Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Divulgazione semiseria dell’opera lirica: Les Pêcheurs de Perles a Trieste.

 “Les Pêcheurs de perles” (I Pescatori di perle) di Georges Bizet, debutterà martedì prossimo al Teatro Verdi, nel nuovo allestimento della fondazione triestina.
I Pescatori (d’ora in poi li chiamerò così, per mia e vostra comodità) è un’opera francese, su questo non ci sono dubbi, ma per tanti motivi la si può definire di gusto musicale italiano.
Bizet, come tanti musicisti della seconda metà dell’800, è attratto dall’esotico oriente, che è un non luogo che è stato fonte d’ispirazione costante per l’Arte europea in generale. Peccato che spesso quest’attrazione fatale non sia stata supportata da una reale conoscenza della cultura orientale.
Ad esempio, già molto più tardi, un tipo tosto e colto come Mascagni non trovò di meglio che chiamare i protagonisti maschili della sua Iris con il nome di due città: Osaka e Kyoto. Un po’ come se un giapponese ambientasse un dramma in Italia con protagonisti due ribaldi di nome Milano e Roma. [lo so, poi in realtà a qualcosa di simile ha pensato Bossi, ma ci ha messo solo un testo un po’ volgare (strasmile)]
Ma torniamo al nostro Bizet, che era un signorino di buona famiglia che probabilmente si scopava la cameriera{o almeno così disse lei, indicandolo come padre del frutto del suo ventre: perché non crederle? [peraltro, c’è pure un famoso detto latino( mater sempre certa est, pater numquam) a parziale difesa del bellimbusto francese] }e studiava musica e composizione con profitto, tanto da vincere una specie di borsa di studio in Italia.
Insomma, ‘sto ragazzetto, a 24 anni, tira fuori “I Pescatori” che debuttano a Parigi nel 1863 con esito non straordinario, tanto che l’opera, in breve tempo, scompare dai cartelloni dei teatri europei e il francesino non la rivide più rappresentata..
Bizet stesso contribuì alla sfiga dei Pescatori, scrivendo poi un’altra operina, Carmen, che ebbe un successo un po’ più marcato.
La trama è molto semplice, e se ad un primo sguardo non si affranca dal solito “Il tenore vuol scopare il soprano, ma il baritono non vuole”, che potrebbe riassumere gran parte delle vicende operistiche, in realtà ha almeno un altro topos da sottolineare, vale a dire l’amicizia virile tra Zurga e Nadir. (con sospetti d’omosessualità, ça va sans dire, vedi l’infante di Spagna e Rodrigo nel Don Carlo(s) di Verdi)
L’azione si svolge sull’isola di Ceylon (appunto, in Europa ‘ste cose vergognose non possono accadere), dove un gruppo di pescatori sfigati elegge come capo, per acclamazione, Zurga (baritono). Siccome andar per mare è sempre un casino, ci vuole anche una sacerdotessa vergine (Léïla, soprano) che preghi affinché il tempo sia favorevole.
Poi c’è una figura religiosa, Nourabad (basso) che coordina il tutto e dà l’imprimatur. ( e che palle, ‘sti religiosi, sono ovunque eh?)
Proprio mentre sbarca a Ceylon la sacerdotessa vergine, arriva il solito tenore rompicoglioni, Nadir, che riconosce in lei la donna per la quale s’era accapigliato, alcuni anni prima, con l’amico Zurga.
Lo scioperato fa finta di niente, e comincia a cantare di come e quanto gli sia mancata l’amicizia con Zurga (sì, come no): i due, commossi, giurano che tra loro non ci saranno mai più screzi, e ricordano insieme la bellezza di Leila.
Insomma, per farla breve, Nadir mette nei casini Leila, facendosi beccare come un cretino da Nourabad mentre amoreggia con lei. Il sacerdote, ovviamente, s’incazza come una biscia e li denuncia entrambi a Zurga. La pena è la morte, non c’è nulla da fare.
A questo punto però, Zurga si ricorda che Leila l’aveva levato dai casini anni prima, e così decide di salvarli distogliendo l’attenzione dalla loro sorte: non trova di meglio che appiccare il fuoco al villaggio di pescatori sfigati, i quali, come potrete ben comprendere, non gradiscono particolarmente la piazzata del capo.
I due amanti, Nadir e Leila, se ne vanno impuniti, mentre Zurga…beh…dipende.
Siccome il finale previsto da Bizet non sembrava sufficientemente spettacolare, per rendere l’opera più appetibile è stato più volte ritoccato da alcuni maneggioni dello spartito.
Pertanto, lo sfigatissimo Zurga deve crepare: arso sul rogo, infiocinato da un pescatore, trafitto da Nourabad oppure, ed è davvero il colmo per uno che è stato preso per il culo da tutti quelli che passavano, suicidandosi. Dipende dalla versione.
Ma si può? Non era meglio lasciare il finale di Bizet, animo sensibile, al quale sembrava abbastanza che se ne stesse lì sulla riva reietto, a contemplare per sempre in solitudine il mare?
Insomma con questa trovatona l’opera rientra in repertorio e, nel 1886 il Teatro alla Scala la ripropone in Italia con gran successo, complice l’editore Sonzogno che si era accaparrato i diritti sulle opere di Bizet, ed i funambolismi vocali del soprano Ernestina Bendazzi Secchi Garulli. (che non so perché, ma mi ricorda la fantozziana Servelloni Mazzanti Vien dal Mare, ma transeat)
Ora è necessario un attimo di serietà, altrimenti i consueti soloni della critica ufficiale perdono tempo a scrivermi mail infuocate.
Da quel momento, nel ruolo di Nadir si sono cimentati tutti i più grandi tenori del secolo scorso: Caruso, Gigli, Tagliavini, Vanzo, Gedda, Kraus, solo per nominarne alcuni.
A Trieste, nel 1947, Giuseppe Di Stefano debuttò il personaggio: a questo grande cantante, recentemente scomparso, è dedicata questa tornata di recite triestine.
L’opera manca al Verdi dal 1978, nientemeno, ed il fardello della pesante eredità dell’ultimo interprete, Alfredo Kraus, ricadrà su Celso Albelo, promettente e giovane tenore spagnolo.
Nella sua apparente semplicità, è parte molto perigliosa da cantare anche per il soprano: i richiami a due sacerdotesse famosissime nella storia del melodramma, la Vestale di Spontini e la Norma di Bellini, sono evidenti almeno come ispirazione culturale.
È ruolo da Belcanto: ci proverà una specialista come Annick Massis.
Buona fortuna a loro e buona settimana a tutti voi, che avete avuto la pazienza d’arrivare in fondo a questo mio post strampalato.
P.S.
 
