Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Repetita juvant?

Circa tre anni fa, scrissi questo sgrammaticatissimo testo. Lo ripropongo, perchè mi pare adatto ai tempi, diciamo così.

Ieri ho parlato con una mia ex-compagna di classe, che ogni tanto passa di qua e lascia commenti stravaganti firmandosi in modo puerilmente accattivante.
Questa ragazza (si sa, rimaniamo tutti ragazzi, fino alla tumulazione) ha due figli, uno dei quali sembra debba affrontare a giorni l’esame di maturità.
Ovviamente, questo fatto ha scatenato una serie di ricordi.
Che faccio scrivo?
Ma sì, dai.
Ai miei tempi, sì portavano due materie per l’esame orale, e si dovevano affrontare la prova scritta d’italiano ed un’altra specifica dell’indirizzo scolastico, nel mio caso matematica.
Quindi, c’era il problema della scelta riguardo all’orale.
Io ero sicuro solo della prima, che sarebbe stata la lingua straniera, inglese.
La mia sicurezza derivava dal fatto che conoscevo un certo numero di vocaboli in inglese, perché nutrendo la passione per la musica pop, mi traducevo vocabolario alla mano i testi dei King Crimson, che sono più ermetici delle risposte della sfinge e della politica economica di Tremonti, anche se meno creativi.
Il problema quindi, stava nella scelta della seconda materia.
La scelta, eticamente, è una cosa importante, ma perché dare la possibilità di scegliere a chi non ha nessun tipo di preferenza, ottenebrato dalla totale ignoranza su qualsiasi degli argomenti opzionabili?
È una crudeltà inutile.
Ho passato giorni terribili ad arrovellarmi su quale disciplina presentare, poi sono stato folgorato da un’idea geniale!
Che c’è di meglio per uno che non sa nulla ma è sostenuto da un genio creativo semantico inarrestabile di una materia fumosa e vaga, dove non ci sono formule precise e tutto è opinabile?
Nulla, quindi filosofia, assolutamente filosofia.
D’accordo, anche disquisire di critiche alla ragione pura per chi n’è totalmente privo non è impresa da poco, ma si può sempre sperare nell’argomento a piacere, che è un evento statisticamente improbabile, ma possibile.
Voglio dire, ancora oggi se uno mi dice: ”Parlami di quello che vuoi” posso tirarla lunga non dicendo nulla per ore, ma apparendo se non culturalmente preparato, almeno originalmente idiota, c’è chi oggi è al governo solo per questo eh?
Prima però c’erano le prove scritte da superare.
Anche qui, su tre temi che erano proposti, uno era storico, l’altro scientifico, e l’altro semplicemente aleatorio, quindi nessun problema, anche se ci scappa un errore di grammatica o di consecutio, l’esaminatore dovrebbe essere talmente affascinato dall’originalità del mio pensiero che non si dovrebbe mettere a questionare su sciocchezze.
In matematica ero bravo, non chiedetemi perché, è sempre stato un mistero anche per me; so solo che mi districavo bene tra curve, parabole ed assi cartesiani, per non parlare degli integrali, che ancora oggi sono il mio cavallo di battaglia, specie a colazione.(è andata peggio con le curve, giacché la mia assicurazione auto mi costa come il prodotto interno lordo della Namibia).
In ogni modo, arriva il gran giorno degli scritti.
La prova d’italiano è superata brillantemente, figuriamoci, sono un improvvisatore nato, ricordo che avrei potuto scriverne quattro di temi sul nulla, e tutti avrebbero potuto avere lo stesso titolo.
Lo scritto di matematica era facilissimo, tanto che l’ho finito dopo due ore e sono andato a scriverlo sulla porta del gabinetto maschile, suscitando l’ira della professoressa della commissione interna, che m’impose di farlo anche in quello femminile, cosa che feci con grande senso di responsabilità. (fui ricattato: o lo scrivevo anche di là o mi cacciavano immediatamente, il che dimostra una mia teoria, gli atti eroici sono sempre incomprensibili ai più, perché non sanno cosa c’è dietro, va detto però che il gabinetto femminile era più gradevole del nostro, quindi la discriminazione sessuale tra uomo e donna aveva delle isole di privilegio, pur nella sostanziale parità delle funzioni corporali primarie).
Giunse quindi, dopo qualche giorno che affrontai dedicandomi all’aiuto di una mia sventurata compagna di classe che aveva scelto fisica come prima materia orale, e che aveva scoperto solo all’ultimo momento che si trattava non di educazione fisica, ma fisica sperimentale, il giorno del mio colloquio.
Inglese: “Tell me something about Shakespeare”- ed io, come una segreteria telefonica, ma con voce più monotona: “From a literary point of view…”
Non lo so se “from” andasse bene, ma la professoressa d’inglese era innamorata di me, credo vedesse in me tutte le qualità negative che aveva sua figlia, e si sa, quando in una donna scatta l’istinto materno…
Filosofia: “Lei trova che la filosofia sia una materia ancora attuale?”
Ma figuriamoci! Mi hanno fatto uscire dall’aula perché stava calando il buio e i maturandi successivi stavano organizzando una sommossa, i panini ai distributori automatici erano esauriti e la polizia aveva circondato la scuola pensando ad un sequestro di massa!
In conclusione, so e spero che oggi gli esami di maturità siano più seri, ma so anche per certo che molti si troveranno nelle condizioni nelle quali ero io, cioè totalmente impreparati su qualsiasi argomento dello scibile umano…quindi spero prima di tutto di aver sollevato qualcuno dalla tensione pre- esame; in seconda battuta ricordo a tutti gli insegnanti, che operano in condizioni difficilissime per i motivi che loro sanno, che i ragazzi di oggi possono essere i serial killer di domani, perché farsi un nemico sanguinario solo per esercitare un’autorità che non viene comunque riconosciuta?
Scherzo, è ovvio, buon lavoro a tutti e buona fortuna a tutti i maturandi!

