Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Elektra a Venezia: un’esperienza sconvolgente.

Come anticipato nel post precedente, ieri mi sono recato alla Fenice, nell’orrida Venezia, dove ho assistito ad una replica dell’Elektra di Richard Strauss.
Mentre mi facevo trasportare dal vaporetto, guardavo scorci della città lagunare, tristissima, in totale abbandono ed ulteriormente vilipesa da una quantità impressionante di turisti villani, ignoranti e ghignanti. Tutti fotocameramuniti, ovviamente, oppure, male che vada, dotati dell’ultimo modello di cellulare che scatta foto a ripetizione a qualsiasi cosa.
Però, questa massa di pecoroni incivili, spendono tanto ovunque: del resto, voglio dire, hanno le loro ragioni. Chi non pagherebbe
una cifra spaventosa per un piatto di spaghetti scotti alle vongole, mentre dal mare (?) sale uno straordinario odore di fogna ed i piccioni ti cagano direttamente nel piatto, fornendo ulteriore sapore mediterraneo all’intingolo?
Chi, ancora, non dilapiderebbe un patrimonio per godere di una breve regata in gondola, mentre un veneziano con la fisarmonica gorgheggia una canzone napoletana ed il Caronte di turno ammanisce sobri gestacci presaghi della presumibile attività ginnica notturna della coppia di novelli sposi?
Sono soddisfazioni, diciamolo.
Transeat.
Non me la sento di esprimere un commento tecnico alla serata, sono ancora troppo emozionato.
O meglio, sono disastrato. Mi sento come se mi fosse passato sopra un TIR, ma di quelli grandi eh?
La signora inglese vicino a me, ha dormito dall’inizio alla fine, ma ha applaudito pure lei, appena si sono riaccese le luci di sala. La sua è stata la classica visione onirica.
Io, invece, quando è risuonato l’ultimo accordo, non mi sono mosso dalla sedia, né ho applaudito.
Una statua, per cinque minuti buoni. Non c’era riuscito nemmeno Wagner, sempre alla Fenice, un paio d’anni fa.
Quando sono rientrato a Piazzale Roma a riprendere l’auto, circa un’ora dopo la fine dello spettacolo, ero ancora imbalsamato, tanto che mi sono reso conto di aver pagato 24 euro per il parcheggio solo alle porte di Trieste.
La trama di Elektra è abbastanza fedele all’originale di Sofocle, ma c’è una dimensione in più, la Musica di Richard Strauss. Musica che non so descrivere, sinceramente, ma gli effetti sono stati quelli descritti qui sopra.
Elektra, me ne sono reso conto in maniera definitiva, è un’opera che deve essere vista in teatro, non c’è nulla da fare. Qualcuno, giustamente, potrebbe obiettare che ciò vale per ogni opera, ma in questo caso non appaiono arie, romanze, cabalette da gustare dal punto di vista schiettamente melodico. C’è solo tensione emotiva.
Quando Oreste, sotto mentite spoglie, torna a casa ed incontra Elettra, la musica si addolcisce, eppure questo duetto atipico è forse il momento più drammatico.
Fratello e sorella si riconoscono, si toccano, si annusano come due bestie. La gioia feroce di Elettra per l’imminente vendetta spazza via qualsiasi altro sentimento. Il suo unico rimpianto è essersi scordata di dare al fratello la scure, già macchiata dal delitto, che ha cullato per anni come un figlio.
In quel momento, il rimpianto della sorella Crisotemide per la mancata maternità, che tanto mi aveva scosso, scompare.
Elettra, follemente calma e placata, invita Egisto a rientrare in casa: gli si mostra per la prima volta beffardamente ubbidiente. In casa c’è Oreste, che ha già straziato la madre Clitennestra.
Tutto è finito.
Elettra balla sulle note di una musica folle, inaudita, e cade a terra, mentre Crisotemide urla, forse conscia che il delitto e la violenza non finiranno lì.
“Orest, Orest”.
Cazzo. Quasi due ore senza tirare fiato.
Tornare a casa, svegliarmi stamattina, dopo una notte passata a sognare incubi di sangue, scrivere questo post.
Ringraziare Gabriele Schnaut (Elektra), Mette Ejsing (Clitennestra), Elena Nebera ( Crisotemide), Peter Edelmann (Oreste) e Kurt Azesberger (Egisto).
Il direttore Eliahu Inbal, il regista Klaus Michael Grüber, lo scenografo Anselm Kiefer.
E tutti gli altri coprotagonisti.
E basta, davvero.
Buona settimana a tutti.
 
