Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Vissi d’Arte?

Credo non ci sia bisogno che spieghi da che parte sto politicamente. Quindi, non penso mi si possa accusare di essere un affamatore del popolo.
Oggi però, dopo il doppio sciopero alla Scala per il previsto Requiem di Verdi, leggo sulla benemerita rivista Il Giudizio Universale” queste righe, a firma di Antonio Lubrano.
Una lettrice chiede quali sono le voci che concorrono a formare il prezzo di uno spettacolo di lirica. Il Lubrano, dopo aver enumerato le spese che un po’ tutti conosciamo, ( regia, artisti, orchestra, scenografia ) ricorda un episodio che ha vissuto da testimone diretto.
Al debutto napoletano del Socrate Immaginario di Giovanni Paisiello, nel settembre 2005, durante la generale succede una cosa un po’, come dire, strana, ecco.
A metà del secondo atto entra in sala la sezione fiati (trombe, corni, clarinetti e tromboni), per accentuare un effetto comico di scena. I professori d’orchestra devono suonare al buio, a memoria, perché non riuscirebbero a leggere lo spartito sulla piccola consolle dello strumento.
La prova s’interrompe, tutto tace, i suonatori non suonano.
Come mai?
Problemi sindacali: alla banda non fu riconosciuta l’indennità buio. Tutto si risolve ma, attenzione, ecco un’altra grana.
Il Coro, che deve cantare in greco, rivendica l’indennità lingua straniera.
Ecco qui altre due voci che concorrono alla formazione del prezzo del biglietto.
Io non ci avevo mai pensato, sinceramente.
Una settimana fa ho intervistato per OperaClick il Dr. Umberto Fanni, direttore artistico del Verdi di Trieste.
A proposito della questione scioperi, ha espresso un’opinione molto intelligente:
 
“È assolutamente ovvio che i lavoratori debbano essere tutelati dai contratti di lavoro, ma non può essere il punto centrale della strategia di un ente lirico; occorre agire cum granu salis, fare qualche volta un piccolo passo indietro in favore di una causa più alta, in questo caso verso il pubblico…(omissis)… il Verdi di Trieste esiste da 206 anni, si tratta di difendere i diritti dei lavoratori ma anche quelli dei nostri figli e dei figli dei nostri figli i quali, si spera, diventeranno il pubblico del futuro.”
 
Amen e buon fine settimana a tutti.
 
 
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28 risposte a “Vissi d’Arte?

  1. Pruun 16 novembre 2007 alle 12:54 pm

    Io credo che il diritto di sciopero sia SACROSANTO e LEGITTIMO… eppure non deve divenire un’arma di ricatto nelle guerre tra poveri-ricchi che, spesso anche se non sempre, svolgono un mestiere privilegiato. Non voglio generalizzare, perché spesso a causa dei capricci di pochi si generalizza comprendendo i disagi e la fatica di molti che lavorano senza nemmeno che a loro venga riconosciuta la dignità di artisti e strumentisti. Ma che in molti casi si tratti di capricci… beh, non si può negare. Buon fine settimana a te.

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  2. gabrilu 16 novembre 2007 alle 1:39 pm

    E la leggendaria “indennità spadino” nei teatri d’opera?

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  3. utente anonimo 16 novembre 2007 alle 3:13 pm

    Visto che “oggi” sono polemica, mi è venuto in mente che io non posso usare lo sciopero per rivendicare i miei diritti. Vedi tu.

    Vado ad ubriacarmi di coca-cola va.

    Margot buuuuuuuuuuona!

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  4. utente anonimo 16 novembre 2007 alle 3:13 pm

    Visto che “oggi” sono polemica, mi è venuto in mente che io non posso usare lo sciopero per rivendicare i miei diritti. Vedi tu.

    Vado ad ubriacarmi di coca-cola va.

    Margot buuuuuuuuuuona!

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  5. malaparata 16 novembre 2007 alle 5:13 pm

    ricordo benissimo quando, membro di un certo club della lirica, pagai il biglietto per la Scala di Milano (Lucia di Lammermoor), viaggio e pernottamento. Ero al quarto liceo, una spesa notevole che i miei comunque avevano deciso di sostenere, sebbene loro alla Scala non ci fossero andati mai. Insomma…ci fu uno sciopero (annunciato, poi revocato, poi ripristinato il giorno stesso). Tutti i diritti di scioperare, certo, ma almeno decidere qualche giorno prima….
    Buon weekend!
    Bianca

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  6. malaparata 16 novembre 2007 alle 5:13 pm

    ricordo benissimo quando, membro di un certo club della lirica, pagai il biglietto per la Scala di Milano (Lucia di Lammermoor), viaggio e pernottamento. Ero al quarto liceo, una spesa notevole che i miei comunque avevano deciso di sostenere, sebbene loro alla Scala non ci fossero andati mai. Insomma…ci fu uno sciopero (annunciato, poi revocato, poi ripristinato il giorno stesso). Tutti i diritti di scioperare, certo, ma almeno decidere qualche giorno prima….
    Buon weekend!
    Bianca

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  7. utente anonimo 16 novembre 2007 alle 10:46 pm

    Ci sarà l’indennità blog?

