Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Tenori e alici.

Tranquillizzo tutti quelli che mi hanno scritto in privato: non c’è nessun problema di salute.
Ed è già molto, direi.
Il motivo che mi ha tenuto lontano dal blog per qualche tempo è legato strettamente al lavoro, che ultimamente mi ha dato qualche preoccupazione di carattere logistico, diciamo così.
Per il momento la situazione è ancora fluida ma forse il momento di maggior crisi è passato.
Ricordate quando, anni fa, in televisione passavano le immagini della distruzione di tonnellate di pomodori o pesche che non trovavano una collocazione sul mercato?
Ecco, qui a Trieste è successa una cosa del genere con le alici, che per motivi imperscrutabili (l’inverno mite? L’estate anticipata? Altro? Di preciso nessuno lo saprà mai) quest’anno sono pescate dalla flotta commerciale triestina in quantità abnorme. I prezzi sono crollati, ovviamente, come succede in ogni situazione sovrapponibile nei mercati che sono regolati dalla teoria liberista della domanda e dell’offerta.
Offerta straripante, saturazione dei mercati, prezzi al ribasso.
Il contrario di quello che succede con i tenori (strasmile).
Purtroppo, martedì 22 maggio si è arrivati ad una decisione, a mio avviso, inconcepibile e moralmente inaccettabile: la distruzione di qualcosa come 1500 casse di pesce.
Vi do qualche ulteriore ragguaglio numerico, così capite meglio.
Una cassa contiene 7 kg di alici, quindi si parla di 10 tonnellate abbondanti di pesce; con 1 kg di alici (qui a Trieste li chiamiamo sardoni) mangiano 4 persone.
Per usare un’immagine cruda ma efficace, ci siamo permessi ( badate ben non io…) la distruzione del fabbisogno alimentare di 40.000 persone!
Pazzesco, vero?
Da questa circostanza ( ed altre situazioni deprecabili) è nata una severa conflittualità tra gli operatori del mercato.
Questa mattina, dopo un paio di settimane a dir poco convulse, abbiamo cominciato un’opera di mediazione tra le parti in conflitto, speriamo porti ad una soluzione condivisa e soddisfacente per tutti, ma, soprattutto, che non si ripetano gesti insensati come quello che ho riportato qui sopra.
Bene, detto questo, ora aggiorno i link del blog: c’è lo splendido sito di Ariela ( realizzato da un uomo meraviglioso, che ha sposato la conflittualità fatta persona…) da inserire tra i preferiti, insieme all’indirizzo del blog dell’amica Marilisa, che è passata su Splinder; poi ci sono pure kero e Luanossa, che non si possono trascurare.
Auguro a tutti un buon fine settimana e spero di tornare presto ad annoiarvi con le mie litanie sull’opera. (smile)
 
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24 risposte a “Tenori e alici.

  1. utente anonimo 27 maggio 2007 alle 10:23 am

    sottostiamo alla legge del mercato, anziché a quella della morale; il destino delle sardine deve esserci di monito!
    Un abbraccio e “a presto”!

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  2. Princy60 27 maggio 2007 alle 11:23 am

    Anche qui il prezzo delle alici è calato… invece, quello dei tenori, no! Quasi, quasi mi friggo il papi…. ;-)***

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  3. utente anonimo 27 maggio 2007 alle 1:48 pm

    è pazzesco….e pensare che i prezzi delle alici al dettaglio continuano ad essere altissimi.

    saludos, Lu

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  4. utente anonimo 27 maggio 2007 alle 2:05 pm

    Distruzione di alici. Un brutta cosa. Però posso dire un fatto? Quando trovo alici per secondo non sono contento (in genere sono quasi sempre alla marinara). Non si può dire che sia deluso, ma non sono contento. Ciao amfortas.

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  5. utente anonimo 27 maggio 2007 alle 3:08 pm

    Qui succede con le arance e gli agrumi in genere. Ma dico non sarebbe più sensato distribuirli a qualche organizzazione umanitaria e sfamare un pò di gente? O è una eccessiva perdita di tempo? Se vogliamo essere cinici i produttori potrebbero fare una sorta di “autopromozione” segnalando la loro “opera buona”: non sia mai che qualcuno faccia qualcosa senza averne un ritorno. Così non si satura il mercato, ci si fa pubblicità gratis e nel frattempo si è anche fatto qualcosa di utile per chi sta peggio…o è troppo utopistico?
    Ciao 🙂

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  6. malaparata 27 maggio 2007 alle 4:33 pm

    ma perchè non regalarle a un’azienda che le avrebbe fatte sotto sale o marinate?
    mah, misteri italiani.
    Ciao Amfortas!

