Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Caro Don Giovanni, sei un mito!

 
Sono innumerevoli gli esempi di compositori che hanno tratto felice ispirazione da opere letterarie o teatrali, tanto che è impossibile farne un elenco anche sommario e parziale.
Molto spesso, per apprezzare compiutamente un’opera lirica è indispensabile un approfondimento sulla genesi dell’opera stessa. Perchè il librettista ha sottolineato una certa situazione? Come mai ci sono discrepanze tra la fonte letteraria e il lavoro del compositore?
Uno storico e critico della letteratura, Ian Watt, inglese professore all’Università di Stanford, nel suo libro “Miti dell’individualismo moderno” ci guida in un affascinante viaggio alla scoperta della scaturigine letteraria di alcuni personaggi operistici notissimi ai melomani e non solo a loro: Faust, Don Giovanni, Don Chisciotte. A questi si unisce Robinson Crusoe, che non può vantare un riferimento operistico di valenza eccelsa come gli altri, ma le cui gesta sono state in ogni caso egregiamente musicate da Jacques Offenbach. (l’opera è disponibile nel catalogo di Opera Rara, e l’aria più famosa “Conduisez moi vers celui que j’adore” è stata incisa anche da Joan Sutherland e Natalie Dessay)
Cosa s’intende per mito? L’autore ne dà questa definizione: “una storia tradizionale con una straordinaria e vastissima diffusione culturale, cui si attribuisce una verità quasi storica e che incarna o simbolizza alcuni dei valori fondamentali della società.”
Infatti, nel corso dei secoli, questi personaggi hanno raggiunto uno status particolare nell’immaginario collettivo: non sono considerati vere e proprie figure storiche ma neanche esclusivo frutto di fantasia.
In realtà, dei quattro miti, quello di Faust ha una caratteristica unica: nasce da un personaggio realmente esistito.
I riferimenti storici, infatti, segnalano l’esistenza di un famosissimo mago di nome Jörg Faust, nato a Knittlingen intorno al 1480 e morto a Staufen nel 1540.
Quali sono i punti in comune tra i nostri quattro eroi?
La circostanza più evidente, forse, è che tutti hanno un servitore: Faust-Mefistofele (o in seconda battuta Wagner), Don Giovanni-Leporello, Don Chisciotte- Sancho, Crusoe-Venerdì.
Il contesto storico e sociale è quello della Controriforma per Faustbuch, El Burlador, Don Quixote: tutti i lavori vedono la luce tra il 1587 ed il 1620. È dunque un’epoca di repressione culturale, nella quale le forze che rappresentavano la tradizione medievale si scontravano violentemente con i primi aneliti dell’individualismo rinascimentale: nella religione, nell’arte, nella vita quotidiana.
Faust, Don Chisciotte e Don Giovanni vogliono trovare nuove strade, sono esploratori dell’anima: non hanno famiglia, rifuggono la tranquillità, rischiano di tasca propria.
Ma torniamo al Faust, perché di questo voglio occuparmi in modo più approfondito in questa sede, e lasciare a chi vorrà accostarsi al libro il piacere di scoprire gli itinerari degli altri caratteri.
Nel 1587 apparve La Historia von D.Johann Fausten- Il Faustbuch di Johann Spies, che raccolse uno strepitoso successo.
In questo lavoro compare per la prima volta il famoso contratto sottoscritto col sangue dal protagonista.
Sulla copertina compariva il riassunto del contenuto:
 
Storia del dottor Johann Faustus, ben noto mago e negromante, di come si è promesso al diavolo per un determinato periodo della sua vita, di quali straordinarie avventure fu protagonista e testimone in questo tempo, fino al momento in cui ricevette la ben meritata mercede. Per la maggior parte desunta dai suoi scritti raccolti, quale esempio orrendo per tutti i superbi, i saccenti e gli empi, un esempio disgustoso oltre che amichevole ammonimento, e approntata per la stampa.
Giacomo 4, 7-8
Siate sottomessi a Dio, combattete il diavolo, cosicché egli fugga da voi.
 
Dunque, la presentazione del libro e la morale, la condanna severa della Chiesa alla magia, al piacere, alla cultura laica: in sostanza, a buona parte delle aspirazioni ottimistiche del Rinascimento.
Nel libro c’è molto di più, ovviamente, e la lettura è davvero affascinante.
Analoga cura c’è nella ricerca delle origini letterarie di Don Giovanni, Don Chisciotte e Robinson Crusoe.
L’Autore poi affronta l’elaborazione e la trasformazione che, nel corso dei secoli ed in particolare nel Romanticismo, questi miti hanno avuto nella Musica e nella Letteratura: da Mozart a Dostoevskij, da Gounod a Goethe.
I miti si aggiornano, sono a passo con i tempi.
Quello che non cambia è il fascino che hanno su di noi, sia quando li vediamo rappresentati in musica, sia quando ne riconosciamo i tratti distintivi in qualche lavoro di prosa, o sul grande schermo.
 
