Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Memento muri.

I casi della vita.
Questa mattina stavo amabilmente chiacchierando degli anni del liceo, come fanno tutti i signori un po’ agée per dimostrare che “ai loro tempi” non erano da buttare e, come sempre mi succede, mi sono ritrovato a pensare a quella stronza supplente di italiano e latino che pensò bene d’interrogarmi il giorno successivo alla morte di mia madre.
Ok, lo stronzo più puzzolente sono stato io, perché potevo starmene a casa, ma nella mia famiglia il malinteso senso del dovere l’ha fatta da padrone da sempre.
Resta il fatto che da quel giorno, perlopiù inconsciamente, ho cominciato a tirare su muri per difendermi e mi è costato tanto, anzi tantissimo, cercare di sbriciolarli negli anni successivi.
Ebbene, poi mi sono messo al computer e per caso ho letto questa considerazione espressa da un signore evidentemente tabagista:
 
 
…e non ho mai capito come cazzo fosse possibile che l’istituzione accademica gli facesse maneggiare l’oggetto più fragile che esista (la pre-adolescenza degli allievi)…
 
 
Allora mi sono posto anch’io una domanda.
 
“Se e quando saprò che la stronza è morta, saprò provare pietà per lei?”
 
La risposta è “No!”.
Non mi passa neanche per la testa.
 
 
Annunci

17 risposte a “Memento muri.

  1. utente anonimo 10 gennaio 2008 alle 10:29 am

    Io non mi sono neanche posta la domanda, ripensando al cerbero che avevo come insegnante di italiano, latino, storia e geografia in primo (considera le materie, e fatti il conto delle ore in cui era presente ‘sta tizia ogni giorno).
    Non mi ha insegnato niente, e quando saprò che è morta penserò “Oh ecco, finalmente le mie maledizioni sono arrivate a destinazione.” Tiè!

    Margot 2008, il buonismo lo butto di sotto. :o)

    Mi piace

  2. utente anonimo 10 gennaio 2008 alle 3:29 pm

    … e la iena lo sapeva pure di quello che era successo?!
    Al posto del cuore avrà avuto un pezzo di marmo, ma come si può!
    😦

    Mi piace

  3. utente anonimo 11 gennaio 2008 alle 12:04 pm

    Non mi sembra di aver avuto mai prof. così… qualcuno forse un pò stupido, qualcuno un pò bastardino ma così stronzi (passami i termini, scusa ma non ne trovo di più adatti) non mi sembra…o forse ho rimosso. Sono molto preoccupata x il futuro scolastico di Alice: spero incontri non dico dei prof. preparati ed illuminati (ma me lo auguro di cuore), di quelli che ti fanno amare lo studio e la loro materia, ma almeno che siano persone equilibrate e normali. Di questi tempi mi sa che è già tanto…Ciao 🙂

    Mi piace

  4. utente anonimo 11 gennaio 2008 alle 12:49 pm

    Questo argomento mi sta parecchio a cuore. Se questa fragilità venisse sempre presa in considerazione, se si tenesse conto di come le parole possano avere conseguenze sul futuro, condizionare un’intera esistenza, se l’istituzione academica fosse così delicata, attenta e ispirata, forse staremmo parlando non dico di un altro Paese, forse di un altro pianeta.. Questo non toglie per fortuna, che esistano insegnanti decisamente migliori, se non altro meno dannosi, di quelli che con orrore vedo ritratti qui… 🙂
    Ciao
    Elena

    Mi piace

  5. ivyphoenix 11 gennaio 2008 alle 5:53 pm

    è vero, esistono persone così sadiche.. a volte si incontrano.
    Ehm, credo che “lei” mi stia leggendo il blog, ho trovato un commento… vabbè.. non sono tipo che nasconde..

    Mi piace

  6. utente anonimo 11 gennaio 2008 alle 7:26 pm

    Sono appena tornata dai consigli di classe, giro un po’ tra i blog per rilassarmi e… leggo te, che mi riporti lì. Perché, anche se evito di scriverne per timore che sulla scuola, già abbastanza bistrattata, cada altro discredito, di tipi come la tua vecchia prof., ottusi insensibili o indifferenti burocrati, ce ne sono ancora. Solo una cosa so: che nonostante tutto quello che si dica dei ragazzi d’oggi, sono loro la parte migliore della scuola.
    Ciao!
    Ghismunda

    Mi piace

  7. utente anonimo 11 gennaio 2008 alle 8:59 pm

    La scuola, liceo compreso, sono stati per me abbastanza traumatici, ma qualche prof che ricordo con ammirazione e gratitudine per quello che mi ha dato, c’è.
    Finalmente ho capito che cosa hai in comune con Margot che consolida tanto la vostra amicizia: la bontà di cuore!!
    (Ormai non me la date da bere con i vostri bau bau)