 
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51 risposte a “Divulgazione semiseria dell’opera lirica: Les Pêcheurs de Perles a Trieste.

  1. Princy60 16 marzo 2008 alle 1:22 pm

    ah,ah,ah… ma davvero ti scrivono “mail infuocate”? ;-)***

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  2. amfortas 16 marzo 2008 alle 1:27 pm

    Marina, con tanto di nome e cognome, non le pubblico per decenza e per salvaguardare la loro dignità 🙂

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  3. Moher66 16 marzo 2008 alle 4:19 pm

    Ti trovo particolarmente dissacrante, la cosa mi diverte sempre un sacco. Ma stavolta le mail infuocate non te le toglie nessuno… Che forza,
    Elena
    :-))

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  4. Moher66 16 marzo 2008 alle 4:19 pm

    Ti trovo particolarmente dissacrante, la cosa mi diverte sempre un sacco. Ma stavolta le mail infuocate non te le toglie nessuno… Che forza,
    Elena
    :-))

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  5. Moher66 16 marzo 2008 alle 4:19 pm

    Ti trovo particolarmente dissacrante, la cosa mi diverte sempre un sacco. Ma stavolta le mail infuocate non te le toglie nessuno… Che forza,
    Elena
    :-))

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  6. daland 16 marzo 2008 alle 10:14 pm

    Sinopsi davvero brillante!

