Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Gelato Jazz.

 
Il primo gelato di cui ho memoria è il ghiacciolo.
Nelle immediate vicinanze di casa mia, c’era una panetteria dove i miei “avevano il conto”. Quindi io, ragazzino, entravo, aprivo il frigorifero dall’alto, mi sporgevo rischiando di cadere dentro, allungavo la mano e dicevo “mi metta in conto”. Un ghiacciolo costava 15 Lire.
I ghiaccioli, a quei tempi, erano al sapore di limone, arancia, menta; c’era una versione che anticipava il nefasto uso degli “assaggini” al ristorante, e cioè il ghiacciolo “arcobaleno”, ma costava 20 Lire ed era pressoché riservato ai bambini ricchi.
Mi ricordo che mi sedevo su di un muretto, quasi sempre da solo, e cominciavo a gustare questa prelibatezza rinfrescante. Chissà quanti e quali coloranti mi sono sorbito.
Facevo collezione di “stecchi”, allora. Gli stecchi intorno ai quali s’avvolgeva il mio momentaneo benessere. Quando faceva troppo caldo, il ghiaccio si scioglieva e m’impiastricciava le dita che diventavano un insperato prolungamento di frescura: gelate, dolci, al gusto di menta.
C’era anche la “banana”, un gelato confezionato che aveva un forte sapore di burro e latte condensato, oltre che un appena accennato aroma del frutto da cui prendeva il nome. Costava ben 35 Lire. Inavvicinabile, per me.
Poi c’era la “coppetta”, ai gusti di cioccolata e panna o in alternativa di limone e fragola. Il cucchiaino di plastica era appiccicato sopra la confezione con una goccia di colla, mi pare di ricordare. Credo costasse 50 Lire e si vendeva al bar, non in panetteria. Il bar era un lusso dove si vendevano gelati lussuosi; la panetteria era popolare, c’era il pane e c’era il ghiacciolo.
Ogni tanto papà arrivava a casa con tre coppette e la mamma lo rimproverava per la spesa eccessiva.
La coppetta era una festa, tanto che io la facevo sciogliere piano piano, rimestandola con il cucchiaino, per prolungare la gioia del palato. Qualche volta rimestavo tanto che il sottile fondo di cartone s’incrinava e il prezioso gelato mi colava ancora tra le dita.
Ma il massimo era il carretto del gelatiere: tutto vestito di bianco, l’omino era quasi un’apparizione miracolosa. Vendeva i coni di gelato, una prelibatezza da gourmet. Un cono costava anche 70 Lire, credo. I gusti erano i soliti: cioccolato, fiordilatte (panna, si diceva), limone, fragola. Ah sì, c’era pure la crema. Ma, soprattutto, c’era il cono, che sapeva di niente, ma era croccante, si sbriciolava ed io mi divertivo a spingere il gelato con la lingua fino in fondo, in modo che anche l’ultimo boccone restasse buono e sorprendente come il primo.
Sì, ma io mi ricordo con particolare piacere del ghiacciolo.
Alla menta.
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28 risposte a “Gelato Jazz.

  1. utente anonimo 1 agosto 2007 alle 4:17 pm

    Niente condizionatore ancora eh? Per questo ti rifugi in ricordi freschi. Ero autorizzata ad andare a comprare il gelato solo se accompagnata da mia sorella o dagli altri ragazzini più grandi. Se si andava al bar c’era la coppetta o un ghiacciolo viola e rosso che lasciava le labbra scurissime, se si andava in gelateria invece c’era il cono, rigorosamente cioccolato e panna montata.
    La gelateria c’è ancora, ed è sempre la mia preferita. Peccato che i ragazzini più grandi non ci siano più.

    Margot :o)

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  2. annaritav 1 agosto 2007 alle 4:42 pm

    Mi hai fatto fare un tuffo nell’infanzia, sono tornata nella latteria vicino casa in cui si serviva mia madre. Lì niente ghiaccioli, ma tanta panna, e poi il grosso cesto di vimini con le buste di “sorpresine” da 10 lire l’una. Che festa quando la mamma mi davi soldi per arrivare fino in latteria a comprarne una o due. E per tutto il tragitto di ritorno le tastavo, cercando di indovinare dalla forma che cosa contenessero. Anche per noi il gelato del bar era una festa, la domenica, e quando papà lo portava a casa durante un giorno settimanale, ecco che magicamente acquistava un sapore speciale. Che nostalgia! Buona serata 😉

