Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Andar per preti, o per prati.

Col passare degli anni mi sono disamorato del calcio, inteso come sport, però, ogni tanto, qualche partita la vedo ancora.
Ieri la delusione dell’Inter, che è tornata alla sua natura, cioè quella di perdere.
Quando penso a ciò che è diventato oggi il calcio, rivolgo sempre un’occhiata al passato.
Il mio è uno sguardo proiettato ai miei teneri nove anni, quando giocavo nella squadra dell’oratorio, il Don Bosco. A dire il vero, nella foto ero già più grandicello, ma non ne ho altre disponibili.
Mi ricordo come fui reclutato: c’era un campionato tra le classi elementari e fui notato da quello che oggi si chiamerebbe un talent scout .
Mi chiese se volessi far parte della squadra dell’oratorio.
Accidenti se lo volevo!
Era il massimo per un ragazzino che dava calci ad un pallone, ero orgoglioso di questa chiamata.
Ovviamente era indispensabile il consenso dei genitori, che furono più entusiasti di me, probabilmente perché potevano restare qualche mezza giornata privi della mia presenza, tanto che misero in cantiere mio fratello.
Una volta organizzata dai dirigenti la squadra di piccoli campioni, ci si allenava presso un campo in cemento (il materiale più duro del mondo, credo) nel comprensorio pretesco, per tre volte la settimana.
I prati in erba, sintetica e non, oggi diffusi ovunque, non esistevano per i ragazzini come noi.
Alla domenica, dopo la Messa grande, si disputavano le partite, ancora profumati d’incenso, freschi d’assoluzione confessionale e dopati dall’ostia; dai, ora, a tanti anni di distanza ne sono sicuro, come si spiegherebbe altrimenti la coercizione a lasciarla sciogliere in bocca e non masticarla?
Ovvio, l’effetto eccitante si protraeva per il tempo della partita.
Al lunedì, esposti nella bacheca, c’erano i risultati delle altre squadre e soprattutto, i voti che il nostro mister assegnava alle nostre acerbe prestazioni agonistiche: Livio 6, Giorgio 8, Maurizio 5 e così via, febbrilmente, fino al mio nome, ultimo della lista, perché ero il capitano .
C’erano già i premi partita eh?Chi risultava il migliore, riceveva un buono per mangiarsi un panino e bere un ginger al bar dell’oratorio.
E poi, ambizione estremamente più gratificante, c’era l’ammirazione delle ragazze dell’oratorio femminile, rigorosamente separato dal nostro, e pattugliato da suore arcigne e feroci, da far impallidire la Zia Principessa della Suor Angelica di Puccini.
Sul muro che separava i due comprensori c’era pure il filo spinato, giuro.
Però, voglio dire, se m’avevano nominato capitano della squadra ci sarà stato un motivo no?
Quindi un giorno proposi che nell’imminenza di una partita importante del campionato “Speranze” (forse chiamato così per la speranza che avevamo di entrare in contatto con le bambine), sarebbe stato utile che si pregasse tutti insieme, maschi e femmine.
La proposta fu recepita molto bene dal parroco e dalla Madre Superiora, tanto che mi tolsero la fascia da capitano e mi estromisero per un mese dalla squadra.
Pagai a caro prezzo la mia audacia, quindi.
Ma il Don Bosco perse la partita contro il Santa Maria Maggiore.
E pensare che sarebbe bastato pregare, cazzo.

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78 risposte a “Andar per preti, o per prati.

  1. Moher66 12 marzo 2008 alle 11:57 am

    Il Don Bosco, per un attimo ho pensato parlassi di Roma, perchè poi hai citato Santa Maria Maggiore e per noi romani esiste solo la nostra, lo sai fa parte della sindrome di Giulio Cesare che tutti un pò ci pervade qui. Sai l’Impero Romano, tutte le strade portano a Roma, il Papa, la Città Eterna, la Capitale, ecc.ecc. Comunque la nostra parrocchia qui a Roma è proprio Don Bosco, nella cui squadra Fabio, mio fortunato consorte 😉 ha militato come portiere qualche annetto fa distruggendo contemporaneamente la testa del femore e la sua fulgida carriera in erba, e dove oggi la mia bimba partecipa alle attività dell’oratorio, teatro, centro estivo, ecc. ecc..
    Però scusami, indicaci quale baldo giovane sei lì nella foto, cosicchè possiamo associarci meglio ai tuoi teneri ricordi :-)))
    Elena

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  2. Moher66 12 marzo 2008 alle 11:57 am

    Il Don Bosco, per un attimo ho pensato parlassi di Roma, perchè poi hai citato Santa Maria Maggiore e per noi romani esiste solo la nostra, lo sai fa parte della sindrome di Giulio Cesare che tutti un pò ci pervade qui. Sai l’Impero Romano, tutte le strade portano a Roma, il Papa, la Città Eterna, la Capitale, ecc.ecc. Comunque la nostra parrocchia qui a Roma è proprio Don Bosco, nella cui squadra Fabio, mio fortunato consorte 😉 ha militato come portiere qualche annetto fa distruggendo contemporaneamente la testa del femore e la sua fulgida carriera in erba, e dove oggi la mia bimba partecipa alle attività dell’oratorio, teatro, centro estivo, ecc. ecc..
    Però scusami, indicaci quale baldo giovane sei lì nella foto, cosicchè possiamo associarci meglio ai tuoi teneri ricordi :-)))
    Elena

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  3. Moher66 12 marzo 2008 alle 11:57 am