    Quanto ai soloni, se qualcuno si lamenta gli si può far leggere la prima recensione in assoluto:

    http://lespecheursdeperles.blogspot.com/2007/11/les-pcheurs-de-perles-synopsis.html

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  7. daland 16 marzo 2008 alle 10:14 pm

    Sinopsi davvero brillante!

    Quanto ai soloni, se qualcuno si lamenta gli si può far leggere la prima recensione in assoluto:

    http://lespecheursdeperles.blogspot.com/2007/11/les-pcheurs-de-perles-synopsis.html

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  8. daland 16 marzo 2008 alle 10:14 pm

    Sinopsi davvero brillante!

    Quanto ai soloni, se qualcuno si lamenta gli si può far leggere la prima recensione in assoluto:

    http://lespecheursdeperles.blogspot.com/2007/11/les-pcheurs-de-perles-synopsis.html

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  9. utente anonimo 16 marzo 2008 alle 10:58 pm

    Che sintetizzatore di libretti!
    Ma Leila conserva la sua illibatezza?
    ciao dal polpo

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  10. utente anonimo 16 marzo 2008 alle 10:58 pm

    Che sintetizzatore di libretti!
    Ma Leila conserva la sua illibatezza?
    ciao dal polpo

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  11. utente anonimo 16 marzo 2008 alle 10:58 pm

    Che sintetizzatore di libretti!
    Ma Leila conserva la sua illibatezza?
    ciao dal polpo

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  12. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 8:13 am

    Cominciare la settimana ridendo a causa di uno che non si sa come far morire, non è male.
    Magari ridessero anche i soloni di tutte le categorie…

    Buon lunedì, va.
    Margot :o)

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  13. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 8:13 am

    Cominciare la settimana ridendo a causa di uno che non si sa come far morire, non è male.
    Magari ridessero anche i soloni di tutte le categorie…

    Buon lunedì, va.
    Margot :o)

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  14. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 8:13 am

    Cominciare la settimana ridendo a causa di uno che non si sa come far morire, non è male.
    Magari ridessero anche i soloni di tutte le categorie…

    Buon lunedì, va.
    Margot :o)

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  15. amfortas 17 marzo 2008 alle 8:28 am

    Elena, l’importante è saper essere seri al momento giusto 🙂
    Daland, grazie.
    Conosco quel blog, e trovo sia bellissimo avere una passione così forte per un’opera.
    La recensione l’ho letta in inglese, lingua che capisco meglio del francese.
    Octopus, la brava Leila mi risulta resti illibata.
    Non so che succede quando cala il sipario 🙂
    Margie, che mattiniera.
    Pensa un po’ ad una moderna regia dei Pescatori diretta dai Coen: Nourabad chiama Zurga, Nadir e Leila e dice: “Questa è una perla, cosa scegliete, testa o croce”?
    E loro tre all’unisono:Idiota, è rotonda, che dici?”
    Allora il sacerdote, sconsolato, si uccide buttandosi in una discarica insieme alla perla.
    Le perle ai porci, insomma. 🙂

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  16. amfortas 17 marzo 2008 alle 8:28 am

    Elena, l’importante è saper essere seri al momento giusto 🙂
    Daland, grazie.
    Conosco quel blog, e trovo sia bellissimo avere una passione così forte per un’opera.
    La recensione l’ho letta in inglese, lingua che capisco meglio del francese.
    Octopus, la brava Leila mi risulta resti illibata.
    Non so che succede quando cala il sipario 🙂
    Margie, che mattiniera.
    Pensa un po’ ad una moderna regia dei Pescatori diretta dai Coen: Nourabad chiama Zurga, Nadir e Leila e dice: “Questa è una perla, cosa scegliete, testa o croce”?
    E loro tre all’unisono:Idiota, è rotonda, che dici?”
    Allora il sacerdote, sconsolato, si uccide buttandosi in una discarica insieme alla perla.
    Le perle ai porci, insomma. 🙂

