Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Oh! Quante volte..( oppure anche Qui la voce sua soave…)

Dunque, come la maggior parte di voi già sa, ho avuto la fortuna di scrivere un raccontino che è finito in un’antologia.
Ora, grazie all’interesse di una persona meritoria (della quale non trovo il link, accidenti), si tenta di farne anche un audiolibro, il che mi pare altamente meritorio.
Ieri,
 
approfittando di un improvviso momento d’ispirazione artistica, ho pensato di provare ad incidere la mia voce, sensuale come un brufolo sul naso, con il mio registratorino da finto critico musicale.
Probabilmente mi ha spinto anche la lettura di questo esilarante scritto di Giorgia, non so.
Sicuramente anche le telefonate, all’insegna dell’avanspettacolo più becero e sbracato, che faccio con Margot hanno avuto il loro peso. (margie, ce la fai a non commentare in quel modo? No, vero?)
Insomma, come sempre i peggiori nemici sono gli amici.
Bene.
Mi schiarisco la voce, mi concentro, entro nel personaggio del narratore, e comincio.
Dopo un paio di frasi, lette con voce chioccia e pigolante, comincio a ciangottare, a balbettare.
È l’emozione del debutto, ecco.
Riprovo.
Vado abbastanza bene, la voce è timbrata, calda e pastosa, ma mi suona il cellulare, pertanto mi scappa una parolaccia orrenda, che viene ovviamente registrata dal piccolo Philips.
Cancello, ché non voglio resti testimonianza della mia volgarità.
Riparto.
Questa volta sono bravo ma, ad un certo punto, incappo in un errore di stampa e mi esce un’espressione non propriamente da gentleman. Ricancello.
La voce scorre bene, la recitazione sobria e misurata, la dizione abbastanza buona, senza quelle vocali aperte tipiche di noi triestini. Però, se è vero che ho spento il cellulare, è pure vero che c’è sempre il telefono fisso, che infatti squilla facendomi sobbalzare, preso come sono dal furore interpretativo.
Mi metto a piangere, sconfortato, ma so che ce la posso fare.
Ritento.
Questa è la volta buona, lo sento.
Sono quasi alla fine del racconto, e già pregusto il risultato finale, mi pare di essere già più buono. Il pensiero che una persona già sfortunata, perché ipovedente, possa peggiorare la qualità della sua vita nell’ascoltare un racconto brutto e per di più letto da una voce garrula non mi sfiora. Sono in piena trance interpretativa, il mio ego apre una finestra e va a fare un giro in giardino, perché il mio salottino è piccolo, in due non ci stiamo.
Mio nipote, otto anni, entra all’improvviso e ghignando urla: “Papà, Papà, vieni a vedere, lo zio Paolo parla da solo!”
Sono decisamente inadatto.
Ok.
Ci riproverò un’altra volta, oggi trasloco.
Però, ed è una promessa solenne a tutti voi, la prossima volta accendo anche la videocamera e mi espongo al pubblico ludibrio su Youtube.
Meglio (forse) che continui a scrivere, qui il mio contributo grammaticalmente pornografico su Rotocalco.
Insomma, siamo in tema.
Buona settimana a tutti. (strasmile)
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20 risposte a “Oh! Quante volte..( oppure anche Qui la voce sua soave…)

  1. utente anonimo 4 febbraio 2008 alle 11:15 am

    Promettimi che G e M non si incontreranno mai, soprattutto con noi presenti. Che avranno anche i loro motivi eh (lo so, gna posso fa…) ma sono i veri nuovi mostri, diciamolo chiaramente!

    zia Margot :/

    P.S. Ho gentilmente sorvolato sulla tua voce, poi dimmi che non ti sono amica! :p

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  2. Princy60 4 febbraio 2008 alle 12:22 pm

    Ho letto l’articolo hard! Mitico! ;-)***

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  3. utente anonimo 4 febbraio 2008 alle 11:25 pm

    Fantastico il tuo tentativo di fare il narratore..ma ci riuscirai, ne sono certa! Lo sai? Probabilmente domani sera andrò a vedere Paride e Elena di Gluck qui al teatro verdi di Pisa. Sono analfabeta in materia, ma magari ti saprò dire, con parole mie.. 🙂 ciao! Elena

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  4. utente anonimo 5 febbraio 2008 alle 3:22 pm

    Se vuoi te lo registro io, non ho certo una voce maschile ma me la cavo abbastanza e la paura è scappata prima di avvicinarsi a me.
    sara

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  5. amfortas 5 febbraio 2008 alle 4:03 pm

    Margie, in nostra presenza, no di sicuro.
    La mia voce è quello che è, ce ne sono di peggio.
    Peraltro non è che se uno ha una voce brutta deve essere bisaimato per forza eh? Avrà i suoi motivi, come dire.
    Marina, merito dei librettisti 🙂
    Elena, non è la prossima settimana? Comunque, buon divertimento, anche se il barocco è tanto difficile…
    Sara, sei una dura eh?
    Meno male che continuiamo a non incontrarci, allora 🙂
    Ieri c’eri allo show di Nello Santi?
    Ciao!

