Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Inadatti al volo? Sì, e me ne vanto.

Ho paura e l’ansia mi divora, sono seduto con un libro in mano, mi guardo intorno e leggo svogliatamente qualche pagina; non trovo la necessaria concentrazione, ed allora lascio andare la mia mente…
 
 "Dunque, io ho partorito con dolore, perché non è che si frequenta l’oratorio per 15 anni per nulla, il 23 settembre 1989.
Nei giorni scorsi, di conseguenza, mio figlio è diventato maggiorenne.
Mio figlio? Boh, non so, forse mia figlia. Se devo essere sincero, la mia creatura non si è data mai una connotazione sessuale precisa. Voglio dire, qualche volta si comporta secondo i più biechi stereotipi femminili, mentre, in altre occasioni, pare il sergente di ferro di Full Metal Jacket. Non c’è una regola e francamente mi pare assai comoda, ’sta situazione.
Peraltro è anche vero che io sono maschio, quindi impedito per default alle gioie del parto.
Una cosa è certa, il suo primo vagito è stato indimenticabile, fragoroso, spettacolare. Pareva uno di quei personaggi di Márquez, che ne so, uno dei tanti Buendía che sbucano dal nulla tuonando scoregge ed esibendo un fallo che fa provincia, avvolti da uno sciame di locuste che oscura l’orizzonte."
Questo che avete appena letto è l’incipit del mio racconto, che è stato scelto per l’antologia "Inadatti al Volo".
Il racconto, nella stesura originale, s’intitolava "Far Finta d’essere Pani, nella Vera Città delle Donne".
Un omaggio a Gaber, evidentemente, e a Corrado Pani, attore straordinario, dalla vita turbolenta, che a me piaceva tantissimo perché  mi è sempre sembrato un uomo tormentato da mille fantasmi.
Nei primi anni’70, Giorgio Gaber approdava con il suo spettacolo teatrale al Teatro di prosa Rossetti di Trieste, qualche metro sopra quel Café Rossetti che questa sera ospiterà la presentazione del libro.
Io c’ero allora, nel 1973, e ci sarò stasera, 35 anni dopo.
Il Prof. Walter Gerbino, Preside della Facoltà di Psicologia dell’Universita di Trieste e che sarà il relatore del nostro libro, nel 1967 era stato incaricato dal parroco dell’oratorio salesiano di Via dell’Istria a tenere lezioni di educazione sessuale ad una banda di ragazzini impauriti, nel doposcuola.
Fra quei ragazzini, c’ero io, che non ho fatto nessuna strada se non quella che mi ha portato ad essere una persona civile. Walter, che era già adolescente , ha sempre avuto la passione per l’insegnamento e di strada ne ha fatta molta.
Il mio raccontino ha due prospettive diverse di narrazione: da una parte ci sono io che narro col mio solito tono scanzonato ed autoironico la guerra con l’ansia e gli attacchi di panico, dall’altra c’è quell’altro me, che conoscono in pochi eletti, che ha sostenuto, o almeno ha cercato di farlo, mia moglie Betta nella lotta contro il cancro.
Betta ha vissuto con me, ed inspiegabilmente continua a farlo, da 35 anni.
La frequentazione continuata con un demente irresponsabile quale sono ha fatto sì che quando si è ammalata di tumore, le è sembrato di stare in vacanza.
Ha vinto la sua partita per manifesta inferiorità dell’avversario: era preparata a cimenti più impegnativi.
Stasera, se ho voglia e l’atmosfera è quella giusta, leggerò il mio racconto ai pochi intimi che saranno presenti.
Il racconto è dedicato a mia moglie Betta, e non poteva essere diversamente, una ragazza che ha avuto la sfiga d’incontrare, tra i tanti, un deficiente, che non solo l’ha tormentata con le sue intemperanze, ma l’ha sfruttata pure per ottenere il suo quarto d’ora di celebrità (strasmile).
Stasera, ragazzi, si chiudono molti cerchi.
Buon fine settimana a tutti, il mio sarà memorabile.
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11 risposte a “Inadatti al volo? Sì, e me ne vanto.

  1. Moher66 29 febbraio 2008 alle 11:59 am

    Peccato essere così lontana da Trieste
    Chiudere i cerchi è la vertigine più grande che possa esistere
    In bocca al lupo, con il cuore
    :))
    Elena

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  2. utente anonimo 29 febbraio 2008 alle 12:09 pm

    Sarà una bella serata, ne sono sicura. E spero leggerai, per chi ci sarà e anche per te.

    Poi, potrei scrivere che con Betta sei stato bravo, forte, attento… blablabla… ma basta stare al centro dell’attenzione e poi sento già il terreno abbastanza scivoloso! La verità è che ce l’avrebbe fatta anche senza tanti anni di allenamento con te. Perchè quando una è tosta, è tosta!

