Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Esercizio abusivo della critica letteraria: Uomini che odiano le donne, di Stieg Larsson.

Dopo un paio di settimane di forzata assenza, riprende la mia collaborazione con il Rotocalco di Fabrizio Rusconi: questa settimana si parla, in quella sede, di noi e gli USA e il Canada.
Io invece, con il mio post, faccio un viaggetto in Svezia.
Come si sceglie un libro? Già ho risposto tempo fa alla domanda, in modo un po’ retorico, sostenendo che qualche volta sono i libri a scegliere noi. In realtà, in occasione d’incontri molto fortunati continuo a pensare sia così, ma solo per le letture che rientrano nel novero dei “libri per la vita”, quel ristretto numero di volumi che ci accompagnano e che ci lavorano dentro, ci fanno crescere.
Nella stragrande maggioranza degli altri casi il romanzo accontenta il nostro desiderio di sospensione della realtà, spesso salvifico, ed è già gran cosa. E credo che lo stesso concetto si possa ampliare per tutte le opere d’arte, anche di livello non eccelso.
Nel caso dei libri la scelta è condizionata dal consiglio dell’amico, dalla recensione in rete o sulla rivista specializzata, insomma ci sono mille consigli ovunque.
Negli ultimi quattro anni mi sono fidato, tra le altre cose, dei suggerimenti della sempre ottima rivista “Il Giudizio Universale”: forse ho avuto fortuna, non so, ma non ho mai provato delusioni significative e, soprattutto, non ho mai percepito la sensazione d’incappare nel classico redazionale, la marchetta mascherata che imperversa in tutti i campi e di cui conosciamo gli effetti nefasti.( specie sui momentanei beneficiati di tanta finta maestria, mi verrebbe da dire: penso a guitti rivenduti per attori, poveri ragazzotti incolti catapultati in televisione e similia )
Tra i generi letterari, quello che più mi dà delusioni è il giallo, che è arte molto difficile, e di ciò parlo oggi.
Amo molto codesto tipo di scrittura e l’ho molto frequentata da sempre, da Poe all’ultima scoperta, la bravissima Fred Vargas.
Sulla rivista di cui sopra una sezione è interamente dedicata alla critica letteraria, e il mese scorso a “Uomini che odiano le donne” (Marsilio) di Stieg Larsson, scrittore svedese prematuramente scomparso, è stato elargito un parere più che lusinghiero, tale da convincermi ad acquistarlo.
Perché sono rimasto deluso? Per tante circostanze, che cercherò di motivare.
Prima di tutto l’insopportabile dovizia di particolari, di descrizioni dettagliate, d’oggetti o situazioni tra le quali si muovono i protagonisti, responsabile di una lettura faticosa, ciangottante, stentata. All’inizio ho pensato che questa minuziosità fosse indispensabile per la comprensione della vicenda, ma non è così, anzi, e scoprirlo dopo 676 estenuanti pagine non è stato particolarmente eccitante. Voglio dire, se non è fondamentale non m’interessa sapere che un’automobile noleggiata è una Corolla del 2001, rossa, con gli interni neri, il park control, l’ABS, che consuma il 6.5% sul misto: mica sono da un concessionario e devo comprarne una no? Lo stesso discorso vale per la capacità dell’hard disk di un powerbook, poco importa che da 40 Giga o 60, mi pare. Ed è così troppo spesso: per la fotocamera, per l’abbigliamento, per le scritte sulle t-shirt.
Che palle.
C’è poi il meteo: temperatura, umidità, pressione appena uno dei personaggi esce da casa. Abitazioni che sono molte e sparse su di un’isola, di cui ovviamente c’è la piantina dettagliatissima: case padronali, enormi, lussuosamente arredate, dependance piccoline, in legno (e ne sappiamo la specie e qualità).
Tutti questi vani abitativi sono popolati dai membri di una famiglia, della quale c’è pure l’albero genealogico, neanche fossero i Wagner.
Tale certosina pazienza nel connotare luoghi e personaggi, porta ad un risultato deprimente.
Gli uomini sono tutti dei duri terribili: bevono caffé in quantità industriale, sono straordinariamente intelligenti, ricchi, abili, disinibiti e scopano benissimo, ovunque.
Le donne sono tutte, sotto l’apparente scorza di fragilità, delle dure terribili: bevono caffé in quantità industriale, sono straordinariamente intelligenti, ricche, abili, disinibite e scopano benissimo, ovunque.
Il colpevole è difficilissimo da individuare, è vero: io ci sono riuscito appena è entrato in scena, dopo poche pagine. La persona al centro della pseudo indagine…beh…non voglio svelarne la sorte scontata, magari qualcuno sta leggendo il libro.
Non manca il doppio finale: era difficile anche per Rossini e Mozart, dai, figuriamoci per il povero Larsson.
Come se non bastasse, la trama ed i personaggi sono un coacervo di luoghi comuni: c’è il buono, il cattivo, il calcolatore, il perverso, il gay, il nazista idiota, l’ebreo perseguitato. Non manca il finanziere che esporta capitali alle Cayman attraverso il solito e risibile mezzo delle società “scatole cinesi”.
L’investigatore giornalista è bello, perdente ma alla fine vincente, disincantato ed un po’ sfigato. Ha un’amica, sposata, che però ogni tanto gliela dà, così, senza fare troppe storie, per amicizia insomma.
La protagonista femminile, sua aiutante, diciamo così, è una ragazza border line, asociale, ma genialoide ed ovviamente forse s’innamora ma non ne siamo certi.
Questo romanzo è il primo di una trilogia, e nonostante il parere positivo di parecchi lettori, puntualmente riportati su IBS, io mi fermo tranquillamente al primo episodio.
Vi faccio un esempio, tratto dal libro, in modo che possiate capire meglio.
 
“Mikael andò a Hedestad e trascorse il pomeriggio a passeggio per la città, visitando la biblioteca e facendo sosta in una pasticceria per un caffè. La sera andò al cinema a vedere “Il signore degli anelli”, che si era perso nonostante fosse uscito già da un anno. Gli sembrò che gli orchi a differenza degli essere umani fossero creature poco complicate. Concluse la serata al McDonald’s di Hedestad e ritornò all’isola di Hedeby solo con l’ultimo autobus, verso mezzanotte. Preparò del caffé, si sedette al tavolo della cucina e aprì un fascicolo. Andò avanti a leggere fino alle quattro del mattino.”
 
Sarebbe bastato ampiamente scrivere:
 
“Mikael andò in paese e tornò a casa verso mezzanotte. S’addormentò alle quattro del mattino.”
 
 
Buona settimana a tutti.
 
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95 risposte a “Esercizio abusivo della critica letteraria: Uomini che odiano le donne, di Stieg Larsson.