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70 risposte a “Elektra a Venezia: un’esperienza sconvolgente.

  1. calaminta 9 marzo 2008 alle 11:40 am

    (… perchè “orrida Venezia”?)

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  2. utente anonimo 9 marzo 2008 alle 1:13 pm

    Caro Paolo,
    Ho piacere che tu abbia apprezzato, oltre alla resa musicale di questa Elektra veneziana, sulla quale concordo, anche l’allestimento, per il quale io invece, come sai, non ho provato altrettanto entusiasmo.
    Ma al di là dello specifico, riflettendo su quanto hai scritto, trovo che poche opere al pari di Elektra riescono a convogliare emozioni così terribilmente primarie, legate a impulsi ancestrali, a emozioni tattili, pur essendo costruite su un edificio musicale e intellettuale così terribilmente organizzato e complesso. Grandezza e mistero della musica tedesca da Wagner in poi …

    Un saluto, Fadecas/Fabrizio

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  3. utente anonimo 9 marzo 2008 alle 1:13 pm

    Caro Paolo,
    Ho piacere che tu abbia apprezzato, oltre alla resa musicale di questa Elektra veneziana, sulla quale concordo, anche l’allestimento, per il quale io invece, come sai, non ho provato altrettanto entusiasmo.
    Ma al di là dello specifico, riflettendo su quanto hai scritto, trovo che poche opere al pari di Elektra riescono a convogliare emozioni così terribilmente primarie, legate a impulsi ancestrali, a emozioni tattili, pur essendo costruite su un edificio musicale e intellettuale così terribilmente organizzato e complesso. Grandezza e mistero della musica tedesca da Wagner in poi …

    Un saluto, Fadecas/Fabrizio

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  4. utente anonimo 9 marzo 2008 alle 1:13 pm

    Caro Paolo,
    Ho piacere che tu abbia apprezzato, oltre alla resa musicale di questa Elektra veneziana, sulla quale concordo, anche l’allestimento, per il quale io invece, come sai, non ho provato altrettanto entusiasmo.
    Ma al di là dello specifico, riflettendo su quanto hai scritto, trovo che poche opere al pari di Elektra riescono a convogliare emozioni così terribilmente primarie, legate a impulsi ancestrali, a emozioni tattili, pur essendo costruite su un edificio musicale e intellettuale così terribilmente organizzato e complesso. Grandezza e mistero della musica tedesca da Wagner in poi …

    Un saluto, Fadecas/Fabrizio

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  5. utente anonimo 9 marzo 2008 alle 4:42 pm

    Venezia è una sòla, diciamolo…almeno questa è stata la mia impressione molti anni fa quando ci sono passata x un giorno.
    Per il resto ti invidio un pò x questa passione che, come in questo caso, riesce a darti delle emozioni talmente intense da lasciarti “sospeso” x un bel pò. Buona settimana anche a te! Ciao 🙂

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  6. utente anonimo 9 marzo 2008 alle 4:42 pm

    Venezia è una sòla, diciamolo…almeno questa è stata la mia impressione molti anni fa quando ci sono passata x un giorno.
    Per il resto ti invidio un pò x questa passione che, come in questo caso, riesce a darti delle emozioni talmente intense da lasciarti “sospeso” x un bel pò. Buona settimana anche a te! Ciao 🙂

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  7. utente anonimo 9 marzo 2008 alle 4:42 pm

    Venezia è una sòla, diciamolo…almeno questa è stata la mia impressione molti anni fa quando ci sono passata x un giorno.
    Per il resto ti invidio un pò x questa passione che, come in questo caso, riesce a darti delle emozioni talmente intense da lasciarti “sospeso” x un bel pò. Buona settimana anche a te! Ciao 🙂

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  8. utente anonimo 9 marzo 2008 alle 8:26 pm

    “quantità impressionante di turisti villani, ignoranti e ghignanti.” confermo, con gran spocchia!

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  9. utente anonimo 9 marzo 2008 alle 8:26 pm

    “quantità impressionante di turisti villani, ignoranti e ghignanti.” confermo, con gran spocchia!

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  10. utente anonimo 9 marzo 2008 alle 8:26 pm

    “quantità impressionante di turisti villani, ignoranti e ghignanti.” confermo, con gran spocchia!

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  11. Sonnenbarke 9 marzo 2008 alle 9:07 pm

    Hai ragione, Paolo, va vista a teatro, è la stessa sensazione che ho avuto anch’io. L’avevo ascoltata qualche sera prima alla radio, in diretta dal Maggio, ma proprio non rendeva, vederla a teatro è stata tutta un’altra cosa, un’esperienza quasi devastante.

