Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Ho da far un dramma buffo e non trovo l’argomento…

…potrei dire, ma non certo se si deve parlare di malattia, magari da un punto di vista inconsueto.
Mi fa impazzire solo l’idea che, finalmente, qualcuno possa apprezzare il mio unico talento.
( UPDATE: su Rotocalco si parla di "Terrorismo ambientale", qui il mio contributo)
Vi chiederete: “Perché, hai un talento per qualcosa?”
Avoja, come diciamo qua al nord, se ne ho.
È una vita, neanche troppo corta perché ormai vado per i 53, che mi sento dire che sono inadatto.
E questo ovunque vada e qualsiasi cosa faccia eh?
Allora, il catalogo è questo.
Il primo a notare questa mia caratteristica precipua è stato un prete, all’oratorio: facevo il chierichetto e per poco non ho incendiato la chiesa con l’incenso facendolo dardeggiare per tutte le navate come fosse una cascata di lapilli durante un’eruzione: “Sei un inetto!”  (alcuni dei presenti invece, credono ancora oggi ad una manifestazione demoniaca e ne parlano ai nipotini, per spaventarli)
La mia prima ragazza, insomma, si fa per dire, in una situazione che definire imbarazzante è un pietoso eufemismo, esclamò ghignando: “Certo che sei inesperto forte eh?”
A scuola, quando i professori mi definivano impreparato, per me era un successone, perché almeno non m’insultavano. I miei compagni di classe facevano la ola, come se avessi segnato un gol in rovesciata all’ultimo minuto del secondo tempo supplementare.
Mia moglie, appena ne ha l’occasione mi definisce dannoso e nocivo per la sua vita. E questo quando, presa dai rimpianti , vuole convincersi che il nostro matrimonio non è poi così male come sembra.
La mia ex-strizzacervaelli, nel momento in cui io, gioioso, le illustravo le mie nuove strategie di vita, mi rispondeva disarmata: “Ecco, questo sarebbe davvero controproducente…”
Il mio linguaggio è giudicato quasi sempre inopportuno e negli altri casi sconveniente. [memorabile quando fui ripreso da un burocrate lecchino, perché mi rivolsi al Prefetto chiamandolo “Signor Prefetto” e non “Eccellenza” (non sto scherzando, è successo davvero)]
Come finto critico musicale, se mi apostrofano quale incompetente spendo una fortuna per offrire da bere agli amici.
Voglio dire, vi serve una persona che non sia mai all’altezza e che si dimostri sempre inefficace, inabile, incapace, sballato, inutile?
Sono qui.
Presente.
Arrivo.
Ecco, per quanto possa sembrare inconcepibile, Giovanni Di Muoio cercava qualcuno con queste caratteristiche e, senza sbattersi neanche tanto, ne ha trovati 37.
A leggere i loro racconti, che appaiono insieme al mio nell’antologia “Inadatti al volo”, si direbbe che, in realtà, mi abbiano giocato tutti un brutto scherzo di carnevale, con l’unico scopo di farmi riprovare quella stessa sensazione di essere inidoneo che mi perseguita da sempre.
Oh, questi ragazzi e queste ragazze scrivono bene davvero. Sono originali e creativi.
Saranno pure inadatti, ma non certo a scrivere, a raccontare.
Io, noi, non ci guadagniamo nulla, se questo libro viene venduto, ma gli introiti vanno alla Fondazione Antonio Valentino.
È una cosa bella.
Chiedetelo al vostro libraio di fiducia o compratelo in Rete, e sappiatemi poi dire se vi ho dato un consiglio sbagliato.
Buon fine settimana a tutti.
 
 
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26 risposte a “Ho da far un dramma buffo e non trovo l’argomento…

  1. miaperfidia 14 dicembre 2007 alle 11:59 am

    W NOI.
    W tutto quello che comincia con IN.

    come inimmaginabile, interessantissimo, inconsueto,
    invenzione.
    incredibile.

    ^-^

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  2. Princy60 14 dicembre 2007 alle 1:03 pm

    Sarai inadatto ma, come venditore, sei convincente… come Dulcamara! ;-)***

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  3. utente anonimo 14 dicembre 2007 alle 1:35 pm

    1. E’ la prima volta da mesi che arrivo sul tuo blog e lo scritto mi appare direttamente senza che io debba fare acrobazie con il mouse.
    2. Capisco finalmente la tua grande amicizia con Margie. Lei ha un vero debole per gli inadatti, quasi adatti ecc.
    3. Trovo semplicemente meraviglioso assistere alla nascita ed allo sviluppo di una casa editrice e sebbene attraverso un caro amico, assisto con gioia alla veloce scalata della Giulio Perrone. Lui è uno dei bravi scrittori.
    Ciao, buon we, mi raccomando non mandare nulla in frantumi, non muoverti molto, stai seduto in poltrona ad ascoltare qualche opera.
    Ariela

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  4. utente anonimo 14 dicembre 2007 alle 7:39 pm

    te lo prometto, appena sono in Italia lo compro.