    Il polpo

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  8. utente anonimo 16 novembre 2007 alle 10:46 pm

    Ci sarà l’indennità blog?

    Il polpo

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  9. utente anonimo 17 novembre 2007 alle 11:26 am

    Il diritto allo sciopero è sacrosanto, ma a questo punto allora lo spettatore dovrebbe avere l’egualmente sacrosanto diritto a richiedere lo “sconto poltrona scomoda” qualora le poltrone del teatro fossero, giustappunto, scomode (e ce ne sono, pure in platea, tra i posti che costano un occhio della testa) oppure il “rimborso tenore svociato” ogni volta che ‘sti stracippa di tenori hanno una vocetta che non supera il golfo mistico…
    Sarebbe quantomeno equo, no? 😉

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  10. utente anonimo 17 novembre 2007 alle 11:26 am

    Il diritto allo sciopero è sacrosanto, ma a questo punto allora lo spettatore dovrebbe avere l’egualmente sacrosanto diritto a richiedere lo “sconto poltrona scomoda” qualora le poltrone del teatro fossero, giustappunto, scomode (e ce ne sono, pure in platea, tra i posti che costano un occhio della testa) oppure il “rimborso tenore svociato” ogni volta che ‘sti stracippa di tenori hanno una vocetta che non supera il golfo mistico…
    Sarebbe quantomeno equo, no? 😉

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  11. Princy60 17 novembre 2007 alle 1:22 pm

    Il costo degli artisti, si sa, è quello che incide meno nelle spese di un teatro. Al nuovo Carlo Felice di Genova, le masse percepivano “l’indenità aria” perchè le sale prova erano nei fondi de teatro. No comment…..

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  12. annaritav 17 novembre 2007 alle 4:05 pm

    Indennità buio e indennità lingua straniera? Ma è tutto vero? Che altro ci può essere che i comuni mortali non sanno? :-/

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  13. utente anonimo 17 novembre 2007 alle 10:42 pm

    Discorso corporativo: sto pensando a quante indennità dovrebbero essere riconosciute ad un insegnante… praticamente sarei sempre in sciopero, scuola chiusa e alunni sempre a casa (sicuramente molto meno amareggiati di un pubblico di teatro…).
    Buona domenica, Amfortas
    Ghismunda

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  14. utente anonimo 17 novembre 2007 alle 10:42 pm

    Discorso corporativo: sto pensando a quante indennità dovrebbero essere riconosciute ad un insegnante… praticamente sarei sempre in sciopero, scuola chiusa e alunni sempre a casa (sicuramente molto meno amareggiati di un pubblico di teatro…).
    Buona domenica, Amfortas
    Ghismunda

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  15. Chatonproviseur 28 novembre 2007 alle 3:47 pm

    Quando da pulcino cantavo nelle voci bianche, a me per il Boris Godunov l’indennità russki non me l’hanno data! Averlo saputo prima!!! :))) Dasvidania

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  16. utente anonimo 1 dicembre 2007 alle 9:18 pm

    perchè il sig. Lubrano non parla dei 30-40 mila euro di cachet che percepiscono i solisti a sera o magari di quello che lui ha preso per le serate.Non mi risulta che esistano indennità buio a napoli ma sicuramente dirigenti strapagati e artisti,magari sfruttati anche dalle agenzie,che percepiscono retribuzioni esorbitanti,propabilmente sarà capitato anche a Lubrano. Da addetta ai lavori,il mio stipendio da corista con venti anni di anzianità non supera i 1750 euro mensili,se non si conoscono le realtà dei singoli teatri almeno si abbia il buon gusto di tacere.

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  17. amfortas 2 dicembre 2007 alle 5:35 pm

    Cara corista anonima, mi spiace che tu ti sia sentita così offesa, non era certo mia intenzione.
    Devo però segnalarti che 1750 euro al mese, con vent’anni d’anzianità, è uno stipendio buono.
    Lo so per certo, visto che c’è chi di anni d’anzianità ne ha di più, e percepisce 1447 Euro al mese, indennità vere o presunte comprese e con un lavoro assai più pesante, aldilà d’ogni dubbio, del tuo.
    Certo una guerra tra poveri non serve a nessuno, direi, mi limito solo a risponderti senza polemica.
    Un saluto a te.

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  18. amfortas 2 dicembre 2007 alle 5:35 pm

    Cara corista anonima, mi spiace che tu ti sia sentita così offesa, non era certo mia intenzione.
    Devo però segnalarti che 1750 euro al mese, con vent’anni d’anzianità, è uno stipendio buono.
    Lo so per certo, visto che c’è chi di anni d’anzianità ne ha di più, e percepisce 1447 Euro al mese, indennità vere o presunte comprese e con un lavoro assai più pesante, aldilà d’ogni dubbio, del tuo.
    Certo una guerra tra poveri non serve a nessuno, direi, mi limito solo a risponderti senza polemica.
    Un saluto a te.