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  17. amfortas 17 marzo 2008 alle 8:28 am

    Elena, l’importante è saper essere seri al momento giusto 🙂
    Daland, grazie.
    Conosco quel blog, e trovo sia bellissimo avere una passione così forte per un’opera.
    La recensione l’ho letta in inglese, lingua che capisco meglio del francese.
    Octopus, la brava Leila mi risulta resti illibata.
    Non so che succede quando cala il sipario 🙂
    Margie, che mattiniera.
    Pensa un po’ ad una moderna regia dei Pescatori diretta dai Coen: Nourabad chiama Zurga, Nadir e Leila e dice: “Questa è una perla, cosa scegliete, testa o croce”?
    E loro tre all’unisono:Idiota, è rotonda, che dici?”
    Allora il sacerdote, sconsolato, si uccide buttandosi in una discarica insieme alla perla.
    Le perle ai porci, insomma. 🙂

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  18. megbr 17 marzo 2008 alle 11:26 am

    sbaglio o fu proprio i Pescatori di perle che indussero Nietzc .. (ehm.. insomma lui…) ad abbandonare le ombre fredde del Wahalla per il più azzurro e splendente e materiale mediterraneo?

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  19. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 11:57 am

    carissimo,
    mi dici che fai bene a scrivere di musica, dopo aver letto i commenti da me, ed è sicuramente vero. Ma per farla e ascoltarla, la musica, oggi, è necessario avere posti, programmi, progetti. Basta solo la passione o il talento? Non credo. E qui che la politica (parola troppo maledetta) interviene, favorendo e promuovendo la musica. Favorendo e promuovendo l’accesso dei talentosi ai conservatori, favorendo e promuovendo la produzione e la distribuzione. Una volta si diceva che il personale è politico. Anche il musicale…..
    un abbraccio con tanta simpatia e ammirazione da ingeborg-pragmatica-MA ANCHE-appassionata di cultura

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  20. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 11:57 am

    carissimo,
    mi dici che fai bene a scrivere di musica, dopo aver letto i commenti da me, ed è sicuramente vero. Ma per farla e ascoltarla, la musica, oggi, è necessario avere posti, programmi, progetti. Basta solo la passione o il talento? Non credo. E qui che la politica (parola troppo maledetta) interviene, favorendo e promuovendo la musica. Favorendo e promuovendo l’accesso dei talentosi ai conservatori, favorendo e promuovendo la produzione e la distribuzione. Una volta si diceva che il personale è politico. Anche il musicale…..
    un abbraccio con tanta simpatia e ammirazione da ingeborg-pragmatica-MA ANCHE-appassionata di cultura

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  21. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 11:57 am

    carissimo,
    mi dici che fai bene a scrivere di musica, dopo aver letto i commenti da me, ed è sicuramente vero. Ma per farla e ascoltarla, la musica, oggi, è necessario avere posti, programmi, progetti. Basta solo la passione o il talento? Non credo. E qui che la politica (parola troppo maledetta) interviene, favorendo e promuovendo la musica. Favorendo e promuovendo l’accesso dei talentosi ai conservatori, favorendo e promuovendo la produzione e la distribuzione. Una volta si diceva che il personale è politico. Anche il musicale…..
    un abbraccio con tanta simpatia e ammirazione da ingeborg-pragmatica-MA ANCHE-appassionata di cultura

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  22. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 1:15 pm

    da Giuliano:
    “Mi par d’udire ancora”, cantata da Licitra (se la cava molto bene) è il tema conduttore di “The man who cried” di Sally Potter. La protagonista è Christina Ricci, con Johnny Depp, ma John Turturro fa il tenore italiano e Licitra lo doppia nelle scene d’opera. Turturro fa anche Nadir, vestito da fakiro, col chiar di luna, su un palcoscenico di Parigi poco prima dell’occupazione nazista.