 

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25 risposte a “Repetita juvant?

  1. Princy60 19 giugno 2007 alle 11:45 am

    Maturità scientifica: italiano e filosofia, 60/60 ma col giuramento di non prendere facoltà scientifiche. Facevo schifo! ;-)***

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  2. utente anonimo 19 giugno 2007 alle 12:13 pm

    Ieri sera “Notte prima degli esami”, oggi il tuo post…

    Ecco cosa mi ha fregato alla maturità! Non potevo portare inglese perchè all’ultimo anno non era materia di insegnamento, così ho scelto geografia astronomica e italiano. Che per una mente assolutamente ascientifica come la mia, e per giunta sgrammaticata…
    È andata moooolto meglio dopo, quando mi sono buttata in quello che mi piaceva davvero.

    Bene, ora che mi hai fatto sentire Wilma Flinstone posso tornare al mio lavoro. Grazie, eh?

    Margot da Bedrock :p

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  3. utente anonimo 19 giugno 2007 alle 3:42 pm

    Le ultime righe del tuo post mi hanno fatto venire in mente uno dei romanzi più belli usciti in Italia negli ultimi anni, che ti consiglio vivamente: “Il sopravvissuto” di Antonio Scurati, in cui uno studente, nel giorno del colloquio orale, estrae una pistola e stermina tutta la commissione… tutti, eccetto l’insegnante di italiano.
    Immersa ogni anno in quintali di carte inutili, all’interno di un rituale ambiguo e di un sistema perverso, capisco i motivi del “folle” gesto e… mi rattrappisco impaurita sulla sedia, anche se… insegno italiano.
    Ciao!
    Ghismunda

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  4. utente anonimo 19 giugno 2007 alle 3:51 pm

    Sì, e Filosofia nel ringraziarla della scelta, porge distinti saluti!
    Caro amico, se, la matematica(come si ostina a dire Gardner) è armonia la tua affinità era più che scontata…
    all’esame di maturità io ho ricevuto il famoso bacio, ma non ne andai molto orgogliosa(il presidente della commissione era orrendo!)
    Sì, auguri ai maturandi, ma più che fortuna io auspicherei per loro un’ottima preparazione, quella capacità rara di raziocinare bene, cogliendo con saggezza e acume il vero senso delle cose.
    __________
    …Non era per “raccomandarti” la ragazza che volevo ascoltassi la sua poderosa voce(io ne ho sentite raramente di simili), più semplicemente volevo un tuo giudizio per capire se ho visto giusto.
    Un caro saluto;-)Sà

