Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Vedova Allegra a Roma.

Riporto, brevemente, alcuni stralci dai dialoghi pensati (???) da Vincenzo Salemme nel suo adattamento (???) per l’operetta di Lehàr, che in questi giorni è in scena a Roma al Teatro dell’Opera.
Lo faccio solo perché spero che così sia chiaro cosa intendo quando affermo che la TV è la Madre di Tutte le Disgrazie.
 
Kromov/Camuffo :Olga!Olga, vieni a ccà!…ti ho vista che stavi civettando sfacciatamente con Saint Brioche
Olga:Ma che dici?Io sono una femmina onesta e ‘a brioche non la tocco neanche nei giorni di festa

Cascada:…E se la vedova decide di sposare un forestiero?Che so…un parmigiano!
Pritschitch/Ciccio:Eh:’o parmigiano!S’ ‘o mette sopra ‘o brodo!

Barone Zeta/Passalacqua (chiedendo a Njegus se è riuscito a rintracciare Danilo):Ha cercato al circolo canottieri?
Njegus/Pulcinella:Era chiuso
Barone Zeta/Passalacqua:E perchè?
Njegus/Pulcinella:Stavano senza canottiere a torso nudo…
Barone Zeta/Passalacqua:Embè?
Njegus/Pulcinella:Il circolo canottieri senza canottiere!?

…di simile perle è pieno l’intero libretto riscritto dal buon Salemme, che a questo punto con l’autoironia che lo contaddistingue, avrebbe almeno dovuto parlare, più che di libero adattamento, di libero stravolgimento del libretto.

I primi a prendere Salemme a calci in culo dovrebbero essere proprio i napoletani, credo.
A tutti risparmio altri squallidi particolari.
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9 risposte a “Vedova Allegra a Roma.

  1. Arry 25 dicembre 2007 alle 10:56 am

    Miao…miao…

    Un sorriso enigmatico

    Lo Stregatto

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  2. utente anonimo 25 dicembre 2007 alle 5:50 pm

    Ti lascio i miei più affettuosi auguri….
    Buon Natale.

    laracchia 🙂

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  3. bobregular 25 dicembre 2007 alle 8:33 pm

    come dice Alexa, BLEACHHHH 😉
    Auguri :-))

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  4. utente anonimo 25 dicembre 2007 alle 9:40 pm

    Auguri am! A presto

    yours

    MAURO

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  5. gabrilu 26 dicembre 2007 alle 1:00 am

    Non so chi sia questo Salemme (mi cospargo il capo di cenere) ma credo che il problema sia, più che suo — in fondo, tutti abbiamo diritto a dar di matto — di chi gli dà credito.
    All’Opera di Roma c’è stato evidentemente un Direttore Artistico che gli ha dato credito. C’è stato cmq un Qualcuno Istituzionale con poteri decisionali cui questo libretto è piaciuto. E che dunque gli ha dato spazio. Mentre avrebbe potuto anche pronunciarsi con un educatissimo “grazie, no. Vabbè che Lehàr ha scritto un’operetta, ma insomma ha diritto anche lui ad un po’ di dignità”.

    … E cmq., povero Salemme. Perchè prendersela solo con lui.
    In fondo, non è stato mica il primo, a combinar pastrocchi.
    Abbiamo già dimenticato Baricco? Baricco ha riscritto il flauto di Shikaneder, ha fatto fuori a colpi di ramazza gli dei dall’Olimpo dell’Iliade al grido di “aggiorniamo, aggiorniamo!” e nessuno gli ha detto niente.