    Il Don Bosco, per un attimo ho pensato parlassi di Roma, perchè poi hai citato Santa Maria Maggiore e per noi romani esiste solo la nostra, lo sai fa parte della sindrome di Giulio Cesare che tutti un pò ci pervade qui. Sai l’Impero Romano, tutte le strade portano a Roma, il Papa, la Città Eterna, la Capitale, ecc.ecc. Comunque la nostra parrocchia qui a Roma è proprio Don Bosco, nella cui squadra Fabio, mio fortunato consorte 😉 ha militato come portiere qualche annetto fa distruggendo contemporaneamente la testa del femore e la sua fulgida carriera in erba, e dove oggi la mia bimba partecipa alle attività dell’oratorio, teatro, centro estivo, ecc. ecc..
    Però scusami, indicaci quale baldo giovane sei lì nella foto, cosicchè possiamo associarci meglio ai tuoi teneri ricordi :-)))
    Elena

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  4. pears 12 marzo 2008 alle 1:02 pm

    Io feci il liceo, dai preti, il Don Mazza. Facevo il semiconvitto e il direttore, per sgravare un po’ la mia pigrizia, mi costrinse a fare una partita a calcio. Mi misero in porta. Mai una squadra ebbe una difesa più stremata. Quando arrivava la palla io mi chiudevo a riccio, cercando di proteggermi testa e viso. Tentarono anche con la pallavolo e il tamburello. Alla fine optarono, strategicamente, di inserirmi nelle squadre avversarie.
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  5. pears 12 marzo 2008 alle 1:02 pm

    Io feci il liceo, dai preti, il Don Mazza. Facevo il semiconvitto e il direttore, per sgravare un po’ la mia pigrizia, mi costrinse a fare una partita a calcio. Mi misero in porta. Mai una squadra ebbe una difesa più stremata. Quando arrivava la palla io mi chiudevo a riccio, cercando di proteggermi testa e viso. Tentarono anche con la pallavolo e il tamburello. Alla fine optarono, strategicamente, di inserirmi nelle squadre avversarie.
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  6. pears 12 marzo 2008 alle 1:02 pm

    Io feci il liceo, dai preti, il Don Mazza. Facevo il semiconvitto e il direttore, per sgravare un po’ la mia pigrizia, mi costrinse a fare una partita a calcio. Mi misero in porta. Mai una squadra ebbe una difesa più stremata. Quando arrivava la palla io mi chiudevo a riccio, cercando di proteggermi testa e viso. Tentarono anche con la pallavolo e il tamburello. Alla fine optarono, strategicamente, di inserirmi nelle squadre avversarie.
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  7. utente anonimo 12 marzo 2008 alle 3:07 pm

    da Giuliano:
    tranquillo, è tutta colpa di Moggi. Era lì in tribuna, a smazzarsi le schede svizzere con l’arbitro Ceccarini ( o era Bertini?)
    PS: i’m sorry, non ce la faccio a trattenermi…

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  8. utente anonimo 12 marzo 2008 alle 3:07 pm

    da Giuliano:
    tranquillo, è tutta colpa di Moggi. Era lì in tribuna, a smazzarsi le schede svizzere con l’arbitro Ceccarini ( o era Bertini?)
    PS: i’m sorry, non ce la faccio a trattenermi…

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  9. utente anonimo 12 marzo 2008 alle 3:07 pm

    da Giuliano:
    tranquillo, è tutta colpa di Moggi. Era lì in tribuna, a smazzarsi le schede svizzere con l’arbitro Ceccarini ( o era Bertini?)
    PS: i’m sorry, non ce la faccio a trattenermi…

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  10. utente anonimo 12 marzo 2008 alle 5:30 pm

    Però…allora quand’eri piccolo non eri serioso come adesso?
    Figurati che nella strada dove ho abitato dopo la guerra fungevo da portiere, perchè i “maschi” non mi lasciavano nessun altro ruolo nonostante fossi più veloce di alcuni di loro. Posso solo dirti che peggio del cemento c’è la ghiaia.

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  11. utente anonimo 12 marzo 2008 alle 5:30 pm

    Però…allora quand’eri piccolo non eri serioso come adesso?
    Figurati che nella strada dove ho abitato dopo la guerra fungevo da portiere, perchè i “maschi” non mi lasciavano nessun altro ruolo nonostante fossi più veloce di alcuni di loro. Posso solo dirti che peggio del cemento c’è la ghiaia.

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  12. utente anonimo 12 marzo 2008 alle 5:30 pm

    Però…allora quand’eri piccolo non eri serioso come adesso?
    Figurati che nella strada dove ho abitato dopo la guerra fungevo da portiere, perchè i “maschi” non mi lasciavano nessun altro ruolo nonostante fossi più veloce di alcuni di loro. Posso solo dirti che peggio del cemento c’è la ghiaia.