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  23. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 1:15 pm

    da Giuliano:
    “Mi par d’udire ancora”, cantata da Licitra (se la cava molto bene) è il tema conduttore di “The man who cried” di Sally Potter. La protagonista è Christina Ricci, con Johnny Depp, ma John Turturro fa il tenore italiano e Licitra lo doppia nelle scene d’opera. Turturro fa anche Nadir, vestito da fakiro, col chiar di luna, su un palcoscenico di Parigi poco prima dell’occupazione nazista.

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  24. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 1:15 pm

    da Giuliano:
    “Mi par d’udire ancora”, cantata da Licitra (se la cava molto bene) è il tema conduttore di “The man who cried” di Sally Potter. La protagonista è Christina Ricci, con Johnny Depp, ma John Turturro fa il tenore italiano e Licitra lo doppia nelle scene d’opera. Turturro fa anche Nadir, vestito da fakiro, col chiar di luna, su un palcoscenico di Parigi poco prima dell’occupazione nazista.

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  25. amfortas 17 marzo 2008 alle 1:16 pm

    megbr, se ho capito ciò a cui ti riferisci, l’opera era la Carmen, verso la quale Niet…insomma, quello, sviluppò una specie di addiction 🙂
    Flavia, hai ragione, ma purtroppo quando leggo certe cose mi prende lo sconforto.
    La simmetria delle accuse o delle rivendicazioni non porta a nulla, se non a maggior rancore.
    Ciao.

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  26. amfortas 17 marzo 2008 alle 1:16 pm

    megbr, se ho capito ciò a cui ti riferisci, l’opera era la Carmen, verso la quale Niet…insomma, quello, sviluppò una specie di addiction 🙂
    Flavia, hai ragione, ma purtroppo quando leggo certe cose mi prende lo sconforto.
    La simmetria delle accuse o delle rivendicazioni non porta a nulla, se non a maggior rancore.
    Ciao.

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  27. amfortas 17 marzo 2008 alle 1:16 pm

    megbr, se ho capito ciò a cui ti riferisci, l’opera era la Carmen, verso la quale Niet…insomma, quello, sviluppò una specie di addiction 🙂
    Flavia, hai ragione, ma purtroppo quando leggo certe cose mi prende lo sconforto.
    La simmetria delle accuse o delle rivendicazioni non porta a nulla, se non a maggior rancore.
    Ciao.

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  28. amfortas 17 marzo 2008 alle 5:32 pm

    Giuliano, non conosco l’interpretazione di Licitra e neanche il film, ma se è disponibile in DVD a questo punto lo noleggio.
    John Turturro è un attore che mi piace tantissimo, molto di più di quanto gradisca Licitra come tenore 🙂
    In questi giorni ho compiuto un bel “viaggio” tra le varie interpretazioni dell’aria in questione (“Je crois entendre ancore”, per i profani) per uno speciale che ho curato per Operaclick, e devo dire che ci sono tantissime interpretazioni memorabili.
    Ciao.

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  29. amfortas 17 marzo 2008 alle 5:32 pm

    Giuliano, non conosco l’interpretazione di Licitra e neanche il film, ma se è disponibile in DVD a questo punto lo noleggio.
    John Turturro è un attore che mi piace tantissimo, molto di più di quanto gradisca Licitra come tenore 🙂
    In questi giorni ho compiuto un bel “viaggio” tra le varie interpretazioni dell’aria in questione (“Je crois entendre ancore”, per i profani) per uno speciale che ho curato per Operaclick, e devo dire che ci sono tantissime interpretazioni memorabili.
    Ciao.

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  30. amfortas 17 marzo 2008 alle 5:32 pm

    Giuliano, non conosco l’interpretazione di Licitra e neanche il film, ma se è disponibile in DVD a questo punto lo noleggio.
    John Turturro è un attore che mi piace tantissimo, molto di più di quanto gradisca Licitra come tenore 🙂
    In questi giorni ho compiuto un bel “viaggio” tra le varie interpretazioni dell’aria in questione (“Je crois entendre ancore”, per i profani) per uno speciale che ho curato per Operaclick, e devo dire che ci sono tantissime interpretazioni memorabili.
    Ciao.

