Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Maria Stuarda, Ratzinger e tenori sulla carta.

Ho seguito su Radio3 la diretta dalla Scala di Maria Stuarda di Donizetti.
Alcune brevi impressioni, perché non ho tempo di scrivere una recensione circostanziata.
Prima considerazione: Mariella Devia (Sua Mariellestà, appunto, come dice Giorgia) è una cantante straordinaria, da brividi.
Nell’arco di tutta la sua lunga carriera, le è sempre stata rimproverata una certa freddezza interpretativa, spesso dalle stesse persone che poi straparlano di suggestioni veriste ogni volta che un(a) cantante mette un po’ di pepe nella recitazione.
Transeat.
Ieri sera è stata grandissima: nobile nell’accento, acuti e sovracuti sfolgoranti, fraseggio magnifico.
E mi fermo qui.
Meno convincente l’Elisabetta di Anna Caterina Antonacci, di cui posto una foto che spiega perché, incrociandola all’aeroporto, ho sbattuto contro una porta a vetri.
Qualche acuto calante si è sentito, effettivamente, ma a mio parere il problema maggiore è la scarsa aderenza al personaggio.
Il tenore Francesco Meli ha voce bellissima, accento giusto ed una naturale eleganza vocale.
Però da un tenore si pretenderebbe che non si strozzi dal SOL (ad essere generosi) in su.
O no?
Parlando d’altro: sapete quando si dice “mettere su di un piatto d’argento”?
Oppure “un rigore a porta vuota”?
Anche "Vittoria di Pirro", mi viene.
Ecco, questo hanno fatto gli studenti dilettanti con il professionista Ratzinger.
 
 
 
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26 risposte a “Maria Stuarda, Ratzinger e tenori sulla carta.

  1. Princy60 16 gennaio 2008 alle 1:15 pm

    Per Stuarda ho ricordi troppo forti: Scala, Verrett, Caballè, Garaventa. Sul papa non potrei essere “più” d’accordo. Che bestie! ;-)***

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  2. utente anonimo 16 gennaio 2008 alle 1:26 pm

    Mi rifiuto di pensare che una Elisabetta I possa essere “poco convincente”.

    Per quanto riguarda l’Imperatore Nazinger… cavolo, sono riusciti a farlo passare per vittima, e questo è un errore IMPERDONABILE.

    La ormai matura Margot :p

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  3. utente anonimo 16 gennaio 2008 alle 4:39 pm

    Grandi parole le ultime.
    La Antonacci è una vera…stra… come dire… potaaa…. ecco… quale era l’aereoporto, così tanto per sapere!??

    ;))))

    Problemi sopra il sol? Mmmmh, era nel suo repertorio il tenore o debuttava? Può succedere di spingere tentando un nuovo personaggio causa scrittura particolare, orchestrazione pesante o più leggera, volonta esecutiva del direttore, cali di voce causa ‘sto assurdo inverno… eh! Ciao!

    yours

    MAURO

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  4. amfortas 16 gennaio 2008 alle 5:42 pm

    Princy sì, una cosina da poco… 🙂
    margie è che tu hai una visione storica della situazione e sei docente sull’argomento Regine, ma noi poveri melomani… (questo è il regalo per il compleanno eh?)
    Mauro, non ci metterei la mano sul fuoco, ma al 99% era un debutto.
    Il fatto è che Meli, forse la voce di tenore più bella, al momento, non è nuovo a questi problemi: nell’Anna Bolena non andò tanto meglio.
    Indisposizioni non sono state annunciate, inoltre.
    Certo, il direttore non ha aiutato, questo è sicuro…come fece Barenboim con la Meier, ad esempio.
    Sulla Antonacci…ehm…è davvero una bella donna, ecco.

