Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Norma, Devereux e altro: largo al factotum!

Domani, al Teatro Comunale di Bologna, assisterò alla seconda replica della Norma, protagonista ancora il primo cast. (Dessì, Armiliato, Aldrich)
Intanto, a Trieste è ormai ufficiale da qualche giorno (ma la notizia circolava da tempo) la rinuncia di Eva Mei all’esordio nel Roberto Devereux, che debutta al Verdi giovedì prossimo. Per la sostituzione è stato scelto il soprano Nelly Miricioiu.
Cosa mi aspetto da questa trasferta in terra emiliana?
Risposta facile: emozioni.
Le scariche di adrenalina che solo l’ascolto in teatro può dare e che rendono unica ogni recita.
La novità sostanziale, in realtà, è che vado a Bologna in treno, mezzo di trasporto popolarissimo ma che non incontra il mio personale favore, visti i miei noti (almeno a me, ovvio) problemi di controllo.
Probabilmente chiederò al conducente di lasciarmi guidare.
Qualcuno mi ha chiesto dove ho preso ispirazione per il mio pezzo su Rotocalco. (a proposito, grazie a tutti gli amici che si sono complimentati)
Qui la risposta è un po’ più complessa.
Diciamo che la sconfitta, anzi la disfatta della sinistra mi ha fatto pensare a molte cose, e che la lettura di questo libro straordinario ha completato l’opera.
Sembra che io stia attraversando un buon momento, dal punto di vista della creatività.
La Perrone, dopo aver pubblicato un mio racconto in questa antologia, mi degna ancora della sua attenzione, e raccoglie il mio contributo per un instant anthology dedicata all’erotismo.
Il racconto s’intitola “Il successo apre tutte le finestre”.
L’immaginazione al Potere, antico motto sessantottino ormai desueto, ritrova improvvisamente un senso concreto. (strasmile)
Buon fine settimana a tutti.
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13 risposte a “Norma, Devereux e altro: largo al factotum!

  1. utente anonimo 3 maggio 2008 alle 3:01 pm

    Se non fosse che spesso sono in ritardo, viaggiare in treno lo trovo molto distensivo, al contrario dell’auto. Buon ascolto e buone emozioni per la Norma.
    Ho letto il tuo pezzo su Rotocalco. All’inizio non capivo, ma poi…
    Anch’io ho pensato molto alla disfatta della sinistra, ma poi mi sono detta: Ma dov’era la sinistra in Italia?
    Ciao Am ed emozionantissimo fine settimana
    Mary

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  2. utente anonimo 3 maggio 2008 alle 3:01 pm

    Se non fosse che spesso sono in ritardo, viaggiare in treno lo trovo molto distensivo, al contrario dell’auto. Buon ascolto e buone emozioni per la Norma.
    Ho letto il tuo pezzo su Rotocalco. All’inizio non capivo, ma poi…
    Anch’io ho pensato molto alla disfatta della sinistra, ma poi mi sono detta: Ma dov’era la sinistra in Italia?
    Ciao Am ed emozionantissimo fine settimana
    Mary

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  3. utente anonimo 3 maggio 2008 alle 3:01 pm

    Se non fosse che spesso sono in ritardo, viaggiare in treno lo trovo molto distensivo, al contrario dell’auto. Buon ascolto e buone emozioni per la Norma.
    Ho letto il tuo pezzo su Rotocalco. All’inizio non capivo, ma poi…
    Anch’io ho pensato molto alla disfatta della sinistra, ma poi mi sono detta: Ma dov’era la sinistra in Italia?
    Ciao Am ed emozionantissimo fine settimana
    Mary

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  4. utente anonimo 3 maggio 2008 alle 6:35 pm

    Dalla parte degli sconfitti, degli “sterminati”… viviamo uno stato d’animo simile che ci porta a leggere libri simili.
    Ciao, girovago!
    Ghismunda

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  5. utente anonimo 3 maggio 2008 alle 6:35 pm

    Dalla parte degli sconfitti, degli “sterminati”… viviamo uno stato d’animo simile che ci porta a leggere libri simili.
    Ciao, girovago!
    Ghismunda

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  6. utente anonimo 3 maggio 2008 alle 6:35 pm

    Dalla parte degli sconfitti, degli “sterminati”… viviamo uno stato d’animo simile che ci porta a leggere libri simili.
    Ciao, girovago!
    Ghismunda

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  7. utente anonimo 4 maggio 2008 alle 8:12 pm

    Non ci crederai, non ci credo neanche io infatti, ma ieri ho cominciato a leggere il libro di Pahor, e prima di leggere questo post… avere delle cose in comune con te mi fa paura…

    Margot :p

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  8. utente anonimo 4 maggio 2008 alle 8:12 pm

    Non ci crederai, non ci credo neanche io infatti, ma ieri ho cominciato a leggere il libro di Pahor, e prima di leggere questo post… avere delle cose in comune con te mi fa paura…

    Margot :p

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  9. utente anonimo 4 maggio 2008 alle 8:12 pm

    Non ci crederai, non ci credo neanche io infatti, ma ieri ho cominciato a leggere il libro di Pahor, e prima di leggere questo post… avere delle cose in comune con te mi fa paura…

    Margot :p

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  10. utente anonimo 4 maggio 2008 alle 8:35 pm

    da Giuliano:
    Roberto Devereux? “Nol conosco”, come direbbe Figaro (quello di Vienna). A dire il vero, non so nemmeno chi era Roberto Devereux quello vero.

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  11. utente anonimo 4 maggio 2008 alle 8:35 pm

    da Giuliano:
    Roberto Devereux? “Nol conosco”, come direbbe Figaro (quello di Vienna). A dire il vero, non so nemmeno chi era Roberto Devereux quello vero.

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  12. utente anonimo 4 maggio 2008 alle 8:35 pm

    da Giuliano:
    Roberto Devereux? “Nol conosco”, come direbbe Figaro (quello di Vienna). A dire il vero, non so nemmeno chi era Roberto Devereux quello vero.

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  13. amfortas 5 maggio 2008 alle 12:01 pm

    Giuliano, sul Roberto Devereux sarò più preciso nei prossimi giorni, se trovo il tempo…

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