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  31. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 5:40 pm

    da Giuliano:
    Veramente, Turturro fa un tenore stupido e anche fascista (in senso storico), e siccome è un grande attore lo fa benissimo: questo va detto. Il film lo porterò su http://abbracciepopcorn.blogspot.com/

    quanto prima, è già pronto ma non so bene quando.

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  32. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 5:40 pm

    da Giuliano:
    Veramente, Turturro fa un tenore stupido e anche fascista (in senso storico), e siccome è un grande attore lo fa benissimo: questo va detto. Il film lo porterò su http://abbracciepopcorn.blogspot.com/

    quanto prima, è già pronto ma non so bene quando.

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  33. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 5:40 pm

    da Giuliano:
    Veramente, Turturro fa un tenore stupido e anche fascista (in senso storico), e siccome è un grande attore lo fa benissimo: questo va detto. Il film lo porterò su http://abbracciepopcorn.blogspot.com/

    quanto prima, è già pronto ma non so bene quando.

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  34. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 7:15 pm

    Post strampalato? Sapessi quante cose sto imparando leggendoti. Questa tua passione deve bruciare parecchio ai “consueti soloni”!
    Ho letto il racconto scritto qualche post fa. Breve, conciso e tanto, tanto, ma tanto vero! Ah, quanti Alfredi che ci sono nel mondo…
    Ciao Am
    Mary

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  35. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 7:15 pm

    Post strampalato? Sapessi quante cose sto imparando leggendoti. Questa tua passione deve bruciare parecchio ai “consueti soloni”!
    Ho letto il racconto scritto qualche post fa. Breve, conciso e tanto, tanto, ma tanto vero! Ah, quanti Alfredi che ci sono nel mondo…
    Ciao Am
    Mary

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  36. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 7:15 pm

    Post strampalato? Sapessi quante cose sto imparando leggendoti. Questa tua passione deve bruciare parecchio ai “consueti soloni”!
    Ho letto il racconto scritto qualche post fa. Breve, conciso e tanto, tanto, ma tanto vero! Ah, quanti Alfredi che ci sono nel mondo…
    Ciao Am
    Mary

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  37. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 7:16 pm

    Perché pescatori “di perle”? A questo punto avrebbero potuto esserlo anche di tonni o merluzzi, non sembra determinante ai fini della “trama”, o le perle rendono più esotico persino il titolo? Comunque anch’io ho avuto un fine-settimana all’insegna dell’illogicità…
    Ciao!
    Ghismunda

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  38. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 7:16 pm

    Perché pescatori “di perle”? A questo punto avrebbero potuto esserlo anche di tonni o merluzzi, non sembra determinante ai fini della “trama”, o le perle rendono più esotico persino il titolo? Comunque anch’io ho avuto un fine-settimana all’insegna dell’illogicità…
    Ciao!
    Ghismunda

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  39. utente anonimo 17 marzo 2008 alle 7:16 pm

    Perché pescatori “di perle”? A questo punto avrebbero potuto esserlo anche di tonni o merluzzi, non sembra determinante ai fini della “trama”, o le perle rendono più esotico persino il titolo? Comunque anch’io ho avuto un fine-settimana all’insegna dell’illogicità…
    Ciao!
    Ghismunda

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  40. amfortas 17 marzo 2008 alle 7:55 pm

    Giuliano, allora appena ho tempo passo dalle tue parti.
    Mary, grazie, la mia più grande soddisfazione è riuscire ad avvicinare qualcuno alla “mia” musica.
    Ghismunda, le perle c’entrano perché, in qualche modo, una collana di perle è coprotagonista muta della vicenda 🙂

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  41. amfortas 17 marzo 2008 alle 7:55 pm