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  12. utente anonimo 9 marzo 2008 alle 9:42 pm

    Accidenti, che effetto! Ma domani riuscirai a riprendere il lavoro?
    Ciao!
    Ghismunda

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  13. utente anonimo 9 marzo 2008 alle 9:42 pm

    Accidenti, che effetto! Ma domani riuscirai a riprendere il lavoro?
    Ciao!
    Ghismunda

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  14. utente anonimo 9 marzo 2008 alle 9:42 pm

    Accidenti, che effetto! Ma domani riuscirai a riprendere il lavoro?
    Ciao!
    Ghismunda

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  15. megbr 10 marzo 2008 alle 9:35 am

    insomma a breve tempo le elektra di firenze (nera) e quella di Venezia (bianca) e la Salome a Torino.. quando il teatro è capace di simili emozioni è un piacere insostituibile!!
    Concordo in pieno con te: Strauss va sentito e visto dal vivo, non c’è alternativa, le registrazioni, per quanto ottime, rendono come le damoiselle d’avignon viste sul catalogo..

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  16. megbr 10 marzo 2008 alle 9:35 am

    insomma a breve tempo le elektra di firenze (nera) e quella di Venezia (bianca) e la Salome a Torino.. quando il teatro è capace di simili emozioni è un piacere insostituibile!!
    Concordo in pieno con te: Strauss va sentito e visto dal vivo, non c’è alternativa, le registrazioni, per quanto ottime, rendono come le damoiselle d’avignon viste sul catalogo..

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  17. megbr 10 marzo 2008 alle 9:35 am

    insomma a breve tempo le elektra di firenze (nera) e quella di Venezia (bianca) e la Salome a Torino.. quando il teatro è capace di simili emozioni è un piacere insostituibile!!
    Concordo in pieno con te: Strauss va sentito e visto dal vivo, non c’è alternativa, le registrazioni, per quanto ottime, rendono come le damoiselle d’avignon viste sul catalogo..

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  18. utente anonimo 10 marzo 2008 alle 10:33 am

    da Giuliano:
    Venezia è come uno dei teatri del tempo di Monteverdi e di Mozart, dove qualche pazzo sta tentando di organizzare una fiera o magari un concerto di musica pop. Una città fragile, antica, per poche persone: se la riempi di gente, diventa quello che dici tu, ed è una foto fedele.

    L’Elektra è spaventosa e bellissima, davvero un’esplosione di violenza in musica, come dicono i sacri testi. Non so come abbia fatto quella signora a dormire tutto il tempo, la si direbbe un bel fenomeno.

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  19. utente anonimo 10 marzo 2008 alle 10:33 am

    da Giuliano:
    Venezia è come uno dei teatri del tempo di Monteverdi e di Mozart, dove qualche pazzo sta tentando di organizzare una fiera o magari un concerto di musica pop. Una città fragile, antica, per poche persone: se la riempi di gente, diventa quello che dici tu, ed è una foto fedele.

    L’Elektra è spaventosa e bellissima, davvero un’esplosione di violenza in musica, come dicono i sacri testi. Non so come abbia fatto quella signora a dormire tutto il tempo, la si direbbe un bel fenomeno.

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  20. utente anonimo 10 marzo 2008 alle 10:33 am

    da Giuliano:
    Venezia è come uno dei teatri del tempo di Monteverdi e di Mozart, dove qualche pazzo sta tentando di organizzare una fiera o magari un concerto di musica pop. Una città fragile, antica, per poche persone: se la riempi di gente, diventa quello che dici tu, ed è una foto fedele.

    L’Elektra è spaventosa e bellissima, davvero un’esplosione di violenza in musica, come dicono i sacri testi. Non so come abbia fatto quella signora a dormire tutto il tempo, la si direbbe un bel fenomeno.

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  21. Moher66 10 marzo 2008 alle 11:52 am

    Certo che la tua reazione mi ha fatto venire una bella curiosità su quest’Opera, eh?..
    Grazie di nuovo per avermi evitato di essere scambiata inconsapevolmente per una chat erotica..
    :-))
    Elena

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  22. Moher66 10 marzo 2008 alle 11:52 am

    Certo che la tua reazione mi ha fatto venire una bella curiosità su quest’Opera, eh?..
    Grazie di nuovo per avermi evitato di essere scambiata inconsapevolmente per una chat erotica..
    :-))
    Elena

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  23. Moher66 10 marzo 2008 alle 11:52 am

