Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Ah vista ah vista orribile!

Il critico musicale di Repubblica, Michelangelo Zurletti, è rimasto talmente impressionato dal Macbeth di Verdi alla Scala di Milano che è stato preda delle stesse visioni, forse ancora più inquietanti, di cui soffre il protagonista maschile del capolavoro verdiano.
Ha visto e sentito cantare Leo Nucci, magari più dolente del solito, ma l’ha visto.
"Leo Nucci è per l´ennesima volta il Macbeth che conosciamo, forse un po’ più dolente del solito ma in solido possesso del ruolo."
Peccato che Nucci non abbia cantato, in quella recita.
Succede.
Dice: "Parlava della prova generale!"
Sì, come no, il 7 di aprile.
Intanto si becca il titolo di nuovo mostro.
 
 
 
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19 risposte a “Ah vista ah vista orribile!

  1. carezzadimare 8 aprile 2008 alle 8:21 pm

    Eh, non è il primo… Ho letto una volta di una recita cantata da Ghiuselev che invece era a casa con la febbre. E successo anche a me di persona – ho letto di una prova generale che secondo il critico avevo cantato io, invece l’aveva cantata la mia collega. E successo a Tel Aviv. E posso continuare… Guarda quanti mostri
    Tatiana (tani, carezzadimare)

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  2. utente anonimo 8 aprile 2008 alle 11:21 pm

    L’importante è che era “in solido possesso del ruolo”.

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  3. Moher66 9 aprile 2008 alle 7:44 am

    Però, quanto sei pignolo Amfortas, d’altronde ormai Zurletti aveva scritto quella perla, ci si era pure sforzato per partorire quelle due frasi lì che suonano tanto bene, “un pò più dolente del solito…”, “in solido possesso del ruolo…”, ora stai a guardare se Nucci abbia cantato o non cantato realmente… quello che conta è che “avrebbe cantato così”. (!!!) Secondo me dovresti essere un pò meno intransigente…
    (chissà quante ce ne rifilano a nostra insaputa…)
    :-)))))
    Elena

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  4. utente anonimo 9 aprile 2008 alle 8:03 am

    Ma una prova generale di giornalismo mai, eh?
    Chissà, a chiedergli la storia di Macbeth potrebbe venire fuori che era un principe danese.
    E sì che li pagano…

    La “trista” Margot :p

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  5. utente anonimo 9 aprile 2008 alle 12:30 pm

    da Giuliano:
    Per me, il massimo restano le recensioni “storiche” di Dulio Courir sul Corriere della Sera, con i bassi “tonanti” e altre amenità (tonante in che senso? che ha un gran volume di voce ma non sa cantare, oppure tonante come Ridderbusch? Mah!).
    Sempre in anni lontani, ricordo un critico sul Giorno (quello vero, non quello di adesso) che fece una gaffe memorabile: ma si tratta di teatro di prosa.
    Il fatto è questo: un personaggio di cui si era molto parlato, legato ad ipotesi di fiancheggiamento alle BR ma ormai scagionato, viene invitato a recitare in uno spettacolo. La cosa fa scalpore, e lui si ritira dopo le prove; ma il giorno dopo la prima il critico ne loda la prestazione come attore…
    (uno dei migliori critici dell’epoca, tra l’altro).

    Comunque consoliamoci: sui quotidiani la critica teatrale e musicale è ridotta quasi a zero. Teniamoci stretti anche le gaffes…

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  6. amfortas 9 aprile 2008 alle 2:32 pm

    Tani, intanto bentrovata!
    Poi, lo so benissimo che non è l’unico esempio, ma sai, a me queste cose danno davvero fastidio.
    Ciao!
    Octopus, anche tu hai ragione 🙂
    Elena, ogni volta che sono stato testimone di un fatto poi finito sui giornali, e non sto parlando di spettacolo, o del quale avevo una conoscenza specifica e profonda, ho letto cronache infedeli, approssimate o addirittura false.
    E dico ogni volta.
    Quindi, ce la raccontano come vogliono, non c’è nulla da fare.
    margie, chi siamo noi per dire che Nucci è un baritono e non ha cantato quella sera? Chi siamo noi per dire chi è Caino e chi è Abele?
    Giuliano, sulla terminologia da addetti ai lavori nella lirica ci sarebbe da scrivere un trattato.
    Intanto c’è poco, per non dire nulla ( e questo con buona pace di molti) di oggettivo.
    Inoltre, tu useresti l’aggettivo periclitante durante la cena con gli amici?
    Io no.
    Mi farebbero mangiare in una ciotola, lontano dal tavolo comune, solo perduto ed abbandonato.
    La prosa è trattata molto meglio della lirica, ovunque, secondo me.
    Ciao!