    Giuliano, allora appena ho tempo passo dalle tue parti.
    Mary, grazie, la mia più grande soddisfazione è riuscire ad avvicinare qualcuno alla “mia” musica.
    Ghismunda, le perle c’entrano perché, in qualche modo, una collana di perle è coprotagonista muta della vicenda 🙂

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  42. amfortas 17 marzo 2008 alle 7:55 pm

    Giuliano, allora appena ho tempo passo dalle tue parti.
    Mary, grazie, la mia più grande soddisfazione è riuscire ad avvicinare qualcuno alla “mia” musica.
    Ghismunda, le perle c’entrano perché, in qualche modo, una collana di perle è coprotagonista muta della vicenda 🙂

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  43. utente anonimo 20 marzo 2008 alle 9:42 pm

    Leila non è affatto illibata,secondome.Mancano prove certe, ma il libretto italiano recita:
    Delle stelle del cielo
    al tremolante balen,
    la vegg’ io d’ ogni velo
    render libero il sen.
    O notte di carezze,
    gioir che non ha fin
    ecc.ecc.
    Orbene, non avendo Mina ancora lanciato la sua”tintarella di luna”, Leila, che si sarebbe spogliata a fare?
    Ciao Pec.

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  44. utente anonimo 20 marzo 2008 alle 9:42 pm

    Leila non è affatto illibata,secondome.Mancano prove certe, ma il libretto italiano recita:
    Delle stelle del cielo
    al tremolante balen,
    la vegg’ io d’ ogni velo
    render libero il sen.
    O notte di carezze,
    gioir che non ha fin
    ecc.ecc.
    Orbene, non avendo Mina ancora lanciato la sua”tintarella di luna”, Leila, che si sarebbe spogliata a fare?
    Ciao Pec.

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  45. utente anonimo 20 marzo 2008 alle 9:42 pm

    Leila non è affatto illibata,secondome.Mancano prove certe, ma il libretto italiano recita:
    Delle stelle del cielo
    al tremolante balen,
    la vegg’ io d’ ogni velo
    render libero il sen.
    O notte di carezze,
    gioir che non ha fin
    ecc.ecc.
    Orbene, non avendo Mina ancora lanciato la sua”tintarella di luna”, Leila, che si sarebbe spogliata a fare?
    Ciao Pec.

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  46. utente anonimo 21 marzo 2008 alle 1:27 am

    Grazie ancora al Sig. Bullo per le belle parole espresse a favore del nostro Coro del Verdi di Trieste. Grazie ancora e… alla prossima.

    Giovanni de IPUPAZZIVOSTRI.

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  47. utente anonimo 21 marzo 2008 alle 1:27 am

    Grazie ancora al Sig. Bullo per le belle parole espresse a favore del nostro Coro del Verdi di Trieste. Grazie ancora e… alla prossima.

    Giovanni de IPUPAZZIVOSTRI.

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  48. utente anonimo 21 marzo 2008 alle 1:27 am

    Grazie ancora al Sig. Bullo per le belle parole espresse a favore del nostro Coro del Verdi di Trieste. Grazie ancora e… alla prossima.

    Giovanni de IPUPAZZIVOSTRI.

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  49. amfortas 21 marzo 2008 alle 9:01 am

    Pec, lasciamo il beneficio del dubbio, magari anche a quei tempi (dopotutto è pur sempre il misterioso oriente) si poteva intervenire per…fare marcia indietro 🙂
    Giovanni ciao e grazie a voi!

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  50. amfortas 21 marzo 2008 alle 9:01 am

    Pec, lasciamo il beneficio del dubbio, magari anche a quei tempi (dopotutto è pur sempre il misterioso oriente) si poteva intervenire per…fare marcia indietro 🙂
    Giovanni ciao e grazie a voi!

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  51. amfortas 21 marzo 2008 alle 9:01 am

    Pec, lasciamo il beneficio del dubbio, magari anche a quei tempi (dopotutto è pur sempre il misterioso oriente) si poteva intervenire per…fare marcia indietro 🙂
    Giovanni ciao e grazie a voi!

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