    Certo che la tua reazione mi ha fatto venire una bella curiosità su quest’Opera, eh?..
    Grazie di nuovo per avermi evitato di essere scambiata inconsapevolmente per una chat erotica..
    :-))
    Elena

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  24. filorosso 10 marzo 2008 alle 12:12 pm

    invidio questa tua esperienza (parcheggio a parte).

    pensare che la Pepe quest’anno vuole a tutti i costi visitare venezia.
    io gliel’ho detto, mille volte meglio la toscana. ma niente, non desiste.
    bah.
    baci, filo

    Mi piace

  25. filorosso 10 marzo 2008 alle 12:12 pm

    invidio questa tua esperienza (parcheggio a parte).

    pensare che la Pepe quest’anno vuole a tutti i costi visitare venezia.
    io gliel’ho detto, mille volte meglio la toscana. ma niente, non desiste.
    bah.
    baci, filo

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  26. filorosso 10 marzo 2008 alle 12:12 pm

    invidio questa tua esperienza (parcheggio a parte).

    pensare che la Pepe quest’anno vuole a tutti i costi visitare venezia.
    io gliel’ho detto, mille volte meglio la toscana. ma niente, non desiste.
    bah.
    baci, filo

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  27. amfortas 10 marzo 2008 alle 12:15 pm

    Flo, la spiegazione è nel post.
    Venezia non è orrida, ma così l’hanno fatta diventare 🙂
    Fabrizio, ne abbiamo già discusso al telefono.
    Approfitto per dirti che ogni tuo intervento qui è graditissimo.
    Come Alice, Venezia è solo l’ennesimo esempio dell’incuria dei nostri governanti: sai che in Olanda hanno fatto cose incredibili, per salvaguardare le città? 🙂
    La passione per qualcosa è linfa vitale.
    Lapantigana, lo sai benissimo, non sono e non sei snob, però possiamo apparire così.
    Marina, come non concordare? Anch’io ho i soliti dischi a casa, e con interpreti prestigiosi.
    Quando vidi l’opera a teatro la prima volta, non avevo, immagino, la maturità necessaria perché mi facesse male.
    Ghismunda, ti dirò, il lunedì quasi non lavoro 🙂
    megbr che sia, in nuce, la speranza di un’Elektra finalmente juventina? 🙂 (speriamo non legga Bob…)
    Giuliano, la signora dormiva perché, immagino, fosse una delle tante persone presenti con un biglietto gratis, quale benefit.
    Magari era lì per un convegno intitolato: ” Obsolescenza pianificata delle dentiere: quale futuro per le protesi? La testimonianza di una dentiera ancora viva” 🙂
    Elena, figurati, quello che non sai è che prima d’avverirti ho chattato con il nick Serena82 :-))

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  28. amfortas 10 marzo 2008 alle 12:15 pm

    Flo, la spiegazione è nel post.
    Venezia non è orrida, ma così l’hanno fatta diventare 🙂
    Fabrizio, ne abbiamo già discusso al telefono.
    Approfitto per dirti che ogni tuo intervento qui è graditissimo.
    Come Alice, Venezia è solo l’ennesimo esempio dell’incuria dei nostri governanti: sai che in Olanda hanno fatto cose incredibili, per salvaguardare le città? 🙂
    La passione per qualcosa è linfa vitale.
    Lapantigana, lo sai benissimo, non sono e non sei snob, però possiamo apparire così.
    Marina, come non concordare? Anch’io ho i soliti dischi a casa, e con interpreti prestigiosi.
    Quando vidi l’opera a teatro la prima volta, non avevo, immagino, la maturità necessaria perché mi facesse male.
    Ghismunda, ti dirò, il lunedì quasi non lavoro 🙂
    megbr che sia, in nuce, la speranza di un’Elektra finalmente juventina? 🙂 (speriamo non legga Bob…)
    Giuliano, la signora dormiva perché, immagino, fosse una delle tante persone presenti con un biglietto gratis, quale benefit.
    Magari era lì per un convegno intitolato: ” Obsolescenza pianificata delle dentiere: quale futuro per le protesi? La testimonianza di una dentiera ancora viva” 🙂
    Elena, figurati, quello che non sai è che prima d’avverirti ho chattato con il nick Serena82 :-))

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  29. amfortas 10 marzo 2008 alle 12:15 pm