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  3. calaminta 1 agosto 2007 alle 6:39 pm

    Ma… questi bei ricordi sono un’allucinazione per il caldo? 😉

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  4. amfortas 1 agosto 2007 alle 6:52 pm

    margie dal tuo commento deduco, con la mia solita perspicacia, che già da bambina facevi ammattire i rEgazzini 🙂
    Annarita, le buste sorpresa le ricordo anch’io ed erano una meraviglia: ci trovavi dentro il palloncino da gonfiare e qualche giochetto molto semplice, forse pure una gomma da masticare?
    Calaminta, mi sa che tu sei giovane e non ti sei goduta queste cose :-), ne avrai avute di altre!
    Comunque, ho allucinazioni anche senza che ci sia caldo 🙂

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  5. ElfaProfonda 1 agosto 2007 alle 7:33 pm

    Nei miei ricordi di bimba ( ora ho 22 anni e sempre bimba mi sento ) il mio gelato preferito era il FIOR DI FRAGOLA!!! Il ghiacciolo alla fragola fuori e dentro il fior di latte.
    Esiste ancora quel gelato e, nei giorni di caldo insopportabile lo abbiamo comprato ai bimbi della ludoteca.
    Quale sorpresa e quale tristezza nel notare che ai bimbi di oggi detto gelato non piace…
    a loro piace il magnum con otto strati di cioccolato e sedici di caramello….
    ma vaff….

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  6. Princy60 2 agosto 2007 alle 11:02 am

    Il ghiacciolo non era il mio preferito ma la coppetta, col gelato rimestato e sciolto, era il massimo. Oggi c’è il gusto Puffo…. vorrei sapere chi ha assaggiato i Puffi per farne, poi, un gelato…. ;-)***

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  7. utente anonimo 2 agosto 2007 alle 1:45 pm

    Gelato…guarda mi basta il nome per sentire quella sensazione di fresco in bocca. Ho amato anche io il ghiacciolo, più spesso al limone, ma anche menta. Lo prendo pure adesso, ma non sopporto il calippo.
    Codizionatore, sìsìs, hai fatto più che bene, il caldo può essere micidiale.
    Un abbraccio 🙂

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  8. amfortas 2 agosto 2007 alle 3:49 pm

    Giovane Elfa, il Fior di fragola lo ricordo anch’io, ma ero già senescente quando fu lanciato sul mercato 🙂
    Princy, mica hai torto eh?
    A quando un gelato al gusto Pimpa? (magari esiste, oggi chiedo al nipotastro…)
    manou, per ora è solo un pio desiderio, l’omino è in ferie…per fortuna non fa caldo e le previsioni sono tranquilizzanti 🙂
    Precisazione: mi hanno chiesto tramite mail “perchè gelato jazz?”
    Per il ritmo sincopato che avrebbe dovuto avere il post (Toni Morrison, Margie salvami, insegna).
    Saluti a tutti.

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  9. utente anonimo 2 agosto 2007 alle 4:07 pm

    Meravigliosi ricordi d’infanzia… Leggendo mi sembrava di sentire ancora il sapore del ghiacciolo, rigorosamente al limone, dissetante ed aromatico.
    Cose semplici di un passato mondo semplice…
    Ciao Am
    Manonna Mary

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  10. utente anonimo 2 agosto 2007 alle 5:09 pm

    Dai Amfortas, non hai bisogno di aiuto. Tutti hanno capito, perchè tutti hanno letto Jazz, non ci credo che esiste qualcuno che non ha letto questo capolavoro.
    Non esiste, vero?????????

    P.S. Ho esagerato? Scusa, mi si è riaccesa la sacra fiamma, è più forte di me!

    The afro-american Margot *^____^

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  11. utente anonimo 2 agosto 2007 alle 8:03 pm

    anch’io ricordo il ghiacciolo arcobaleno,era il mio preferito,e se non sbaglio aveva una forma quasi a “piramide”…non ricordo quanto costasse,ma andavo a comprarlo con la bici in fondo alla via di casa (poco trafficata) in un bar che non so neanche se esiste più…arancio è il gusto che scelgo sempre!
    Grazie per il ben tornata,e belli questi “freschi” ricordi:))

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  12. utente anonimo 2 agosto 2007 alle 10:30 pm

    Si può sapere come diavolo hai fatto a far sì che i caratteri del tuo post siano della stessa grandezza sia su Firefox che su Internet Explorer? Me sto a ammazzà per regolà la dimensione, ma se faccio caratteri buoni per firefox per l’altro maledetto sono grandi e se per il maledetto sono buoni per firefox devo prendere il microscopio. Mo’ me leggo il post.

