Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Questa non è una critica (cit.): recensione semiseria di Norma a Bologna.

Recita spettacolare di Norma ieri al Comunale di Bologna.
Un vero e proprio trionfo per tutti.

Condiviso il parere che chi c’è stato ha avuto la fortuna di beccare una serata d’altri tempi, mi verrebbe da dire, ma sarebbe ingiusto, perciò sottolineo che questi tempi e questi artisti ci hanno restituito un’opera meravigliosa, difficilissima da eseguire, al rango interpretativo che merita.
Ho provato in ogni modo ad inserire nel post le foto dello spettacolo, ma è compito troppo arduo per la mia testolina, quindi cliccate qui, ce ne sono molte ed anche abbastanza belle.
Le attese degli appassionati erano alte e sono state premiate ampiamente da tutti gli Artisti.
Daniela Dessì ha ottenuto lo scopo che si era prefissa a suo tempo e chiaramente acclarate nell’intervista che ho pubblicato qualche giorno fa: quello di cantare la sua Norma, frutto della propria esperienza e conoscenza.
Se il recitativo“Sediziose voci”, scolpito con accento perfetto, dizione chiarissima, gusto impeccabile e volume sorprendente, ha inchiodato tutti alla poltrona, la cavatina“Casta Diva” ha commosso nel vero senso della parola. Un mio vicino di palco, frequentatore abituale del teatro bolognese e non giovanissimo, ha pianto come un bambino. Nella scena finale, nella quale Norma si accusa e salva Adalgisa, ha pianto ex-Ripley Betta, mia moglie. [ non giovanissima neanche lei (strasmile)]
Io facevo finta di niente, perché gli uomini veri non esternano i loro sentimenti. (smile)
Non è questo il luogo deputato ad una critica circostanziata, ma davvero Daniela Dessì è stata magnifica nell’impersonare la sacerdotessa druidica che paga il delitto di aver voluto essere anche donna. Inoltre, Dessì ha una presenza scenica soggiogante, frutto della sua innata teatralità e della coscienza dei propri mezzi.
Fabio Armiliato ha connotato Pollione di quel pizzico di temperamento in più che, a mio gusto, era mancato nella prima recita: n’è uscito un personaggio vero, umano, innamorato, ma pur sempre un proconsole romano, bisogna ricordarlo.
Della sua prestazione bellissima vorrei evidenziare due momenti: il duetto con Adalgisa e quello con Norma, entrambi intensissimi, cantati bene, con gusto appropriato e nessuna concessione ad intemperanze caratteriali.
Sorprendente l’Adalgisa di Kate Aldrich, che ha saputo rendere correttamente la purezza del personaggio, il lato femminile turbato, l’angoscia di un amore clandestino, vissuto con le remore morali di chi sente di commettere un peccato.
Voce sontuosa, ricca d’armonici, calda ed a suo agio in tutto il registro: molto suggestive le note gravi, che, absit iniuria verbis, mi hanno ricordato (ho detto ricordato, per favore) niente meno che Marilyn Horne. (ed ora scatenatevi, forza!)
Antonello Ceron e Marie Luce Erard sono stati all’altezza, nelle loro caratterizzazioni di Flavio e Clotilde.
Il Coro, forse sacrificato dal punto di vista scenico ad un’eccessiva staticità, è stato ottimo.
Il direttore Pidò non mi ha convinto pienamente, ma in ogni caso anche lui non ha certo demeritato: forse il volume dell’orchestra si poteva tenere più basso, ma ero proprio sopra all’orchestra.
Un piccolo aneddoto me lo rende comunque simpatico: quando, alla fine di Casta Diva, il pubblico ha interrotto con un boato spaventoso d’applausi la coda della cavatina di Dessì, si è disperato prima, e poi ha sorriso contento per il trionfo della cantante.
La regia di Federico Tiezzi ha qualche contraddizione evidente, però non disturba i cantanti, non distoglie l’attenzione dalla musica ed è molto gradevole da vedere. Va detto che al ritorno, in treno, ho letto nel programma di sala (ricchissimo, complimenti al Teatro) il suo percorso d’approccio all’opera: la sua idea di Norma come simbolo del trapasso tra due ere è discutibile, ma l’ha realizzata con coerenza.
Mi spiace di non essere bravo a scrivere come vorrei, per passare meglio a chi legge le grandi emozioni che mi ha suscitato questa recita.
Per fortuna mi consolo sempre leggendo in giro per la Rete.
Il pubblico, che definire numeroso mi sembra davvero poco (un casino allucinante!) ha salutato tutti gli artisti con applausi ed interminabili ovazioni.
Non ho, come altri pretendono, doti divinatorie nè parlo con i morti: però il mio cuore d’appassionato melomane mi suggerisce che Bellini avrebbe applaudito pure lui.
Certo, poi ci sarebbe da dire cosa è diventata la mia Bologna, ma transeat…magari nei commenti, o in un altro post, scriverò qualcosa.
Buona settimana a tutti.
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36 risposte a “Questa non è una critica (cit.): recensione semiseria di Norma a Bologna.