    Flo, la spiegazione è nel post.
    Venezia non è orrida, ma così l’hanno fatta diventare 🙂
    Fabrizio, ne abbiamo già discusso al telefono.
    Approfitto per dirti che ogni tuo intervento qui è graditissimo.
    Come Alice, Venezia è solo l’ennesimo esempio dell’incuria dei nostri governanti: sai che in Olanda hanno fatto cose incredibili, per salvaguardare le città? 🙂
    La passione per qualcosa è linfa vitale.
    Lapantigana, lo sai benissimo, non sono e non sei snob, però possiamo apparire così.
    Marina, come non concordare? Anch’io ho i soliti dischi a casa, e con interpreti prestigiosi.
    Quando vidi l’opera a teatro la prima volta, non avevo, immagino, la maturità necessaria perché mi facesse male.
    Ghismunda, ti dirò, il lunedì quasi non lavoro 🙂
    megbr che sia, in nuce, la speranza di un’Elektra finalmente juventina? 🙂 (speriamo non legga Bob…)
    Giuliano, la signora dormiva perché, immagino, fosse una delle tante persone presenti con un biglietto gratis, quale benefit.
    Magari era lì per un convegno intitolato: ” Obsolescenza pianificata delle dentiere: quale futuro per le protesi? La testimonianza di una dentiera ancora viva” 🙂
    Elena, figurati, quello che non sai è che prima d’avverirti ho chattato con il nick Serena82 :-))

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  30. amfortas 10 marzo 2008 alle 12:17 pm

    Filo, porta la Pepe a Trieste, che di turisti noi abbiamo bisogno: quando s’annoia, la intrattengo io, con una delle mie arie di baule 🙂 che LaPantigana, povera lei, ha visto più volte.

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  31. utente anonimo 10 marzo 2008 alle 6:12 pm

    Sono contenta che l’esperienza strettamente musicale sia stata assolutamente soddisfacente.

    Sorvolo sull’orrida Venezia. Ci tornerò a fine Luglio, quando suppongo che l’aria sia assolutamente irrespirabile. Prometto di dire cose…

    La bucherellata Margot :o)

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  32. utente anonimo 10 marzo 2008 alle 6:12 pm

    Sono contenta che l’esperienza strettamente musicale sia stata assolutamente soddisfacente.

    Sorvolo sull’orrida Venezia. Ci tornerò a fine Luglio, quando suppongo che l’aria sia assolutamente irrespirabile. Prometto di dire cose…

    La bucherellata Margot :o)

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  33. utente anonimo 10 marzo 2008 alle 6:12 pm

    Sono contenta che l’esperienza strettamente musicale sia stata assolutamente soddisfacente.

    Sorvolo sull’orrida Venezia. Ci tornerò a fine Luglio, quando suppongo che l’aria sia assolutamente irrespirabile. Prometto di dire cose…

    La bucherellata Margot :o)

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  34. filorosso 10 marzo 2008 alle 9:15 pm

    guarda che ci ho pensato, di passare da Trieste. mister filo dovrebbe averci anche dei lontani parenti. quanto dista da venezia?
    baci,
    (ex) Walkiria

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  35. filorosso 10 marzo 2008 alle 9:15 pm

    guarda che ci ho pensato, di passare da Trieste. mister filo dovrebbe averci anche dei lontani parenti. quanto dista da venezia?
    baci,
    (ex) Walkiria

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  36. filorosso 10 marzo 2008 alle 9:15 pm

    guarda che ci ho pensato, di passare da Trieste. mister filo dovrebbe averci anche dei lontani parenti. quanto dista da venezia?
    baci,
    (ex) Walkiria

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  37. Moher66 11 marzo 2008 alle 12:30 pm

    Però, non finirai mai di stupirmi… Certo, chattare come Serena82 deve essere stato MOLTO più sconvolgente dell’Elektra… :)))
    Elena

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  38. Moher66 11 marzo 2008 alle 12:30 pm

    Però, non finirai mai di stupirmi… Certo, chattare come Serena82 deve essere stato MOLTO più sconvolgente dell’Elektra… :)))
    Elena

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  39. Moher66 11 marzo 2008 alle 12:30 pm

    Però, non finirai mai di stupirmi… Certo, chattare come Serena82 deve essere stato MOLTO più sconvolgente dell’Elektra… :)))
    Elena

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  40. amfortas 11 marzo 2008 alle 3:27 pm

    Margie, in un certo senso, l’esperienza musicale è ancora felicemente non superata.
    Sul tuo prossimo arrivo in laguna, mi limito a considerare che l’estate è ancora lontana 🙂
    FiloWalk, se non hai sfiga col traffico, da Venezia a Trieste ci metti al massimo 2 ore.
    Elena, sarà rimasto più sconvolto quello a cui ho mandato la mia foto vestito da militare 🙂

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  41. amfortas 11 marzo 2008 alle 3:27 pm

