Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Hai voluto la bicicletta? Pedala, allora!

In montagna le cose sono estremamente chiare, e non si prestano ad eccessivi malintesi.

I montanari sono gente schietta, che dice pane al pane ecc ecc.

Ad esempio, non ci sono dubbi sul motivo per cui questa via è detta Via della Bicicletta, vero?(smile)

Buona settimana a tutti.

P.S.

La foto è stata scattata da ex-Ripley, evidentemente, mica penserete che io m’azzardi ad intraprendere azioni così temerarie, no?

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25 risposte a “Hai voluto la bicicletta? Pedala, allora!

  1. malaparata 20 agosto 2007 alle 8:58 am

    wow! Adoro il modo di fare dei montanari, pane al pane!
    Ciao, Bianca

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  2. utente anonimo 20 agosto 2007 alle 10:15 am

    Puoi chiedere a Ripley (senza ex, quando uno è comandante, è comandante per sempre) se le catene servono come deterrente per i ladri? Sarebbe interessante come ci è finita lì quella bici…

    L’interrogativa Margot? :o)

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  3. utente anonimo 20 agosto 2007 alle 10:16 am

    Sapere. Sarebbe interessante sapere.
    -____-

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  4. amfortas 20 agosto 2007 alle 10:31 am

    Bianca, ciao, io ho una montanara in casa…
    Margie, chiederò informazioni.
    Vedi che succede ad ascoltare Totti? Ci si dimentica, nella migliore delle ipotesi, dei verbi. (uhahahahaha)

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  5. Princy60 20 agosto 2007 alle 10:50 am

    Meno male… melomane e masochista sarebbe davvero troppo! ;-)***

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  6. mscclr 20 agosto 2007 alle 6:30 pm

    Ma forse e’ stata incatenata li perche’ senno’ cadeva giu’,la parete sembra verticale!
    Ciao amfortas,grazie del commento!

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  7. mscclr 20 agosto 2007 alle 6:34 pm

    Scusa,ho sbagliato,non mi hai lasciato un commento,ma non fa niente,sono capitato qui per sbaglio ma ti saluto lo stesso.Tornero’ a leggerti,ciao.

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  8. utente anonimo 20 agosto 2007 alle 9:10 pm

    Però che arrampicatore quel ciclista!
    saluti polposi

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  9. gabrilu 20 agosto 2007 alle 9:36 pm

    La prossima volta che vengo a Trieste voglio vederlo, il Carso, ma… è tutto così…ehm…per alpinisti? 0__0
    Io sono marinara ^__^

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  10. utente anonimo 20 agosto 2007 alle 10:13 pm

    ma dai, è bellissima questa foto scattata da ex-Ripley…non avevo dubbi sulla tua “temerarietà”…:))

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  11. annaritav 21 agosto 2007 alle 5:33 am

    E’ incoraggiante vedere dove arrivi l’ardimento umano! Buona giornata 🙂

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  12. filorosso 21 agosto 2007 alle 10:23 am

    Quando si dice “appendere la bicicletta al chiodo”.
    Baci, Filo

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  13. ivyphoenix 21 agosto 2007 alle 3:03 pm

    eh già i montanari… scarpe grosse e cervello fino 😉

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  14. amfortas 21 agosto 2007 alle 3:34 pm

    Princy, come hai ragione!
    mscclr, la parete è verticale 🙂
    Octopus, devo cercare di capire com’è finita lassù, in effetti…
    gabrilu, non è il Carso questo, se vedi il commento su Flickr c’è scritto :-), comunque se vieni a Trieste ti farò accompagnare da mia moglie in Val Rosandra. O preferisci un’uscita in barca con me? 🙂
    Lelli, in effetti non sono propriamente un “cuor di leone”!
    Annarita, beh la passione per l’alpinismo sconfina spesso in qualcosa di diverso, ecco…
    Filo, vero? Si potrebbe organizzare un concorso fotografico con i proverbi 🙂
    Ivy, nel mio caso, solo scarpe grosse 🙂

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  15. utente anonimo 21 agosto 2007 alle 4:59 pm

    Ognuno lascia un segno come può [e magari suo malgrado :)]…
    Resta la curiosità di capirne l’origine e la storia, che magari è meno “perigliosa” di quanto si potrebbe immaginare. Boh…
    Ciao 🙂

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  16. gabrilu 22 agosto 2007 alle 12:08 pm

    Amfortas, il commento su Flickr l’avevo letto, dal che si deduce che le mie cognizioni di geografia delle vostre parti sono scarse al limite dell’indecenza e che devo rimediare 😦

    Beh, per dirti la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità, l’idea di scarpinare con il comandante Ripley mi atterrisce. Sospetto fortemente che abbiamo parametri moooolto diversi circa misurazione delle distanze, fatica che ci vuole per raggiungere le mete etc. Niente di personale, eh? Solo che ormai me l’immagino tipo Demi Moore = soldato Jane. Tutta colpa tua, sia chiaro ^___^

    Però potremmo addivenire a un compromesso e magari andare una sera a teatro tutti assieme (lì almeno si sta seduti :-p