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  7. utente anonimo 27 maggio 2007 alle 4:35 pm

    Non ho parole.
    Dovremmo applicare la stessa soluzione per gli idioti; siccome sono evidentemente presenti in numero eccessivo, eliminiamoli. Se si può fare con il cibo, si può fare con qualsiasi altra cosa.

    Margot

    P.S. L’uomo meraviglioso arrossisce e ringrazia. Io voglio aprire un dibattito sulla definizione che mi hai dato, che non mi si addice assolutamente. Ehm… ;o)

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  8. amfortas 27 maggio 2007 alle 4:39 pm

    Fiore, hai visto oggi quei disgraziati appesi ad una rete per l’allevamento dei tonni?
    Ci siamo vicini…
    Princy, meglio sarebbe riportarlo in attività, tuo padre!
    Luana, qui da noi i prezzi sono molto buoni invece, e poi ci sono un sacco di rivendite (una 50ina)
    Capitano, io invece ne sono ghiotto e a Trieste i sardoni sono oggetto di culto, presto ne faranno anche il gelato, mi sa! 🙂
    Come Alice, tu probabilmente non lo sai, ma anche per regalare questa merce ci sono problemi…

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  9. amfortas 27 maggio 2007 alle 4:42 pm

    Margie, ora ne parliamo al telefono ok?
    Tu non sei normale, diciamolo.
    E poi non pensi che eliminando gli idioti scompariremmo entrambi?
    Non ci sarebbero altre categorie da eliminare, prima?
    A me viene in mente una categoria diffusa ovunque… (rido indegnamente)

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  10. amfortas 27 maggio 2007 alle 4:59 pm

    Malaparata, come ho detto sopra, non si può regalare con facilità. Lo so che sembra incredibile, ma è così.
    Non scendo in dettagli perchè sarebbe noioso, ma c’è una prassi da seguire che scoraggia anche la beneficenza…

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  11. utente anonimo 27 maggio 2007 alle 6:10 pm

    Possibile che solo ora mi accorga di non sapere precisamente quale sia il tuo lavoro?!
    Incredibile.
    La cosa che racconti è molto triste.
    Banalmente, con una mega festa pubblica in strada avrebbero potuto cucinare il pesce, fare un evento per la città, e ottenere il desiderato abbattimento del prezzo. A volte si prendono decisioni di immoralità troppo profonda per non dare indignazione. Simili cose sono successe più volte in Sicilia con le arancie, e credo altrove…

    Hai ragione, è vicino.
    Sono vicina all’esaurimento nervoso.
    Ma sono anche stranamente euforica
    😉
    Parto il 17 giugno e torno il 12 luglio (ultima settimana da turista!)
    un abbraccio

    la ranger

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  12. utente anonimo 27 maggio 2007 alle 11:10 pm

    e pensare che dicono che tra poco non ci saranno più pesci in mare, per via della pesca incontrollata..
    non si impara niente, purtroppo, no?

    ciao, butter

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  13. minstrel 28 maggio 2007 alle 8:44 am

    E pensare che basterebbe pescarne meno… una bella cooperativa che fissa alcune cosettine e segue i pescatori su queste cose no eh?!

    La decisione è tanto inconcepibile quanto incontestabile. “E’ tardi” dice Violetta.

    Prevenire è meglio che curare. A volte la pubblicità ha ragione…

    yours

    MAURO

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  14. amfortas 28 maggio 2007 alle 8:52 am

    ranger, sono felicissimo per te, credimi 🙂

    Chiarimento per gli altri

    Una Coop esisteva già ed è stata smantellata dalla GdF per evidenti irregolarità…
    La via giusta sarebbe l’autolimitazione della quantità del pescato, possibile oggi con i mezzi tecnici a disposizione.
    Anche una progressiva diminuzione del numero di barche (ovviamente proponendo alternative serie) deve essere presa in considerazione.

