Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Liber, libertas.

Le recensioni di libri in rete, in particolare nei blog, sono molto diffuse.
Oggi, su Rotocalco, si discute appunto di libri.
 
 
Io ho provato a parlare di “La Montagna Incantata” ma, ci tengo a precisarlo, non ho scritto la classica recensione, perché non sarei stato in grado, è un romanzo troppo complesso.
Ho voluto quindi parlare di emozioni, mentre i miei compagni di viaggio sono stati molto più bravi di me, esaustivi e professionali.
Qui il mio contributo, ma mi preme sottolineare molto di più gli interventi degli altri amici.
Forse (lo spero) questa iniziativa interesserà il blogroll di gabrilu.
Commenti a vostra discrezione, come sempre: qui, di là, ma anche niente, va tutto bene.
Buona settimana a tutti.
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39 risposte a “Liber, libertas.

  1. utente anonimo 3 dicembre 2007 alle 2:43 pm

    non sottovalutarti. hai fatto una bellissima recensione.

    un abbraccio.

    Stefania

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  2. utente anonimo 3 dicembre 2007 alle 2:43 pm

    non sottovalutarti. hai fatto una bellissima recensione.

    un abbraccio.

    Stefania

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  3. gabrilu 3 dicembre 2007 alle 8:42 pm

    L’ho messo subito nel blog roll, il tuo post. Perchè mi piace questo parlare e leggere di libri, soprattutto dei Grandi Libri: la descrizione di ciò che essi hanno significato e significano per noi. Qualcosa di personale, insomma.
    In quanto a La montagna incantata, è uno di quei romanzi che rileggo ciclicamente a distanza di anni. Oggi per la verità salto a piè pari le discussioni tra Nafta e Settembrini, che trovo molto prolisse e datate, ma tutto il resto è e rimane un capolavoro.
    Personalmente, trovo indimenticabile le pagine di Hans Castorp nella tempesta di neve. Già quella sola sequenza vale un intero libro…

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  4. gabrilu 3 dicembre 2007 alle 8:42 pm

    L’ho messo subito nel blog roll, il tuo post. Perchè mi piace questo parlare e leggere di libri, soprattutto dei Grandi Libri: la descrizione di ciò che essi hanno significato e significano per noi. Qualcosa di personale, insomma.
    In quanto a La montagna incantata, è uno di quei romanzi che rileggo ciclicamente a distanza di anni. Oggi per la verità salto a piè pari le discussioni tra Nafta e Settembrini, che trovo molto prolisse e datate, ma tutto il resto è e rimane un capolavoro.
    Personalmente, trovo indimenticabile le pagine di Hans Castorp nella tempesta di neve. Già quella sola sequenza vale un intero libro…

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  5. utente anonimo 3 dicembre 2007 alle 10:15 pm

    I classici non vanno recensiti dal lettore: per questo ci sono le storie della letteratura e tutti i vari bla-bla paludati; il lettore vero può solo dire quello che il libro ha significato per lui e tu lo hai fatto in modo toccante. Hai ragione: la malattia è un privilegio, una “fortuna”, come scrive Terzani; è tempo lento, che ci fa conoscere e ci guarisce. Qualcosa mi dice che non potremo fare a meno di leggere “Patrimonio”, l’ultimo tradotto di P. Roth, ancora un confrontarsi sul tema del decadimento fisico, della malattia e della morte, questa volta nelle persone a noi più vicine. Sembra paradossale, ma sono questi i libri che ti fanno amare la vita, che ti danno la leggerezza/profondità necessarie ad affrontarla.
    Ciao (e impara ad usare, una buona volta, i moderni ascensori dell’efficiente sanità italiana!)
    Ghismunda

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  6. utente anonimo 3 dicembre 2007 alle 10:15 pm