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  17. utente anonimo 22 agosto 2007 alle 12:18 pm

    Da montanaro che nella gioiosa gioventù ha fortificato spirito e quadricipiti sulle ripide strade alpine in sella alla mountain-bike, non posso fare altro che sorridere…

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  18. utente anonimo 22 agosto 2007 alle 4:07 pm

    Un saluto da Sherlock Holmes… spero tu abbia ricevuto la email.
    Ariela

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  19. amfortas 22 agosto 2007 alle 4:33 pm

    Come Alice, sto cercando d’informarmi, se so qualcosa la scriverò qui.
    gabrilu, sapessi come sono indecente io in geografia (e non solo). L’idea che ti sei fatta di mia moglie non è poi così lontana dalla realtà, sai? 🙂
    Third eye ecco, tra tutti gli sport che ho fatto la mountain bike mi manca, la bici è davvero faticosa.
    Ma non è detto che non ci provi eh? 🙂
    Ariela, ti ho risposto in privato, grazie!

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  20. utente anonimo 24 agosto 2007 alle 8:15 am

    Accidenti, più che altro ERA via della bicicletta! Non ci voglio pensare, in bici già traballo su strade agevoli figuriamoci se passerei là… però la montagna è stupenda, dovresti postare le foto di qualche vallata (ovviamente senza bici schiantate!)
    😉
    flo

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  21. despina92 24 agosto 2007 alle 11:25 am

    A proposito del titolo.. io la bicicletta l’ho voluta, ho pedalato…solo che essendo Genova una città dove andare in bici è impossibile l’ho comprata e usata quando ancora andavo nella casa in Veneto per un mese intero..poi da quando dobbiamo assistere mia nonna non ci andiamo più e così adesso la mia bici giace (sempre che non l’abbiano rubata) nella “stalla”, e magari pensa che io l’abbia dimenticata e abbandonata… 😦
    Sigh, sigh.

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  22. amfortas 24 agosto 2007 alle 5:20 pm

    Flo, le foto di montagna non le faccio io…forse la legittima proprietaria si deciderà, un giorno, a pubblicare qualcosa 🙂
    Despi, povera bici, sola perduta ed abbandonata 🙂

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  23. utente anonimo 7 settembre 2007 alle 8:57 am

    Bella la bici agganciata! Butto là una ipotesi: che sia l’attacco per una via di arrampicata?

    Di bici (mtb e da corsa) ne faccio spesso nel w-e, grande passione. Così come la montagna estiva e lo sci in inverno. Capisco però che ci si schianti di fatica. Ma arrivare lassù e con le forze residue ammirare la grandezza dello spettacolo naturale dà la misura della bellezza del mondo e si scende più contenti! Poi a casa ascolti Wagner o Debussy o Brahms e rivedi tutto ciò.

    Ciao,
    Emanuele

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  24. amfortas 7 settembre 2007 alle 9:27 am

    Emanuele ciao!
    La bici è collocata a metà parete, non segnala l’attacco di una via.
    Probabilmente qualcuno ha voluto lasciare (parecchi anni fa, a giudicare dal modello di bici e dalle condizioni), in modo così originale, segno del suo passaggio.
    So della tua passione per la mountain bike…però…ti sei scordato di Mahler 🙂
    Ciao!

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  25. utente anonimo 7 settembre 2007 alle 9:36 am

    Hai ragione! Come ho potuto dimenticarlo!!!

    Un aneddoto che Chiara e i miei a casa conoscono a memoria (sono logorroico di già, nonostante la giovane età!): con mio fratello un 4 anni fa in Val d’Aosta, giornata di cielo terso e limpido in ogni dove tranne nel vallone dove ci eravamo infilati. Pazienza, inizia a nevischiare, inutile risalire al colle, panorama zero. Ci si ripara in un bel rifugio (Rif. Crete-Seche in Valpelline). La nostra cagnolina si accuccia sotto il tavolo e riemerge solo all’apparire delle due porzioni di polenta e carbonada. Si mangia alla grande. Affianco una tavolata di allegri piemontesi ben over sessanta. Tiene banco un arzillo vecchietto stile Toscanini ma più asciutto. Occhi brillanti e sguardi per tutte le ragazze presenti, non se ne fa scappare una. Poi inizia ad attaccar bottone con me, la sua passione per i monti, i suoi giri qua e là da solo o col CAI e la sua guduria maggiore: arrivare alla sera ad un bivacco arroccato sulle Alpi, distendersi su una roccia al tramonto, cuffie e cd portatile e… Mahler a palla nelle orecchie! Rimango stupito, pensavo di esser malato di mente solo io. Anzi continua: una sera arrivo, metto le mie cuffie e ascolto…dopo un po’ arriva un tedesco, da solo, mi guarda e commenta entusiasta: Maaalaaar!!! Dopo un anno il simpatico vecchietto è ancora a quel bivacco, ancora cuffie e Mahler e dopo un po’ ecco spuntare il tedesco dell’anno precedente rimasto innamorato di quei luoghi. Potenza della musica…

    Emanuele

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