Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione semiseria del Barbiere di Siviglia a Venezia.

Ieri, come anticipato nel post precedente, sono stato a vedere e sentire “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini alla Fenice di Venezia.
Forse un’opera così importante meriterebbe un inquadramento storico ma, insomma, qui non siamo su di una rivista specializzata.
Basta sapere che si tratta di un melodramma buffo in due atti e che è una delle opere che, sia per la grandezza in assoluto sia per il favore che ha sempre suscitato nel pubblico, non è mai uscita dal repertorio.
Comunque, prima bisogna arrivarci, alla Fenice: ieri sono giunto a Venezia in tempi ragionevoli, nonostante che all’uscita da un autogrill, dove m’ero fermato per bere un caffé, abbia dovuto schivare uno sciame d’api inferocite. Tenete presente che io sono riuscito a farmi pungere dall’unica ape attiva del bacino mediterraneo, in febbraio, e quindi sono terrorizzato da queste inutili bestiacce.
Poi,
arrivato a Piazzale Roma ho seriamente pensato di non trovare posteggio, in quanto ieri il Mondo intero ha pensato di andare in gita a Venezia. Per fortuna mi sono ricordato che adiacente al parcheggio principale ce n’è un altro e ho lasciato la macchina all’ottavo piano, beccando con una botta di culo il penultimo spazio disponibile. (dice: Perché non ci vai in treno?– perché non posso guidarlo io ed ho un problema psicologico serio di controllo- dice: “un problema psicologico solo? E gli altri, te ne sei scordato?” –no, ma questo non è un compendio del DSM, quindi andiamo avanti-)
Per farvi capire quanto amo l’orrida Venezia, vi dico l’immagine che mi ha evocato vedere il Rialto stracolmo di gente: un gommone che può portare 10 persone che trasporta 5000 disperati.
Altrettanto poetica la sensazione di catastrofe imminente che mi ha destato vedere che almeno 4500 di quei disgraziati volevano salire sul vaporetto linea “1” sul quale eravamo già in troppi.
E qui s’impone una considerazione antropologica.
È evidente che per certi abitanti di terre lontane, abituati a stare in 1000 dove c’è spazio per 10 persone, l’unico modo per spostarsi è uccidere. (di solito con uno zainetto, ma anche roteando il primogenito a guisa di mazza)
Fanno eccezione i giapponesi, gentili all’inverosimile, che se ti urtano lievemente si scusano e minacciano di suicidarsi mangiando la fotocamera se non dai loro un repentino cenno di comprensione.
In ogni modo, ecco le mie impressioni.
Ieri, in un teatro molto affollato, si sono notate luci ed ombre.
L’allestimento di questo Barbiere è molto tradizionale, ma non fastidioso, ed è già qualcosa. Certo, magari uno che spende una fortuna per un biglietto vorrebbe qualche alzata d’ingegno, ma transeat.
Il Direttore era Antonino Fogliani, che ho sentito ultimamente in interpretazioni almeno discutibili.
Ieri è risultato sufficiente, anche se in alcune occasioni il volume dell’orchestra mi è parso troppo elevato, e questo non ha certo aiutato i cantanti, spesso lontani dal proscenio e non tutti dotati di voci particolarmente penetranti.
Il protagonista, Figaro, era impersonato da un ottimo Roberto Frontali, che frequenta il personaggio da molto tempo. Spigliato in scena, voce importante, accento giusto.
Il Conte d’Almaviva era Francesco Meli, che ho sentito ieri in gran forma. Meli ha una voce bellissima, forse la più bella tra i tenori in attività, ed è stato convincente e sicuro anche nella zona alta del pentagramma: per me è in netta ripresa, già notata al Così Fan Tutte di Parma. (i ruoli da tenore rossiniano sono un incubo, difficilissimi, lo ricordo a chi non è afflitto da addiction per la lirica)
Il migliore della serata è stato invece Bruno de Simone, che ha tratteggiato con ottimo gusto e voce salda uno spassosissimo Bartolo. Bravissimo anche nel famoso sillabato rossiniano.
La sua è stata davvero un’ottima prestazione.
Non mi è piaciuto Giovanni Furlanetto, Don Basilio.
Se la presenza scenica è buona, bisogna ricordare che si tratta pur sempre di canto, e la voce m’è sembrata spesso secca, ovattata, sorda. Quel capolavoro che è La calunnia è scivolato via senza lasciarmi nessun ricordo: un compitino svolto in fretta, ecco.
Il Fiorello di Luca Dall’Amico (un cognome sulle cui origini sarebbe bello indagare a fondo, conoscendo la provenienza “storica” dei patronimici di questo stampo, tipo Diotaiuti, Diotallevi e simili) è stato corretto.
Il caso della Berta di Giovanna Donadini, a mio avviso, rientra in quelli in cui il/la cantante riceve applausi per la simpatia del personaggio che interpreta, più che per merito proprio, perché secondo me ha urlato nel vero senso della parola in ogni intervento e mi dispiace molto sottolinearlo.
Nel caso di Rinat Shaham, la Rosina di questa recita, mi faccio più serio, per qualche momento.
Per cantare il Rossini buffo sono indispensabili alcune caratteristiche ed una certa predisposizione o attitudine: un certo brio in scena, una tecnica vocale adeguata, agilità sicure in tutti i registri, anche quello più grave.
Ora, fermo restando il rispetto che si deve all’artista, a me non sembra che Rinat possegga, al momento, queste peculiarità.
La presenza scenica è sufficiente, ma mi è sembrata poco disinvolta e un po’ ignara del senso di quello che stava cantando. La voce è davvero piccolina e nei concertati non si sentiva dalla nona fila di platea, dov’ero seduto io. (le sonorità eccessive dell’orchestra non hanno aiutato, in questo senso, ma Meli e Frontali passavano comunque)
Inoltre nella prima aria ( la celeberrima “Una voce poco fa” ) gli acuti mi sono sembrati forzati e striduli, anche se poi nel prosieguo della serata sono apparsi più centrati.
I problemi sono ancora più evidenti nelle note gravi, che sono uscite gonfiate, faticose e mai timbrate e sonore.
Insomma, credo sia il caso di rivederla, magari in una serata più felice.
Anzi, se qualcuno tra i miei lettori melomani ha l’occasione di sentirla e ne ricava un’opinione diversa dalla mia, mi farebbe piacere che me lo segnali.
Pubblico, alla fine, molto contento, che non ha lesinato consensi a tutto il cast, con una leggera, ma avvertibile, discesa dell’applausometro all’uscita di Rosina.
Buona settimana a tutti.
 