    Dì la verità, a che ti servono i nemici quando ci sono io che ho sempre una parola gentile per te?

    La buona Margot :p

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  3. Princy60 29 febbraio 2008 alle 12:28 pm

    bellissima dichiarazione d’amore! In bocca al lupoe baci a tuttie due! Aspetto il resoconto. ;-)***

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  4. utente anonimo 29 febbraio 2008 alle 3:55 pm

    530 Km di applausi (tanti quanti sono quelli che, purtroppo, separano Perugia da Trieste) per stasera!
    Ciao!
    Ghismunda

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  5. malaparata 29 febbraio 2008 alle 4:22 pm

    che peccato non esserci. Perdonami…
    Bianca

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  6. utente anonimo 1 marzo 2008 alle 12:02 am

    Mi son commossa e divertita allo stesso tempo a sentirti leggere, questo pomeriggio, con gran passione ed amore, nei confronti del tuo figlio, del tuo prodotto, nonchè di Betta, il racconto.
    Credo, Paolo, che tu faccia parte di quella gamma di persone che riescono a trasmettere se stessi attraverso il “verbo”, e solamente attraverso quello, il che, a parer mio, è un gran pregio! davvero un gran pregio!
    Mentre leggevi mi son venuti in mente due momenti, che se raccontati ad uno sconosciuto non sembrerebbero nemmeno appartenere alla medesima persona: il primo, una serata a Rovigno; tutti in veranda di Carlos a cenare, e tu che hai iniziato a romper le scatole a me ed Alice facendoci domande totalmente a caso, ma ciò era accompagnato dal fatto che ad un certo punto ti sei alzato, hai preso un limone e hai iniziato a spremeterlo in testa, urlando che ti stava squagliando… la scena, ripensandoci, non ha senso, ma fa parte di Te, di quel Te che “prende” ironicamente la vita, agli occhi di tutti.
    L’altro attimo, decisamente diverso, quasi opposto ed inconciliabile con quello precedente fa capire, invece, che non sei solo “ironico e divertente e spiritoso”, come vuoi dar spesso e forse solamente a vedere: torno a casa e scarico l’e-mail, e osservo che mi hai scritto. Avevi saputo del fatto che non stavo per niente bene, causa problemi emotivo-sentimentali, e hai pensato a me; un paio di settimane dopo papà è arrivato a casa con un libro “Non lasciarmi” (Kazuo Ishiguro) dicendo: Te lo regala Paolo.
    Forse una spremuta di limone in testa mi avrebbe fatto, si, sorridere e divertire per una o due ore; ma delle parole di esperienza propria, di vissuto personale, così come un libro, pensato, mi avrebbero, ancor di più, lasciato qualcosa per un “domani”.
    Spero tu abbia capito cosa intenda con questo commento! (ero indecisa se mandarti un’e-mail o se lasciarti un commento… ma, da blogger, so che noi amiamo i commenti).

    [bellissimo il riferimento a Monty Python!!!]

    Lapantigana

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  7. utente anonimo 1 marzo 2008 alle 9:53 am

    Ieri sera non sono riuscita a venire alla presentazione, però ieri a mezzanotte ho letto il tuo racconto. Sei bravo , ed è vero che le donne sono più forti e anche più pazienti dell’uomo.Mi è piaciuta tantissimo la tua sincerità nello scrivere. Forse è solo modestia.

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  8. amfortas 1 marzo 2008 alle 11:53 am

    Lapantigana…non me ne voglia nessuno dei miei lettori abituali, ma il tuo è il commento che più mi ha riempito di soddisfazione da quando scrivo su questo blog.
    Ed un tanto ti basti.
    Grazie di cuore.
    (poi la prossima volta che ci vediamo, facciamo i conti eh? Ché non puoi venire qui a scombussolare la vita di questo vegliardo)
    #7#: troppo buona, chiunque tu sia.
    Nessuno aveva mai neanche osato insinuare che io sia modesto.
    Ancora grazie.

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  9. utente anonimo 1 marzo 2008 alle 12:02 pm

    Anche a me dispiace essere così lontana da Trieste.

    Bellissimo e commovente ciò che scrivi. Non ne vedo l’ora di leggere il tuo racconto.

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  10. amfortas 1 marzo 2008 alle 5:29 pm

    maliardina, quando l’avrai fatto, fammi sapere le tue impressioni, ci tengo molto!
    Ciao 🙂

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  11. Ucronia 3 marzo 2008 alle 7:20 pm

    Complimenti per la presentazione ben riuscita, io non potevo proprio esserci, perché ho un esame in questi giorni! Devo dire che leggendo il tuo racconto mi ero davvero immaginato l’autore così come è stato descritto nel commento di Lapantigana.
    A presto,

    Michele

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