    Perciò aspettati di tutto, caro Amfortas. Siamo solo all’inizio.
    E non illuderti che Wagner passi inosservato.
    Prima o poi, vedrai, ci sarà qualche genio che “rivisiterà” anche Parsifal o il Ring

    Tieniti forte 🙂

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  6. amfortas 26 dicembre 2007 alle 10:40 am

    gabrilu no no, non ho dimenticato quel trombone di Baricco (credo di averne scritto anche qui).
    Per il resto hai ragione, ma io devo pur sparare su qualcuno no?
    Sai perché sparo su Salemme (non lo conosci? Meglio per te! Io ho visto un paio di cose sue e me ne pento amaramente…)?
    Lo faccio perché qui ho riporato solo parte delle sue farneticazioni, ma ha fatto di peggio: quando parte del pubblico l’ha insultato, non ha trovato di meglio di accusare i contestatori di razzismo verso i napoletani, proprio lui, che per guadagnare quattro lire o euro dà un’immagine da pizza e mandolino e contraffatori di DVD a tutta Napoli.
    Poi, certo che se qualcuno gli avesse detto “No, grazie” sarebbe stato meglio.
    Anche Oren, per esempio, che si è prestato a questa baracconata.
    Ciao 🙂

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  7. utente anonimo 26 dicembre 2007 alle 11:24 am

    Di Salemme ho visto (in tv) un paio di opere teatrali. Carine, divertenti, apprezzabili direi. Poi è arrivata la tv, e il cinema sul genere “Vacanze di Natale”. E questo è evidentemente il risultato.
    Di “buono” c’è che qualche mentecatto saprà che esiste qualcosa che si chiama “Vedova allegra”. Forse…

    Baci e bacilli.
    Margot Nightingale :o)

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  8. ElfaProfonda 26 dicembre 2007 alle 11:40 am

    Salemme non mi è simpatico. Amo Napoli, i grandi attori che l’hanno disegnata con le sue bellezze e le sue contraddizioni, ma Salemme no!
    Salemme non è nemmeno paragonabile ai suoi illustri predecessori. Io non sono aprioristicamente contro le regie trasposte o non propriamente fedeli all’originale, però non sopporto chi lo fa senza criterio. Per essere più esplicita amo Carsen, che non fa mai la regia tradizionale, non amo esperimenti a cui pure ho assistito come la Tosca al Maggio Fiorentino di un paio di anni fa. Regia di Corsetti. Sarà che me lo ricordo soprattutto perchè spesi 80 euro di biglietto che per me sono tantissimi e dovevano rappresentare un autoregalo di compleanno, sarà perchè per quanto ami Raimondi mi faceva specie l’idea di vedere proiettato Scarpia come su un maxischermo…ma Tosca ambientata negli anni ’60 del 1900 no!

    Tutto queste parole per dire che Salemme ha deciso di appiccicare i mali di Napoli ad un’operetta che non può minimamente essere ricondotta ai drammi veri che quella città vive ogni giorno.
    In ultima analisi e chiudo. Il personaggio di Njegus solitamente viene utilizzato per provocare un po’ di sorrisi. Ma bisogna sceglierlo con criterio. Mi spiego. A Bari l’anno passato il ruolo è stato dato ad un comico barese noto solo nel circondario. Battute in barese non sono mancate, ma il tutto è stato fatto con misura e soprattutto con la consapevolezza che quello spettacolo non poteva essere esportato ma aveva senso e vita nel luogo in cui era rappresentato.
    Salemme a Roma al contrario ha voluto portare la sua presunta napoletanità, perchè mi ripeto quella per me non è Napoli, in un contesto estraneo. La cosa se fatta con intelligenza potrebbe anche riuscire….ma l’intelligenza mi pare di poter dire è stata proprio carente nel caso specifico!

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  9. luanossa 31 dicembre 2007 alle 6:51 pm

    Marò….povero Salemme, distrutto in pochi commenti! 🙂

    Forse sono l’unica a cui piace? trovo che abbia un talento immenso, anche se ha preferito commercializzarlo tra cinema panettone e tv trash, ma possiamo in tutta onestà dargli torto?! i soldi sò soldi 🙂

    Per quanto riguarda la vedova napoletana non mi pronuncio 🙂

    P.S.: Paolo, Buon Anno!!!!!!!

    besos, lu

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