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  5. utente anonimo 16 gennaio 2008 alle 7:16 pm

    Il solito maniaco eh!!! Il mio vicino di posto ieri sera, durante gli applausi mi ha sussurrato un po’ vergognoso: comunque sempre un bel vedere l’Antonacci…

    Sul Ratzi, pur non amandolo particolarmente, rimango un po’ stupito, mi sarebbe piaciuto sapere cosa avrebbe detto nella sua prolusione. Peccato, io odio le occasioni perse…ma mi sa che son solo…

    Besos,
    Emanuele

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  6. utente anonimo 16 gennaio 2008 alle 8:41 pm

    Le storielle dell’orrore, special for Amfortas: la mia nipotina di quasi quindici anni: “Oggi partiamo (la sua classe) per Tel Aviv e andiamo all’Opera. Vedremo La forza del destino”. Io: “Bene, sai di chi è quell’opera?” Lei “un italiano mi pare”.
    No comment…grrrrrr

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  7. amfortas 16 gennaio 2008 alle 9:21 pm

    Emanuele, anche a me spiace che non ci sia stato il confronto (che evidentemente a Ratzinger non interessava, diciamolo)…
    Il tuo vicino doveva essere più pervertito di me, mi sento d’affermare, dopo che ho visto il trucco di Caterina 🙂
    Ma Chiara ti lascia guardare le foto della Antonacci???
    Ariela, non ho parole!
    Però io ci vedo il lato positivo: tua nipote va con la scuola a vedere l’opera, e questo mi consola.
    Certo che se si becca Paata Burchuladze come Padre Guardiano, avrà gli incubi… (mi pare che ci sia lui, nel cast)
    Ciao!

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  8. utente anonimo 17 gennaio 2008 alle 9:07 am

    Ciao, sono sempre sara, mi è piaciuto molto il Turco. tutti loro erano particolarmente comunicativi e in movimento (cosa che alla prima non è accaduta, a quanto mi risulta…). Riguardo me…non mi conosci ma potresti avermi vista a qualche conferenza stampa. ho cercato un indirizzo mail qui nel blog per spiegarti ma… non lo trovo.

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  9. amfortas 17 gennaio 2008 alle 9:14 am

    Sara, in basso a sinistra c’è un bottone che dice “Contattami”, se ti fa piacere scrivimi lì ok?
    Ciao!

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  10. utente anonimo 17 gennaio 2008 alle 9:16 am

    La recensione sarà stringata, ma è davvero musicale questo tuo scrivere.
    Non condivido affatto quello che è successo alla Sapienza. Lo trovo un modo totalmente deviato di intendere la laicità. Da quando in qua chi espone idee contrarie alle nostre costituirebbe una minaccia o un’interferenza (da parecchio a dir la verità, ma non è questo un classico schema molto molto antidemocratico)? Mi sembra un concetto questo sì, pericoloso. Eppoi, sì, diciamolo, è la classica zappa sui piedi, che secondo me proprio non ci voleva…
    Ciao Elena

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  11. mu 17 gennaio 2008 alle 9:58 am

    Riguardo a Sua Mariellestà: dicano quel che gli pare, a me non è mai sembrata fredda. Il fatto che non faccia smorfie o mossette sceme mentre canta è un merito, secondo me – ci sono cantanti che pensano basti sorridere per distogliere l’attenzione da una interpretazione mediocre, o quelli/e che si buttano sulla gnocchitudine (non è il caso della Antonacci, che, evidentemente, era in una giornata no, oppure, come dici tu, non adattissima al personaggio, ma altrove ha dimostrato di essere un’ottima interprete.).
    La Devia (ora e sempre nei secoli dei secoli, amen) interpreta soprattutto con la voce – che poi, diciamolo, è quello che ci si aspetta da un cantante.