    I classici non vanno recensiti dal lettore: per questo ci sono le storie della letteratura e tutti i vari bla-bla paludati; il lettore vero può solo dire quello che il libro ha significato per lui e tu lo hai fatto in modo toccante. Hai ragione: la malattia è un privilegio, una “fortuna”, come scrive Terzani; è tempo lento, che ci fa conoscere e ci guarisce. Qualcosa mi dice che non potremo fare a meno di leggere “Patrimonio”, l’ultimo tradotto di P. Roth, ancora un confrontarsi sul tema del decadimento fisico, della malattia e della morte, questa volta nelle persone a noi più vicine. Sembra paradossale, ma sono questi i libri che ti fanno amare la vita, che ti danno la leggerezza/profondità necessarie ad affrontarla.
    Ciao (e impara ad usare, una buona volta, i moderni ascensori dell’efficiente sanità italiana!)
    Ghismunda

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  7. amfortas 4 dicembre 2007 alle 9:47 am

    Ringrazio le gentili signore 🙂
    Sapete, purtroppo quando si ama molto un libro (almeno questo succede a me) è difficile parlarne, sembra sempre di essere inadeguati, credo di spiegarmi.
    Mi fa piacere comunque che sia stato apprezzato il taglio personale che ho voluto dare al mio post.
    Grazie a gabrilu per l’inserimento nel suo prestigioso blogroll.
    Ci tengo a sottolineare che anche gli altri pezzi su Rotocalco sono molto ben scritti, nessuno escluso.
    Appena ho un attimo di pace, passo da tutti.
    Ancora grazie.

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  8. amfortas 4 dicembre 2007 alle 9:47 am

    Ringrazio le gentili signore 🙂
    Sapete, purtroppo quando si ama molto un libro (almeno questo succede a me) è difficile parlarne, sembra sempre di essere inadeguati, credo di spiegarmi.
    Mi fa piacere comunque che sia stato apprezzato il taglio personale che ho voluto dare al mio post.
    Grazie a gabrilu per l’inserimento nel suo prestigioso blogroll.
    Ci tengo a sottolineare che anche gli altri pezzi su Rotocalco sono molto ben scritti, nessuno escluso.
    Appena ho un attimo di pace, passo da tutti.
    Ancora grazie.

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  9. Princy60 4 dicembre 2007 alle 12:30 pm

    Non ti fai mncare nulla! Vado e leggo. ;-)***

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  10. utente anonimo 5 dicembre 2007 alle 4:35 pm

    Hai ragione. E’ già qualcosa.
    Milena

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  11. utente anonimo 5 dicembre 2007 alle 4:35 pm

    Hai ragione. E’ già qualcosa.
    Milena

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  12. ivyphoenix 5 dicembre 2007 alle 6:26 pm

    la recensione era professionale… ha ha ha certo che quel fatto del libro sulle dolomiti proposto al posto di quello di mann, te l’ho visto raccontare più di una volta… ha ha ha ancora non l’hai mandata giù eh? beh, io anni fa ero andata a comperarmi un saggio di antropologia, un classico “la santa anoressia” e la tipa che non lo aveva (o non lo trovava) mi ha proposto mettendolo sul banco, un libro sulle diete… ecco… ecco… ecco…

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  13. ivyphoenix 5 dicembre 2007 alle 6:26 pm

    la recensione era professionale… ha ha ha certo che quel fatto del libro sulle dolomiti proposto al posto di quello di mann, te l’ho visto raccontare più di una volta… ha ha ha ancora non l’hai mandata giù eh? beh, io anni fa ero andata a comperarmi un saggio di antropologia, un classico “la santa anoressia” e la tipa che non lo aveva (o non lo trovava) mi ha proposto mettendolo sul banco, un libro sulle diete… ecco… ecco… ecco…

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  14. ivyphoenix 5 dicembre 2007 alle 6:27 pm

    sì, è iniziata la battaglia… da parte mia a carte scoperte.. mi basta che venga fuori tutta la verità..

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  15. amfortas 5 dicembre 2007 alle 7:33 pm

    Princy, grazie della visita.
    Milena, che faccio, ti scrivo?
    Ivy, in effetti, anche se affermo il contrario, quell’episodio mi sta ancora…sul gozzo.
    Per il resto, che vuoi che ti dica, auguri e tieni duro.