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  6. calaminta 5 febbraio 2008 alle 4:55 pm

    E a noi affezionati lettori e simpatizzanti neanche un assaggino del raccontino? 😛

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  7. amfortas 5 febbraio 2008 alle 5:02 pm

    Flo, ci penso ok?
    Magari verso la fine di febbraio, quando a Trieste ci sarà una tappa di presentazione del libro inadatto (sempre sperando che non mi tocchi davvero mettermi su Youtube ed espormi al pubblico ludibrio…)

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  8. utente anonimo 5 febbraio 2008 alle 6:14 pm

    Dopo aver letto (e visto) il post su Rotocalco, comincio a temere la tua annunciata esposizione al pubblico ludibrio su Youtube…
    Ciao!
    Ghismunda

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  9. amfortas 5 febbraio 2008 alle 7:19 pm

    Ghismunda, non ho librettisti d’opera licenziosi a disposizione.
    Però un paio di registi li conosco…quasi quasi 🙂

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  10. sgnapisvirgola 6 febbraio 2008 alle 12:40 am

    Buona settimana a te amico caro e buon trasloco, che non è mai una passeggiata:)
    A presto.

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  11. calaminta 6 febbraio 2008 alle 9:12 am

    Va bene, sono curiosa ma aspetterò 😉

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  12. amfortas 6 febbraio 2008 alle 10:39 am

    Sgnapis, grazie della visita 🙂
    Flo, ok ok, ma non prima della fine di febbraio.

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  13. mu 7 febbraio 2008 alle 1:06 am

    Non ho capito il commento di Margot, ma vabbè, me ne farò una ragione.

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  14. utente anonimo 7 febbraio 2008 alle 8:53 am

    Mu, era una richiesta di non fare incontrare suo nipote e mia nipote, praticamente coetanei, in nostra presenza perchè noi “adulti” non ne usciremmo vivi. 🙂

    zia Margot *^___^

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  15. amfortas 7 febbraio 2008 alle 9:00 am

    Sì, però ora non mettetevi a parlare in romanesco, ché allora non ne esco vivo io 🙂

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  16. RemediosLaGuapa 7 febbraio 2008 alle 12:21 pm

    Ciao.
    Manco da tanto, lo so. E sono imperdonabile… ma come mi dicevano sempre? Un figlio riempie la vita… è proprio vero, ora lo so!

    Un abbraccio e auguri per l’audiolibro..

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  17. utente anonimo 7 febbraio 2008 alle 12:40 pm

    Ciao Paolo,
    non c’ero al ridotto lunedì… avevo due presentazioni alla stessa ora e così mi sono rifugiata a casa… non ho ancora recuperato la trasferta per spettacoli… e già sono pronta a ripartire… forse lunedì prossimo se fanno ancora qualcosa passo. altrimenti martedì alla prima…lì ci sono…
    sara

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  18. amfortas 7 febbraio 2008 alle 4:03 pm

    Rem, io sono passato da te stamattina, ho visto il tuo nuovo post ma non avevo tempo di commentare…magari ci riprovo domani…ciao!
    Sara, domani c’è la prolusione all’Iris, di Gianni Gori. (mi pare alle 18)
    Alla prima ci sono, comunque.

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  19. beabigg 19 febbraio 2008 alle 6:07 pm

    Esilarante, il post e anche l’articolo su Rotocalco! Grande Amfortas, la mia preferita, devo dirlo è “Or la tromba!” del Rinaldo… sarà che falli e feci li sento un po’ meno… vicini.

    Baci, e a presto.

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  20. amfortas 19 febbraio 2008 alle 7:08 pm

    Bea, mi hai dato l’occasione per rileggere questo post.
    Voglio dire, solo io posso ripetere un aggettivo pomposo, inusuale e scrauso come meritorio 2 volte in un solo periodo.
    Pensa quando parlo a ruota libera che posso essere e…trema!

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