  1. utente anonimo 31 marzo 2008 alle 11:33 am

    In molti testi scolastici ci sono delle “guide al riassunto” di un testo narrativo, corredate di dettagliate indicazioni ed esempi su informazioni accessorie (da eliminare) ed informazioni essenziali (da mantenere): aggiungerò il tuo esempio (e mi guarderò dal comprare il libro).
    Ciao!
    Ghismunda

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  2. utente anonimo 31 marzo 2008 alle 11:33 am

    In molti testi scolastici ci sono delle “guide al riassunto” di un testo narrativo, corredate di dettagliate indicazioni ed esempi su informazioni accessorie (da eliminare) ed informazioni essenziali (da mantenere): aggiungerò il tuo esempio (e mi guarderò dal comprare il libro).
    Ciao!
    Ghismunda

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  3. bobregular 31 marzo 2008 alle 11:45 am

    pensa se fosse tornato a casa alle quattro essendosi addormentato a mezzanotte!

    comunque è da un po’ di tempo che ti dico: leggi italiano. Un nome a caso: tale Roberto Erre :-DDD
    Tu dirai: ma il costui scrive solo poesia! Ed è vero.
    Peraltro oggi, allo scoccare della mezzanotte, sarò ufficialmente “ignorato da” l’ennesimo premio letterario, ma stavolta di narrativa (ho voluto cimentarmi con un racconto breve, che con tutta probabilità pubblicherò sul blog di wordpress).

    sursum corda e cordone 😀

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  4. bobregular 31 marzo 2008 alle 11:45 am

    pensa se fosse tornato a casa alle quattro essendosi addormentato a mezzanotte!

    comunque è da un po’ di tempo che ti dico: leggi italiano. Un nome a caso: tale Roberto Erre :-DDD
    Tu dirai: ma il costui scrive solo poesia! Ed è vero.
    Peraltro oggi, allo scoccare della mezzanotte, sarò ufficialmente “ignorato da” l’ennesimo premio letterario, ma stavolta di narrativa (ho voluto cimentarmi con un racconto breve, che con tutta probabilità pubblicherò sul blog di wordpress).

    sursum corda e cordone 😀

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  5. utente anonimo 31 marzo 2008 alle 11:53 am

    Scusa l’off-topic..: Zucconi ha risposto! 🙂 è oggi su repubblica online (“il gallo canta”), ho messo il link da me …

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  6. amfortas 31 marzo 2008 alle 12:23 pm

    Ghismunda, sai una cosa?
    Bisognerebbe rivalutare i Bignami 🙂
    Comunque, questo libro mi ha infastidito, ed ancora di più mi hanno lasciato interdetto i commenti dei lettori su IBS, anche se c’è sempre la possibilità che i commenti negativi non siano pubblicati.
    Bob, che dici? Ho letto le buone critiche alla tua silloge, sai? 🙂
    Se fossi capace di esprimere due parole in merito, l’avrei fatto anch’io a suo tempo, ma ho paura che non avrei giovato alla causa 🙂
    Elena evviva! Ho letto e sono molto contento, la tua mail meritava la citazione!

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  7. amfortas 31 marzo 2008 alle 12:23 pm

    Ghismunda, sai una cosa?
    Bisognerebbe rivalutare i Bignami 🙂
    Comunque, questo libro mi ha infastidito, ed ancora di più mi hanno lasciato interdetto i commenti dei lettori su IBS, anche se c’è sempre la possibilità che i commenti negativi non siano pubblicati.
    Bob, che dici? Ho letto le buone critiche alla tua silloge, sai? 🙂
    Se fossi capace di esprimere due parole in merito, l’avrei fatto anch’io a suo tempo, ma ho paura che non avrei giovato alla causa 🙂
    Elena evviva! Ho letto e sono molto contento, la tua mail meritava la citazione!

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  8. utente anonimo 31 marzo 2008 alle 1:43 pm

    Forse tutti questi dettagli sono stati inseriti per confondere il lettore. Se uno si perde tra la biblioteca e il cinema, può anche pensare che il colpevole sia l’orco del Signore degli anelli, no?

    La livida (in senso di blu/verde) Margot :o)

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  9. utente anonimo 31 marzo 2008 alle 1:43 pm

    Forse tutti questi dettagli sono stati inseriti per confondere il lettore. Se uno si perde tra la biblioteca e il cinema, può anche pensare che il colpevole sia l’orco del Signore degli anelli, no?

    La livida (in senso di blu/verde) Margot :o)

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  10. utente anonimo 31 marzo 2008 alle 4:47 pm

    Ciao Amfortas.
    Non te la prendere più di tanto. Per curiosità, quanti libri ti hanno deluso in questo modo? Credo molto pochi. Ci può stare, no?
    alessandro

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  11. utente anonimo 31 marzo 2008 alle 4:47 pm

    Ciao Amfortas.
    Non te la prendere più di tanto. Per curiosità, quanti libri ti hanno deluso in questo modo? Credo molto pochi. Ci può stare, no?
    alessandro

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  12. amfortas 31 marzo 2008 alle 6:10 pm

    Margie, tu questo libro non lo finiresti mai, ne sono certo.
    Chi è che ti ha lasciato i lividi?
    Io non ho sentito nulla eh?
    Alessandro, hai ragione, sono pochi.
    Però non vorrei che questa sia un’inversione di tendenza propria della rivista, capisci?
    A parte che, francamente, la mia è comunque solo un’opinione, non ho pretese di Verità Assoluta.
    Ciao 🙂

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  13. amfortas 31 marzo 2008 alle 6:10 pm

    Margie, tu questo libro non lo finiresti mai, ne sono certo.
    Chi è che ti ha lasciato i lividi?
    Io non ho sentito nulla eh?
    Alessandro, hai ragione, sono pochi.
    Però non vorrei che questa sia un’inversione di tendenza propria della rivista, capisci?
    A parte che, francamente, la mia è comunque solo un’opinione, non ho pretese di Verità Assoluta.
    Ciao 🙂

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  14. utente anonimo 31 marzo 2008 alle 9:23 pm

    E’ svedese, preciso e solerte, deve farci capire dove è e cosa fa.
    Poi al momento culminante, quello nel quale l’amica gliela da, la sintesi prevale: “ah..oh…e si alzarono soddisfatti”.

    polpo dei mari freddi

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  15. utente anonimo 31 marzo 2008 alle 9:23 pm

    E’ svedese, preciso e solerte, deve farci capire dove è e cosa fa.
    Poi al momento culminante, quello nel quale l’amica gliela da, la sintesi prevale: “ah..oh…e si alzarono soddisfatti”.

    polpo dei mari freddi

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  16. pears 31 marzo 2008 alle 11:37 pm

    io volevo leggerlo perché me lo ha consigliato una amica … ci penso e non ci penso…

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  17. amfortas 1 aprile 2008 alle 8:18 am

    Octopus, almeno in quelle occasioni è abbastanza parco di particolari, per fortuna…
    Pears, ribadisco, la mia è solo un’opinione, però io dedicherei tempo ad altro.

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  18. amfortas 1 aprile 2008 alle 8:18 am

    Octopus, almeno in quelle occasioni è abbastanza parco di particolari, per fortuna…
    Pears, ribadisco, la mia è solo un’opinione, però io dedicherei tempo ad altro.

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  19. utente anonimo 12 settembre 2008 alle 1:25 pm

    ciao. A me è piaciuto moltissimo. e sono già arrivata a tre quarti del secondo libro della trilogia. Tutti quei dettagli sembrano inutili, forse, ma in realtà servono a far vivere al lettore l’atmosfera del protagonista nell’isoletta di Hedestad.
    Gusti….

    Monica

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  20. utente anonimo 12 settembre 2008 alle 1:25 pm

    ciao. A me è piaciuto moltissimo. e sono già arrivata a tre quarti del secondo libro della trilogia. Tutti quei dettagli sembrano inutili, forse, ma in realtà servono a far vivere al lettore l’atmosfera del protagonista nell’isoletta di Hedestad.
    Gusti….