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  16. amfortas 5 dicembre 2007 alle 7:33 pm

    Princy, grazie della visita.
    Milena, che faccio, ti scrivo?
    Ivy, in effetti, anche se affermo il contrario, quell’episodio mi sta ancora…sul gozzo.
    Per il resto, che vuoi che ti dica, auguri e tieni duro.

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  17. ivyphoenix 5 dicembre 2007 alle 11:02 pm

    dimenticavo… e a trieste non si può scordare…
    ciao amfortas… buon san nicolò!
    dolci o carbone?

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  18. ivyphoenix 5 dicembre 2007 alle 11:02 pm

    dimenticavo… e a trieste non si può scordare…
    ciao amfortas… buon san nicolò!
    dolci o carbone?

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  19. amfortas 6 dicembre 2007 alle 9:07 am

    Ivy, carbone a volontà 🙂

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  20. utente anonimo 6 dicembre 2007 alle 10:12 am

    certi libri lasciano proprio il segno e poi è difficile passare al successivo senza avere un briciolo di rimpianto per essere arrivati all’ultima pagina.
    ho letto la tua recensione e “la montagna incantata” mi ha conquistata…spero solo che cercandolo in libreria di non trovare una commessa altrettanto zelante come la tua e con un manuale sulle Dolomiti a portata di mano!!!!
    Grazie,e un saluto caro,
    elle:)

    Mi piace

  21. utente anonimo 6 dicembre 2007 alle 10:12 am

    certi libri lasciano proprio il segno e poi è difficile passare al successivo senza avere un briciolo di rimpianto per essere arrivati all’ultima pagina.
    ho letto la tua recensione e “la montagna incantata” mi ha conquistata…spero solo che cercandolo in libreria di non trovare una commessa altrettanto zelante come la tua e con un manuale sulle Dolomiti a portata di mano!!!!
    Grazie,e un saluto caro,
    elle:)

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  22. utente anonimo 6 dicembre 2007 alle 11:50 am

    Secondo me non c’è una legge che dica come deve essere fatta una recensione. Chi parla di un libro parla delle emozioni, sensazioni e insegnamenti che ha ricevuto leggendolo. Punto. Non credo esista un recensore di professione. Tanto è vero che anche io da anni ho un blog di recensioni!
    Ciao.
    alessandro

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  23. utente anonimo 6 dicembre 2007 alle 11:50 am

    Secondo me non c’è una legge che dica come deve essere fatta una recensione. Chi parla di un libro parla delle emozioni, sensazioni e insegnamenti che ha ricevuto leggendolo. Punto. Non credo esista un recensore di professione. Tanto è vero che anche io da anni ho un blog di recensioni!
    Ciao.
    alessandro

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  24. utente anonimo 6 dicembre 2007 alle 4:15 pm

    Ciao, scusa se non sono passata prima. Sarei interessata si (pena le crisi di astinenza 🙂 quindi ti scriverò priv. non appena posso.
    Interessante anche questa recensione intramezzata dalle tue divagazioni…data la chiusura penso che questo non libro non sia adatto a me (sebbene trovi qualche spunto che potrebbe essere “mio” nelle tue parole) non foss’altro che x la cronica mancanza di tempo (e di concentrazione). Però mai dire mai.
    Tu insicuro??? Chi l’avrebbe mai detto 🙂

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  25. utente anonimo 6 dicembre 2007 alle 4:15 pm

    Ciao, scusa se non sono passata prima. Sarei interessata si (pena le crisi di astinenza 🙂 quindi ti scriverò priv. non appena posso.
    Interessante anche questa recensione intramezzata dalle tue divagazioni…data la chiusura penso che questo non libro non sia adatto a me (sebbene trovi qualche spunto che potrebbe essere “mio” nelle tue parole) non foss’altro che x la cronica mancanza di tempo (e di concentrazione). Però mai dire mai.
    Tu insicuro??? Chi l’avrebbe mai detto 🙂

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  26. utente anonimo 6 dicembre 2007 alle 4:29 pm