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  15. utente anonimo 28 maggio 2007 alle 8:54 am

    In merito a quanto hai scritto da me:
    Non è una mera consolazione per i dcentrati, ma ci tengo a precisare che la quantità purtroppo non fa la qualità. Tante iniziative intraprese dal punto di vista “letterario” sono, a mio modesto avviso, fuffa commerciale….e anche la Fiera del libro (che potrebbe chiamarsi meglio il Mercatone del libro) non ne è del tutto esente!
    In merito a quanto scritto da te:
    Tra libri e alici cambia poco. E’ il mercato a dettare legge.
    Baci

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  16. megbr 28 maggio 2007 alle 11:01 am

    ma.. non si possono mettere sotto sale per i periodi di magra? così almeno ribassa anche un pò il loro prezzo visto che sotto sale viaggiano intorno ai 40 €/kg .. cmq per me resta il pesce più buono in assoluto …

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  17. utente anonimo 28 maggio 2007 alle 3:06 pm

    Al pensiero di tanto pesce distrutto ingoio l’acquolina che mi viene in bocca. Qui c’è il pesce ma è meno gustoso che in Italia. Ed io sono golosa di pesce da mare.
    Anni fa è successo qualcosa di simile con le mele, ero più giovane e più scema, sono andata a portarle a Gaza.
    Grazie del link e della risata circa Margottina.
    Ciao, Ariela

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  18. amfortas 28 maggio 2007 alle 5:38 pm

    Luvi, in alcune situazioni la legge del mercato è inattaccabile e questo n’è l’esempio: solo che mancano le strutture per affrontare le emergenze come questa.
    megbr, il ritiro della merce in esubero destinato alla lavorazione deve essere pianificato… oggi non s’improvvisa nulla.
    Inoltre le alici pescate qui nel golfo non hanno le caratteristiche per essere remunerative se non come consumo giornaliero.
    Ariela, è una questione di concentrazione salina del mare.
    Il pesce pescato in Adriarico ha un sapore particolare, diverso da quello del resto del Mediterraneo.
    Per il resto, piacere mio 🙂

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  19. utente anonimo 28 maggio 2007 alle 5:57 pm

    Acciughe e sarde sono trai miei pesci favoriti. Dalle mie parti i prezzi variano dai 6 agli 8 euro/kg.
    L’avessi saputo avrei fatto un salto per farmene una scorpacciata.
    ciao dal polpo

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  20. minstrel 29 maggio 2007 alle 8:47 am

    Eh si, le tue soluzioni sono quelle precise.Tocca tutto all’uomo, ma non il lavoro e i soldi (e il Breil). Servirebbe davvero una valida alternativa…

    yours

    MAURO

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  21. utente anonimo 29 maggio 2007 alle 11:50 am

    Io continuo a chiedermi perché il buon senso – le cose che tu proponi – sia sempre l’unica “opzione” “non praticabile”.
    E la risposta è una sola, è che a chi “capisce come deve andare il mondo” in fondo non gliene frega proprio nulla né di chi pesca il pesce, né di chi rimane con la fame nella pancia e con la violenza nella mente e nel cuore.
    Non sarebbe male, una volta tanto, buttare a mare loro, tutti, al posto delle sardine.
    Ciao, amico mio, ti lascio un sorriso stanco 🙂

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  22. rageout 29 maggio 2007 alle 1:38 pm

    Ciao Amfortas, non ce la faccio a commentare quanto hai scritto. Diciamo che mi limito a scuotere la testa stancamente.
    alessandro

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  23. ElfaProfonda 29 maggio 2007 alle 2:33 pm

    nonostante ci sia ben poco da ridere, dato che come hai detto tu si è fatto uno spreco incredibile di cibo, mentre leggevo il tuo post non potevo fare a meno di pensare ad una scena meravigliosa del film “Amore e guerra” di Woody Allen. Lo so, lì si parla di aringhe, ma in qualche modo mi è spuntato un piccolo sorriso!
    Scusa!
    Luciana

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  24. utente anonimo 29 maggio 2007 alle 3:36 pm

    Alquanto deprecabile ma conoscendo il mercato, per ogni stagione c’è una mattanza del genere. Certo fa partire un pò le coronarie pensare a tutto quello spreco, mio padre che ama alla follia le alici avrebbe versato fiumi di lacrime, però credo che ormai sappiamo tutti dell’immane spreco di cibo, a partire da quello bruttarello per le nostre tavole per finire con quelli di troppo per il mercato.

    Sempre interessante anche quando silente!

    ps: la conflittualità fatta persona? uahuahuahuahuahuah!!!!

    grisù

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