    Riguardo all’altra faccenda: gli studenti e i professori che li hanno aizzati han fatto la figura dei peracottàri, come si dice da queste parti – pensare che il Papa, con un discorso, potesse scardinare il lavoro della scienza. Parlo da cattolica, e ti dico che anche a me sembra fuori luogo che il Papa sia stato chiamato a inaugurare l’anno accademico della Sapienza, non per paura di quello che avrebbe detto, ma perché mi chiedevo, e mi chiedo ancora, quale fosse il nesso. Non mi sarebbe sembrato molto logico che a inaugurare un’università statale fosse stato chiamato, per dire, il Dalai Lama o qualche altro capo di stato, anche non religioso, a scelta. Tutto qua.
    Ma pure il Papa non è che abbia fatto figura migliore declinando l’invito dopo le polemiche: prima di essere un capo di stato, lui è un capo religioso, e dovrebbe conoscere la storia della religione della quale è a capo: Gesù mica ha avuto paura di parlare, anche di fronte ai sacertoti del tempio che gli andavano contro, anche davanti a Pilato… e lui invece si fa venire la tremarella per qualche contestazione? La parola è un diritto, ma anche la contestazione è un diritto.

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  12. amfortas 17 gennaio 2008 alle 11:13 am

    Elena, grazie per i complimenti, assolutamente immeritati.
    Rispondo, sull’altra questione a te e Giorgia.
    O meglio, non so che dire, perché ha detto tutto Giorgia. (anche se io credo solo in Wagner :-))
    Il Papa, il suo entourage si sono comportati da politici avveduti, quando si sono accorti del macroscopico errore di valutazione fatto alla Sapienza.
    È che oggi, e vi prego (non voi, in generale) non fatemi dire di più, la massima raffinatezza politica è tradurre nei fatti le parole ironiche di Guccini: “Avanti al centro, contro gli opposti estremismi”.
    Non c’è programmazione in nulla, non c’è un progetto, da nessuna parte, a nessun livello: è un continuo vivere alla giornata, sperare nelle disgrazie mediatiche altrui e basta.
    In Veneto sembra che si voglia far partire una campagna pubblicitaria pro turismo sui giornali tedeschi: il Veneto non è Napoli, non c’è la spazzatura ovunque, potete venire da noi che siamo belli, puliti e buoni.
    Capito?
    Molto meglio parlare della Devia, della straordinaria interprete, sobria, sorvegliata, che è sempre stata.
    A quasi 53 anni, almeno qui me lo posso permettere, ché lunedì ho un incontro con un assessore scemo, che non sa quello che dice, né tantomeno, perché lo dice.

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  13. utente anonimo 17 gennaio 2008 alle 11:20 am

    Si Paolo, il trucco era osceno, ma in fotografia. A distanza non si notava ciò, bensì le graziose forme della Antonacci. Avrei gradito intervistarla…

    Su Ratzi-Uni: da quanto ho capito, me ne sono interessato compiutamente solo ieri dopo le ore 18, avrebbe dovuto tenere un intervento dopo gli interventi di altri invitati. Per cui non sarebbe stato la star della serata, venendo per 3° o 4°. Poi ho letto quella che avrebbe dovuto essere il suo discorso, sempre che non sia stato rimaneggiato pro stampa dall’ufficio vaticano: e gli argomenti ovviamente non erano solo scientifici, essendo la Sapienza una università onnicomprensiva, ma ad ampio raggio su uomo fede ragione socialità ecc. In effetti avrebbe potuto anche parlare, seguendo l’esempio di Gesù, però qui la fa da padrona la politica, della quale Gesù Cristo mi pare non si curasse più di tanto nell’essere politicamente scorretto.
    Infine chiedo: non fa paura, in senso ampio, un pensiero che si è mantenuto comunque “forte” nel momento del crollo di tutti gli altri -ismi novecenteschi? Può essere questo?

    Ciao e grazie del bello scambio di opinioni.

    Emanuele

    P.s.: la Antonacci mi piace, ma la Netrebko mi fa partire di testa del tutto, sia per gli occhioni che per…

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  14. megbr 17 gennaio 2008 alle 11:30 am

    sul piatto d’argento… hai ragione.. ancora una volta dobbiamo ammettere che le vecchie volpi da sacrestia hanno molto ma davvero molto da insegnarci … specialmente a coloro che – solo perchè hanno scritto due righe -pensano di essere molto furbi… meditiamo gente.. meditiamo…

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  15. utente anonimo 17 gennaio 2008 alle 12:55 pm

    Fuori tema ma ASSOLUTAMENTE doveroso.

