Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Come t’antitoli?

Quando ognuno di noi prende in mano carta e penna (o s’avvicina alla tastiera), per scrivere una lettera, un racconto, un post, arriva il momento tragico in cui si pone la fatidica domanda: “Ora, come intitolo ‘sta cosa?”.
Dallo stesso smarrimento, credo, sono stati colti musicisti e librettisti d’opera, a meno che le loro storie non fossero direttamente tratte da Shakespeare; voglio dire, Verdi come avrebbe potuto intitolare l’Otello o il Macbeth, senza apparire non voglio dire ridicolo, ma almeno un po’ troppo immodesto ?
Nella maggioranza dei casi quindi, il titolo può essere considerato una specie di spot commerciale, e siccome nei secoli passati non avevano la fortuna (?) dell’immediatezza della comunicazione, l’azione di convincimento doveva, inevitabilmente, essere particolarmente efficace.
Questa modestissima riflessione vale ancor di più per tutti quei compositori che, nel loro intimo, si rendevano conto che i contenuti artistici del loro lavoro non erano, come dire, memorabili; del resto anche oggi, i prodotti più gridati sono spesso quelli con minor valore intrinseco.
Un esempio per tutti: i tormentoni dei comici che, nella maggioranza dei casi, al primo ascolto provocano l’impulso di spaccare a testate il mezzo che li veicola; poi, la reiterazione del messaggio ci porta in un secondo momento all’accettazione, e nei casi più gravi di dissociazione psichica, anche all’assunzione di paternità della battuta, magari per far colpo su qualche ragazza. (che se a quel punto t’accoglie nel talamo, vuol dire che non era necessaria neanche la battuta) (smile)
Torniamo alla lirica, ché di drude e vili cortigiane si parla troppo spesso.
(per inciso, un tormentone che sarà particolarmente gridato da comici straordinari, nei prossimi mesi, sarà questo: "Voi avete impedito al Papa di parlare". Sarà detto da chiunque passa in televisione, alla Radio, sui manifesti elettorali, negli autobus, insomma dove volete voi…ma transeat pure questo, basta che poi non dite che vi avevo avvertito)
Ecco un elenco di opere liriche delle quali, evidentemente per mancanza di contenuti, ci resta solo il titolo, un po’ come per la Multipla della FIAT. [ oh vista oh vista orribile… se era brutta! (rismile)]
Ho pensato di dividerle per categorie, per maggior chiarezza.

Opere per tour operator:

1) Il fiore delle Haway
2) Il viaggio in Cina
3) La ritornata da Londra
4) Il fiore della Pampa
5) La bambola della prateria

Opere dedicate a soggetti border line:

1) Lampadino
2) I pezzenti
3) Cocoricò
4) Il Re dei matti
5) La bella marmottara
6) Il folletto di Gresy
7) Il trombetta
8) Il finto sordo
9) La Monacella della fontana
10) Il piccolo Haydn
11) Il milionario accattone

Opere da ufficio del lavoro:

1) Il parrucchiere politico
2) Katia la ballerina
3) Serafino il mozzo
4) Il signore del Tassametro
5) L’avvocato ballerino
6) Lulù boxeur ( magari da qui ha preso spunto Clint Eastwood? Non lo sapremo mai)

Soap opera:

1) La notte degli schiaffi
2) Un milioncino
3) Maledetta
4) Tradita
5) La bella mammina
6) È pazza

…e per finire in bellezza…ed a parziale complemento del mio contributo a Rotocalco

Opere per agenzie matrimoniali e produttori hard core:

1) Basta con gli uomini
2) La sposa invisibile
3) La moglie di tre mariti
4) Prestami tua moglie
5) Il marito decorativo
6) La supermoglie
7) Il controllore dei vagoni letto
8) Il regno delle donne emancipate
9) L’amore di un mozzo
10) Gola d’oro
11) La finta muta per amore
12) La signorina Ettore
13) Tancreda
14) Don Finocchio
15) La Principessa Riccardo

Lo so, pensate che io mi sia inventato tutto, ma giuro che esistono!
Magari qualche sagace commentatore, potrebbe inventarsi una trama, o trarre spunto per un raccontino, chissà.
Ora, mi si pone un dubbio tremendo, come intitolo questo post? (strasmile)
Buona giornata a tutti ed un grazie ad Enrico Stinchelli, autore di un libro divertentissimo, "Opera, che follia!" che ho letto un miliardo di anni fa, quando credevo ancora che la sinistra politica italiana esistesse davvero.