    Forse è meglio un libro di italiano…era inframmezzata!
    Sorry 🙂

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  27. utente anonimo 6 dicembre 2007 alle 4:29 pm

    Forse è meglio un libro di italiano…era inframmezzata!
    Sorry 🙂

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  28. filorosso 6 dicembre 2007 alle 7:27 pm

    Il tuo articolo è molto bello perchè riflette il sentire, rispetto a una storia. Mi ha colpita molto la tua considerazione sulla malattia che, in un certo senso, rende liberi. Mi ha colpita perchè la ritengo una cosa molto vera. Ho una parente carissima che ha il cancro, pur essendo più giovane di me. Ebbene, da quando sa di averlo – e soprattutto di non avere speranze di guarigione – si è liberata da un sacco di costrizioni, convenzioni, atteggiamenti attesi. Ora lei è in zona franca, nessuno può criticarla perchè tutti sono colpiti dalla sua sorte, e non se la sentono di causarle dell’altro dolore.
    Sembra assurdo dirlo, ma lei è , felice. Finalmente non deve più fare la brava figlia, la brava moglie, la brava mamma, la brava infermiera. Si cura, fa le sue chemio, ma anche frequenta un corso di disegno, e pensa addirittuta di iscriversi all’Università.
    E’ impressionante quanto, a volte, abbiamo bisogno di sacrificare persino la nostra salute per sentirci liberi dalle convenzioni sociali.
    Baci, Filo
    PS: ma su Tristano e Isotta, a noi profani, non ci dici niente?

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  29. filorosso 6 dicembre 2007 alle 7:27 pm

    Il tuo articolo è molto bello perchè riflette il sentire, rispetto a una storia. Mi ha colpita molto la tua considerazione sulla malattia che, in un certo senso, rende liberi. Mi ha colpita perchè la ritengo una cosa molto vera. Ho una parente carissima che ha il cancro, pur essendo più giovane di me. Ebbene, da quando sa di averlo – e soprattutto di non avere speranze di guarigione – si è liberata da un sacco di costrizioni, convenzioni, atteggiamenti attesi. Ora lei è in zona franca, nessuno può criticarla perchè tutti sono colpiti dalla sua sorte, e non se la sentono di causarle dell’altro dolore.
    Sembra assurdo dirlo, ma lei è , felice. Finalmente non deve più fare la brava figlia, la brava moglie, la brava mamma, la brava infermiera. Si cura, fa le sue chemio, ma anche frequenta un corso di disegno, e pensa addirittuta di iscriversi all’Università.
    E’ impressionante quanto, a volte, abbiamo bisogno di sacrificare persino la nostra salute per sentirci liberi dalle convenzioni sociali.
    Baci, Filo
    PS: ma su Tristano e Isotta, a noi profani, non ci dici niente?

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  30. filorosso 6 dicembre 2007 alle 7:33 pm

    Eh insomma, ho scritto un commento al tuo articolo e si è perso nel web.
    Uffa, non mi va di riscriverlo, ho perso l’ispirazione. Chissà se ricomparirà. Mah.
    Baci, Filo

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  31. filorosso 6 dicembre 2007 alle 7:33 pm

    Eh insomma, ho scritto un commento al tuo articolo e si è perso nel web.
    Uffa, non mi va di riscriverlo, ho perso l’ispirazione. Chissà se ricomparirà. Mah.
    Baci, Filo

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  32. amfortas 6 dicembre 2007 alle 7:47 pm

    lelli, spero che tu trovi il libro facilmente in libreria, in caso contrario c’è sempre la rete, anche se ad esempio, su IBS, il libro attualmente non è disponibile.
    Alessandro forse hai ragione, non so.
    Quello che volevo dire io è che non sono all’altezza di scrivere una recensione professionale, capisci?
    Come Alice, non vorrei che la mia chiusura di là fosse mal interpretata…volevo solo segnalare che non è un libro da leggere sotto l’ombrellone e che ci vuole concentrazione ed un po’ di background culturale.
    Per il resto, quando vuoi scrivi pure 🙂
    Filo come vedi il commento non si è perso, è la piattaforma che è capricciosa.
    Le tue considerazioni mi faranno riflettere parecchio, ancora una volta…
    In occasione del Tristan scriverò una cosina-ina-ina domani, non preoccuparti 🙂