    BUON COMPLEANNO RIPLEY!

    Il mondo è pieno di splendidi Capricorno. Sìsìsìsì. E non lo dico per il vil motivo che i maligni possono supporre. :o)

    Margot

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  16. amfortas 17 gennaio 2008 alle 4:51 pm

    Em, la Chiesa ed il suo pensiero sono sempre stati forti.
    Forti sì, ma scaturigine di sensi di colpa, di un malinteso senso della famiglia, e di tutte le altre contraddizioni che tu conosci bene.
    Forti sì, ma discriminatori e non solo discriminanti.
    Oggi, e la faccio, me ne rendo conto, troppo semplice non è più tempo di discriminazioni ideologiche, ma semmai di comprensioni caritatevoli, che dovrebbero rappresentare LA dottrina.
    Non è così e le persone sono diventate intolleranti verso tutto e tutti, io per primo.
    La società è cambiata, la Chiesa non solo non è cambiata con essa, per (in senso di favore di) essa, ma anzi va contro le esigenze della società.
    La Netrebko, invece, non mi piace, ha uno stile troppo vil cortigiana 🙂
    megbr, anche tu proponi un esempio molto chiaro: la voglia di protagonismo, sempre e comunque.
    Che dire, hai ragione.
    Ma qui hanno ragione tutti, da un certo punto di vista, il problema è che ognuno tira l’acqua, miseramente, al proprio mulino.
    margie, grazie.
    Evviva i Capricorni, evviva le donne libere :-), evviva le donne.

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  17. utente anonimo 17 gennaio 2008 alle 6:09 pm

    Tralascio il Sol.
    L’invito al Papa a parlare alla Sapienza è opera del Rettore. In questi tempi, invito inopportuno, ritengo.
    Ho letto il discorso che avrebbe dovuto tenere il Papa. Concetti da grande intellettuale professionista.
    I “laici”, docenti e studenti, hanno fatto, e mi dispiace, figura da pirla, non da Pirro.

    ciao dal laico polpo

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  18. ivyphoenix 17 gennaio 2008 alle 7:12 pm

    ti ho visto sbattere contro la vetrata 😉

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  19. mu 17 gennaio 2008 alle 9:33 pm

    > ha uno stile troppo vil cortigiana

    ah, boccaccia mia statte zitta… 😉

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  20. annaritav 17 gennaio 2008 alle 9:45 pm

    Passo, leggo e medito, non conoscendo affatto l’argomento principale e avendo seguito assai marginalmente l’evento papale. Rispetti 😉
    Annarita

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  21. utente anonimo 17 gennaio 2008 alle 11:30 pm

    mi permetto di aggiungere un mio commento, dopo un ascolto attendo della trasmissione in radio di stuarda. la affascinante signora antonacci non mi ha convinto per la scarsa adesione alla vocalità. in una intervista, dichiarava di essersi ispirata alla verret ( pure lei certo non belcantista, ma con che voce e carattere). davvero???? neanche gli accenti erano sufficientemente convincenti. della strabiliante ( anche considerando l’età) signora Devia, dico solo che queste ultime scelte di repertorio, estremamente intelligenti, le stanno giovando, anche se certo il suo magistero non ne avrebbe bisogno. la voce è sempre ricca di armonici e l’interpretazione dei famosi insulti al termine del II atto è notevole. ricordiamo che l’interpretazione del belcantista si deve avvalere dell’uso appropriato delle agilità, che devono rafforzare il pthos del momento. non vedo l’ora di sentirla domani sera. di Meli sono rimasto deluso. concordo. sopra il sol si è strozzato più di una volta. curi l’emissione ed anche il timbro migliorerà. che sia il migliore giovane tenore del momento, come dice isotta sul corriere, ho i miei dubbi…..