 
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30 risposte a “Recensione semiseria del Barbiere di Siviglia a Venezia.

  1. utente anonimo 21 aprile 2008 alle 3:31 pm

    Ecco, adesso sì che ho proprio voglia di andare nell’orrida Venezia.
    Per fortuna che prima c’è la sfarzosa Vienna.

    La globetrotter Margot :p

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  2. utente anonimo 21 aprile 2008 alle 3:31 pm

    Ecco, adesso sì che ho proprio voglia di andare nell’orrida Venezia.
    Per fortuna che prima c’è la sfarzosa Vienna.

    La globetrotter Margot :p

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  3. utente anonimo 21 aprile 2008 alle 5:45 pm

    da Giuliano:
    Roberto Frontali è una delle voci più belle che mi sia mai capitato di ascoltare: sono contento di sapere che è in gran forma.
    Il Barbiere è un capolavoro: l’unico problema è che “Figaro, Figaro” ormai lo reggo solo nei cartoons di Gatto Silvestro… E’ un gran pezzo, ma l’usura ha colpito gravemente, come per la Cavalcata delle Walkirie.
    (e un cenno almeno per Beaumarchais, grande autore politico: anche se Mozart e Rossini lo hanno “depoliticizzato” con cura)

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  4. utente anonimo 21 aprile 2008 alle 5:45 pm

    da Giuliano:
    Roberto Frontali è una delle voci più belle che mi sia mai capitato di ascoltare: sono contento di sapere che è in gran forma.
    Il Barbiere è un capolavoro: l’unico problema è che “Figaro, Figaro” ormai lo reggo solo nei cartoons di Gatto Silvestro… E’ un gran pezzo, ma l’usura ha colpito gravemente, come per la Cavalcata delle Walkirie.
    (e un cenno almeno per Beaumarchais, grande autore politico: anche se Mozart e Rossini lo hanno “depoliticizzato” con cura)

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  5. amfortas 21 aprile 2008 alle 6:01 pm

    margie, già non ricordo più quando vai a Vienna, vedi tu come son messo…
    Giuliano, il tuo commento dimostra come il Barbiere sia opera estremamente popolare, altrimenti non si spiegherebbe come anche alcune frasi estrapolate dal contesto dell’opera siano diventate patrimonio comune.
    Hai fatto bene a ricordare la valenza politica degli scritti di Beaumarchais. (ricordo ai lettori che dal suo Barbiere ha tratto ispirazione anche Paisiello, mentre Mozart ricavò le Nozze dall’altra opera, Mariage de Figaro)