 
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22 risposte a “Caro Don Giovanni, sei un mito!

  1. rageout 19 settembre 2007 alle 10:12 am

    Ti vedo da me, intuisco che hai scritto qualcosa e… indovinato!
    Post davvero interessante. E’ un po’ ditempo che accarezzo l’idea di leggere il Don Chisciotte, ma tutte quelle pagine mi mettono un pochino d’ansia. Ma prima o poi lo farò.
    ciao.
    alessandro

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  2. giuba47 19 settembre 2007 alle 10:58 am

    Deve essere molto interessante il libro che tu recensisci, grazie Giulia

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  3. amfortas 19 settembre 2007 alle 11:06 am

    Alessandro, hai ragione.
    Ora passo a leggere i miei blog preferiti solo quando scrivo qualcosa anch’io, una volta ero più serio!
    È che sono impegnato su più fronti ed ho poco tempo.
    Don Chisciotte richiede tempo, fai bene a prendertela con calma.
    Giulia, benvenuta, spero che tu legga il libro, è assai più interessante di quello che sembra.
    Sono io che sono noioso, nello scrivere 🙂

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  4. Princy60 19 settembre 2007 alle 12:35 pm

    Ma che bello: sembra fatto per me! Adoro Faust, Don Giovanni e Don Chisciotte, sia in musica sia in letteratura! ;-)***

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  5. utente anonimo 19 settembre 2007 alle 1:55 pm

    io sto ancora “lottando” con “Pastorale Americana”, prima che seguo un altro tuo consiglio letterario devo finire questo!
    fatica…..

    PS: però ti trovo brioso nella scrittura, vedi se non mi freghi pure stavolta!

    grisù

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  6. utente anonimo 19 settembre 2007 alle 3:29 pm

    La definizione di “mito” data dal professore inglese si adatta benissimo, non a caso, anche a Shakespeare ed ai suoi personaggi: che un principe di Danimarca di nome Amleto sia esistito o no è irrilevante rispetto a quello che lui incarna o simbolizza: Amleto è il Dubbio; Otello è la Gelosia; Macbeth è il Potere; Giulietta e Romeo sono l’Amore… Questo è il loro status nell’immaginario collettivo.
    Ciao!
    Ghismunda

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  7. amfortas 19 settembre 2007 alle 3:41 pm

    Princy, mi fa piacere che tu abbia apprezzato 🙂
    grisù, in effetti Pastorale Americana è ponderoso, però ne vale la pena.
    Ghismunda, trovo che i tuoi esempi siano perfettamente calzanti.
    Sarebbe bene che lo tengano presente anche i registi d’opera 🙂

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  8. utente anonimo 19 settembre 2007 alle 5:45 pm

    Interessante, molto.
    Anche oggi ho imparato qualcosa.
    ciao dal polpo

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  9. thesecretsharer 19 settembre 2007 alle 7:36 pm

    su don giovanni, in particolare dal punto di vista di lorenzo da ponte, un intero numero del “compagno segreto”: http://www.compagnosegreto.it

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  10. utente anonimo 20 settembre 2007 alle 7:39 am

    Io sottoscrivo pienamente il commento di Ghismunda.
    Tu scrivi “I miti si aggiornano, sono a passo con i tempi…” Ma allora perchè Shakespeare rimane ancora il più grande di tutti?

    “Polemica” di prima mattina… fatti un’idea della giornata che ti aspetta.

    La svegliata storta Margot *^___^

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  11. amfortas 20 settembre 2007 alle 9:10 am

    Octopus, è un gran bel libro, anche s emi rendo conto che forse è troppo per iniziati.
    thesecretsharer, grazie per la segnalazione.
    margie, Shakespeare è uno dei più grandi, sono d’accordo.
    Pensando a te sovvengono altre figure mitologiche: le Arpie.

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  12. megbr 20 settembre 2007 alle 9:53 am

    nell’ottica dell’ “nomen omen” ti/vi lascio un piccolo gioco: per trovare la radice del mito di Don Giovanni.. anagrammate il suo nome… :-))
    (così si vede che non è mai una questione di ‘periodo storico’..)

