Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Che veggio, che miro?

Post aggiornato, nuovo episodio esilarante raccontato da Marina Comparato (strasmile).
Mi si presenta una settimana impegnativa su vari fronti, come credo succeda un po’ a tutti, a dire il vero.
Volevo però ringraziare
Lelli per il premio che mi ha assegnato, perché ne sono sinceramente orgoglioso come fosse un award prestigiosissimo.
Voglio dire, parlare di un argomento di nicchia, oggi purtroppo la lirica è da considerarsi tale, in modo semplice e fruibile da tutti non è facile.
Non avete idea di quante mail, messaggi privati e altro, riceva da una frangia estremista di appassionati che se la prendono per il tono, a loro dire, troppo leggero, con cui affronto il tema.
Problemi loro, direi.
Peraltro, quando qualcuno, e succede, mi dice che si è accostato timidamente a questo mondo perché incuriosito dai miei post, o mi chiede un consiglio per un’edizione discografica, la mia gioia è davvero grande.
Tra l’altro, proprio oggi su Rotocalco chi vuole può leggere le motivazioni che mi spingono a quest’approccio scanzonato, in un contesto che prevede come assunto comune la musica.
E già mi sono stufato di essere così serio e didascalico (smile), quindi vi riporto qui la testimonianza di Marina Comparato, ottima cantante votata al barocco, a Mozart, e ragazza coltissima (oltre che affascinante assai), a proposito del dietro le quinte di un allestimento del “Ritorno di Ulisse in Patria” di Claudio Monteverdi.
 
“Firenze, Ritorno d’Ulisse in patria, regia di Ronconi.
Io, vestita da statua di Minerva, con abito rigido simil-polistirolo, che apparivo, dietro una colonna, sollevata da una pedana a stantuffo con motore elettrico, cantavo la mia parte immobile col braccio alzato da Minerva vittoriosa e alla fine scomparivo con lo stesso sistema.
Nella terza recita finisco di cantare e non succede niente…
Abbasso gli occhi e vedo 3 macchinisti che si affannano intorno alla mia pedana, sacramentando a turno in modo sempre più fiorito, come solo i macchinisti fiorentini sanno fare! 
Io sempre immobile col braccio levato in alto.
Dopo qualche minuto di bestemmie sento da sotto una voce che mi fa: " ‘un si move codesta pedana, la s’è rotta! Resta lì che ti si porta la scala!"
E io, tra i denti: "e dove c… vuoi che vada vestita da statua, sospesa a 3 metri dal palcoscenico!"
Mentre Ulisse continua la sua parte, voltandosi di tanto in tanto per vedere se scomparivo o no, sento la stessa voce che mi fa: "Ti s’è messa la scala, scendi!"
Sempre col braccio alzato mi giro, guardo giù e…..
mi avevano messo UNA SCALA A PIOLI!!!!! 
Tirando insulti a Giove, Nettuno, Apollo e Giunone, mi rigiro di nuovo verso il pubblico e ridiscendo all’indietro aggrappata alla scala, ma sempre vittoriosa, mentre tutti gli dei dell’Olimpo, in quinta, se la ridono a crepapelle!”
 
Questo gustosissimo aneddoto vi accompagni per tutta la settimana e, come direbbe Marina: Pax et bonum a tutti. (smile)
"Firenze, Teatro della Pergola, Incoronazione di Poppea, regia di nuovo Ronconi.
Siamo alla PRIMA!
Scena della morte di Seneca, Giorgio Surjan.
Seneca si taglia le vene e, dopo aver lungamente cantato, muore dentro la sua vasca da bagno.
Questa è una specie di vagoncino, posta su due piccoli binari che attraversano il palcoscenico, parallelamente al proscenio.
Lentamente, mentre il coro uscendo canta, dolente, "Non morir Seneca, no, non morir", la vasca (mossa da un motorino elettrico) si avvia ad attraversare il palcoscenico per uscire dalla quinta opposta.
Ma….
Come talvolta accade…
… il vagoncino deraglia.
Poichè il palcoscenico della Pergola ha una forte pendenza, inizia a prendere pericolosamente la direzione della buca.
Seneca sempre esanime nella vasca.
Panico in quinta.
In scena non c’è più nessuno e l’unico che può evitare una catastrofe è il morto…
… che infatti…
mentre già tutti si figurano una caduta rovinosa, violini spappolati, clavicembali sventrati e tiorbe in mille pezzi, resuscita e, tirando un moccolo in croato , da dentro la vasca si aggrappa ad una delle colonne romane poste fortunatamente lungo il suo percorso!
Ronconi paonazzo in volto che pesta i piedi senza la forza di emettere verbo.
Seneca che impreca le peggiori bestemmie croate.
Mormorii e risatazze del pubblico.
Finalmente vengono mandati in scena due macchinisti, vestiti da macchinisti, che rimettono il vagoncino sulle rotaie e lo spingono fuori.
Il cast al completo che si rotola in terra dalle risate…
Ovviamente essendo la prima l’episodio finì su tutti i giornali!"
Ripax et bonum a tutti!
 