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  13. amfortas 12 marzo 2008 alle 6:12 pm

    Elena, sono quello più scemo 🙂
    Io ho abbandonato il calcio per un motivo stranissimo.
    Siccome ero piuttosto bravo, mi selezionò la Triestina e giocai con gli esordienti un campionato, facendo sfracelli, non sto scherzando.
    Però non era il mio ambiente, mi mancavano gli amici dell’oratorio e non firmai il cartellino.
    Giocai un paio d’anni negli Juniores, sempre nel Don Bosco, e poi la passione per il basket ebbe la meglio.
    Vabbè, potrei tenere un blog solo parlando degli sport che ho fatto, e pure egregiamente!
    pears, sai che sembra la storia del mio vecchio compagno di banco?
    Lo prendo in giro ancora oggi eh?
    Giuliano, oltre ad essere melomane, sono pure juventino, quindi non so di cosa tu stia parlando.
    Un po’ come i romanisti, quando negano che si sia mai giocata Roma-Liverpool 🙂
    Ariela, uff! Serioso io? Ma quando mai!
    Però hai ragione, la ghiaia era una maledizione per i gomiti e le ginocchia 🙂

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  14. amfortas 12 marzo 2008 alle 6:12 pm

    Elena, sono quello più scemo 🙂
    Io ho abbandonato il calcio per un motivo stranissimo.
    Siccome ero piuttosto bravo, mi selezionò la Triestina e giocai con gli esordienti un campionato, facendo sfracelli, non sto scherzando.
    Però non era il mio ambiente, mi mancavano gli amici dell’oratorio e non firmai il cartellino.
    Giocai un paio d’anni negli Juniores, sempre nel Don Bosco, e poi la passione per il basket ebbe la meglio.
    Vabbè, potrei tenere un blog solo parlando degli sport che ho fatto, e pure egregiamente!
    pears, sai che sembra la storia del mio vecchio compagno di banco?
    Lo prendo in giro ancora oggi eh?
    Giuliano, oltre ad essere melomane, sono pure juventino, quindi non so di cosa tu stia parlando.
    Un po’ come i romanisti, quando negano che si sia mai giocata Roma-Liverpool 🙂
    Ariela, uff! Serioso io? Ma quando mai!
    Però hai ragione, la ghiaia era una maledizione per i gomiti e le ginocchia 🙂

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  15. amfortas 12 marzo 2008 alle 6:12 pm

    Elena, sono quello più scemo 🙂
    Io ho abbandonato il calcio per un motivo stranissimo.
    Siccome ero piuttosto bravo, mi selezionò la Triestina e giocai con gli esordienti un campionato, facendo sfracelli, non sto scherzando.
    Però non era il mio ambiente, mi mancavano gli amici dell’oratorio e non firmai il cartellino.
    Giocai un paio d’anni negli Juniores, sempre nel Don Bosco, e poi la passione per il basket ebbe la meglio.
    Vabbè, potrei tenere un blog solo parlando degli sport che ho fatto, e pure egregiamente!
    pears, sai che sembra la storia del mio vecchio compagno di banco?
    Lo prendo in giro ancora oggi eh?
    Giuliano, oltre ad essere melomane, sono pure juventino, quindi non so di cosa tu stia parlando.
    Un po’ come i romanisti, quando negano che si sia mai giocata Roma-Liverpool 🙂
    Ariela, uff! Serioso io? Ma quando mai!
    Però hai ragione, la ghiaia era una maledizione per i gomiti e le ginocchia 🙂

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  16. utente anonimo 12 marzo 2008 alle 6:24 pm

    L’ho sempre pensato anche io che l’ostia fosse una sostanza dopante.
    Per quel poco che ho frequentato l’oratorio posso dirti che i ragazzini che giocavano a pallone erano sempre i più interessanti. Ma noi pregavamo davvero tutti insieme, quindi nessun problema.

    Il paragone che hai fatto è veramente fuori luogo. Moggi era in tribuna, l’ho visto anche io.
    Mentre quella partita lì che dici tu è vero che NON è mai stata giocata.
    Famo a capisse, eh?

    Margot :p

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  17. utente anonimo 12 marzo 2008 alle 6:24 pm

    L’ho sempre pensato anche io che l’ostia fosse una sostanza dopante.
    Per quel poco che ho frequentato l’oratorio posso dirti che i ragazzini che giocavano a pallone erano sempre i più interessanti. Ma noi pregavamo davvero tutti insieme, quindi nessun problema.

    Il paragone che hai fatto è veramente fuori luogo. Moggi era in tribuna, l’ho visto anche io.
    Mentre quella partita lì che dici tu è vero che NON è mai stata giocata.
    Famo a capisse, eh?

    Margot :p

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  18. utente anonimo 12 marzo 2008 alle 6:24 pm

    L’ho sempre pensato anche io che l’ostia fosse una sostanza dopante.
    Per quel poco che ho frequentato l’oratorio posso dirti che i ragazzini che giocavano a pallone erano sempre i più interessanti. Ma noi pregavamo davvero tutti insieme, quindi nessun problema.

    Il paragone che hai fatto è veramente fuori luogo. Moggi era in tribuna, l’ho visto anche io.
    Mentre quella partita lì che dici tu è vero che NON è mai stata giocata.
    Famo a capisse, eh?

    Margot :p

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  19. utente anonimo 12 marzo 2008 alle 6:35 pm

    Io andavo dalle suore,salesiane pure loro,istituto esclusivamente femminile,nemmeno l’ombra di un maschio…non giocavo a pallone ma facevo pattinaggio nella polisportiva salesiana appunto.Il sabato per accedere liberamente alla pista un’ora di catechismo altrimenti niente e poi anche la messa dove potevamo incontrare l’unico “uomo” permesso e cioè il prete…ma ovviamente era poco divertente ahimè! Un saluto caro:))

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  20. utente anonimo 12 marzo 2008 alle 10:45 pm

    da Giuliano:
    ah beh, all’ora m’inchino. Ma la mia Juve ha Capello col numero 10 sulla schiena, e Bettega col n.11: avevo 14 anni.
    E faccio ammenda: io una foto così bella non ce l’ho, sono sempre stato una schiappa (versante Oblomov-Falstaff).