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16 risposte a “Come t’antitoli?

  1. utente anonimo 7 febbraio 2008 alle 5:27 pm

    Katia la ballerina, detta anche la bambola della prateria, è sposata con Serafino il mozzo. Ma il perfido Re dei matti, geloso del loro amore, spedisce il povero mozzo in un lungo viaggio in Cina.
    La notte degli schiaffi l’uomo ritorna a casa e trova Katia mascherata da folletto di Gresy. Urlando “È pazza, e io non sono un marito decorativo!” se ne va.
    Tradita e maledetta, Katia raggiunge il signore del Tassametro e si fa portare in una clinica specializzata, dove si fa operare, diventando un avvocato ballerino.
    Si dice che il marito viva ora con il fiore della Pampa e si faccia chiamare signorina Ettore.

    E vissero tutti felici e contenti.

    La finta sorda Margot :p

    P.S. E che fine ha fatto La monaca infilzata? La madre di tutte le drude…

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  2. utente anonimo 7 febbraio 2008 alle 6:36 pm

    Bé, alcuni libretti potrebbero essere interessanti: La super moglie, La bella mammina…meno tragici del Rigoletto, per intenderci.
    ciao dal polpo

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  3. utente anonimo 7 febbraio 2008 alle 6:50 pm

    Adesso che sei altolocato non puoi proporre la sig. Margot come librettista?

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  4. Moher66 7 febbraio 2008 alle 9:23 pm

    Caro Amfortas, era tanto che non ridevo così, veramente. Scelgo sicuramente “E’ pazza” e “Il marito decorativo”. Ma mi piacciono molto anche “Il parrucchiere politico”, “La bella marmottara” e “La bambola della prateria”. 🙂
    Stavo per dire che quando scrivo un post la cosa che mi viene più semplice è scrivere il titolo (dopo aver scritto il post naturalmente). Ma è naturale, la mia fantasia non giungerà mai a tanto… :))
    Elena

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  5. utente anonimo 7 febbraio 2008 alle 11:20 pm

    Credo che dare il nome a una creazione, di qualunque forma e natura essa sia, deve essere una cosa che genera un sacco di dubbi e ripensamenti. Scusa se te lo chiedo, ma mi piacerebbe sapere come è stata vissuta la vicenda del papa “impossibilitato” a parlare, lontano da Roma.
    Ciao.
    alessandro

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  6. amfortas 8 febbraio 2008 alle 8:56 am

    margie, ci mettiamo un regista come Callisto Bieito, vero?

    La Monaca Infilzata credo sia dispersa, magari è diventata un monaco, non si sa mai.
    octopus, hai ragione, e pensa che ho tralasciato pure qualche altro titolo 🙂
    Ariela, margie come librettista? Come no, per un’opera in romanesco…so che ha delle fonti quasi adatte all’occasione 🙂
    Elena, io invece sono sempre in difficoltà per il titolo, accidenti, non sai quanto tempo ci perdo, a meno che non abbai una citazione operistica pronta, come m’ha insegnato a href=”http://operabouffe.wordpress.com/”>Giorgia Giorgia, che in questo è docente.
    Alessandro, l’abbiamo vissuta come ovunque, entrambe le parti hanno detto bestialità, però il mio amico sindaco ha messo pure uno striscione di solidarietà (per il Papa, ovviamente)
    Ciao, piacere di rileggerti.

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  7. amfortas 8 febbraio 2008 alle 9:00 am

    Sì, non è che sono balbuziente, è che non m’è riuscito il collegamento a Giorgia.
    Ci riprovo.