    Margie, in un certo senso, l’esperienza musicale è ancora felicemente non superata.
    Sul tuo prossimo arrivo in laguna, mi limito a considerare che l’estate è ancora lontana 🙂
    FiloWalk, se non hai sfiga col traffico, da Venezia a Trieste ci metti al massimo 2 ore.
    Elena, sarà rimasto più sconvolto quello a cui ho mandato la mia foto vestito da militare 🙂

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  42. amfortas 11 marzo 2008 alle 3:27 pm

    Margie, in un certo senso, l’esperienza musicale è ancora felicemente non superata.
    Sul tuo prossimo arrivo in laguna, mi limito a considerare che l’estate è ancora lontana 🙂
    FiloWalk, se non hai sfiga col traffico, da Venezia a Trieste ci metti al massimo 2 ore.
    Elena, sarà rimasto più sconvolto quello a cui ho mandato la mia foto vestito da militare 🙂

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  43. filorosso 11 marzo 2008 alle 4:12 pm

    già, ho visto che ci sono sui 150 km. Se ci fosse la bora, poi, arriverei anche prima 🙂 (sempre che la direzione sia quella giusta)
    certo che non mi dispiacerebbe farmi una foto sul ponte mentre converso amabilmente con la statua di Joyce. E potrei anche finalmente incrociare la Coscienza di Zeno impigliata in qualche ramo d’albero per colpa del vento (Svevo ne sarebbe certamente soddisfatto).
    Se poi fossi particolarmente fortunata, potrei anche incontrare un certo signor critico criticatutto per dargli modo di constatare de visu quanto poco Valkiria sono rimasta, chiacchierando amabilmente seduti al caffè fra uno sguardo incuriosito di mister filorosso e uno sbadiglio annoiato della Pepe.

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  44. filorosso 11 marzo 2008 alle 4:12 pm

    già, ho visto che ci sono sui 150 km. Se ci fosse la bora, poi, arriverei anche prima 🙂 (sempre che la direzione sia quella giusta)
    certo che non mi dispiacerebbe farmi una foto sul ponte mentre converso amabilmente con la statua di Joyce. E potrei anche finalmente incrociare la Coscienza di Zeno impigliata in qualche ramo d’albero per colpa del vento (Svevo ne sarebbe certamente soddisfatto).
    Se poi fossi particolarmente fortunata, potrei anche incontrare un certo signor critico criticatutto per dargli modo di constatare de visu quanto poco Valkiria sono rimasta, chiacchierando amabilmente seduti al caffè fra uno sguardo incuriosito di mister filorosso e uno sbadiglio annoiato della Pepe.

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  45. filorosso 11 marzo 2008 alle 4:12 pm

    già, ho visto che ci sono sui 150 km. Se ci fosse la bora, poi, arriverei anche prima 🙂 (sempre che la direzione sia quella giusta)
    certo che non mi dispiacerebbe farmi una foto sul ponte mentre converso amabilmente con la statua di Joyce. E potrei anche finalmente incrociare la Coscienza di Zeno impigliata in qualche ramo d’albero per colpa del vento (Svevo ne sarebbe certamente soddisfatto).
    Se poi fossi particolarmente fortunata, potrei anche incontrare un certo signor critico criticatutto per dargli modo di constatare de visu quanto poco Valkiria sono rimasta, chiacchierando amabilmente seduti al caffè fra uno sguardo incuriosito di mister filorosso e uno sbadiglio annoiato della Pepe.

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  46. Sarahfollies 11 marzo 2008 alle 4:58 pm

    pronto per i pescatori di perle? Ma ci regaleranno delle collane in quanto pubblico simpatico secondo te???

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  47. amfortas 11 marzo 2008 alle 6:34 pm

    Filo, ti scrivo, così vediamo un po’ se si può combinare.
    Ricordati che io sono sbattuto contro la statua di Joyce, e nonostante il mio fisico da Siegfried, ha avuto la meglio lei, ‘sta faccia di bronzo.

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  48. amfortas 11 marzo 2008 alle 6:34 pm

    Filo, ti scrivo, così vediamo un po’ se si può combinare.
    Ricordati che io sono sbattuto contro la statua di Joyce, e nonostante il mio fisico da Siegfried, ha avuto la meglio lei, ‘sta faccia di bronzo.

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  49. amfortas 11 marzo 2008 alle 6:34 pm

    Filo, ti scrivo, così vediamo un po’ se si può combinare.
    Ricordati che io sono sbattuto contro la statua di Joyce, e nonostante il mio fisico da Siegfried, ha avuto la meglio lei, ‘sta faccia di bronzo.