    Mi piace

  8. amfortas 12 gennaio 2008 alle 8:45 am

    margie, ti capisco perfettamente e poi quest’inizio del 2008 giustifica qualsiasi rancore 🙂
    Flo, certo che lo sapeva e non solo, dopo non m’interrogò più (eravamo a marzo!) e nonostante i miei buoni voti negli scritti, mi diede l’esame di riparazione (in italiano e latino…credimi…una vera bestemmia!)
    Come alice lo spero anch’io per tua figlia, qualche uomo/donna professore/ssa in gamba c’è sempre, ne ho avuti di buoni anch’io.
    Elena, generalizzare è sempre sbagliato, lo so benissimo…certo che leggendo l’interveno di Ghismunda…
    Ghismunda, credo sia sempre stato così no? I ragazzi sono potenzialmente sempre meglio dei professori, con le dovute eccezioni da entrambe le parti.
    Vedi che succede a leggere i blog? 🙂
    Ariela, un giorno ti racconterò che ho combinato con Steindler…comunque, lo ribadisco un paio di professori ottimi li ho avuti anch’io.
    Su margie, che vuoi, ormai abbiamo gettato la maschera…io e lei abbiamo visto cose che voi umani… 🙂

    Mi piace

  9. amfortas 12 gennaio 2008 alle 8:46 am

    Ivy, ti ho lasciata da parte apposta…ho letto…ho letto…ti auguro di cuore di uscire da quella situazione il più presto possibile, per te ma soprattutto per tua figlia.

    Mi piace

  10. filorosso 12 gennaio 2008 alle 7:15 pm

    La tua prof mi fa venire in mente la canzone di Tricarico “Io sono Francesco”.
    Io invece, la mattina dopo la morte di mio padre, avevo il compitino di matematica. Avevo puntato la sveglia per svegliarmi presto a ripassare. Ma nel cuore della notte lui si sentì male, e da quel giorno la vita cambiò. No, non andai a scuola quel giorno. Avevo la casa piena di gente, tutti stravolti che giravano di stanza in stanza, la caffettiera che continuava a sputare caffè. Ricordo che ad un certo punto uscii sul balcone per poter piangere in pace. Ma anche lì mia madre mi sentì, e mi fece rientrare in casa.
    I professori, almeno, furono tutti comprensivi. Mi lasciarono del tempo per riprendermi. Anche la prof di matematica.
    Io ti abbraccio ancora tanto.
    filo

    Mi piace

  11. utente anonimo 13 gennaio 2008 alle 9:05 pm

    La prima volta che ho letto questo post non sono riuscita a scriverti niente a riguardo. Ora che ripasso mi viene solo da pensare: immagine quale forza e quanto disprezzo nei suoi confronti emanava dal te adolescente, e pensa quanto meschina questa persona sia stata… credo tu abbia popolato i suoi incubi per qualche tempo. Almeno glielo auguro di cuore
    ;-))
    Certo che i nostri prof possono fare tanto per rendersi indimenticabili. Anch’io ho avuto prof che mi ricordo per la loro piccolezza e per la stupidità dell’atteggiamento, e veri maestri la cui umanità e preparazione non potrò mai dimenticare.
    Mbè, non so neanche io dove volessi andare a parare con tutto questo.
    Baci
    🙂
    la ranger

    Mi piace

  12. utente anonimo 14 gennaio 2008 alle 11:10 am

    Effettivamente Amfortas quella dell’insegnante è una carriera decisamente aleatoria: ci sta il grande prof., la stronza disumana, e il bigio insegnante che si dimentica più e prima delle tabelline. Però pensala in positivo: almeno quell’emozione seppur sgradevole ti è rimasta addosso meglio di molte nozioni stupide e semplicemente morte e defunte.

    Mi piace

  13. amfortas 14 gennaio 2008 alle 12:15 pm

    Filo, la tua telefonata mi ha emozionato: sembra che per una volta io abbia fatto la cosa giusta.
    Un abbraccio.
    La ranger, spero vivamente che la tipa si sogni ancora di me e si svegli urlando.
    Anch’io, come già detto, ho avuto un paio di professori straordinari, forse ne scriverò.
    Ciao!
    Fabrizio, la tua è un’interessante riflessione, ma t’assicuro che di certe emozioni si farebbe a meno…e poi io le tabelline le ricordo bene 🙂

    Mi piace

  14. utente anonimo 15 gennaio 2008 alle 7:23 pm

    A dire la verità, non ricordo di aver avuto professori così insensibili… forse un po’ stronzi, ma come può esserlo un professore visto dalla parte dell’alunno.
    Ho anch’io il ricordo di una professoressa di latino e greco moooolto esigente. Era malata di diabete. Una volta, per un attacco grave, fu ricoverata in ospedale e noi compagni di classe l’andammo a trovare. Le portammo un piccolo presente: una torta al cioccolato.
    Dopo qualche anno morì, certo non per colpa nostra, ma chissà se ci ha mai perdonato?
    Ciao Am e felice 2008.
    Mary

    Mi piace

  15. amfortas 16 gennaio 2008 alle 11:26 am

    Mary, ricambio di cuore gli auguri 🙂

    Mi piace

  16. EmanueleAm 18 gennaio 2008 alle 2:27 pm

    Vero! I prof…inadeguati… Uno di filosofia, ai tempi del liceo, aveva fatto andare in psicanalisi un paio di nostri compagni. Da non credere…

    Mi piace

  17. amfortas 18 gennaio 2008 alle 2:53 pm

    Emanuele, che ci sia una lobby professori-strizzacervelli? 🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: