ha neanche un nome proprio: è solo una voce.
Ebbene, credo di poter affermare che questa spersonalizzazione, che può lasciare interdetti, sia la vera forza del lavoro di Cocteau e Poulenc perché rende il personaggio della “voce” ambasciatore della sofferenza di tutte le donne.
Allo stesso modo, Suor Angelica anche se non agisce da sola in scena, perché è circondata dalle compagne di convento, è sola più che mai. Lei non ha scelto il suo destino, non ha una vocazione religiosa originale, è stata chiusa in monastero perché è il disonore della sua famiglia.
Due donne, un sentimento devastante come la solitudine, un solo palcoscenico.
Vedremo quale sarà l’effetto teatrale di questo quinto appuntamento della stagione lirica triestina.
 
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10 risposte a “Donne.

  1. utente anonimo 19 aprile 2007 alle 10:06 pm

    Tu guarda il caso… ho finito adesso di sviscerare con il qa il tema della “donna sola”. Ah, ho preso anche un bel 9. 10 no, ma soltanto perchè ho gongolato eccessivamente del mio essere troppo avanti. ;o)

    Margot

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  2. annaritav 20 aprile 2007 alle 5:08 am

    Molto interessante. Credo che il vizio di criticare al buio sia un difetto italiano a diffusione nazionale, lo abbiamo sviluppato e lo applichiamo con notevole fantasia in ogni situazione. Buona giornata 🙂

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  3. utente anonimo 20 aprile 2007 alle 6:10 am

    …Ecco adesso che hai smosso ‘le corde’ dimmi…dove lo trovo il dvd?Perchè c’è no?O no?
    Fa sapere, a stretto giro di web;-)Nè

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  4. utente anonimo 20 aprile 2007 alle 6:12 am

    …Si, hai ragione un po’ tamarri lo siamo stati tutti, senza una connotazione così precisa però…Nè

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  5. amfortas 20 aprile 2007 alle 7:54 am

    margie, vuoi dire che il qa ha avuto uno scatto d’orgoglio e ti ha mandato in quel posto con l’elastico, vero? 🙂
    Inoltre sono certo che la votazione è espressa in 1000esimi…
    annarita, è un vizio diffuso, ma noi siamo davvero molto avanti 🙂
    nenè, non c’è molto in giro, ma comunque trovi qualcosa su Amazon.fr, ad esempio.
    Ciao 🙂

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  6. utente anonimo 20 aprile 2007 alle 4:53 pm

    Oggi mi sento sola con la mia schiena…ti ho dedicato un post.
    Buon fine di settimana a voi due
    Ariela

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  7. utente anonimo 22 aprile 2007 alle 10:16 am

    La conoscenza è l’unica via per poter esprimere un parere.
    Non solo su quello che è messo in scena.
    Buona domenica, Amfortas
    Ghismunda

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  8. ivyphoenix 23 aprile 2007 alle 6:00 pm

    spetta… sto ancora ridendo immaginandomi la scena del post precedente…
    poi leggo anche questo

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  9. ivyphoenix 23 aprile 2007 alle 6:06 pm

    “…questo quinto appuntamento della stagione lirica triestina.”
    che io seguirò tramite il tuo blog e gli articoli tuoi su opera click….
    e non per mancanza di passione.. per la solita e dannata mancanza di tempo.. accidenti
    ciao a te amfortas!
    porta in alto l’onore di trieste!!!
    yessss

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  10. sgnapisvirgola 24 aprile 2007 alle 10:08 pm

    Molto interessante. Sarebbe bello poterlo vedere. Ci reacconterai, mi auguro:)

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