Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Pasolini, che viveva in una lampada.

Sono già passati 32 anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini.
 

"…Poiché sono uno scrittore, e scrivo in polemica, o almeno discuto, con altri scrittori, mi si lasci dare una definizione di carattere poetico-letterario di quel fenomeno che è successo in Italia una decina di anni fa. Ciò servirà a semplificare e ad abbreviare il nostro discorso (e probabilmente a capirlo anche meglio).
Nei primi anni Sessanta, a causa dell’inquinamento dell’aria e, soprattutto, in campagna, a causa dell’inquinamento dell’acqua (gli azzurri fiumi e le rogge trasparenti) sono cominciate a scomparire le lucciole. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante. Dopo pochi anni le lucciole non c’erano più. (Sono ora un ricordo, abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia un tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane, e dunque non può più avere i bei rimpianti di una volta).
Quel qualcosa che è accaduto una decina di anni fa lo chiamerò dunque "scomparsa delle lucciole"…
L’articolo delle lucciole, da Scritti corsari.
Categoria scelta: me medesimo.
E non è necessario aggiungere nulla, ne ho gia parlato qui.
Buon fine settimana a tutti.
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5 risposte a “Pasolini, che viveva in una lampada.

  1. utente anonimo 2 novembre 2007 alle 4:37 pm

    Qualche volta sbagliava, Pasolini. Come nel finale della seguente poesia:

    La diversità che mi fece stupendo
    e colorò di tinte disperate
    una vita non mia, mi fa ancora
    sordo ai comuni istinti, fuori dalla
    funzione che rende gli uomini servi
    e liberi. Morta anche la povera
    speranza di rientrarvi, sono solo,
    per essa, coscienza.
    E poiché il mondo non è più necessario
    a me, io non sono più necessario.

    Ciao!
    Ghismunda

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  2. utente anonimo 2 novembre 2007 alle 6:47 pm

    “…un uomo anziano che abbia un tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane…”

    A un tratto mi sento improvvisamente anziana, e come si diceva oggi, curiosa. Se non è una libreria, sarà IBS.

    La allora piccola Margot :o)

    La piccola Margot

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  3. utente anonimo 2 novembre 2007 alle 6:49 pm

    Sono nel pieno di una crisi di identità, si capisce?

    Margot!

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  4. Princy60 4 novembre 2007 alle 12:30 pm

    Affascinante e lucido. ;-)***

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  5. utente anonimo 4 novembre 2007 alle 4:36 pm

    Univa poesia, lucida analisi della realtà, profondità di pensiero.
    Un artista mai abbastanza ricordato.
    Come intellettuale e come omosessuale dava fastidio, in primis al PCI.
    ciao dal polpo

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