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  50. amfortas 11 marzo 2008 alle 6:36 pm

    Sara simpatico il pubblico triestino?
    Sì come no, simpaticamente morto.

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  51. amfortas 11 marzo 2008 alle 6:36 pm

    Sara simpatico il pubblico triestino?
    Sì come no, simpaticamente morto.

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  52. amfortas 11 marzo 2008 alle 6:36 pm

    Sara simpatico il pubblico triestino?
    Sì come no, simpaticamente morto.

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  53. ivyphoenix 11 marzo 2008 alle 6:57 pm

    sbattuto contro la statua di joyce?
    il tuo fisico da siegfried del nibelungen lied?
    beh in effetti hai notato quanto bassine le hanno fatte quelle statue? ma erano davvero così bassi? me lo sono questa spesso…
    ciao amfortas, beato te che vai alla fenice
    ci sentiamo

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  54. ivyphoenix 11 marzo 2008 alle 6:57 pm

    sbattuto contro la statua di joyce?
    il tuo fisico da siegfried del nibelungen lied?
    beh in effetti hai notato quanto bassine le hanno fatte quelle statue? ma erano davvero così bassi? me lo sono questa spesso…
    ciao amfortas, beato te che vai alla fenice
    ci sentiamo

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  55. ivyphoenix 11 marzo 2008 alle 6:57 pm

    sbattuto contro la statua di joyce?
    il tuo fisico da siegfried del nibelungen lied?
    beh in effetti hai notato quanto bassine le hanno fatte quelle statue? ma erano davvero così bassi? me lo sono questa spesso…
    ciao amfortas, beato te che vai alla fenice
    ci sentiamo

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  56. utente anonimo 11 marzo 2008 alle 8:44 pm

    Ovviamente nemmeno mi ci metto a provar a lasciare segnali da para-intenditore. Mi limito a sostenere a me stesso che la musica è bella specie quella magistrale. Ho qualche opera in cd, è capitato di ascoltarle ed uscirne sufficientemente appagato.
    E pensare che nei fab ’60 ho preso il diploma di musica (tromba) in un corso triennale presso il Carlo Felice di Genova (detto fra noi mi è servito a militare per far parte della banda ed evitare il resto). Mi congratulo invece per come viene usato (fortuna che l’hanno inventato) un blog da un professionista della scrittura, incuriosendo, il lettore, completamente ignorante come me.
    Alex

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  57. utente anonimo 11 marzo 2008 alle 8:44 pm

    Ovviamente nemmeno mi ci metto a provar a lasciare segnali da para-intenditore. Mi limito a sostenere a me stesso che la musica è bella specie quella magistrale. Ho qualche opera in cd, è capitato di ascoltarle ed uscirne sufficientemente appagato.
    E pensare che nei fab ’60 ho preso il diploma di musica (tromba) in un corso triennale presso il Carlo Felice di Genova (detto fra noi mi è servito a militare per far parte della banda ed evitare il resto). Mi congratulo invece per come viene usato (fortuna che l’hanno inventato) un blog da un professionista della scrittura, incuriosendo, il lettore, completamente ignorante come me.
    Alex

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  58. utente anonimo 11 marzo 2008 alle 8:44 pm

    Ovviamente nemmeno mi ci metto a provar a lasciare segnali da para-intenditore. Mi limito a sostenere a me stesso che la musica è bella specie quella magistrale. Ho qualche opera in cd, è capitato di ascoltarle ed uscirne sufficientemente appagato.
    E pensare che nei fab ’60 ho preso il diploma di musica (tromba) in un corso triennale presso il Carlo Felice di Genova (detto fra noi mi è servito a militare per far parte della banda ed evitare il resto). Mi congratulo invece per come viene usato (fortuna che l’hanno inventato) un blog da un professionista della scrittura, incuriosendo, il lettore, completamente ignorante come me.
    Alex

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  59. utente anonimo 11 marzo 2008 alle 11:01 pm

    Ad un triestino Venezia sta proprio sulle palle, direi. Io andavo a mangiare a Mestre. Niente piccioni, ma piatti affumicati dal petrolchimico.
    ciao dal polpo

    Mi piace

  60. utente anonimo 11 marzo 2008 alle 11:01 pm

    Ad un triestino Venezia sta proprio sulle palle, direi. Io andavo a mangiare a Mestre. Niente piccioni, ma piatti affumicati dal petrolchimico.
    ciao dal polpo

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  61. utente anonimo 11 marzo 2008 alle 11:01 pm