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  21. utente anonimo 12 marzo 2008 alle 10:45 pm

    da Giuliano:
    ah beh, all’ora m’inchino. Ma la mia Juve ha Capello col numero 10 sulla schiena, e Bettega col n.11: avevo 14 anni.
    E faccio ammenda: io una foto così bella non ce l’ho, sono sempre stato una schiappa (versante Oblomov-Falstaff).

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  22. utente anonimo 12 marzo 2008 alle 10:45 pm

    da Giuliano:
    ah beh, all’ora m’inchino. Ma la mia Juve ha Capello col numero 10 sulla schiena, e Bettega col n.11: avevo 14 anni.
    E faccio ammenda: io una foto così bella non ce l’ho, sono sempre stato una schiappa (versante Oblomov-Falstaff).

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  23. amfortas 13 marzo 2008 alle 8:35 am

    Margie, sei quasi come l’Inter, non ti smentisci mai.
    Le preghiere sono state esaudite, vero? 🙂
    Lelli, beh è chiaro che i salesiani volevano la tangente per farti giocare a qualsiasi cosa: preghiere, catechismo, servire Messa.
    Pensa che anch’io ho fatto il chierichetto…
    Sui pattini invece no, non sono mai salito.
    Ciao 🙂
    Giuliano…e Anastasi col 9, che venne dal Varese insieme a Penna Bianca Bettega.
    L’ho già scritto da qualche parte, ma io ho visto la Luce: il 13/11/1963 mi apparve Omar Sivori, al Valmaura di Trieste, per lo spareggio con una squadra jugoslava nella Coppa delle Fiere (oggi UEFA).
    Seminò il panico col pallone attaccato al piede, scartò pure il portiere e poi, a porta vuota, volle segnare di tacco e la palla uscì di 1 cm, proprio sotto alla mia curva.
    Vincemmo, sì vincemmo con un gol su punizione di Menichelli, nel secondo tempo.
    Avevo 8 anni.
    Ciao!

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  24. amfortas 13 marzo 2008 alle 8:35 am

    Margie, sei quasi come l’Inter, non ti smentisci mai.
    Le preghiere sono state esaudite, vero? 🙂
    Lelli, beh è chiaro che i salesiani volevano la tangente per farti giocare a qualsiasi cosa: preghiere, catechismo, servire Messa.
    Pensa che anch’io ho fatto il chierichetto…
    Sui pattini invece no, non sono mai salito.
    Ciao 🙂
    Giuliano…e Anastasi col 9, che venne dal Varese insieme a Penna Bianca Bettega.
    L’ho già scritto da qualche parte, ma io ho visto la Luce: il 13/11/1963 mi apparve Omar Sivori, al Valmaura di Trieste, per lo spareggio con una squadra jugoslava nella Coppa delle Fiere (oggi UEFA).
    Seminò il panico col pallone attaccato al piede, scartò pure il portiere e poi, a porta vuota, volle segnare di tacco e la palla uscì di 1 cm, proprio sotto alla mia curva.
    Vincemmo, sì vincemmo con un gol su punizione di Menichelli, nel secondo tempo.
    Avevo 8 anni.
    Ciao!

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  25. amfortas 13 marzo 2008 alle 8:35 am

    Margie, sei quasi come l’Inter, non ti smentisci mai.
    Le preghiere sono state esaudite, vero? 🙂
    Lelli, beh è chiaro che i salesiani volevano la tangente per farti giocare a qualsiasi cosa: preghiere, catechismo, servire Messa.
    Pensa che anch’io ho fatto il chierichetto…
    Sui pattini invece no, non sono mai salito.
    Ciao 🙂
    Giuliano…e Anastasi col 9, che venne dal Varese insieme a Penna Bianca Bettega.
    L’ho già scritto da qualche parte, ma io ho visto la Luce: il 13/11/1963 mi apparve Omar Sivori, al Valmaura di Trieste, per lo spareggio con una squadra jugoslava nella Coppa delle Fiere (oggi UEFA).
    Seminò il panico col pallone attaccato al piede, scartò pure il portiere e poi, a porta vuota, volle segnare di tacco e la palla uscì di 1 cm, proprio sotto alla mia curva.
    Vincemmo, sì vincemmo con un gol su punizione di Menichelli, nel secondo tempo.
    Avevo 8 anni.
    Ciao!

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  26. Sarahfollies 13 marzo 2008 alle 9:29 am

    bisogna sfruttare bene le “conoscenze dall’alto”… ma non sempre riescono ad agire tempestivamente..

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  27. utente anonimo 13 marzo 2008 alle 10:57 am

    Il Santa Maria Maggiore? Ti riferisci alla Valle Vigezzo? La conosco bene, è incantevole.

    Il potere della preghiera…. no comment. Una volta da piccola, dopo aver perso un giocattolo, recitai ciò che le suore mi avevano insegnato in questi casi:
    Sant’Antonio dalla barba bianca
    fatemi ritrovare ciò che mi manca.

    Ci credi? Ritrovai il giocattolo sotto un divano.
    Ma questo non mi ha impedito di lasciare, poi, la Chiesa e la sua struttura di potere. Ora non so, non so in cosa credo a livello trascendentale. Ma è poi necessario credere a qualcosa? E’ che mi hanno inculcato che senza una religione sei solo… Ed è così che mi sento, impaurita dalla mancanza di fede in qualcosa o qualcuno.
    La fede che mi è rimasta è dedicata agli altri, alla politica, all’amicizia.

    Quanto alla primavera: è un risveglio, comunque. Ma anch’io preferisco il freddo, e i miei viaggi nel Nord estremo sono nel mio cuore a riscaldarmi.
    Flavia/Ingeborg

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  28. utente anonimo 13 marzo 2008 alle 10:57 am

    Il Santa Maria Maggiore? Ti riferisci alla Valle Vigezzo? La conosco bene, è incantevole.