  1. Chambre09 5 maggio 2008 alle 12:08 pm

    la Norma opera difficilissima ed ostica..ricordo di averla vista una sola volt a firenze, ma non è nelle mie corde, sì, vorrei tu descrivessi la tua Bologna,
    a presto

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  2. Chambre09 5 maggio 2008 alle 12:08 pm

    la Norma opera difficilissima ed ostica..ricordo di averla vista una sola volt a firenze, ma non è nelle mie corde, sì, vorrei tu descrivessi la tua Bologna,
    a presto

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  3. Chambre09 5 maggio 2008 alle 12:08 pm

    la Norma opera difficilissima ed ostica..ricordo di averla vista una sola volt a firenze, ma non è nelle mie corde, sì, vorrei tu descrivessi la tua Bologna,
    a presto

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  4. bobregular 5 maggio 2008 alle 1:03 pm

    ascolto radiofonico barcaccesco, una Casta Diva (seconda parte perché la prima era quella dei sette (sic) squilli di cellulare) molto bella. Dessì ha una padronanza della dinamica davvero notevole.

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  5. calaminta 5 maggio 2008 alle 2:26 pm

    Dev’essere stata una bella emozione anche per te che sei un esperto immagino 😉
    Ciao!

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  6. calaminta 5 maggio 2008 alle 2:26 pm

    Dev’essere stata una bella emozione anche per te che sei un esperto immagino 😉
    Ciao!

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  7. calaminta 5 maggio 2008 alle 2:26 pm

    Dev’essere stata una bella emozione anche per te che sei un esperto immagino 😉
    Ciao!

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  8. utente anonimo 5 maggio 2008 alle 2:33 pm

    Sono passata e ho letto, di più non posso dire. E non avrei detto neanche questo, se tu non rompessi tanto.

    Ah dimenticavo, bentornato. *^___^

    Margot

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  9. utente anonimo 5 maggio 2008 alle 2:33 pm

    Sono passata e ho letto, di più non posso dire. E non avrei detto neanche questo, se tu non rompessi tanto.

    Ah dimenticavo, bentornato. *^___^

    Margot

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  10. utente anonimo 5 maggio 2008 alle 2:33 pm

    Sono passata e ho letto, di più non posso dire. E non avrei detto neanche questo, se tu non rompessi tanto.

    Ah dimenticavo, bentornato. *^___^

    Margot

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  11. utente anonimo 5 maggio 2008 alle 4:04 pm

    Mi accodo a Margot, insomma, letto e sorriso pure qua e là, quasi fatto la ola per i complimenti ai cantanti ma lo sai, lascio solo un passaggio di lettura per il resto posso contribuire davvero poco.