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  6. amfortas 21 aprile 2008 alle 6:01 pm

    margie, già non ricordo più quando vai a Vienna, vedi tu come son messo…
    Giuliano, il tuo commento dimostra come il Barbiere sia opera estremamente popolare, altrimenti non si spiegherebbe come anche alcune frasi estrapolate dal contesto dell’opera siano diventate patrimonio comune.
    Hai fatto bene a ricordare la valenza politica degli scritti di Beaumarchais. (ricordo ai lettori che dal suo Barbiere ha tratto ispirazione anche Paisiello, mentre Mozart ricavò le Nozze dall’altra opera, Mariage de Figaro)

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  7. filorosso 21 aprile 2008 alle 7:04 pm

    Porca miseria, io ci devo andare tra dieci giorni, in quell’orrido posto.
    Quasi quasi preferisco le api.
    baci, filo

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  8. filorosso 21 aprile 2008 alle 7:04 pm

    Porca miseria, io ci devo andare tra dieci giorni, in quell’orrido posto.
    Quasi quasi preferisco le api.
    baci, filo

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  9. utente anonimo 21 aprile 2008 alle 7:53 pm

    Sono molto stupita di leggere che Rinat Shaham sia stata scelta per un’opera importante come Il Barbiere di Siviglia in Italia! O io non capisco proprio niente (ed è vero, lo ammetto a capo chino) o lei è munita di una forte dose di vitamina P (in Israele si dice Protetta cioè raccomandata).
    A parte questo mi diverto sempre un mondo a leggere le tue “amichevoli” osservazioni su Venezia. Questa volta, poi, con i giapponesi ti sei superato!
    Ciao scorbuticissimo Amfortas.

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  10. utente anonimo 21 aprile 2008 alle 7:53 pm

    Sono molto stupita di leggere che Rinat Shaham sia stata scelta per un’opera importante come Il Barbiere di Siviglia in Italia! O io non capisco proprio niente (ed è vero, lo ammetto a capo chino) o lei è munita di una forte dose di vitamina P (in Israele si dice Protetta cioè raccomandata).
    A parte questo mi diverto sempre un mondo a leggere le tue “amichevoli” osservazioni su Venezia. Questa volta, poi, con i giapponesi ti sei superato!
    Ciao scorbuticissimo Amfortas.

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  11. amfortas 22 aprile 2008 alle 7:44 am

    Filo, quando torni, vedrai che mi darai ragione.
    È una città invivibile, troppa gente.
    O almeno, io non ci sono abituato, ecco.
    Ariela, e pensa a quante considerazioni su Venezia mi tengo per me, perché non pubblicabili sul blog!
    In merito a Rinat Shaham, posso dire solo che l’altra sera non è stata all’altezza, ma lei dice sul suo blog che non stava bene.
    Sul discorso raccomandati, in Italia siamo maestri, ed i teatri ( a prescindere da Rinat, che probabilmente ha solo avuto una serata storta) non fanno eccezione.
    Perché mai non dovrebbe essere presente il malcostume in teatro?
    C’è ovunque, anche dal panettiere.
    Ciao 🙂

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  12. amfortas 22 aprile 2008 alle 7:44 am

    Filo, quando torni, vedrai che mi darai ragione.
    È una città invivibile, troppa gente.
    O almeno, io non ci sono abituato, ecco.
    Ariela, e pensa a quante considerazioni su Venezia mi tengo per me, perché non pubblicabili sul blog!
    In merito a Rinat Shaham, posso dire solo che l’altra sera non è stata all’altezza, ma lei dice sul suo blog che non stava bene.
    Sul discorso raccomandati, in Italia siamo maestri, ed i teatri ( a prescindere da Rinat, che probabilmente ha solo avuto una serata storta) non fanno eccezione.
    Perché mai non dovrebbe essere presente il malcostume in teatro?
    C’è ovunque, anche dal panettiere.
    Ciao 🙂

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  13. Princy60 22 aprile 2008 alle 10:55 am

    In sostanza, mi pare sia stata una giornata positiva. ;-)***

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  14. utente anonimo 22 aprile 2008 alle 8:41 pm

    Guarda l’e-mail…
    Ciao!
    Ghismunda

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  15. utente anonimo 22 aprile 2008 alle 8:41 pm