    Mio Capitano

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  13. utente anonimo 2 agosto 2007 alle 10:35 pm

    Non so per quale processo mentale, il tuo post mi ha fatto ricordare di quando da bambini si andava a raccogliere i tappi delle bottiglie. Era bello specie quando ne trovavi di rari e colorati. Probabilmente ci sono altre attività che si facevano all’epoca, ma sono sepolte in qualche angolo di mente in attesa che qualcosa le porti alla luce. Ciao amf.

    Mio Capitano

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  14. utente anonimo 3 agosto 2007 alle 5:36 am

    Sono bellissimi i ricordi d’infanzia, leggendo post e commenti mi sono chiesta se anche oggi i bambini sanno godere tanto intensamente da ricordare tra quaranta-cinquant’anni. Me lo chiedo perchè non so se la velocità di quest’epoca lascia alla nostra memoria il tempo di scavarsi il solco del ricordo. Spesso ho l’impressione, osservando i miei nipoti, che godono intensamente di qualcosa ma non assimilano in profondità i particolari, non si soffermano con il pensiero.
    Vabbe’, hai capito.
    Cari saluti a tutti e due

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  15. rageout 3 agosto 2007 alle 7:15 am

    Il ghiacciolo! Però a me piaceva all’amarena. E anche io rimestavo il fondo della coppeta per farlo durare di più. Sai come li compravamo i nostri gelati? Con i soldi ricavati dalla raccolta del cartone, che poi vendevamo a peso al “cartonaro”. Mamma mia quanto tempo è passato!
    alessandro
    P.S. Sere fa, per la prima volta nella mia vita, ho ascoltato e gustato (con molto piacere devo dire) le famosissime, celebrate (a ragione) e sublimi Variazioni Goldberg!!! Ora potrei anche morire tranquillo!

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  16. utente anonimo 3 agosto 2007 alle 7:47 am

    Grazie per lo spunto per un nuovo post…mi ha permesso di togliere lo stupro.
    Ciao, ariela

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  17. amfortas 3 agosto 2007 alle 9:02 am

    Nonna Mary, che fai qui? Non hai abbastanza da fare con il nipotame? 🙂
    Sai che io non ho ricordo di ghiaccioli al limone? Boh…
    Margie, io non sapevo neanche che esistesse quel libro, fino a quando non me l’hai consigliato tu.
    Sei snob…come sempre! :-)(prrrrrrrr)
    lelli sì, il ghiacciolo arcobaleno era a piramide, diciamo 🙂
    Capitano, non ho fatto nulla di speciale, perchè sono un troglodita del pc, forse sarà un’impostazione di default di Splinder?
    Anch’io ho fatto collezione di piattini (così li chiamavamo noi) e la ricerca tra la ghiaia di uno particolarmente bello (forse una Pepsi, ma non sono sicuro) mi costò il morso sul culo di un pastore tedesco.
    Da lì la mia avversione per i cani.
    Ariela, non ho idea di quello che passa la testa a me, figuriamoci se so quello che penseranno i bambini tra 50 anni 🙂
    Comunque ho capito benissimo quello che vuoi dire, e spesso , guardando il mio nipote più piccolino (8 anni) me lo chiedo anch’io.
    Alessandro, sai come chiamiamo (ma credo sia più corretto dire chiamavamo…) l’amarena a Trieste?
    Frambua, vocabolo che, ne sono certo, è quasi scomparso dal dialetto.
    Comunicazione di Servizio: ieri la mia magione è stata profanata.
    Per la prima volta, e solo perchè il nipote di cui sopra ha insistito, è entrato a casa mia un cane.
    C’è una foto che testimonia l’orrido misfatto, ma non verrà divulgata.

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  18. calaminta 3 agosto 2007 alle 9:54 am

    E’ vero mi sono persa questi piaceri, quand’ero ragazzina io c’era già il Magnum al caffè…;)

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  19. utente anonimo 3 agosto 2007 alle 8:09 pm

    Napoli: Teatro S. Carlo commissariato
    Rutelli, Provvedimento in attuazione della legge”
    (ANSA) – ROMA, 3 AGO – Il Ministro, Francesco Rutelli, ha nominato Salvatore Nastasi Commissario straordinario della Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli. Il provvedimento – ha spiegato Rutelli – si e’ reso necessario ‘in attuazione delle disposizioni previste dalla legge 31 marzo 2005 n. 43. Tale atto conferma lo spirito di collaborazione con coloro i quali si sono adoperati per far conseguire a questa prestigiosa istituzione culturale il pareggio di bilancio gia’ nel 2007′.