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  33. amfortas 6 dicembre 2007 alle 7:47 pm

    lelli, spero che tu trovi il libro facilmente in libreria, in caso contrario c’è sempre la rete, anche se ad esempio, su IBS, il libro attualmente non è disponibile.
    Alessandro forse hai ragione, non so.
    Quello che volevo dire io è che non sono all’altezza di scrivere una recensione professionale, capisci?
    Come Alice, non vorrei che la mia chiusura di là fosse mal interpretata…volevo solo segnalare che non è un libro da leggere sotto l’ombrellone e che ci vuole concentrazione ed un po’ di background culturale.
    Per il resto, quando vuoi scrivi pure 🙂
    Filo come vedi il commento non si è perso, è la piattaforma che è capricciosa.
    Le tue considerazioni mi faranno riflettere parecchio, ancora una volta…
    In occasione del Tristan scriverò una cosina-ina-ina domani, non preoccuparti 🙂

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  34. utente anonimo 7 dicembre 2007 alle 8:24 am

    Amfortas è proprio sul “professionale” che non so se intendiamo la stessa cosa. Secondo te cosa significa professionale? CHe fai dei paralleli tra libri e autori e mostri di conoscere a menadito la letteratura? Le tue recensioni in campo musicale, materia nella quale magari sei più ferrato, sono professionali o no? Te l’ho detto, secondo me l’importante è trasmettere agli altri la passione (o lo scoramento) che si è provato leggendo un libro. E caldeggiare (o sconsigliare) la lettura dello stesso a chi ti legge.
    Ciao
    alessandro

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  35. utente anonimo 7 dicembre 2007 alle 8:24 am

    Amfortas è proprio sul “professionale” che non so se intendiamo la stessa cosa. Secondo te cosa significa professionale? CHe fai dei paralleli tra libri e autori e mostri di conoscere a menadito la letteratura? Le tue recensioni in campo musicale, materia nella quale magari sei più ferrato, sono professionali o no? Te l’ho detto, secondo me l’importante è trasmettere agli altri la passione (o lo scoramento) che si è provato leggendo un libro. E caldeggiare (o sconsigliare) la lettura dello stesso a chi ti legge.
    Ciao
    alessandro

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  36. amfortas 7 dicembre 2007 alle 8:43 am

    Alessandro, credo tu abbia ragione, l’equivoco sta nell’accezione diversa che diamo alla parola professionale. E penso anche che tu abbia ragione sul resto, forse la cosa più importante è trasmettere emozioni.
    Comunque, in merito alle mie recensioni musicali, ci sono diverse correnti di pensiero: alcuni hanno il dubbio che io sia un coglione, altri ne sono assolutamente certi.
    Ma è un problema loro 🙂

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  37. amfortas 7 dicembre 2007 alle 8:43 am

    Alessandro, credo tu abbia ragione, l’equivoco sta nell’accezione diversa che diamo alla parola professionale. E penso anche che tu abbia ragione sul resto, forse la cosa più importante è trasmettere emozioni.
    Comunque, in merito alle mie recensioni musicali, ci sono diverse correnti di pensiero: alcuni hanno il dubbio che io sia un coglione, altri ne sono assolutamente certi.
    Ma è un problema loro 🙂

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  38. utente anonimo 7 dicembre 2007 alle 8:49 am

    Ehehe! Se avessi un solo lettore già varrebbe la pena di recensire, i tuoi “aficionados” sono molto più numerosi, che vuoi di più dalla vita?
    alessandro

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  39. utente anonimo 7 dicembre 2007 alle 8:49 am

    Ehehe! Se avessi un solo lettore già varrebbe la pena di recensire, i tuoi “aficionados” sono molto più numerosi, che vuoi di più dalla vita?
    alessandro

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