    Monica

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  21. amfortas 12 settembre 2008 alle 2:30 pm

    Monica, certo che sono gusti.
    Anch’io ho letto il secondo libro che mi è stato regalato, quando l’hai finito, se ti va, ripassa e dimmi che ne pensi.
    Per me è peggio, molto peggio del primo e t’assicuro che l’ho letto senza pregiudizi. Quando mi sono imbattuto per la centesima volta nel verbo indossare seguito da un complemento oggetto qualsiasi (scarponcini, t-shirt ecc ecc) o nella frasefece doppio click, mi sono arreso.

    Ciao!

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  22. amfortas 12 settembre 2008 alle 2:30 pm

    Monica, certo che sono gusti.
    Anch’io ho letto il secondo libro che mi è stato regalato, quando l’hai finito, se ti va, ripassa e dimmi che ne pensi.
    Per me è peggio, molto peggio del primo e t’assicuro che l’ho letto senza pregiudizi. Quando mi sono imbattuto per la centesima volta nel verbo indossare seguito da un complemento oggetto qualsiasi (scarponcini, t-shirt ecc ecc) o nella frasefece doppio click, mi sono arreso.

    Ciao!

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  23. utente anonimo 23 settembre 2008 alle 4:52 pm

    Sto leggendo ora il libro, sono più o meno a metà… è vero che cade in queste forme iperdescrittive e effettivamente inutilmente lunghe, ma credo che non sia neanche tra i peggiori che mi sia capitato di leggere…avete presente “Io uccido” di Faletti??? Oltre la prolissità, tanto x allungare il brodo e proporre il classico mattone/bestseller all’americana, è veramente insopportabile quando ogni oggetto non viene chiamato con il suo nome ma con una marca, sempre molto famosa: non si fuma una sigaretta ma una “Malboro”, non si prende un telefonino ma un “Motorola”, non si guida un’auto, ma una “Mercedes”, ecc ecc… Pubblicità?!? Boh… Idem dicasi per quell’altro capolavoro di idiozia che è “Il codice da Vinci”, che, oltre al contenuto inesistente a cui purtroppo troppi danno credito, ha anche questo tipico stile (o non stile) degli scrittori in serie, pieno di ovvietà, formule preconfezionate, lungaggini inutili e zeppo di marche di oggetti di uso quotidiano che sono totalmente superflui ai fini della storia.
    Comunque finirò il libro di Larsson, voglio vedere come va a finire! Saluti a tutti.
    Sara Zaffiri

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  24. utente anonimo 23 settembre 2008 alle 4:52 pm

    Sto leggendo ora il libro, sono più o meno a metà… è vero che cade in queste forme iperdescrittive e effettivamente inutilmente lunghe, ma credo che non sia neanche tra i peggiori che mi sia capitato di leggere…avete presente “Io uccido” di Faletti??? Oltre la prolissità, tanto x allungare il brodo e proporre il classico mattone/bestseller all’americana, è veramente insopportabile quando ogni oggetto non viene chiamato con il suo nome ma con una marca, sempre molto famosa: non si fuma una sigaretta ma una “Malboro”, non si prende un telefonino ma un “Motorola”, non si guida un’auto, ma una “Mercedes”, ecc ecc… Pubblicità?!? Boh… Idem dicasi per quell’altro capolavoro di idiozia che è “Il codice da Vinci”, che, oltre al contenuto inesistente a cui purtroppo troppi danno credito, ha anche questo tipico stile (o non stile) degli scrittori in serie, pieno di ovvietà, formule preconfezionate, lungaggini inutili e zeppo di marche di oggetti di uso quotidiano che sono totalmente superflui ai fini della storia.
    Comunque finirò il libro di Larsson, voglio vedere come va a finire! Saluti a tutti.
    Sara Zaffiri

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  25. amfortas 23 settembre 2008 alle 6:31 pm

    Sara, mica ho detto che è il peggior libro mai scritto nella storia dell’editoria…diciamo che è tra i più brutti che ho letto ultimamente e il secondo romanzo è pure (molto) peggio.
    Comunque i gusti sono gusti, evidentemente.
    Ciao e grazie del tuo intervento!

    Mi piace

  26. amfortas 23 settembre 2008 alle 6:31 pm

    Sara, mica ho detto che è il peggior libro mai scritto nella storia dell’editoria…diciamo che è tra i più brutti che ho letto ultimamente e il secondo romanzo è pure (molto) peggio.
    Comunque i gusti sono gusti, evidentemente.
    Ciao e grazie del tuo intervento!

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  27. utente anonimo 27 settembre 2008 alle 4:08 pm

    Finito il libro, convengo su molte delle osservazioni fatte, è impressionente il fiume di caffè che inonda ogni pagina… sarà forse un’abitudine svedese?? Certo il ripeterlo ogni volta diventa ossessivo, fa innervosire anche senza berlo:-)! Per il resto mi aspettavo un finale un po’ più complesso, l’indagine sembra essere di quelle ipertecnologiche, basata su elaborazioni sofisticate di vecchissime foto, per arrivare ad una conclusione che non convince, a quel punto il colpevole poteva essere chiunque dei protagonisti, ma forse a me divertono i “gialli” piuttosto che i “polizeschi”, che si basano più che altro sulle indagini, e non sul ragionamento e gli indizi che i veri autori lasciano qui e lì nel testo. Mi sembra, per concludere, che quasto stile pedante, prolisso, superdescrittivo e “pubblicitario” di molti recenti autori, sia un po’ frutto della civiltà dell’immagine e soprattutto della televisione, sembra di leggere una scrittura di un film, dove tutto è specificato ad uso di costumisti, scenografi, attori… Invece il bello della lettura è proprio il poter immaginare, ognuno a proprio modo, il volto del protagonista, l’ambiente in cui si muove, le atmosfere, gli odori, i paesaggi, stimolati solo dalle parole dell’autore che tratteggiano profili di uomini e luoghi, raccontano storie facendo partecipare il lettore e mai presentando il “prodotto” bell’e confezionato, solo da guardare passivamente.
    Non so se riesco a spiegare quello che intendo, spero di si…
    In ultimo, consiglio per l’acquisto: “Non avevo capito niente”, Diego de Silva, Einaudi, è stata la mia lettura estiva più felice!!!

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  28. utente anonimo 27 settembre 2008 alle 4:08 pm

    Finito il libro, convengo su molte delle osservazioni fatte, è impressionente il fiume di caffè che inonda ogni pagina… sarà forse un’abitudine svedese?? Certo il ripeterlo ogni volta diventa ossessivo, fa innervosire anche senza berlo:-)! Per il resto mi aspettavo un finale un po’ più complesso, l’indagine sembra essere di quelle ipertecnologiche, basata su elaborazioni sofisticate di vecchissime foto, per arrivare ad una conclusione che non convince, a quel punto il colpevole poteva essere chiunque dei protagonisti, ma forse a me divertono i “gialli” piuttosto che i “polizeschi”, che si basano più che altro sulle indagini, e non sul ragionamento e gli indizi che i veri autori lasciano qui e lì nel testo. Mi sembra, per concludere, che quasto stile pedante, prolisso, superdescrittivo e “pubblicitario” di molti recenti autori, sia un po’ frutto della civiltà dell’immagine e soprattutto della televisione, sembra di leggere una scrittura di un film, dove tutto è specificato ad uso di costumisti, scenografi, attori… Invece il bello della lettura è proprio il poter immaginare, ognuno a proprio modo, il volto del protagonista, l’ambiente in cui si muove, le atmosfere, gli odori, i paesaggi, stimolati solo dalle parole dell’autore che tratteggiano profili di uomini e luoghi, raccontano storie facendo partecipare il lettore e mai presentando il “prodotto” bell’e confezionato, solo da guardare passivamente.
    Non so se riesco a spiegare quello che intendo, spero di si…
    In ultimo, consiglio per l’acquisto: “Non avevo capito niente”, Diego de Silva, Einaudi, è stata la mia lettura estiva più felice!!!