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  5. utente anonimo 14 dicembre 2007 alle 10:38 pm

    Hello!!!
    Gli altri ragazzi saranno sicuramente bravissimo, e anche tu sei sicuramente inadatto. D`altra parte sei Amfortas, mica Notung!!!

    Your dearest Margot

    P.S. So che te lo stai chiedendo. Che ci faccio qui? Il quasiadatto sta armeggiando con cose di Fantacalcio. No comment, please.

    Ah, un`ultima cosa… il rumore di sottofondo qui suona come “pissi pissi pissi”… che sara` Mai?

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  6. utente anonimo 15 dicembre 2007 alle 10:09 am

    Mi sento tirata in causa, come esponente di coloro che si sentono o si sono sentiti definire insulsi, inadatti. A qualsiasi cosa. O meglio adatti in particolare a niente.
    “Intenzionata” però si, a comprare il libro.
    Ciao
    Elena

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  7. Ucronia 15 dicembre 2007 alle 11:22 am

    Il tuo racconto è fra i più sinceri e sensibili. Riesci ad emozionare attraverso l’ironia.
    E poi, ogni riferimento a Giorgio Gaber è puramente…ammirevole.
    Ciao!

    Michele

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  8. maurizio2 15 dicembre 2007 alle 2:43 pm

    Davvero ti è piaciuto “Auto da fè” di Elias Canetti, o lo dici solo perchè fa fino?

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  9. amfortas 15 dicembre 2007 alle 4:11 pm

    miaperfidia, evviva sì 🙂
    Princy, se si tratta di imbonire le folle, Dulcamara a mio confronto scompare… 🙂
    Ariela, ho saputo da margie che anche tu hai avuto contatti con questa casa editrice: ebbene, oggi che ho materialmente avuto in mano il libro, posso dire che è stato fatto un bel lavoro.
    Mi spiace per gli inconvenienti sul mio blog, non so dovuti a cosa.
    Altri mi hanno segnalato lentezze, ma quelle sono dovute al continuo stato di manutenzione di Splinder.
    Sc, brava! Dai che presto devo aggiornare il mio profilo… 🙂
    Margie, non ho parole…ma anch’io sento quel “picci picci picci”…è una cosa da non sottovalutare…
    Elena, che piacere rileggerti, un abbraccio!
    Michele grazie per i complimenti…siamo sulla stessa barca di carta :-), ma tu sei mooooolto più bravo di me, te lo garantisco…
    Maurizio2 che vuoi che ti dica?
    Auto da fé, per me è un capolavoro assoluto, ma non posso spiegarti qui il perché.
    Accontentati di questo: trovo sia una rappresentazione dell’alienazione umana straordinaria.
    Poi se fa anche figo…non saprei, sinceramente.

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  10. utente anonimo 15 dicembre 2007 alle 5:49 pm

    Beh che dire, questo fra tanti libri, potrebbe essere il “mio” libro…e poi ironia, Giorgio Gaber…tanti motivi convincenti. Per non parlare della buona causa. Solo non vi serviva un 38mo??? Pensa che bello avere almeno un talento! Sereno w.e. 🙂

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  11. maurizio2 15 dicembre 2007 alle 6:30 pm

    Probabilmente non sono in grado di definire univocamente “i 5 libri” della mia vita…..uno è certo, da 30 anni, ed è “Finzioni”, ma a corollario, dipende moto dal periodo, dallo stato d’animo……oggi direi, d’un fiato, “Il cromosoma Calcutta”, “I figli della mezzanotte”, “La cognizione del dolore”, “Ho servito il re d’Inghilterra”, “Espiazione”…..accidenti, sono già a sei……

    Nella musica, queste “classifiche” sono improponibili…..Come faccio a dire se preferisco il primo tempo della sonata BWV 1034 a “Blue in Green” di Bill Evans o a “Time” di David Bowie o al “Tombeau de Couperin”…? Ci sono storie, emozioni, passioni dietro, che non sono mai uguali……

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  12. bobregular 15 dicembre 2007 alle 7:34 pm

    riassumendo:

    1 – se mi loggo su Operaclick con un “bogus name” e una “bogus mail” e ti do dell’INCOMPETENTE tutte le volte che ho sete… :-))

    2 – chi ti può capire meglio di un INDEGNO?

    Siamo tutti – o tutti sono per noi – discepoli di quel Mon Tale, che potremmo parafrasar così: codesto solo POSSONO DIRCI / ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

    Del resto la teologia indiana insegna che non si può definire (definirci) in termini positivi, sennò (di noi) sfuggirà sempre qualcosa…

    🙂

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  13. bobregular 15 dicembre 2007 alle 7:37 pm

    Ah, come dice la prima commentatrice, viva tutto quello che comincia per IN. Ad esempio:

    W L’INTER!!