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  5. utente anonimo 19 giugno 2007 alle 4:08 pm

    Amarcord della matura, vedo.
    Mi capita di ripensare alla mia soprattuto negli anni in cui sto dall’altra parte.
    Io portavo Filosofia come prima e Italiano come seconda materia: ricordo che il presidente si “intromise” spostando dall’Hegel chiestomi dal commissario a Heidegger e saremo andati avanti parecchio, tanto era amabile l’uomo e interessante il discorso. Poi ho dato dell’ignorante alla signorina settantenne commissaria di italiano che mi contestava un’affermazione che avevo fatto nel tema. Mi fa “Adesso lei mi dice cosa c’entra il poeta veggente se sta parlando di Rimbaud” Guardo esterefatta il presidente che miera entrato nel cuore, poi lei e infine sbotto: “ma lei è laureata in letteratura italiana? complimenti!” Mi ha dato della maleducata e rifilato un 42 che ancora mi va di traverso.
    Spero che i miei ragazzi non mi vedano mai come la signorina Agostinone…..
    Ciao!

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  6. 666andC 19 giugno 2007 alle 4:44 pm

    Mumble mumble.
    Tema di itagliano andato benisimo. Non per nulla, ma il Norberto Bobio mi spirava e così m’idivertì un modo.
    Prova di tecnologia fallita. Il gobone davanti non mi ha fato coppiare e alora andai mica male ma molto malissimo.
    Passiamo agli oracoli. Inutile dire la figuracca. Totale: quaranta su sessanta.
    Come ho fatto a laurrearmmi in mattematticco poprio non lo saccio.

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  7. 666andC 19 giugno 2007 alle 4:48 pm

    Mumble mumble.
    IL Bobbio mi spirava. Il temma ando benisimo. Però. poi, ma, se avrò anche potuti farlo moltissimo meglio ma, sai com’e vanno cueste qose.
    2° prova scrita: scifezza completa. Memo male che coreggieva il mebro iterno.
    Orale. Della serie: e dì soltanto una parola ed io sarò valutato.
    Totalo: quaranta.

    Seriamente: la voglia di studiare è venuta dopo. Mooooooolto dopo.

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  8. 666andC 19 giugno 2007 alle 4:49 pm

    Come dire…titolo del post perfetto (ahem)

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  9. 666andC 19 giugno 2007 alle 4:52 pm

    Facciamo dieci, vah. Numero pari e tondo.
    Mi sono iscritta a splinder. Come dire…sembrava non funzionasse. A leggere dal numero dei commenti, deduco che funziona.

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  10. utente anonimo 19 giugno 2007 alle 5:00 pm

    mqp – finalmente un post take it easy… era ora che tu mi distraessi un po’!!!!
    Bacio

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  11. utente anonimo 19 giugno 2007 alle 6:18 pm

    Ehilà amfortas, spero che vada tutto bene. Ti faccio prima un super salutone che puoi in parte dirottare alle persone a te vicine e poi ti commento.

    All’esame di maturità non studiai. Non era una novità perché non avevo studiato nemmeno durante l’anno. Ricordo di quel periodo che mi facevo delle magnifiche partite di pallacanestro (non sono poi così alto, ma ero un magnifico play maker, a livello di post-oratorio, palleggiavo bene con entrambe le mani e avevo un tiro fulminante specie dall’angolo). Studiai due settimane come un pazzo e alla fine sapevo quanto sapevano gli altri, cioè niente. Ricordo nitidamente che il momento più bello di quel periodo, uno dei più belli della mia intera vita, era quando alle sette mettevo via i libri e mangiavo guardando i telefilm di Zorro (la vecchia serie interpretata da Guy Williams). Dio, che serenità, che pace, in quei momenti! Diego De La Vega e il sergente Garcia. Oh yeahhhh!!!