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  29. utente anonimo 27 settembre 2008 alle 4:09 pm

    dimenticato di firmare commento precedente…ero sempre io, Sara.
    ciao a tutti

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  30. utente anonimo 27 settembre 2008 alle 4:09 pm

    dimenticato di firmare commento precedente…ero sempre io, Sara.
    ciao a tutti

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  31. amfortas 27 settembre 2008 alle 5:17 pm

    Sara, grazie della tua testimonianza.
    Ti segnalo che c’è anche chi (con mia sorpresa, lo ammetto!) LA PENSA DIVERSAMENTE

    Ciao!

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  32. amfortas 27 settembre 2008 alle 5:17 pm

    Sara, grazie della tua testimonianza.
    Ti segnalo che c’è anche chi (con mia sorpresa, lo ammetto!) LA PENSA DIVERSAMENTE

    Ciao!

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  33. sabrinamanca 2 ottobre 2008 alle 2:04 pm

    http://cerau[..] letture consapevoli e bisogni "la base dei dati che Shaz utilizzava non era all’avanguardia nello sviluppo informatico già all’epoca in cui l’aveva copiata da un collega, e ora era praticamente degna di figurare in un museo dell’informatic [..]

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  34. sabrinamanca 2 ottobre 2008 alle 2:04 pm

    http://cerau[..] letture consapevoli e bisogni "la base dei dati che Shaz utilizzava non era all’avanguardia nello sviluppo informatico già all’epoca in cui l’aveva copiata da un collega, e ora era praticamente degna di figurare in un museo dell’informatic [..]

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  35. utente anonimo 9 novembre 2008 alle 1:09 pm

    Io sto leggendo il libro e lo trovo bellissimo proprio per la ricercatezza dei particolari.

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  36. amfortas 9 novembre 2008 alle 5:12 pm

    Sabrinamanca, ne approfitto per risalutarti anche qui.
    Anonimo, sono contento per te, mica possiamo avere tutti gli stessi gusti no?

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  37. amfortas 9 novembre 2008 alle 5:12 pm

    Sabrinamanca, ne approfitto per risalutarti anche qui.
    Anonimo, sono contento per te, mica possiamo avere tutti gli stessi gusti no?

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  38. utente anonimo 12 novembre 2008 alle 12:30 am

    amphy…tesoro…non li avrebbero chiamati romanzi, ma telegrammi.
    ti consiglio di rileggere il vecchio Robinson e di ricominciare ad assaporare il dettaglio in tutti i suoi risvolti. un bacio by malmostosa

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  39. utente anonimo 12 novembre 2008 alle 12:30 am

    amphy…tesoro…non li avrebbero chiamati romanzi, ma telegrammi.
    ti consiglio di rileggere il vecchio Robinson e di ricominciare ad assaporare il dettaglio in tutti i suoi risvolti. un bacio by malmostosa

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  40. amfortas 12 novembre 2008 alle 9:59 am

    Malmy (!), hai ragione però credimi, qui i particolari sono così tanti che si perde la visione d’insieme.
    Io mi sono annoiato…
    Ciao 🙂

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  41. amfortas 12 novembre 2008 alle 9:59 am

    Malmy (!), hai ragione però credimi, qui i particolari sono così tanti che si perde la visione d’insieme.
    Io mi sono annoiato…
    Ciao 🙂

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  42. utente anonimo 12 novembre 2008 alle 5:06 pm

    Si vede che sei fatto per i fare i riassunti dei libri degli altri…

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  43. amfortas 12 novembre 2008 alle 6:05 pm

    anonimo, beh è un talento come un altro.

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  44. utente anonimo 18 novembre 2008 alle 2:20 pm

    Càpito qui per caso… A me è piaciuto molto, e ben più il secondo che il primo. Le descrizioni dettagliate servono a rendere una visione d’insieme e soprattutto a caratterizzare un personaggio. Altrimenti, se tutti facessero come dici tu, “I promessi sposi” sarebbe un racconto breve e la “Divina Commedia” un sonetto.
    La descrizione di Lisbeth Salander (soprattutto in “La ragazza che giocava con il fuoco”) è tra le migliori caratterizzazioni di un personaggio in circolazione.
    E, tra parentesi, il “solito e risibile mezzo delle società scatole cinesi”, è tra i più utilizzati al mondo, e non certo solo nelle opere letterarie! 😉
    Ale

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  45. utente anonimo 18 novembre 2008 alle 2:20 pm

    Càpito qui per caso… A me è piaciuto molto, e ben più il secondo che il primo. Le descrizioni dettagliate servono a rendere una visione d’insieme e soprattutto a caratterizzare un personaggio. Altrimenti, se tutti facessero come dici tu, “I promessi sposi” sarebbe un racconto breve e la “Divina Commedia” un sonetto.
    La descrizione di Lisbeth Salander (soprattutto in “La ragazza che giocava con il fuoco”) è tra le migliori caratterizzazioni di un personaggio in circolazione.
    E, tra parentesi, il “solito e risibile mezzo delle società scatole cinesi”, è tra i più utilizzati al mondo, e non certo solo nelle opere letterarie! 😉
    Ale

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  46. amfortas 18 novembre 2008 alle 5:49 pm

    Ale, io non metto in dubbio che il romanzo possa piacere, come sempre è una questione soggettiva, ci mancherebbe pure.
    Evidentemente io ho aspettative diverse da chi ha apprezzato i primi due capitoli della saga.
    Impazzisco per (quasi) tutto ciò che scrive Fred Vargas, tanto per restare in ambito “giallistico”, magari a te non piace.
    Trovo un po’ forzato il paragone con Dante e Manzoni, sinceramente 🙂
    In quanto alle scatole cinesi, intendevo dire che non è certo una gran trovata, tutto qui.
    Ciao e grazie del contributo 🙂

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  47. amfortas 18 novembre 2008 alle 5:49 pm

    Ale, io non metto in dubbio che il romanzo possa piacere, come sempre è una questione soggettiva, ci mancherebbe pure.
    Evidentemente io ho aspettative diverse da chi ha apprezzato i primi due capitoli della saga.
    Impazzisco per (quasi) tutto ciò che scrive Fred Vargas, tanto per restare in ambito “giallistico”, magari a te non piace.
    Trovo un po’ forzato il paragone con Dante e Manzoni, sinceramente 🙂
    In quanto alle scatole cinesi, intendevo dire che non è certo una gran trovata, tutto qui.
    Ciao e grazie del contributo 🙂

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  48. maurizio2 20 novembre 2008 alle 2:05 pm

    Non ho ancora letto questo “Uomini che odiano le donne”, ma mi è stato consigliato da due diverse persone….quando torno a acsa, sotto Natale, me lo leggo e poi ti dico…..
    Anch’io, da decenni, sono tra l’altro un appassionato di polizieschi-et-similia e mi sono imbattutto in Fred Vargas (sempre consigliato da una delle due persone di cui sopra): ho preso, animato da belle speranze, “Sotto i venti di Nettuno”….mah! sarà questo gran genio, ma io credo di aver già concluso con i suoi scritti…..La vecchietta hacker starebbe bene più ne “Il codice da Vinci” che in una storia con un minimo di serietà….