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  20. utente anonimo 4 agosto 2007 alle 7:17 am

    A me è rimasto impresso il carrettino dei gelati che si metteva vicino a casa di mia nonna…quel gelato (rigorosamente al cioccolato) aveva un gusto “speciale”…
    Buon fine settimana 🙂

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  21. utente anonimo 4 agosto 2007 alle 1:01 pm

    Incredibile quanto valgano i cari vecchi sapori, le nostre madelaine della memoria. Specialmente oggi che il latte è acqua colorata.
    Fabrizio

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  22. utente anonimo 4 agosto 2007 alle 5:23 pm

    Perchè non ho pensato prima a leggere tutto il tuo post sul ghiacciolo? Anch’io li ricordo , e il mio preferito era l’amarena, poi il limone, che mi faceva delirare di desiderio insoddisfatto, una ventina d’anni fa, durante i viaggi nel deserto!
    Ma in realtà il lusso primo e massimo, magari il sabato con il cinema rigorosamemente settimanale, era il Pinguino: il gelato con lo stecco, crema ricoperto al cioccolato, fatto da Angelo del bar Papetto. Avrò avuto dai 9 ai 12 anni, non so…e poi venne il Mottarello, la Coppa del Nonno- che copiava dignitosamente la mitica panera genovese – ma questo lo scoprii ancor più tardi..e poi..e poi l’histoire continue, come si dice.
    Oggi i gelati non hanno più lo stesso sapore, con tutta la loro ricchezza e varietà: ma, si sa, è l’età..e passatemi la tripla, oscena rima!
    Così ecco che anch’io ho RICORDATO: ma, queste cose, si può…Ciao. Adriana

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  23. luanossa 4 agosto 2007 alle 10:43 pm

    Quando ero piccola (ihihihi) per me il top era il calippo, ghiacciolo al limone oblungo, ma credo ci sia anche oggi.

    Che tempi corrotti i nostri…. 🙂

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  24. amfortas 5 agosto 2007 alle 6:38 pm

    Calaminta, io preferisco il Magnum al fiordilatte 🙂
    Il commento successivo si riferisce alla situazione del Tetaro San Carlo di Napoli. Sto seguendo gli sviluppi su OperaClick.
    Come Alice, da esistono ancora i carrettini di gelato? Io ne vedo da un po’ …
    Fabrizio, in effetti un latte non può essere fresco per nove giorni…
    Adriana, benvenuta e grazie del tuo ricordo.
    Luanossa viviamo davvero tempi corrotti. Una volta s’idolatravano Del Monaco e Corelli, oggi Domingo… (uhahahahahahh)

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  25. utente anonimo 6 agosto 2007 alle 9:32 am

    Bellissimo questo post, da gustare lentamente come un ghiacciolo alla menta.
    Mi hai fatto fare un piacevolissimo salto nel passato.
    Mi sembra di sentire il fischio del gelataio che passava con il suo carrettino, che festa per noi bambini, che incubo per mia madre, eravamo otto figli, ci voleva un mutuo per comprare un gelato a tutti, spesso ci dovevamo accontentare di una caramella, quelle che vendeva il gelataio erano buonissime, bianche o rosa, dure come la pietra, tutte zucchero e coloranti, quelle che dopo averle mangiate, correvi a scolati un litro d’acqua.
    Ora i gelati non mi piacciono tantissimo, sono nauseanti, non hanno più quella magia del passato.
    Un abbraccio
    laracchia

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  26. OperaLirica 7 agosto 2007 alle 11:25 am

    Il ghiacciolo…buono, rinfrescante…giocavo a succhiarne tutto il succo..fino a farlo rimanere senza colore…..il mio preferito: fucsia….amarena

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  27. despina92 21 agosto 2007 alle 7:16 pm

    Il ghiacciolo è stata la prima cosa che ho comprato da sola, quando costava ancora 1000 lire, ed è anche l’unica cosa di cui ricordo il prezzo in lire, perché quando ho iniziato a usare i soldi c’erano già gli euro.
    Son tornata 🙂

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  28. amfortas 22 agosto 2007 alle 4:28 pm

    Ciao Despi!
    Bello il tuo ricordo 🙂 legato all’euro.
    Quando ho tempo passo a trovarti!

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