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  8. utente anonimo 8 febbraio 2008 alle 12:00 pm

    carissimo,
    ti ringrazio per il tuo commento chiaro riguardo al mio post sulla politica attuale. Rispetto la tua idea di votare il + a sinistra possibile, idea che mi troverebbe per certi versi d’accordo idealmente, non fosse che poi è necessario scegliere (gouverner c’est choisir).
    Hai citato tre esempi di fallimento di questo governo. Infortuni sul lavoro, evasione fiscale, legge TV.
    Ognuno porta la sua idea di fallimento. Ma c’è qualcuno che porti i risultati positivi? Qualcuno che mi risponda al fatto che NSSUN governo sinora aveva stanziato (per tre anni a venire) più di 500 milioni di euro per le politiche sociali, compreso il famoso fondo per la non autosufficienza degli anziani che in Italia è sempre mancato. Chiediamo sempre dati ed esempi concreti: eccolo. Credo che ad un anziano solo farà piacere, forse lo farà meno a chi è già tutelato. Questo per me è politica CONCRETA per le fasce deboli. Sai Amfortas potremmo stare qui delle ore a dirci quanto siamo delusi e insoddisfatti. Però dobbiamo finalizzare idee e sforzi per un cambiamento vero di questa società. Conosco personalmente la ministra Turco e ti giuro che se c’è una persona che si è data da fare per la sanità per tutti (di you remember il film di Michael Moore?) è stata proprio lei. Buttiamo via anche i suoi interventi?
    La verità secondo me è che a forza di essere delusi ci ritroveremo tale e quale lo psiconano, così potremo lamentarci per davvero. Un abbraccio, flavia/ingeborg

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  9. Princy60 8 febbraio 2008 alle 12:31 pm

    Noooooooooo….!!! ;-)***

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  10. amfortas 8 febbraio 2008 alle 3:31 pm

    Flavia, grazie per le delucidazioni.
    Non proseguo perché non voglio parlare qui di politica, se posso, ma dovrei ribatterti proprio sugli anziani.
    Sarebbe inutile per me, e soprattutto sarebbe inutile per te: però credo tu sia in buona fede, quindi ti auguro buona fortuna.
    Ciao.
    Princy, no cosa? 🙂
    Per la politica o per La finta muta per Amore, che secondo me è un titolo strepitoso?
    Ciao!

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  11. utente anonimo 8 febbraio 2008 alle 4:31 pm

    ciao carissimo,come vedi passo anch’io 🙂
    a presto
    gion braun

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  12. annaritav 9 febbraio 2008 alle 4:24 pm

    Che esistano davvero non dubito, vista l’autorevole fonte, ma si è persa davvero traccia di tutte queste opere? Buon fine settimana, Annarita 🙂

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  13. ElfaProfonda 9 febbraio 2008 alle 6:38 pm

    Mi mancava il tuo blog! 😀

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  14. amfortas 9 febbraio 2008 alle 8:16 pm

    Gion, ciao!
    Annarita, questione interessante.
    Il problema è che si perdono ben altre opere.
    La forbice tra un allestimento e l’altro di certi lavori è sempre più ampia.
    I motivi sono molti: difficoltà obiettiva di trovare interpreti adeguati, costi elevati, gusti del pubblico che cambiano.
    Per altre opere, come ad esempio l’Iris di Mascagni che vedrò tra un paio di giorni qui a Trieste, ci sono state anche altre ragioni: ad esempio un tale Puccini compose la Butterfly 🙂
    Luciana, mannaggia il Lecce ha battuto la Triestina… 🙂

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  15. utente anonimo 10 febbraio 2008 alle 1:45 pm

    Faccio sempre fatica a spiegare che Tancredi (e non Tancredo), nella storia, nella letteratura, nella lirica, è nome proprio maschile singolare, ed ora ecco che esce fuori pure una Tancreda… o è un trans?
    Ciao!
    Ghismunda

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  16. amfortas 10 febbraio 2008 alle 5:15 pm

    Ghismunda, i tuoi giovani allievi avranno ipotesi ancora più inquietanti, ne sono certo…
    Ciao!

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