    Comunque ti voglio suggerire un paio di Autori che reputo validi: uno è il danese Anders Bodelsen, autore di “Buon appetito, Borck”, dal quale è stato tratto, anni fa, il notevole film “L’amico sconosciuto” con Elliott Gould e Christopher Plummer.
    Un altro è Marcel Montecino, musicista jazz/scrittore di New Orleans: ho visto due soli suoi libri, pubblicati da Interno Giallo, entrambi ben scritti ma con una citazione di merito per “Croci sul muro”…..direi sulla scia di Ed McBain e Bill Pronzini.

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  49. maurizio2 20 novembre 2008 alle 2:05 pm

    Non ho ancora letto questo “Uomini che odiano le donne”, ma mi è stato consigliato da due diverse persone….quando torno a acsa, sotto Natale, me lo leggo e poi ti dico…..
    Anch’io, da decenni, sono tra l’altro un appassionato di polizieschi-et-similia e mi sono imbattutto in Fred Vargas (sempre consigliato da una delle due persone di cui sopra): ho preso, animato da belle speranze, “Sotto i venti di Nettuno”….mah! sarà questo gran genio, ma io credo di aver già concluso con i suoi scritti…..La vecchietta hacker starebbe bene più ne “Il codice da Vinci” che in una storia con un minimo di serietà….

    Comunque ti voglio suggerire un paio di Autori che reputo validi: uno è il danese Anders Bodelsen, autore di “Buon appetito, Borck”, dal quale è stato tratto, anni fa, il notevole film “L’amico sconosciuto” con Elliott Gould e Christopher Plummer.
    Un altro è Marcel Montecino, musicista jazz/scrittore di New Orleans: ho visto due soli suoi libri, pubblicati da Interno Giallo, entrambi ben scritti ma con una citazione di merito per “Croci sul muro”…..direi sulla scia di Ed McBain e Bill Pronzini.

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  50. amfortas 20 novembre 2008 alle 3:47 pm

    Maurizio2, grazie dei consigli, quando avrò smaltito la pila di libri da leggere ne approfiterò 🙂
    Sulla Vargas abbiamo opinioni diverse ma io ti consiglierei di leggere ancora qualcosa, prima di rinunciare: per esempio L’uomo dei cerchi azzurri oppure Parti in fretta e non tornare.
    Ciao e grazie!

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  51. amfortas 20 novembre 2008 alle 3:47 pm

    Maurizio2, grazie dei consigli, quando avrò smaltito la pila di libri da leggere ne approfiterò 🙂
    Sulla Vargas abbiamo opinioni diverse ma io ti consiglierei di leggere ancora qualcosa, prima di rinunciare: per esempio L’uomo dei cerchi azzurri oppure Parti in fretta e non tornare.
    Ciao e grazie!

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  52. amfortas 20 novembre 2008 alle 3:48 pm

    Manca una T, accidenti 🙂

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  53. utente anonimo 24 novembre 2008 alle 10:08 pm

    mi ha divertito leggere questa recensione.
    anch’io ho qualche perplessità, il libro lo sto leggendo e non ancora finito. di certo non è avvincente di libri che tengono svegli fino all alba ne ho letti diversi e questo non lo è affatto.
    comunque i litri di caffè si sprecano
    perà ho apprezzato molto le descrizioni dei luoghi e le atmosfere.
    di scrittori svedesi di gialli ne conosco di migliori

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  54. utente anonimo 24 novembre 2008 alle 10:08 pm

    mi ha divertito leggere questa recensione.
    anch’io ho qualche perplessità, il libro lo sto leggendo e non ancora finito. di certo non è avvincente di libri che tengono svegli fino all alba ne ho letti diversi e questo non lo è affatto.
    comunque i litri di caffè si sprecano
    perà ho apprezzato molto le descrizioni dei luoghi e le atmosfere.
    di scrittori svedesi di gialli ne conosco di migliori

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  55. maurizio2 25 novembre 2008 alle 7:06 am

    Sulla solo apparente “facilità” di una storia poliziesca: ho letto recentemente tre “Gialli Mondadori” scritti da altrettanti – noti – Autori di fantascienza, ossia John T. Sladek, Philip J. Farmer e Dan Simmons.

    A parte l’innegabile fluidità della penna di Farmer (come si diceva di J.S.Bach, è uno che potrebbe rendere interessante l’elenco telefonico…) non sono certo queste le opere che lasceranno un’impronta nella storia del mystery…..

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  56. maurizio2 25 novembre 2008 alle 7:06 am

    Sulla solo apparente “facilità” di una storia poliziesca: ho letto recentemente tre “Gialli Mondadori” scritti da altrettanti – noti – Autori di fantascienza, ossia John T. Sladek, Philip J. Farmer e Dan Simmons.

    A parte l’innegabile fluidità della penna di Farmer (come si diceva di J.S.Bach, è uno che potrebbe rendere interessante l’elenco telefonico…) non sono certo queste le opere che lasceranno un’impronta nella storia del mystery…..

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  57. amfortas 25 novembre 2008 alle 11:34 am

    Marguerited, grazie anche a te della testimonianza 🙂
    Maurizio2, belli i Gialli MOndadori!
    Quand’ero ragazzino li divoravo, ora non ne leggo più uno da un sacco di tempo, perché ho sempre qualcosa di più urgente sul tavolo, ma spesso li rimpiango.
    Per la fantascienza io sono un grande estimatore, tra gli altri, di Dick.
    Ciao!

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  58. amfortas 25 novembre 2008 alle 11:34 am

    Marguerited, grazie anche a te della testimonianza 🙂
    Maurizio2, belli i Gialli MOndadori!
    Quand’ero ragazzino li divoravo, ora non ne leggo più uno da un sacco di tempo, perché ho sempre qualcosa di più urgente sul tavolo, ma spesso li rimpiango.
    Per la fantascienza io sono un grande estimatore, tra gli altri, di Dick.
    Ciao!

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  59. utente anonimo 1 dicembre 2008 alle 9:24 pm

    ciangottante sei tu e come scrivi

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  60. amfortas 2 dicembre 2008 alle 9:04 am

    Anonimo, non mi dici nulla di nuovo…lo so benissimo 🙂

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  61. utente anonimo 14 gennaio 2009 alle 12:08 pm

    sto leggendo il libro “uomini che odiano le donne” e sono pienamente d’accordo con lei…e sono solo a metà …!!

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  62. amfortas 14 gennaio 2009 alle 12:30 pm

    anonimo 35, mi dia del tu 🙂
    Ieri leggevo che nemmeno Fruttero è troppo convinto dei romanzi di Stieg Larsson.
    CHI VUOLE PUO’ LEGGERE QUI

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  63. amfortas 14 gennaio 2009 alle 12:30 pm

    anonimo 35, mi dia del tu 🙂
    Ieri leggevo che nemmeno Fruttero è troppo convinto dei romanzi di Stieg Larsson.
    CHI VUOLE PUO’ LEGGERE QUI

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  64. ArditoEufemismo 28 marzo 2009 alle 7:38 pm

    Se questo lo hai trovato ridondante, dovresti leggere “il petalo cremisi e il bianco” di michael faber. Tre pagine per descrivere i cappellini delle signore nella londra del 1800. Da orchite irreversibile 🙂

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  65. amfortas 29 marzo 2009 alle 10:44 am

    ArditoEufemismo, pensa che leggevo non mi ricordo dove che forse arriva la quarta puntata delle avventure di Lisbeth Sander…fatta con gli appunti trovati nel computer dalla moglie del povero Stieg…
    Ciao e grazie 🙂

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  66. amfortas 29 marzo 2009 alle 10:44 am

    ArditoEufemismo, pensa che leggevo non mi ricordo dove che forse arriva la quarta puntata delle avventure di Lisbeth Sander…fatta con gli appunti trovati nel computer dalla moglie del povero Stieg…
    Ciao e grazie 🙂

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  67. utente anonimo 2 aprile 2009 alle 6:33 pm

    finalmente vedo che qualcuno la pensa come me!!
    pensavo di essere l’unica alla quale non era piaciuto il libro!