    Il potere della preghiera…. no comment. Una volta da piccola, dopo aver perso un giocattolo, recitai ciò che le suore mi avevano insegnato in questi casi:
    Sant’Antonio dalla barba bianca
    fatemi ritrovare ciò che mi manca.

    Ci credi? Ritrovai il giocattolo sotto un divano.
    Ma questo non mi ha impedito di lasciare, poi, la Chiesa e la sua struttura di potere. Ora non so, non so in cosa credo a livello trascendentale. Ma è poi necessario credere a qualcosa? E’ che mi hanno inculcato che senza una religione sei solo… Ed è così che mi sento, impaurita dalla mancanza di fede in qualcosa o qualcuno.
    La fede che mi è rimasta è dedicata agli altri, alla politica, all’amicizia.

    Quanto alla primavera: è un risveglio, comunque. Ma anch’io preferisco il freddo, e i miei viaggi nel Nord estremo sono nel mio cuore a riscaldarmi.
    Flavia/Ingeborg

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  29. utente anonimo 13 marzo 2008 alle 10:57 am

    Il Santa Maria Maggiore? Ti riferisci alla Valle Vigezzo? La conosco bene, è incantevole.

    Il potere della preghiera…. no comment. Una volta da piccola, dopo aver perso un giocattolo, recitai ciò che le suore mi avevano insegnato in questi casi:
    Sant’Antonio dalla barba bianca
    fatemi ritrovare ciò che mi manca.

    Ci credi? Ritrovai il giocattolo sotto un divano.
    Ma questo non mi ha impedito di lasciare, poi, la Chiesa e la sua struttura di potere. Ora non so, non so in cosa credo a livello trascendentale. Ma è poi necessario credere a qualcosa? E’ che mi hanno inculcato che senza una religione sei solo… Ed è così che mi sento, impaurita dalla mancanza di fede in qualcosa o qualcuno.
    La fede che mi è rimasta è dedicata agli altri, alla politica, all’amicizia.

    Quanto alla primavera: è un risveglio, comunque. Ma anch’io preferisco il freddo, e i miei viaggi nel Nord estremo sono nel mio cuore a riscaldarmi.
    Flavia/Ingeborg

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  30. luanossa 13 marzo 2008 alle 11:21 am

    Racconto ganzissimo! 🙂

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  31. calaminta 13 marzo 2008 alle 12:27 pm

    L’ostia dopante, LOL
    Grazie di aver condiviso un pezzettino di vita vissuta con noi:)
    ciao :*

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  32. calaminta 13 marzo 2008 alle 12:27 pm

    L’ostia dopante, LOL
    Grazie di aver condiviso un pezzettino di vita vissuta con noi:)
    ciao :*

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  33. calaminta 13 marzo 2008 alle 12:27 pm

    L’ostia dopante, LOL
    Grazie di aver condiviso un pezzettino di vita vissuta con noi:)
    ciao :*

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  34. utente anonimo 13 marzo 2008 alle 1:12 pm

    da Giuliano:
    ancora una cosa, poi chiudo (oppure apriamo un altro blog insieme, ma qui si parla di musica):
    Moreno Torricelli, alla faccia di quelli che spendono miliardi e milioni e poi danno via i campioni (leggi Pirlo e Seedorf…)
    La Juve è sempre stata questa, poi i Sivori e i Platini erano i fiori all’occhiello – ma chi non vuol capire non capirà mai.

    A proposito, ti annuncio a breve un post su “Il Milione” di René Clair. Lo conosci? C’è dentro una delle più belle parodie dell’Opera di tutta la storia del cinema.

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  35. utente anonimo 13 marzo 2008 alle 1:12 pm

    da Giuliano:
    ancora una cosa, poi chiudo (oppure apriamo un altro blog insieme, ma qui si parla di musica):
    Moreno Torricelli, alla faccia di quelli che spendono miliardi e milioni e poi danno via i campioni (leggi Pirlo e Seedorf…)
    La Juve è sempre stata questa, poi i Sivori e i Platini erano i fiori all’occhiello – ma chi non vuol capire non capirà mai.

    A proposito, ti annuncio a breve un post su “Il Milione” di René Clair. Lo conosci? C’è dentro una delle più belle parodie dell’Opera di tutta la storia del cinema.

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  36. utente anonimo 13 marzo 2008 alle 1:12 pm

    da Giuliano:
    ancora una cosa, poi chiudo (oppure apriamo un altro blog insieme, ma qui si parla di musica):
    Moreno Torricelli, alla faccia di quelli che spendono miliardi e milioni e poi danno via i campioni (leggi Pirlo e Seedorf…)
    La Juve è sempre stata questa, poi i Sivori e i Platini erano i fiori all’occhiello – ma chi non vuol capire non capirà mai.

    A proposito, ti annuncio a breve un post su “Il Milione” di René Clair. Lo conosci? C’è dentro una delle più belle parodie dell’Opera di tutta la storia del cinema.