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  19. utente anonimo 2 dicembre 2007 alle 8:36 pm

    31 anni di anzianità.
    40 ore settimanali.
    Stipendio netto: 1200 euro, x 13 mensilità.

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  20. utente anonimo 2 dicembre 2007 alle 8:36 pm

    31 anni di anzianità.
    40 ore settimanali.
    Stipendio netto: 1200 euro, x 13 mensilità.

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  21. amfortas 2 dicembre 2007 alle 9:14 pm

    Ecco, appunto, l’esempio dell’anonimo qui sopra parla chiaro.
    Mi pare di capire che in una triste “gara” tra poveri la nostra anonima corista sarebbe esclusa in partenza: non avrebbe i requisiti.
    Aggiungo, peraltro, che si suppone che un corista, in generale, faccia un lavoro che gli piace e per il quale ha studiato.
    O no?

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  22. amfortas 2 dicembre 2007 alle 9:14 pm

    Ecco, appunto, l’esempio dell’anonimo qui sopra parla chiaro.
    Mi pare di capire che in una triste “gara” tra poveri la nostra anonima corista sarebbe esclusa in partenza: non avrebbe i requisiti.
    Aggiungo, peraltro, che si suppone che un corista, in generale, faccia un lavoro che gli piace e per il quale ha studiato.
    O no?

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  23. utente anonimo 4 dicembre 2007 alle 9:58 pm

    Non c’è dubbio che il lavoro che ho scelto mi piaccia e mi sento fortunata e privilegiata .Ritengo però che il nostro lavoro vada rispettato al pari di quello degli altri,certamente un insegnante o un impiegato guadagnano molto meno e non è giusto , ma sicuramente non sono costretti a lasciare i figli e la famiglia soprattutto di sera tardi,rinunciare a tutti i fine settimana e alle domeniche in famiglia.Allontanarsi da casa per mesi per le tournèe,ecc.
    Non capisco però l’accanimento di molti personaggi rispetto al nostro tipo di lavoro,mentre i costi esorbitanti degli artisti e degli allestimenti non vengono mai all’attenzione dei giornali.Capisco che ormai la precarietà impera nel nostro paese ma quale giovane potrà investire tempo e soprattutto denaro nella qualificazione professionale musicale se non ha prospettiva di lavoro,è chiaro che vi è è un tentativo di smantellamento dei corpi artistici stabili , a questo punto sarebbe più coerente chiudere anche i conservatori di musica e soprattutto voi melomani dovreste opporvi a tutto questo.

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  24. utente anonimo 4 dicembre 2007 alle 9:58 pm

    Non c’è dubbio che il lavoro che ho scelto mi piaccia e mi sento fortunata e privilegiata .Ritengo però che il nostro lavoro vada rispettato al pari di quello degli altri,certamente un insegnante o un impiegato guadagnano molto meno e non è giusto , ma sicuramente non sono costretti a lasciare i figli e la famiglia soprattutto di sera tardi,rinunciare a tutti i fine settimana e alle domeniche in famiglia.Allontanarsi da casa per mesi per le tournèe,ecc.
    Non capisco però l’accanimento di molti personaggi rispetto al nostro tipo di lavoro,mentre i costi esorbitanti degli artisti e degli allestimenti non vengono mai all’attenzione dei giornali.Capisco che ormai la precarietà impera nel nostro paese ma quale giovane potrà investire tempo e soprattutto denaro nella qualificazione professionale musicale se non ha prospettiva di lavoro,è chiaro che vi è è un tentativo di smantellamento dei corpi artistici stabili , a questo punto sarebbe più coerente chiudere anche i conservatori di musica e soprattutto voi melomani dovreste opporvi a tutto questo.

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  25. amfortas 5 dicembre 2007 alle 9:25 am

    C’è da fare una piccola distinzione, che però non è di poco conto.
    Il melomane, in linea generale, vuole solo assistere allo spettacolo e basta.
    Chi, come me, ad esempio, ma sono solo uno dei tanti, oltre ad amare la Musica ama anche tutto il resto che c’è intorno, critica ed evidenzia le regie inutilmente dispendiose e gli sprechi per i cachet dei cantanti solisti che spesso, tra l’altro, non sono all’altezza.
    Magari non lo faccio esclusivamente in questa sede, ma lo faccio anche qui.
    Fidati, se puoi.
    Ciao e buona giornata.

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  26. amfortas 5 dicembre 2007 alle 9:25 am

    C’è da fare una piccola distinzione, che però non è di poco conto.
    Il melomane, in linea generale, vuole solo assistere allo spettacolo e basta.
    Chi, come me, ad esempio, ma sono solo uno dei tanti, oltre ad amare la Musica ama anche tutto il resto che c’è intorno, critica ed evidenzia le regie inutilmente dispendiose e gli sprechi per i cachet dei cantanti solisti che spesso, tra l’altro, non sono all’altezza.
    Magari non lo faccio esclusivamente in questa sede, ma lo faccio anche qui.
    Fidati, se puoi.
    Ciao e buona giornata.

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  27. utente anonimo 5 dicembre 2007 alle 10:24 pm

    ok, pace fatta

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