    Guarda l’e-mail…
    Ciao!
    Ghismunda

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  16. utente anonimo 22 aprile 2008 alle 10:29 pm

    sally adora i teatri affollati….i sali, presto…

    by malmostosa

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  17. utente anonimo 22 aprile 2008 alle 10:29 pm

    sally adora i teatri affollati….i sali, presto…

    by malmostosa

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  18. amfortas 23 aprile 2008 alle 8:14 am

    Marina, sì, giornata positiva e Meli ha una voce…
    Ghismunda, visto e contraccambiato in qualche modo.
    Grazie!
    Sally, i sali servono a me, oggi…

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  19. amfortas 23 aprile 2008 alle 8:14 am

    Marina, sì, giornata positiva e Meli ha una voce…
    Ghismunda, visto e contraccambiato in qualche modo.
    Grazie!
    Sally, i sali servono a me, oggi…

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  20. beabigg 23 aprile 2008 alle 9:41 am

    Te lo devo dire… “l’unico modo per spostarsi è uccidere. (di solito con uno zainetto, ma anche roteando il primogenito a guisa di mazza)” è stata la cosa più divertente che ho sentito questa settimana. Insieme a: “-ma di che film parli? -dai, quello famoso con quei tre gay che vanno in montagna… -ah, sì, Il Signore degli Anelli.”

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  21. beabigg 23 aprile 2008 alle 9:41 am

    Te lo devo dire… “l’unico modo per spostarsi è uccidere. (di solito con uno zainetto, ma anche roteando il primogenito a guisa di mazza)” è stata la cosa più divertente che ho sentito questa settimana. Insieme a: “-ma di che film parli? -dai, quello famoso con quei tre gay che vanno in montagna… -ah, sì, Il Signore degli Anelli.”

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  22. amfortas 23 aprile 2008 alle 3:11 pm

    Bea, la migliore resta sempre quella del “milione di posti di lavoro”, comunque, anche se non era questa settimana…
    E poi immagino quanto faccia ridere te, con il lavoro che fai, il dibattito (?) sulla violenza alle donne di questi giorni.
    A proposito, braccialetto o scherzetto?
    Proprio meglio buttarla sul ridere…
    Ciao, inadatta ed erotica!

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  23. amfortas 23 aprile 2008 alle 3:11 pm

    Bea, la migliore resta sempre quella del “milione di posti di lavoro”, comunque, anche se non era questa settimana…
    E poi immagino quanto faccia ridere te, con il lavoro che fai, il dibattito (?) sulla violenza alle donne di questi giorni.
    A proposito, braccialetto o scherzetto?
    Proprio meglio buttarla sul ridere…
    Ciao, inadatta ed erotica!

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  24. Moher66 23 aprile 2008 alle 6:36 pm

    Prima o poi arriverò pure a Rossini, lo sento. Sai che sono in ansia per Tosca di sabato, ma non credo che da Zeffirelli mi dovrò aspettare un soprano rimbalzante o cose simili…
    :-))) Ciao
    Elena
    p.s. evito di chiederti consiglio sugli stivali da indossare

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  25. Moher66 23 aprile 2008 alle 6:36 pm

    Prima o poi arriverò pure a Rossini, lo sento. Sai che sono in ansia per Tosca di sabato, ma non credo che da Zeffirelli mi dovrò aspettare un soprano rimbalzante o cose simili…
    :-))) Ciao
    Elena
    p.s. evito di chiederti consiglio sugli stivali da indossare

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  26. amfortas 23 aprile 2008 alle 7:31 pm

    Elena, l’allestimento di Zeffirelli è tradizionale, quindi non aspettarti nulla di strano.
    Puccini è il compositore ideale per i neofiti, perché la sua musica è emozionante e diretta.
    Mi aspetto una tua recensione, altroché stivali!
    Ciao 🙂

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  27. amfortas 23 aprile 2008 alle 7:31 pm

    Elena, l’allestimento di Zeffirelli è tradizionale, quindi non aspettarti nulla di strano.
    Puccini è il compositore ideale per i neofiti, perché la sua musica è emozionante e diretta.
    Mi aspetto una tua recensione, altroché stivali!
    Ciao 🙂

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  28. utente anonimo 24 aprile 2008 alle 9:15 am

    da Giuliano:
    e dopo Figarò, mi aspetto almeno due righe su Amaurì & Flaminì.

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  29. utente anonimo 24 aprile 2008 alle 9:15 am

    da Giuliano:
    e dopo Figarò, mi aspetto almeno due righe su Amaurì & Flaminì.

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  30. amfortas 24 aprile 2008 alle 10:08 am

    Giuliano, di calcio e di politica non parlo 🙂

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