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  22. amfortas 18 gennaio 2008 alle 8:12 am

    octopus, leggo in giro che Ratzinger è stato invitato di nuovo, vedremo.
    Ivy, no no non c’erano testimoni 🙂
    Giorgia ehhhhhhh non diciamo cose, suvvia 🙂
    Annarita, non ti perdi molto in entrambi i casi 🙂
    Anonimo, io trovo lodevole che si sia ispirata alla Verrett, a chi si sarebbe dovuta ispirare? 🙂
    Però certo, resta la Antonacci, con tutti i suoi noti pregi e difetti.
    Sulla Devia, come saprai, c’è chi la pensa diversamente da me e te, e va bene così.
    Non ho letto Isotta, spero volesse intendere che Meli è potenzialmente uno dei migliori tenori giovani, in questo caso sono d’accordo anch’io.
    Ha una voce molto bella e ottimamente proiettata: restano i problemi di emissione che dici tu, ma può migliorare sicuramente.
    Beato te che vai alla Scala, t’invidio!

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  23. utente anonimo 18 gennaio 2008 alle 10:03 am

    Per Meli: in teatro mi pareva spingesse parecchio, più che si strozzasse. Comunque si dovrebbe sistemare un po’ in quella zona se vuole cantare ancora a lungo. Il timbro è sicuramente bello e gradevole. L’Antonacci è una interprete convincente. Non ho capito bene che voce abbia, probabilmente una voce sua personalissima che fatica ad adattarsi a certo repertorio. La vedrei meglio nella musica cosidetta barocca rinascimentale ecc. La Devia ottima. Il direttore ha molto da studiare penso…

    Per il Papa concordo con te Paolo, sulla necessità di entrare maggiormente nella vita quotidiana dell’uomo con la carità. Fondamentale. E noto sempre più una discrepanza tra Vaticano e varie Curie di varie città da Roma distanti. Vedremo come e se si evolverà la cosa e in che direzione.
    Con pensiero forte mi volevo inserire nella corrente che ha visto il crollo degli -ismi novecnteschi tranne questo, forse perchè -esimo? E forse da fastidio ancora in quanto tale? E’ una domanda ovviamente, forse non son stato chiaro.
    Ho letto anche io il discorso che avrebbe tenuto. Una lezione di intellettuale profondità, forse troppo? Certo si trovava di fronte a docenti universitari, quindi può starci.

    Della Anna adoro molte cose e temo la voce mi passi in secondo piano. Mi provoca sconvolgimento ormonale, e non mi capita di frequente con le bellezze comunque impossibili da avvicinare… :-)))

    Ciao ciao,
    Emanuele

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  24. utente anonimo 18 gennaio 2008 alle 2:25 pm

    sono Claudia di Besozzo(Varese)anch’io ho ascoltato “Maria Stuarda”alla Scala lun.sera. Secondo me e’ stata una bella e convincente esecuzione con un Buon Cast.Bravi tutti:non e’ stata solo la Sig.ra Devia Grande ma anche tutti gli altri perche’ un’opera non e’ fatto da un’interprete Sola..(secondo me).

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  25. amfortas 18 gennaio 2008 alle 2:43 pm

    Claudia ciao, mi fa piacere che tu abbia apprezzato l’opera.
    E va bene pure che, nella tua opinione, siano stati tutti all’altezza.
    È bene che ci siano anche ascoltatori meno esigenti, e che quelli come me, che vogliono fare i tecnici, si prendano con un po’ d’ironia 🙂

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  26. mu 19 gennaio 2008 alle 9:12 am

    > ehhhhhhh non diciamo cose, suvvia 🙂

    no, no, infatti sto zitta – ma giusto perché ci tengo all’amicizia con tu-sai-chi, altrimenti parlavo, eccome se parlavo… 😉

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