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  7. utente anonimo 9 aprile 2008 alle 3:44 pm

    E che dire allora di quelli che abbandonano i cani sulle autostrade?

    Margorella :p

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  8. utente anonimo 9 aprile 2008 alle 4:47 pm

    Ma Nucci è sempre troppo dolente ma in possesso del ruolo!
    Dai Amfortas, lo sanno tutti, pure Zurletti!

    Ecchecaz ;))))

    yours

    MAURO sloggato

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  9. utente anonimo 9 aprile 2008 alle 7:08 pm

    Che ridere! Lo so che magari voi seri melomani siete indignati ma è tanto buffo.
    Ciao

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  10. amfortas 10 aprile 2008 alle 7:48 am

    margie e che dire di quelli che sbagliano i rigori alla fine del primo tempo, allora?
    mauro, l’ho sempre pensato anch’io 🙂
    Ariela, ma sì, non è la fine del mondo, alla fine fa anche un po’ ridere 🙂

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  11. maurizio2 10 aprile 2008 alle 7:58 am

    Una vecchia gaffe sportiva:
    Formula 1, anno…? primi anni 80, forse….Jody Scheckter, su Ferrari, era il campione del mondo in carica, ergo correva con al sua rtossa monoposto con il numero 1 chiaramentre stampigliato sul musetto ed altrove:
    il prode telecronista Mario Poltronieri, affiancato dal fido Ezio Zermiani, commentano il GP di Argentina: Jody Scheckter, secondo i cronisti, si ritira nei primi giri. Passa un amezz’oretta e mi pare di vedere una rossa auto passare sul traguardo esponendo il numero 1….UNA VISIONE! UN MIRAGGIO!….avrò sognato…….
    Gli ineffabili telecronisti non nominano più il nome del mio idolo sudafricano, confermando l’ipotesi del miraggio…..
    Morale della favola: Scheckter arrivò sesto, in quella gara

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  12. utente anonimo 10 aprile 2008 alle 7:59 am

    Amfortas, che dire di quelli che dicono di essere amici e poi infieriscono sulle disgrazie altrui?
    E la finiamo qui, giusto?

    Margot che “deve essere la maledizione di Enrico VIII”… 😦

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  13. amfortas 10 aprile 2008 alle 9:40 am

    Maurizio2, sai che mi pare di ricordare anch’io questo episodio?
    Ma è peggio vedere e non capire o dire di avre visto senza essere stati presenti? 🙂
    margie, ok, ok, mica stiamo qui a dar lo smalto ai criceti.

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  14. ElfaProfonda 10 aprile 2008 alle 4:29 pm

    In sostanza il nostro caro amico non ha visto lo spettacolo… a lui, in quanto firma importante danno pure i biglietti buoni e lui non ha visto lo spettacolo….li odio!

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  15. amfortas 10 aprile 2008 alle 7:59 pm

    Luciana, guarda che io sto ancora sacramentando per la Norma a Bologna 🙂
    Ciao!

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  16. utente anonimo 10 aprile 2008 alle 8:58 pm

    da Giuliano:
    scusa, ma non ci resisto più:
    Ahi vista ahi vista orribile! Storna da questa il ciglio! Nel sonno udii che oravano i cortigiani, e “Dio sempre ne assista!” ei dissero, “Amen” dir volli anch’io…
    (vado avanti, ma non trascrivo)

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  17. amfortas 12 aprile 2008 alle 5:20 pm

    Giuliano, già t’immagino sotto la doccia…Una macchia…è qui tuttora… via ti dico! O Maledetta 🙂

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  18. utente anonimo 26 novembre 2009 alle 10:13 am

    Questa del NUCCI giudicato dal MICHELANGELO della critica senza che avesse cantato…è davvero mitica.
    Fortuna che a me una cosa del genere non è ancora successa nella mia pur venticinquennale attività di critico musicale. 
     Bravo Amfortas che ci fai le pulci e complimenti per il tuo blog 😉 

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  19. amfortas 26 novembre 2009 alle 1:45 pm

    Alex, ciao, come sei arrivato a questo vecchio post? 🙂
    Beh la gaffe è figlia di un (mal) costume che hanno spesso i giornali, e cioè quella di voler recensire per forza il giorno dopo la prima. È tecnicamente difficile, così mandano i critici alla generale e se succede l’imprevisto…c’è la possibilità della figuraccia.
    Ciao e grazie del passaggio 🙂

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