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  37. Princy60 13 marzo 2008 alle 1:23 pm

    usare la religione a fini sessuali? Non ti fecero dire 100 Ave e 100 Pater? ;-)***

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  38. amfortas 13 marzo 2008 alle 3:04 pm

    Sara, qualche volta è più utile un aggancio, come dire, più terreno, per risolvere un problema 🙂
    Flavia, no no è sempre una realtà cittadina, quella di cui ho parlato.
    Sul potere dell’autosuggestione poi…figurati…potrei scrivere un altro libro, appena ho finito quello sullo sport!
    Per il resto sai già come la penso: fede in pochissimi amici sì, ma nella politica…
    Luanossa, mi fa piacere che tu abbia apprezzato, ed è strano visto che si narra di un giovane virgulto (questa la capiamo in pochi eh?) (prrrrrrrrrr….)
    Flo, un pezzettino piccolo, ma molto importante, credimi 🙂
    Giuliano, no, non lo conosco.
    È addirittura meglio di A night at the Opera?
    Passerò.
    Per il resto concordo.
    Marina, insomma sesso è esagerato, trattandosi di bambini, diciamo attrazione inconsapevole 🙂
    La punizione che indichi tu, era la normale penitenza, dopo la confessione settimanale!

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  39. amfortas 13 marzo 2008 alle 3:04 pm

    Sara, qualche volta è più utile un aggancio, come dire, più terreno, per risolvere un problema 🙂
    Flavia, no no è sempre una realtà cittadina, quella di cui ho parlato.
    Sul potere dell’autosuggestione poi…figurati…potrei scrivere un altro libro, appena ho finito quello sullo sport!
    Per il resto sai già come la penso: fede in pochissimi amici sì, ma nella politica…
    Luanossa, mi fa piacere che tu abbia apprezzato, ed è strano visto che si narra di un giovane virgulto (questa la capiamo in pochi eh?) (prrrrrrrrrr….)
    Flo, un pezzettino piccolo, ma molto importante, credimi 🙂
    Giuliano, no, non lo conosco.
    È addirittura meglio di A night at the Opera?
    Passerò.
    Per il resto concordo.
    Marina, insomma sesso è esagerato, trattandosi di bambini, diciamo attrazione inconsapevole 🙂
    La punizione che indichi tu, era la normale penitenza, dopo la confessione settimanale!

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  40. amfortas 13 marzo 2008 alle 3:04 pm

    Sara, qualche volta è più utile un aggancio, come dire, più terreno, per risolvere un problema 🙂
    Flavia, no no è sempre una realtà cittadina, quella di cui ho parlato.
    Sul potere dell’autosuggestione poi…figurati…potrei scrivere un altro libro, appena ho finito quello sullo sport!
    Per il resto sai già come la penso: fede in pochissimi amici sì, ma nella politica…
    Luanossa, mi fa piacere che tu abbia apprezzato, ed è strano visto che si narra di un giovane virgulto (questa la capiamo in pochi eh?) (prrrrrrrrrr….)
    Flo, un pezzettino piccolo, ma molto importante, credimi 🙂
    Giuliano, no, non lo conosco.
    È addirittura meglio di A night at the Opera?
    Passerò.
    Per il resto concordo.
    Marina, insomma sesso è esagerato, trattandosi di bambini, diciamo attrazione inconsapevole 🙂
    La punizione che indichi tu, era la normale penitenza, dopo la confessione settimanale!

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  41. utente anonimo 13 marzo 2008 alle 6:16 pm

    da Giuliano:
    Mamma mia, ho scritto allora con l’apostrofo! Qui si perdono i colpi…
    Rimedio meglio che posso:
    – All’ora estrema perdonar non seppe…
    – E tu paga non eri, o vendetta di Dio!
    – Maledizione…maledizion!
    – Non imprecare, umiliati…
    (eccetera)
    (ebbene sì, ho dato la colpa al destino)

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  42. utente anonimo 13 marzo 2008 alle 6:16 pm

    da Giuliano:
    Mamma mia, ho scritto allora con l’apostrofo! Qui si perdono i colpi…
    Rimedio meglio che posso:
    – All’ora estrema perdonar non seppe…
    – E tu paga non eri, o vendetta di Dio!
    – Maledizione…maledizion!
    – Non imprecare, umiliati…
    (eccetera)
    (ebbene sì, ho dato la colpa al destino)

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  43. utente anonimo 13 marzo 2008 alle 6:16 pm

    da Giuliano:
    Mamma mia, ho scritto allora con l’apostrofo! Qui si perdono i colpi…
    Rimedio meglio che posso:
    – All’ora estrema perdonar non seppe…
    – E tu paga non eri, o vendetta di Dio!
    – Maledizione…maledizion!
    – Non imprecare, umiliati…
    (eccetera)
    (ebbene sì, ho dato la colpa al destino)

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  44. amfortas 13 marzo 2008 alle 6:40 pm

    Giuliano, io ho scritto in un commento, tempo fa, non a lasciato, e non ho trovato neanche una citazione operistica per rimediare.
    Succede 🙂
    Ciao!

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  45. amfortas 13 marzo 2008 alle 6:40 pm

    Giuliano, io ho scritto in un commento, tempo fa, non a lasciato, e non ho trovato neanche una citazione operistica per rimediare.
    Succede 🙂
    Ciao!

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  46. amfortas 13 marzo 2008 alle 6:40 pm

    Giuliano, io ho scritto in un commento, tempo fa, non a lasciato, e non ho trovato neanche una citazione operistica per rimediare.
    Succede 🙂
    Ciao!