    Mio Capitano

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  12. utente anonimo 19 giugno 2007 alle 9:40 pm

    Bel post.
    Io, però, ho fatto la fottutissima maturità con tutte le materie dei tre anni. Ahhh l’etàààààà…
    Ho avuto, giuro, gli incubi fino a qualche anno fa e ricordo due domande capestro:
    Greco = chi sono i primi logografi greci? La risposta, che non sapevo, era in una nota della pag. 1 del libro del primo anno (poche citazioni e niente testi di tre fottutissimi storici minori)
    .
    Italiano = Cosa ha fatto Lucia uscendo dalla stanza dell’Innominato ( o di Don Rodrigo?) ? NO, No è inutile che mi racconti tutta la storia, la Lucia ha disceso tre gradini tre, e Lei non lo sa!!!
    La fottutissima Lucia mi stava rovinando la maturità.
    O tempora o mores
    ciao dal complessato polpo

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  13. utente anonimo 19 giugno 2007 alle 9:54 pm

    Ciao Amfortas, un saluto. Che ricordi… la maturità, gli esami. Già, gli esami che non finiscono mai…
    Motivi “tecnici” mi tengono lontana dal blog. Approfitto di ore serali per venirvi a trovare. Se hai tempo e voglia, leggimi e capirai.
    Mary

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  14. utente anonimo 19 giugno 2007 alle 10:03 pm

    Esami di maturità, sinonimo di panico incontrollabile. In quel periodo ho incominciato a fumare, poi ho sofferto per smettere. Che roba!
    Ciao.

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  15. Tuosk 19 giugno 2007 alle 10:05 pm

    Sì, Paolo, non avevo ancora letto il tuo post, ma cade a puntino!

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  16. despina92 20 giugno 2007 alle 2:10 pm

    Bel post! 😀
    Chissà come sarà il mio esame!

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  17. VanaMind 20 giugno 2007 alle 6:52 pm

    Nooooo la maturità noooo, ho quasi ancora gli incubi.

    🙂

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  18. utente anonimo 21 giugno 2007 alle 8:15 am

    Sgrammaticatissimo?!?!

    Eh no carissimo, questo è uno dei più bei ricordi letti su queste pagine.
    Io feci l’esatto contrario: non studiai per circa 4 anni e 6 mesi, dopo di che mi dedicai all’esame (anche io con due materie da scegliere). Il risultato è che la media dell’ultimo triennio mi presentò come pronto per il 36 scarso.
    Uscii con un 47, la commissione stupita, io pure e alcuni secchioni incazzati perchè ero uscito più o meno come loro.

    Nemmeno ai tempi esisteva la vera meritocrazia e fui semplicemente uno dei tanti testimonial.

    Esattamente come te, a quanto leggo! 😉

    yours

    MAURO

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  19. utente anonimo 21 giugno 2007 alle 3:13 pm

    ….e anche tu a parlare dei maturandi come i “serissimi” giornali e telegiornali in questi giorni…me lo sono goduto il tuo post mi ha fatto tornare piacevolmente indietro di qualche anno…ciao amfortas uncaro saluto

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  20. utente anonimo 21 giugno 2007 alle 4:49 pm

    uff…al commento n.20 sono io amfortas, riciao

    maltese

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  21. utente anonimo 22 giugno 2007 alle 4:29 pm

    e già quanti ricordi suscita il tuo testo. belle le iperboli e la verve autoironica. Tra l’altro stile e materia vivono di segrete connessioni: la maturità si sa, attribuita a dei ragazzi che hanno appena incominciato ad esistere e che con un po’ di realismo non saranno mai all’altezza dell’impresa, è già un azzardo logico. l’assurdità iperbolica e paradossale del tuo scritto è perciò opportunissima. ciao

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  22. annaritav 22 giugno 2007 alle 8:56 pm

    Un tuffo nei ricordi molto piacevole, mi ha fatta tornare alle emozioni di quei giorni, ahimé, oramai molto lontani. Anche io portai filosofia, insieme con la storia, ma ero una secchiona, (però simpatica) e le mie compagne non ebbero nulla da ridire sul mio 60. 😉

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  23. utente anonimo 23 giugno 2007 alle 3:13 pm

    scherzi ma cè una certa verità in quello che dici…bè, tu sai come la penso….by malmostosa.

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  24. utente anonimo 23 giugno 2007 alle 6:53 pm

    pure le racchie ogni tanto tornano!
    Finalmente il pc è tornato a casa e posso nuovamente rileggerti.
    Buon fine settimana

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