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  68. utente anonimo 2 aprile 2009 alle 6:33 pm

    finalmente vedo che qualcuno la pensa come me!!
    pensavo di essere l’unica alla quale non era piaciuto il libro!

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  69. amfortas 2 aprile 2009 alle 7:46 pm

    anonima, ciao, come vedi non si è mai soli al mondo 🙂

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  70. utente anonimo 16 aprile 2009 alle 3:52 pm

    Una bella rivincita per noi italiani accusati di essere verbosi e bizantineggianti…….al momento della correzione del mio primo capitolo del PhD (UK) il mio tutor mi ha detto:”ma voi italiani usate una bombola di ossigeno per riuscire ad arrivare al termine di ogni “sentence”? Allora anche in Scandinavia non sono da meno?

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  71. utente anonimo 4 maggio 2009 alle 12:26 am

    LA LETTURA E’ BELLA PERCHE’ LASCIA AMPIO SPAZIO ALL’ IMMAGINAZIONE.SIAMO NOI A DARE UN VOLTO AI PERSONAGGI … I DETTAGLI SERVONO A QUESTO

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  72. utente anonimo 4 maggio 2009 alle 12:29 am

    il libro l’ho finito in due giorni e sono stata sveglia fino all alba!!!bello … forse un po’ banale alla fine!!

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  73. amfortas 7 maggio 2009 alle 4:31 pm

    anonimi, bene, vedo che il libro è ancora molto letto.
    Mica mi spiace eh?
    Ciao a voi 🙂

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  74. amfortas 7 maggio 2009 alle 4:31 pm

    anonimi, bene, vedo che il libro è ancora molto letto.
    Mica mi spiace eh?
    Ciao a voi 🙂

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  75. utente anonimo 16 maggio 2009 alle 4:34 pm

    Ciao, ho cominciato anche io a leggere il libro di Larsson. Ho visto il trailer del film al cinema e, poiché mia madre l’aveva comprato, mi sono incuriosito e ho deciso di cominciarlo. Mi trovo molto d’accordo con la tua analisi, del resto anche mia madre ha ammesso di essersi fermata dopo poche pagine (e lei è una che i libri li divora) e io, arrivato alla 150a o giù di lì, confesso che ogni tanto mi viene da sbadigliare.
    Comunque, al di là dello stile, la storia non mi sta dispiacendo. Ciò che volevo far notare con il mio intervento è che, a mio parere, come qualcun altro ha scritto precedentemente, secondo me è un po’ un vezzo degli scrittori svedesi essere prolissi in questo modo.
    Tanto per farti un esempio, prova a leggere Henning Mankell (se non l’hai già fatto) e qualche inchiesta del commissario Wallander. Libri bellissimi, per carità (oltretutto io leggo esclusivamente polizieschi, thriller e gialli) ma non puoi descrivermi ogni sera quello che mangia il commissario a cena!!!

    Emanuele

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  76. utente anonimo 16 maggio 2009 alle 4:34 pm

    Ciao, ho cominciato anche io a leggere il libro di Larsson. Ho visto il trailer del film al cinema e, poiché mia madre l’aveva comprato, mi sono incuriosito e ho deciso di cominciarlo. Mi trovo molto d’accordo con la tua analisi, del resto anche mia madre ha ammesso di essersi fermata dopo poche pagine (e lei è una che i libri li divora) e io, arrivato alla 150a o giù di lì, confesso che ogni tanto mi viene da sbadigliare.
    Comunque, al di là dello stile, la storia non mi sta dispiacendo. Ciò che volevo far notare con il mio intervento è che, a mio parere, come qualcun altro ha scritto precedentemente, secondo me è un po’ un vezzo degli scrittori svedesi essere prolissi in questo modo.
    Tanto per farti un esempio, prova a leggere Henning Mankell (se non l’hai già fatto) e qualche inchiesta del commissario Wallander. Libri bellissimi, per carità (oltretutto io leggo esclusivamente polizieschi, thriller e gialli) ma non puoi descrivermi ogni sera quello che mangia il commissario a cena!!!

    Emanuele

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  77. amfortas 17 maggio 2009 alle 8:17 am

    Emanuele, non ho una cultura così vasta da poter generalizzare sulla letteratura svedese in generale.
    Ricordo però un altro Larsson, Björn: almeno La vera storia del pirata Long John Silver e Il cerchio celtico, sono, a mio parere, estremamente superiori ai romanzi della Trilogia Millenium.
    Non sapevo, ma me l’aspettavo, che ricavassero un film dai romanzi di Stieg. Da chi sono prodotti?
    Ciao e grazie 🙂

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  78. amfortas 17 maggio 2009 alle 8:17 am

    Emanuele, non ho una cultura così vasta da poter generalizzare sulla letteratura svedese in generale.
    Ricordo però un altro Larsson, Björn: almeno La vera storia del pirata Long John Silver e Il cerchio celtico, sono, a mio parere, estremamente superiori ai romanzi della Trilogia Millenium.
    Non sapevo, ma me l’aspettavo, che ricavassero un film dai romanzi di Stieg. Da chi sono prodotti?
    Ciao e grazie 🙂

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  79. utente anonimo 30 maggio 2009 alle 4:27 pm

    mah… certamente non è un libro per gli intenditori! però per me che non leggo mai se non costretta dai prof è stata una figata! voglio dire : non è sicuramente un libro per lettori d’elite o gente che per forza deve trovare il prodotto di nicchia… però tutte le persone che l’hanno comprato non possono mica essere tutti imbecilli, no! secondo me non bisogna avere la puzza sotto il naso e criticare il doppio click, solo perchè un libro vende tanto.

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  80. amfortas 30 maggio 2009 alle 4:51 pm

    anonimo 47, ti assicuro che io non ho la puzza sotto al naso…e che il mio parere prescinde dal successo commerciale.
    E poi, dove sta scritto che chi ha apprezzato il libro è un imbecille? Figurati, non è nel mio stile.
    Ciao.

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  81. amfortas 30 maggio 2009 alle 4:51 pm

    anonimo 47, ti assicuro che io non ho la puzza sotto al naso…e che il mio parere prescinde dal successo commerciale.
    E poi, dove sta scritto che chi ha apprezzato il libro è un imbecille? Figurati, non è nel mio stile.
    Ciao.