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  47. utente anonimo 13 marzo 2008 alle 6:56 pm

    Ti sembrerà strano, ma anch’io, in gioventù, sono andata per prati (come spettatrice e tifosa, con mio padre) e per preti (catechismo, tanto…). Sarà per questo che siamo diventati quello che siamo diventati?
    Ciao!
    Ghismunda

    Mi piace

  48. utente anonimo 13 marzo 2008 alle 6:56 pm

    Ti sembrerà strano, ma anch’io, in gioventù, sono andata per prati (come spettatrice e tifosa, con mio padre) e per preti (catechismo, tanto…). Sarà per questo che siamo diventati quello che siamo diventati?
    Ciao!
    Ghismunda

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  49. utente anonimo 13 marzo 2008 alle 6:56 pm

    Ti sembrerà strano, ma anch’io, in gioventù, sono andata per prati (come spettatrice e tifosa, con mio padre) e per preti (catechismo, tanto…). Sarà per questo che siamo diventati quello che siamo diventati?
    Ciao!
    Ghismunda

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  50. utente anonimo 13 marzo 2008 alle 10:20 pm

    Anch’io dai preti. O si giocava a pallone o a ping pong. Nel pallone ero scarsissimo e a ping pong non potevo giocare perché mi rifiutavo di iscrivermi ad Azione Cattolica.
    La suola, poi, non era mista. Neanche le tentazioni!
    ciao dal polpo

    Mi piace

  51. utente anonimo 13 marzo 2008 alle 10:20 pm

    Anch’io dai preti. O si giocava a pallone o a ping pong. Nel pallone ero scarsissimo e a ping pong non potevo giocare perché mi rifiutavo di iscrivermi ad Azione Cattolica.
    La suola, poi, non era mista. Neanche le tentazioni!
    ciao dal polpo

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  52. utente anonimo 13 marzo 2008 alle 10:20 pm

    Anch’io dai preti. O si giocava a pallone o a ping pong. Nel pallone ero scarsissimo e a ping pong non potevo giocare perché mi rifiutavo di iscrivermi ad Azione Cattolica.
    La suola, poi, non era mista. Neanche le tentazioni!
    ciao dal polpo

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  53. amfortas 14 marzo 2008 alle 8:49 am

    Ghismunda, credo che io e te non ci cambieremmo con nessuno.
    E sono anche sicuro che nessuno vorrebbe essere come me, che sono malmostoso forte.
    Forse tu avresti potuto sposare un ricco però 🙂 (quello non ha limiti, davvero)
    Ciao!
    Octopus, anch’io ho giocato a ping pong, spesso giocavo solo a ping, perché facevo girare le palline a tutti ed ero solo 🙂

    Mi piace

  54. amfortas 14 marzo 2008 alle 8:49 am

    Ghismunda, credo che io e te non ci cambieremmo con nessuno.
    E sono anche sicuro che nessuno vorrebbe essere come me, che sono malmostoso forte.
    Forse tu avresti potuto sposare un ricco però 🙂 (quello non ha limiti, davvero)
    Ciao!
    Octopus, anch’io ho giocato a ping pong, spesso giocavo solo a ping, perché facevo girare le palline a tutti ed ero solo 🙂

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  55. amfortas 14 marzo 2008 alle 8:49 am

    Ghismunda, credo che io e te non ci cambieremmo con nessuno.
    E sono anche sicuro che nessuno vorrebbe essere come me, che sono malmostoso forte.
    Forse tu avresti potuto sposare un ricco però 🙂 (quello non ha limiti, davvero)
    Ciao!
    Octopus, anch’io ho giocato a ping pong, spesso giocavo solo a ping, perché facevo girare le palline a tutti ed ero solo 🙂

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  56. utente anonimo 14 marzo 2008 alle 1:20 pm

    Le sue battute sulle donne, da quindici anni a questa parte, sono tutte dello stesso tipo: coerenti con la sua visione angusta, da provincia italiana, da italietta, da maschio stupido e vanesio… le butta là, con quel fare che reputa “simpatico”, accattivante (e che a me dà la nausea, ogni volta), ben sapendo che, ahimé, tanti, troppi lo seguiranno…
    Scusa lo sfogo, ma… sto rimuginando rabbia!
    Ciao!
    Ghismunda

    Mi piace

  57. utente anonimo 14 marzo 2008 alle 1:20 pm

    Le sue battute sulle donne, da quindici anni a questa parte, sono tutte dello stesso tipo: coerenti con la sua visione angusta, da provincia italiana, da italietta, da maschio stupido e vanesio… le butta là, con quel fare che reputa “simpatico”, accattivante (e che a me dà la nausea, ogni volta), ben sapendo che, ahimé, tanti, troppi lo seguiranno…
    Scusa lo sfogo, ma… sto rimuginando rabbia!
    Ciao!
    Ghismunda

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  58. utente anonimo 14 marzo 2008 alle 1:20 pm

    Le sue battute sulle donne, da quindici anni a questa parte, sono tutte dello stesso tipo: coerenti con la sua visione angusta, da provincia italiana, da italietta, da maschio stupido e vanesio… le butta là, con quel fare che reputa “simpatico”, accattivante (e che a me dà la nausea, ogni volta), ben sapendo che, ahimé, tanti, troppi lo seguiranno…
    Scusa lo sfogo, ma… sto rimuginando rabbia!
    Ciao!
    Ghismunda

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  59. utente anonimo 14 marzo 2008 alle 4:55 pm

    Campagna di utilità sociale.

    Per chi di voi ancora non lo sapesse, al seguente indirizzo

    http://download.repubblica.it/pdf/2008/istanza_di_matrimonio.pdf

    è disponibile un modulo di istanza di matrimonio con Piersilvio.

    Perchè certo alle precarie il senso dell’umorismo non fa difetto. Con tutte le risate che si fanno per non piangere…
    Personalmente, spero che si facciano avanti anche i precari uomini, chiedendo la mano di Marina o di Barbara.
    In bocca al lupo a tutte.