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17 risposte a “Che veggio, che miro?

  1. utente anonimo 19 febbraio 2008 alle 10:26 am

    Ma povera! So che non è bello, ma ho riso di gusto a pensare a Minerva scendere una scala a pioli.
    :o)

    Margot bbbbbuona…

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  2. utente anonimo 19 febbraio 2008 alle 12:24 pm

    Di cosa hanno paura gli esponenti della frangia estremista, che affrontare il tema con competente “leggerezza” ridicolizzi il loro atteggiamento serioso al punto giusto? 🙂

    Non avrei mai voluto essere nei panni della sfortunata Minerva.. 🙂
    Congratulazioni per l’award!
    Elena

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  3. filorosso 19 febbraio 2008 alle 4:57 pm

    Ah Ah, divertentissimo!
    E’ vero, tu mi hai fatto capire quanto possa essere piacevole la lirica.
    Buona settimana, filo

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  4. utente anonimo 19 febbraio 2008 alle 7:18 pm

    “… è un mondo meraviglioso che oggi va non voglio dire scomparendo, ma che appare emarginato, diverso, elitario, mentre per secoli ha rappresentato quanto di più autenticamente popolare esistesse”. Mi piacerebbe riflettere sulle ragioni di tale particolare evoluzione della lirica e sulle trasformazioni (o degenerazioni?) del concetto di “popolare”, ma immagino che sia un discorso lungo e complesso… Ti lascio (per ora) ai tuoi impegni settimanali.
    Ciao!
    Ghismunda

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  5. utente anonimo 20 febbraio 2008 alle 5:51 pm

    Leggendo questo post ho riso di gusto! Anch’io non riesco a capire perchè, con il passare dei secoli, questo “meraviglioso mondo della lirica” abbia avuto un’evoluzione così marginale. Cultura? Basta pensare a come, da noi, viene insegnata la musica nelle scuole…
    Ciao Am e buona settimana
    Mary

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  6. mu 20 febbraio 2008 alle 11:47 pm

    io invece vorrei sapere perché “pentolino” non scrive più sul blog… 😦

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  7. utente anonimo 20 febbraio 2008 alle 11:55 pm

    Perchè ‘un c’ha tempo e ‘un c’ha ispirazione….

    Magari ricomincia presto, chissà?

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  8. calaminta 21 febbraio 2008 alle 11:11 am

    Non conosco la lirica, anche se ho un debole per i classici antichi greci e latini, il tuo blog lo leggo perchè mi sei simpatico e perchè parli di arte e musica 🙂
    Ti va bene lo stesso o devo darti anch’io un award? 😛

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  9. megbr 21 febbraio 2008 alle 3:55 pm

    certo che a Firenze noi ci si diverte eh?? :-)))))

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  10. utente anonimo 21 febbraio 2008 alle 9:29 pm

    Le comiche di Ridolini impallidiscono!
    il polpo ha riso

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  11. bobregular 22 febbraio 2008 alle 12:07 pm

    LOL
    scala a pioli: la congiuntura economica vale anche per gli dei!!
    ossia: la rivalsa di Carlo (M*rx)

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  12. Sarahfollies 22 febbraio 2008 alle 4:43 pm

    ho le lacrime… ma perchè non ci sono mai io in sala quando capitano queste cose???beh… forse però una l’ho vista ieri sera….

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  13. utente anonimo 22 febbraio 2008 alle 5:19 pm

    Ho riso veramente di gusto. Immagino le due scene e le reazioni del regista. Che brava a descrivere Marina Comparato!
    Ciao, buon we…non è che per caso passi da Roma la settimana prossima?

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  14. utente anonimo 22 febbraio 2008 alle 7:24 pm

    Da morire dal ridere, però mi immagino il disappunto (eufemismo)di chi si è impegnato tanto e poi…
    Non capisco niente di lirica però se ogni tanto mi avvicino alla musica è proprio grazie a te ed al tuo modo “leggero” di scriverne. Ti ho premiato anch’io, ma la mia motivazione è un pò diversa (tanto x cambiare un pò) e riguarda un altro tuo interessante aspetto…;)
    Buon w.e.
    come alice

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  15. annaritav 23 febbraio 2008 alle 8:39 am

    Complimenti per il premio e grazie per il divertimento! 😉 Buon fine settimana

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  16. sgnapisvirgola 23 febbraio 2008 alle 12:56 pm

    Mi chiedo sempre cosa può avvenire dietro le quinte… Questo ne è un esempio perfetto. Da ridere davvero, anche quella del morente che corre dietro alla vasca da bagno.
    Buon w.e. a tutti, ciao Amfortas:)

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