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  13. filorosso 20 settembre 2007 alle 12:29 pm

    I miti si aggiornano, sono a spasso con i tempi.
    Da Don Chisciotte a Beppe Grillo.
    Baci, Filo

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  14. amfortas 21 settembre 2007 alle 7:52 am

    megbr, mi sono usciti solo questi, facendo una ricerca (smile)1: ad non ogni vi
    2: agi don non vi
    3: agivi don non
    4: ando non vigi
    5: anni don vigo
    6: anno don vigi
    7: danni in vogo
    8: danni no vigo
    9: danni vigono
    10: dannino vigo
    11: danno in vigo
    12: danno no vigi
    13: danno ogni vi
    14: davi non ogni
    15: di gonna no vi
    16: di gonna novi
    17: di gonna vino
    18: di in non vago
    19: di in non voga
    20: di navigo non
    21: di no no vigna
    22: di no non viga
    23: di non ogni va
    24: di non vagoni
    25: di non vigano
    26: di nonna vigo
    27: di nonni vago
    28: di nonni voga
    29: di nonno viga
    30: di nono vigna
    31: di ogni vanno
    32: diga no non vi
    33: diga non novi
    34: diga non vino
    35: diga nonno vi
    36: dio non vigna
    37: diva non ogni
    38: divago in non
    39: divago nonni
    40: divino gonna
    41: divo gonna in
    42: divo inganno
    43: do gonna in vi
    44: do gonna vini
    45: do in no vigna
    46: do in non viga
    47: do inganno vi
    48: do inno vigna
    49: do noni vigna
    50: do nonna vigi
    51: do nonni viga
    52: don gia non vi
    53: don gonna ivi
    54: don in in vago
    55: don in in voga
    56: don in navigo
    57: don in no viga
    58: don in ogni va
    59: don in vagoni
    60: don in vigano
    61: don inni vago
    62: don inni voga
    63: don inno viga
    64: don nani vigo
    65: don nano vigi
    66: don navi ogni
    67: don noi vigna
    68: don nona vigi
    69: don noni viga
    70: don ogni vani
    71: dona non vigi
    72: doni gonna vi
    73: doni no vigna
    74: doni non viga
    75: donino vigna
    76: donna in vigo
    77: donna no vigi
    78: donna ogni vi
    79: dono in vigna
    80: goda in non vi
    81: goda non vini
    82: goda nonni vi
    83: godi in non va
    84: godi in vanno
    85: godi navi non
    86: godi non vani
    87: godi nonna vi
    88: godi nonni va
    89: gonna nido vi
    90: gonna nodi vi
    91: in in vogando
    92: in nodo vigna
    93: indi non vago
    94: indi non voga
    95: indignavo no
    96: indigno no va
    97: indigno vano
    98: inni vogando
    99: inondo vigna
    100: nidi non vago
    101: nidi non voga
    102: nido no vigna
    103: nido non viga
    104: no nodi vigna
    105: nodi non viga
    106: non odi vigna
    107: non onda vigi

    Filo…su Beppe Grillo sto portando avanti una polemica da un’altra parte 🙂

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  15. megbr 21 settembre 2007 alle 9:38 am

    aaaaaaaa a parte che non vale usare i programi apposta .. manca il vero:
    “Giovin Donna” …. ;-)))

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  16. amfortas 21 settembre 2007 alle 2:54 pm

    OT: *coff* *coff* salve, sono il tecnico specializzato per la manomissione dei template… stiamo lavorando per voi… 😉

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  17. mu 21 settembre 2007 alle 3:01 pm

    OT: *coff* *coff* scusate son sempre io, quella di prima che manomette i template… fatto. 🙂

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  18. amfortas 22 settembre 2007 alle 8:55 am

    Ringraziamenti, baci, abbracci e reverenze per la poliedrica GIORGIA !!!

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  19. utente anonimo 22 settembre 2007 alle 8:14 pm

    Ehila! E’ comparsa una partitura (wagneriana?!) in template?! (non vorrei sbagliare, ma…)

    Bello così!

    yours

    MAURO

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  20. mu 22 settembre 2007 alle 9:29 pm

    Mauro – eggià… 🙂

    (vediamo se indovini…)

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  21. minstrel 25 settembre 2007 alle 9:48 am

    Miii così senza basso che armonizza nulla mi sovviene. Ma credo che anche completa sarebbe difficoltoso per la mia mega ignoranza…

    mmmh…

    yours

    MAURO

    Mi piace

  22. amfortas 26 settembre 2007 alle 2:47 pm

    La mia ignoranza è ancora maggiore, ma sembra si tratti del Parsifal…a detta di Rodolfo53.

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