    La ufficialmente libera professionista Margot -_-

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  60. utente anonimo 14 marzo 2008 alle 4:55 pm

    Campagna di utilità sociale.

    Per chi di voi ancora non lo sapesse, al seguente indirizzo

    http://download.repubblica.it/pdf/2008/istanza_di_matrimonio.pdf

    è disponibile un modulo di istanza di matrimonio con Piersilvio.

    Perchè certo alle precarie il senso dell’umorismo non fa difetto. Con tutte le risate che si fanno per non piangere…
    Personalmente, spero che si facciano avanti anche i precari uomini, chiedendo la mano di Marina o di Barbara.
    In bocca al lupo a tutte.

    La ufficialmente libera professionista Margot -_-

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  61. utente anonimo 14 marzo 2008 alle 4:55 pm

    Campagna di utilità sociale.

    Per chi di voi ancora non lo sapesse, al seguente indirizzo

    http://download.repubblica.it/pdf/2008/istanza_di_matrimonio.pdf

    è disponibile un modulo di istanza di matrimonio con Piersilvio.

    Perchè certo alle precarie il senso dell’umorismo non fa difetto. Con tutte le risate che si fanno per non piangere…
    Personalmente, spero che si facciano avanti anche i precari uomini, chiedendo la mano di Marina o di Barbara.
    In bocca al lupo a tutte.

    La ufficialmente libera professionista Margot -_-

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  62. utente anonimo 15 marzo 2008 alle 12:49 am

    Ma porcacc*** potevi dirmelo prima che l’ostia era dopante!! Ne avrei fatto uso!! Il tuo racconto è molto bello e ha la tenerezza del gioco de bambini, che però è già sport e competizione, le pagelle, i risultati degli altri. Credo che anche il basket sia cambiato, ma meno del calcio direi e forse mantiene ancora, anche ad alti livelli, qualcosa della spontaneità del gioco all’aperto, magari nel campetto di quartiere o in quello della chiesa. Noi non avevamo una squadra, ma anch’io andavo a giocare in parrocchia con i miei amici,era un appuntamento fisso… e lo è stato fino ai miei 18 anni, quando già giocavo nei campionati “veri”. Ma nulla poteva togliermi le domeniche d’estate al campino, dove si cominciava col sole a picco alle 3 e si finiva solo quando non ci si vedeva più! Scusa la lunghezza, il tuo post mi ha fatto ricordare tante cose a cui non pensavo più! un caro saluto elena

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  63. utente anonimo 15 marzo 2008 alle 12:51 am

    Dimenticavo… visto che sposerò Piersilvio potrò finalmente coronare un sogno: fondare una società di basket! 🙂

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  64. amfortas 15 marzo 2008 alle 8:11 am

    Margie, perché non si pensa anche ai gay?
    Piersilvio è un ottimo partito comunque no?
    E poi papà, ne sono certo, sarebbe contento che un padano tosto gli impalmasse il figlio.
    Elena, molto belli anche i tuoi ricordi.
    L’oratorio, aldilà di altre considerazioni, che pure sarebbero pertinenti era uno spasso per chi amava lo sport.
    Calcio, pallacanestro, ping -pong, sesso, atletica: si faceva di tutto 🙂

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  65. amfortas 15 marzo 2008 alle 8:11 am

    Margie, perché non si pensa anche ai gay?
    Piersilvio è un ottimo partito comunque no?
    E poi papà, ne sono certo, sarebbe contento che un padano tosto gli impalmasse il figlio.
    Elena, molto belli anche i tuoi ricordi.
    L’oratorio, aldilà di altre considerazioni, che pure sarebbero pertinenti era uno spasso per chi amava lo sport.
    Calcio, pallacanestro, ping -pong, sesso, atletica: si faceva di tutto 🙂

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  66. amfortas 15 marzo 2008 alle 8:11 am

    Margie, perché non si pensa anche ai gay?
    Piersilvio è un ottimo partito comunque no?
    E poi papà, ne sono certo, sarebbe contento che un padano tosto gli impalmasse il figlio.
    Elena, molto belli anche i tuoi ricordi.
    L’oratorio, aldilà di altre considerazioni, che pure sarebbero pertinenti era uno spasso per chi amava lo sport.
    Calcio, pallacanestro, ping -pong, sesso, atletica: si faceva di tutto 🙂

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  67. ivyphoenix 15 marzo 2008 alle 8:23 pm

    però… capitano… caspita.
    chissà quante le bambine che ti guardavano sognanti 😉

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  68. ivyphoenix 15 marzo 2008 alle 8:23 pm

    però… capitano… caspita.
    chissà quante le bambine che ti guardavano sognanti 😉

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  69. ivyphoenix 15 marzo 2008 alle 8:23 pm

    però… capitano… caspita.
    chissà quante le bambine che ti guardavano sognanti 😉

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  70. amfortas 16 marzo 2008 alle 7:57 am

    Ivy, è vero, ero pieno di bambine, una volta 🙂
    Ciao!

    Mi piace

  71. amfortas 16 marzo 2008 alle 7:57 am

    Ivy, è vero, ero pieno di bambine, una volta 🙂
    Ciao!

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  72. amfortas 16 marzo 2008 alle 7:57 am

    Ivy, è vero, ero pieno di bambine, una volta 🙂
    Ciao!

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  73. amfortas 18 marzo 2008 alle 8:39 am

    Uargh Bob, non ne avevi una più grande? 🙂

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  74. maurizio2 18 marzo 2008 alle 11:01 am

    Grande cuore nerazzurro

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  75. amfortas 18 marzo 2008 alle 3:44 pm

    È grande anche quello bianconero 🙂

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