    Ad un triestino Venezia sta proprio sulle palle, direi. Io andavo a mangiare a Mestre. Niente piccioni, ma piatti affumicati dal petrolchimico.
    ciao dal polpo

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  62. amfortas 12 marzo 2008 alle 8:32 am

    Ivy, anche a me Joyce sembra un nanetto, tipo Joycolo.
    Chissà se era davvero così piccolino…
    Alex, grazie per i complimenti, che sono sempre graditissimi.
    Come dico spesso, sono solo un appassionato.
    Papà suonava il bombardino in banda, in anni meno fulgidi dei tuoi (il ventennio, per spiegarci).
    Octopus, in un’ideale classifica di città invivibili, almeno tra quelle che ho visto io, Mestre vince a mani basse.

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  63. amfortas 12 marzo 2008 alle 8:32 am

    Ivy, anche a me Joyce sembra un nanetto, tipo Joycolo.
    Chissà se era davvero così piccolino…
    Alex, grazie per i complimenti, che sono sempre graditissimi.
    Come dico spesso, sono solo un appassionato.
    Papà suonava il bombardino in banda, in anni meno fulgidi dei tuoi (il ventennio, per spiegarci).
    Octopus, in un’ideale classifica di città invivibili, almeno tra quelle che ho visto io, Mestre vince a mani basse.

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  64. amfortas 12 marzo 2008 alle 8:32 am

    Ivy, anche a me Joyce sembra un nanetto, tipo Joycolo.
    Chissà se era davvero così piccolino…
    Alex, grazie per i complimenti, che sono sempre graditissimi.
    Come dico spesso, sono solo un appassionato.
    Papà suonava il bombardino in banda, in anni meno fulgidi dei tuoi (il ventennio, per spiegarci).
    Octopus, in un’ideale classifica di città invivibili, almeno tra quelle che ho visto io, Mestre vince a mani basse.

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  65. utente anonimo 14 marzo 2008 alle 1:29 am

    la musica di Strauss io la definirei “leggera”, sei d’accordo?
    quanto ai piccioni leggevo proprio giorni fa che costano a ogni veneziano l’ira diddio. Io li butterei giù con la carabina: animalisti sì ma quando è troppo e troppo!
    …l’ora è fuggita….e ti saluto disperata

    sally brown

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  66. utente anonimo 14 marzo 2008 alle 1:29 am

    la musica di Strauss io la definirei “leggera”, sei d’accordo?
    quanto ai piccioni leggevo proprio giorni fa che costano a ogni veneziano l’ira diddio. Io li butterei giù con la carabina: animalisti sì ma quando è troppo e troppo!
    …l’ora è fuggita….e ti saluto disperata

    sally brown

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  67. utente anonimo 14 marzo 2008 alle 1:29 am

    la musica di Strauss io la definirei “leggera”, sei d’accordo?
    quanto ai piccioni leggevo proprio giorni fa che costano a ogni veneziano l’ira diddio. Io li butterei giù con la carabina: animalisti sì ma quando è troppo e troppo!
    …l’ora è fuggita….e ti saluto disperata

    sally brown

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  68. amfortas 14 marzo 2008 alle 8:45 am

    Sally, dipende, nell’Elektra io non trovo di meglio che sconvolgente.
    Leggera, nel senso di soave, definirei quasi tutto Der Rosenkavalier.
    A piccioni siamo messi bene pure qui a Trieste, comunque.
    Questo pomeriggio mi porto la fionda, ché devo andare in Piazza Unità ed è pieno di quegli uccellacci.
    Bentornata, mi fa piacere rileggerti.

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  69. amfortas 14 marzo 2008 alle 8:45 am

    Sally, dipende, nell’Elektra io non trovo di meglio che sconvolgente.
    Leggera, nel senso di soave, definirei quasi tutto Der Rosenkavalier.
    A piccioni siamo messi bene pure qui a Trieste, comunque.
    Questo pomeriggio mi porto la fionda, ché devo andare in Piazza Unità ed è pieno di quegli uccellacci.
    Bentornata, mi fa piacere rileggerti.

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  70. amfortas 14 marzo 2008 alle 8:45 am

    Sally, dipende, nell’Elektra io non trovo di meglio che sconvolgente.
    Leggera, nel senso di soave, definirei quasi tutto Der Rosenkavalier.
    A piccioni siamo messi bene pure qui a Trieste, comunque.
    Questo pomeriggio mi porto la fionda, ché devo andare in Piazza Unità ed è pieno di quegli uccellacci.
    Bentornata, mi fa piacere rileggerti.

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