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  82. utente anonimo 19 ottobre 2009 alle 2:28 pm

     Sono finita qui seguendo una pista… Qualcuno che avesse letto in modo critico Uomini che odiano le donne. Sto per cimentarmi in un pugilato letterario dove ho l’onore di attaccare il libro. Perderò, quasi sicuramente, sarà impossibile sostenere che una forte suggestione generale, con tutti i crismi della mitologia, da pippi calzelunghe alla morte prematura dell’autore, possano  costruire un successo, ma ci proverò. Grazie anche per le tue suggestioni. Se hai altro da aggiungere che qui non hai detto ti invito a farlo alla mia casella di posta. Ti citerò come testimone (la formula lo prevede), se hai voglia puoi anche raccontarmi qualcosa di te.
    grazie!
    Elisabetta
    posta@elisabettabucciarelli.it

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  83. utente anonimo 19 ottobre 2009 alle 2:28 pm

     Sono finita qui seguendo una pista… Qualcuno che avesse letto in modo critico Uomini che odiano le donne. Sto per cimentarmi in un pugilato letterario dove ho l’onore di attaccare il libro. Perderò, quasi sicuramente, sarà impossibile sostenere che una forte suggestione generale, con tutti i crismi della mitologia, da pippi calzelunghe alla morte prematura dell’autore, possano  costruire un successo, ma ci proverò. Grazie anche per le tue suggestioni. Se hai altro da aggiungere che qui non hai detto ti invito a farlo alla mia casella di posta. Ti citerò come testimone (la formula lo prevede), se hai voglia puoi anche raccontarmi qualcosa di te.
    grazie!
    Elisabetta
    posta@elisabettabucciarelli.it

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  84. amfortas 20 ottobre 2009 alle 3:22 pm

    Amfortas accese il suo personal, purtroppo appesantito da un virus e quindi lento a mettersi in moto, prima di lasciare un cenno di saluto a Elisabetta Bucciarelli, che aveva commentato un vecchio post. Per ingannare l’attesa si preparò un caffè forte e un paio di toast con il burro e la marmellata di prugne.
    Amfortas fece doppio click sull’icona di Word e attese che si aprisse la pagina bianca. Passò molto tempo e siccome indossava un pesante maglione con la scritta “Evviva la musica lirica” cominciò a sudare. Decise, quindi, di levarsi il maglione e restò con addosso solo una t-shirt bianca, sulla quale c’era scritto “Bianca al par di neve alpina”, e cioè il titolo di una famosa romanza dagli Ugonotti di Meyerbeer (in versione italiana).
    Fuori la bora soffiava a quasi 90 km/h e faceva scuotere i rami di un pino piuttosto malandato. Amfortas  pensò che sarebbe stato un peccato che un colpo di vento più forte lo facesse crollare sulla sua BMW X5 da 219 cavalli e col cambio automatico a sei marce.
    Scacciò dalla mente questi pensieri un po’ funerei e lasciò un saluto sul blog di Elisabetta.
    Intanto, finalmente, si sentì il borbottio della caffettiera.
     
    Ecco, bastava scrivere ciao e grazie per l’attenzione, invece che tutta ‘sta pappardella, no?
    Citami pure, che mi fa piacere.
    Ciao!
     

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  85. amfortas 20 ottobre 2009 alle 3:22 pm

    Amfortas accese il suo personal, purtroppo appesantito da un virus e quindi lento a mettersi in moto, prima di lasciare un cenno di saluto a Elisabetta Bucciarelli, che aveva commentato un vecchio post. Per ingannare l’attesa si preparò un caffè forte e un paio di toast con il burro e la marmellata di prugne.
    Amfortas fece doppio click sull’icona di Word e attese che si aprisse la pagina bianca. Passò molto tempo e siccome indossava un pesante maglione con la scritta “Evviva la musica lirica” cominciò a sudare. Decise, quindi, di levarsi il maglione e restò con addosso solo una t-shirt bianca, sulla quale c’era scritto “Bianca al par di neve alpina”, e cioè il titolo di una famosa romanza dagli Ugonotti di Meyerbeer (in versione italiana).
    Fuori la bora soffiava a quasi 90 km/h e faceva scuotere i rami di un pino piuttosto malandato. Amfortas  pensò che sarebbe stato un peccato che un colpo di vento più forte lo facesse crollare sulla sua BMW X5 da 219 cavalli e col cambio automatico a sei marce.
    Scacciò dalla mente questi pensieri un po’ funerei e lasciò un saluto sul blog di Elisabetta.
    Intanto, finalmente, si sentì il borbottio della caffettiera.
     
    Ecco, bastava scrivere ciao e grazie per l’attenzione, invece che tutta ‘sta pappardella, no?
    Citami pure, che mi fa piacere.
    Ciao!
     

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  86. utente anonimo 18 agosto 2010 alle 6:15 pm

    la differenza fra un libro qualsiasi e un best seller, è che di quest'ultima categoria se ne parla e straparla, esattamente come si sta facendo in questa sede…ciò non fa che accrescerne il valore intrinseco, perchè in cuor nostro sappiamo che se esprimiamo un parere su qualcosa di obiettivamente unico, diverso, accattivante, conosciuto, bhè, allora qualcuno leggerà le nostre opinioni….In quel preciso momento decretiamo (inconsciamente) il successo di quel libro anche dentro noi stessi, e scriviamo le nostre critiche perchè vorremmo tenerne le distanze…ahimè senza riuscirci.A proposito, tengo a far riscoprire il valore del romanzo in senso lato, ben diverso dalla narrativa, dalla saggistica o altre forme letterarie più immediate.Il "romanzo" era fondamentalmente l'alternativa al nostro "cinema", cercava e si proponeva il descrittivismo a prescindere dal colore (giallo, rosa, noir).Capisco che se ci si sofferma a considerare squisitamente il fatto che si tratti di un "romanzo giallo", si voglia al più presto individuare l'assassino, il colpevole…come se il fulcro fosse quello, perdendo di vista che vogliamo conoscerlo proprio perchè ci siamo appassionati alla storia.Ed ecco che la passione la provi se hai quasi la sensazione di essere dentro la storia, di viverla quasi in prima persona, ed è questa la bellezza del romanzo…farti sentire freddo, farti sentire stanca, affamata, curiosa, farti provare quelle emozioni che provi quando vivi, senza badare al numero di pagine in carta riciclata utilizzate per descrivere un luogo, una sensazione, uno stato d'animo.Dalle mie molteplici parole si intuisce che sono a favore del microdescrittivismo, anche se ti farà finire il libro in 5 giorni e non in due, perchè poi, alla fine, almeno quando ci accingiamo a leggere un romanzo, non dobbiamo sgomitare ed arrivare primi.Quindi spezzo una lancia a favore di questo libro e mi rendo conto di sembrare anacronistica se si tiene presente che viviamo ormai in un mondo in cui le vecchie lettere d'amore su carta pergamenata e manualmente scritte con inchiostro di balena (o similari) e con tanto di chiusura in ceralacca monogrammata, sono state sostituite da freddi sms in cui digitiamo un acronimo di tre lettere per dire "Ti Voglio Bene", perdendo quella magia, quella poesia, quel pathos che hanno fatto tanto sognare le generazioni che ci hanno preceduto.Si, penso proprio che ci stiamo privando dei sogni, forse perchè c'è poco da sognare, forse perchè abbiamo tutto e non lo sappiamo apprezzare.E allora godiamoci tutte le parole del mondo, purchè abbiano un senso, e lasciamoci trasportare da qull'intimo abbraccio della nostra immaginazione, usandola a nostro beneficio, e forse troveremo anche le parole per i nostri figli e per le generazioni che verranno.Monja