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  14. amfortas 16 dicembre 2007 alle 9:08 am

    Come Alice, senza perdere il senso delle proprorzioni, direi che questo è un libro nel quale molti si riconosceranno.
    Tutti noi abbiamo scritto di problemi reali, quindi…
    Maurizio2, concordo con te che si tratta di sensazioni, di momenti.
    Infatti, quando scrissi, anzi accennai, al libro di Canetti, lo feci proprio perché scalzò un libro che era in classifica.
    Dei libri che nomini tu ho letto solo “Finzioni”, geniale. Di Gadda non so molto, per esempio.
    Ho tempo per recuperare, sono curioso.
    Ciao.
    Bob, che parli?…bogus che???
    Te ne approfitti alla grande della mia ignoranza informatica eh? 🙂
    Comunque, sempre W la InJuventus!
    ( non sono esperto neanche di teologia indiana, ma almeno quello che hai scritto a proposito lo capisco…)
    Ciao!

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  15. utente anonimo 16 dicembre 2007 alle 10:45 am

    Che sia l’influenza di Alfonso? Di Emilio? Di Zeno? Sì, dev’essere questo…
    Buona domenica, Amfortas
    Ghismunda

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  16. filorosso 16 dicembre 2007 alle 2:55 pm

    Davvero IN-teressante.
    Domani andrò a cercarlo.
    Baci, Filo

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  17. ivyphoenix 16 dicembre 2007 alle 3:46 pm

    amfortas… vado a leggere la prossima volta che mi connetto.. ora son di sfuggita, prendo lily e la porto a prove che stasera ha con il coro dei piccoli un concertino di natale…
    uhm… lily è la figlia più inopportuna e grande che chiunque potesse avere.. quest’estate, prima volta dopo 8anni che tornava in cadore, passa vicino alla casetta dei carabinieri che in effetti lì, ha i gerani alle finestre e pure le tendine… e ovviamente urla, con il suo vocione da soprano “mamma hai visto? qui i carabinieri sono tutti froci!!!” e detto senza offendere, ma come una pura e innocente constatazione… con molti decibel ed essendo estate le finestre erano pure aperte.
    ho cercato di spiegarle la differenza fra paese e città ma poi quando siamo passati davanti alla banca e al piano di sopra stendevano pure le mutande fuori ad asciugare… beh il commento è stato anche peggiore…
    siamo riuscite a ritornare a trieste senza che nessuno ci arrestasse per vilipendio.. una vera fortuna credimi..
    devo andare ciauuuuuu

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  18. utente anonimo 16 dicembre 2007 alle 8:06 pm

    Non avevo notato ci fossi anche tu. Bel libro e bella iniziativa.
    Ciao.
    alessandro

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  19. amfortas 17 dicembre 2007 alle 10:52 am

    Ghismunda, magari sì, qualche piccola contaminazione c’è…ciao!
    Filo, spero che tu lo trovi, altrimenti mandami una mail, ok? 🙂
    Ivy, a quando un post su tua figlia? Mi raccomando eh 🙂
    Alessandro, è una piccola cosa, ma sono contento.

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  20. minstrel 17 dicembre 2007 alle 11:00 am

    “Mia moglie, appena ne ha l’occasione mi definisce dannoso e nocivo per la sua vita. E questo quando, presa dai rimpianti , vuole convincersi che il nostro matrimonio non è poi così male come sembra.”

    Uhè, tutte uguali. ^__^

    yours

    MAURO

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  21. luanossa 17 dicembre 2007 alle 4:05 pm

    Che strana coincidenza…anche un altro bloggista che seguo molto ha partacipato al libro con un suo racconto, forse lo consoci…random.splinder.

    Bella iniziativa!
    Lu.

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  22. annaritav 17 dicembre 2007 alle 8:03 pm

    Che sollievo incontrare finalmente qualcuno con il coraggio di affermare la propria inattitudine a qualcosa! Non ne posso più di gente che non sbaglia mai e che sa tutto! Viva gli inadatti al volo! :-)) Annarita

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  23. calaminta 17 dicembre 2007 alle 9:22 pm

    Non concordo assolutamente con le etichette che ti hanno appioppato, per me potresti essere benissimo un tipo originale e simpatico invece 🙂

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  24. amfortas 18 dicembre 2007 alle 10:18 am

    Mauro vero? 🙂
    Luanossa, lo conosco solo nel senso che ho letto il suo racconto che, al pari degli altri, è molto intrigante. Ciao!
    Annarita davvero, non se ne può più di queste donne e questi uomini senza punti deboli, che non piangono e non soffrono mai.
    Loro si meritano Men’s health e Cosmopolitan 🙂
    Flo originale di sicuro, simpatico…ehm…transeat…grazie per la stima comunque 🙂

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  25. utente anonimo 21 dicembre 2007 alle 11:31 pm

    non è vero per me.sai volare come non mai.
    ti auguro tanta felicita a te e famiglia.
    iris.m

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  26. malaparata 30 dicembre 2007 alle 11:51 pm

    ohibò, che bella vetrina e quanti amici interessati alla causa.
    Toccherà passare a Trieste prima o poi.
    ciao
    giadim

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