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  87. utente anonimo 18 agosto 2010 alle 6:15 pm

    la differenza fra un libro qualsiasi e un best seller, è che di quest'ultima categoria se ne parla e straparla, esattamente come si sta facendo in questa sede…ciò non fa che accrescerne il valore intrinseco, perchè in cuor nostro sappiamo che se esprimiamo un parere su qualcosa di obiettivamente unico, diverso, accattivante, conosciuto, bhè, allora qualcuno leggerà le nostre opinioni….In quel preciso momento decretiamo (inconsciamente) il successo di quel libro anche dentro noi stessi, e scriviamo le nostre critiche perchè vorremmo tenerne le distanze…ahimè senza riuscirci.A proposito, tengo a far riscoprire il valore del romanzo in senso lato, ben diverso dalla narrativa, dalla saggistica o altre forme letterarie più immediate.Il "romanzo" era fondamentalmente l'alternativa al nostro "cinema", cercava e si proponeva il descrittivismo a prescindere dal colore (giallo, rosa, noir).Capisco che se ci si sofferma a considerare squisitamente il fatto che si tratti di un "romanzo giallo", si voglia al più presto individuare l'assassino, il colpevole…come se il fulcro fosse quello, perdendo di vista che vogliamo conoscerlo proprio perchè ci siamo appassionati alla storia.Ed ecco che la passione la provi se hai quasi la sensazione di essere dentro la storia, di viverla quasi in prima persona, ed è questa la bellezza del romanzo…farti sentire freddo, farti sentire stanca, affamata, curiosa, farti provare quelle emozioni che provi quando vivi, senza badare al numero di pagine in carta riciclata utilizzate per descrivere un luogo, una sensazione, uno stato d'animo.Dalle mie molteplici parole si intuisce che sono a favore del microdescrittivismo, anche se ti farà finire il libro in 5 giorni e non in due, perchè poi, alla fine, almeno quando ci accingiamo a leggere un romanzo, non dobbiamo sgomitare ed arrivare primi.Quindi spezzo una lancia a favore di questo libro e mi rendo conto di sembrare anacronistica se si tiene presente che viviamo ormai in un mondo in cui le vecchie lettere d'amore su carta pergamenata e manualmente scritte con inchiostro di balena (o similari) e con tanto di chiusura in ceralacca monogrammata, sono state sostituite da freddi sms in cui digitiamo un acronimo di tre lettere per dire "Ti Voglio Bene", perdendo quella magia, quella poesia, quel pathos che hanno fatto tanto sognare le generazioni che ci hanno preceduto.Si, penso proprio che ci stiamo privando dei sogni, forse perchè c'è poco da sognare, forse perchè abbiamo tutto e non lo sappiamo apprezzare.E allora godiamoci tutte le parole del mondo, purchè abbiano un senso, e lasciamoci trasportare da qull'intimo abbraccio della nostra immaginazione, usandola a nostro beneficio, e forse troveremo anche le parole per i nostri figli e per le generazioni che verranno.Monja

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  88. amfortas 18 agosto 2010 alle 10:01 pm

    Monya, tutto sommato il tuo discorso non fa una piega, con l'unica eccezione che io spezzo una lancia (ché qui siamo wagneriani e le lance si spezzano) per la comunicazione breve sul genere degli sms.Sai, io credo che l'importante sia comunicare e oggi i tempi sono cambiati: è un discorso che può valere per molte cose. I tempi sono cambiati e non è detto che sia necessariamente in peggio, spesso siamo noi che non riusciamo o vogliamo staccarci da modalità che sentiamo più "nostre".Io vedo tanti giovani innamorati in giro, mi sa che i giovani non si perdono mai nulla, sono io che sono un vecchio bacucco a perdermi, spesso, qualcosa.Ciao e grazie.

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  89. amfortas 18 agosto 2010 alle 10:01 pm

    Monya, tutto sommato il tuo discorso non fa una piega, con l'unica eccezione che io spezzo una lancia (ché qui siamo wagneriani e le lance si spezzano) per la comunicazione breve sul genere degli sms.Sai, io credo che l'importante sia comunicare e oggi i tempi sono cambiati: è un discorso che può valere per molte cose. I tempi sono cambiati e non è detto che sia necessariamente in peggio, spesso siamo noi che non riusciamo o vogliamo staccarci da modalità che sentiamo più "nostre".Io vedo tanti giovani innamorati in giro, mi sa che i giovani non si perdono mai nulla, sono io che sono un vecchio bacucco a perdermi, spesso, qualcosa.Ciao e grazie.

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  90. utente anonimo 22 agosto 2010 alle 3:14 pm

    Ecco, arrivo con l'ultimo treno.Ti ho trovato per caso pochi giorni dopo aver finito il secondo romanzo di Larsson. Qui in America e' arrivato piu' tardi ma ha avuto un enorme successo. In arrivo immancabili versioni hollywoodiane.Comunque non sei certo l'unico a cui non piace.  C'e' una recensione molto bella (in inglese) che esprime perfettamente il mio parere- che l'autore non solo non scriveva bene, ma sarebbe anche un falso "femministo" con un' enfasi sulla violenza, tortura ecc. alquanto sospetta:http://tigerbeatdown.com/2010/07/29/the-girl-with-the-lots-of-creepy-disturbing-torture-that-pissed-me-off-on-stieg-larsson/Cinzia

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  91. utente anonimo 22 agosto 2010 alle 3:14 pm

    Ecco, arrivo con l'ultimo treno.Ti ho trovato per caso pochi giorni dopo aver finito il secondo romanzo di Larsson. Qui in America e' arrivato piu' tardi ma ha avuto un enorme successo. In arrivo immancabili versioni hollywoodiane.Comunque non sei certo l'unico a cui non piace.  C'e' una recensione molto bella (in inglese) che esprime perfettamente il mio parere- che l'autore non solo non scriveva bene, ma sarebbe anche un falso "femministo" con un' enfasi sulla violenza, tortura ecc. alquanto sospetta:http://tigerbeatdown.com/2010/07/29/the-girl-with-the-lots-of-creepy-disturbing-torture-that-pissed-me-off-on-stieg-larsson/Cinzia

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  92. amfortas 22 agosto 2010 alle 6:40 pm

    Cinzia, ciao e grazie per la segnalazione.Ho letto tutto l'articolo e sono estremamente d'accordo, tanto che a suo tempo, in una discussione pubblica, avanzai proprio l'ipotesi che tutta quella violenza fosse un po' troppo autocompiaciuta. Per poco non m'hanno ucciso :-), perché erano tutti fan scatenati.Ti dirò che per curiosità ho visto pure i film made in Svezia e ho letto anch'io che negli USA vogliono rifarli con attori e registi americani.Per me è tutta una speculazione economica che punta sugli istinti più bassi delle persone e non credo di essere l'unico a pensarla così.Ti ringrazio molto per la visita, ciao!

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  93. amfortas 22 agosto 2010 alle 6:40 pm

    Cinzia, ciao e grazie per la segnalazione.Ho letto tutto l'articolo e sono estremamente d'accordo, tanto che a suo tempo, in una discussione pubblica, avanzai proprio l'ipotesi che tutta quella violenza fosse un po' troppo autocompiaciuta. Per poco non m'hanno ucciso :-), perché erano tutti fan scatenati.Ti dirò che per curiosità ho visto pure i film made in Svezia e ho letto anch'io che negli USA vogliono rifarli con attori e registi americani.Per me è tutta una speculazione economica che punta sugli istinti più bassi delle persone e non credo di essere l'unico a pensarla così.Ti ringrazio molto per la visita, ciao!

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  94. utente anonimo 1 ottobre 2010 alle 4:17 pm

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  95. utente anonimo 1 ottobre 2010 alle 4:17 pm

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