    Ma dai, anche per te Bologna diventa la Tua Bologna? 🙂

    grisù

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  12. utente anonimo 5 maggio 2008 alle 4:04 pm

    Mi accodo a Margot, insomma, letto e sorriso pure qua e là, quasi fatto la ola per i complimenti ai cantanti ma lo sai, lascio solo un passaggio di lettura per il resto posso contribuire davvero poco.

    Ma dai, anche per te Bologna diventa la Tua Bologna? 🙂

    grisù

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  13. utente anonimo 5 maggio 2008 alle 4:04 pm

    Mi accodo a Margot, insomma, letto e sorriso pure qua e là, quasi fatto la ola per i complimenti ai cantanti ma lo sai, lascio solo un passaggio di lettura per il resto posso contribuire davvero poco.

    Ma dai, anche per te Bologna diventa la Tua Bologna? 🙂

    grisù

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  14. beabigg 5 maggio 2008 alle 4:56 pm

    Vorrei sapere qualcosa dell’allestimento scenico… sbaglio o è ad opera di Bisleri?

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  15. bobregular 5 maggio 2008 alle 7:08 pm

    ovviamente il blog innominabile non risparmia critiche neanche stavolta, proponendo l’ascolto di mp3 con Rosa Ponselle, Gina Cigna (si sono scordati Anita Garibaldi…).

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  16. amfortas 5 maggio 2008 alle 7:23 pm

    Chambre, appena ho tempo scriverò qualcosa sulla sensazione che ho provato a rivedere Bologna così degradata, ma già da questa mia risposta capisci, credo.
    Ciao.
    Bob, il Casta Diva della Barcaccia credo fosse della prima serata, non ho modo di appurare ora.
    Flo sì assolutamente, è stata una grandissima emozione.
    margie, tu intanto sei sempre benvenuta, da queste parti 🙂
    Grisù, come già detto più volte, io sono del tutto ignaro del 99% delle cose che succedono al mondo, quindi grazie di essere passata.
    Bea è di Bisleri sì, lo rivediamo a Trieste la prossima stagione questo spettacolo, s enon ci sono novità.
    Le scene sono molto belle, l’idea registica di Tiezzi discutibile, ma come detto nel post la persegue fino in fondo e quindi va bene così.
    Lo spettacolo è la ripresa di un allestimento al Petruzzelli, prima del rogo, e si rifà ai bozzetti di Mario Schifano.
    Tutto gira intorno a due elementi simbolici tipicamente nordici, diciamo così: la quercia e la luna.
    Nello svolgersi della trama dell’opera, i due elementi cambiano e acquistano drammaticità, giocando con le luci ed i colori.
    Gli altri elementi di scena sono un mix di neoclassicismo e modernità: spettacolo da vedere, comunque.
    Purroppo in sala non si possono scattare foto, e quelle su flickr non rendono giustizia al lavoro di Bisleri, che collaborò proprio con Schifano al primo progetto barese.
    Ciao.

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  17. amfortas 5 maggio 2008 alle 7:23 pm

    Chambre, appena ho tempo scriverò qualcosa sulla sensazione che ho provato a rivedere Bologna così degradata, ma già da questa mia risposta capisci, credo.
    Ciao.
    Bob, il Casta Diva della Barcaccia credo fosse della prima serata, non ho modo di appurare ora.
    Flo sì assolutamente, è stata una grandissima emozione.
    margie, tu intanto sei sempre benvenuta, da queste parti 🙂
    Grisù, come già detto più volte, io sono del tutto ignaro del 99% delle cose che succedono al mondo, quindi grazie di essere passata.
    Bea è di Bisleri sì, lo rivediamo a Trieste la prossima stagione questo spettacolo, s enon ci sono novità.
    Le scene sono molto belle, l’idea registica di Tiezzi discutibile, ma come detto nel post la persegue fino in fondo e quindi va bene così.
    Lo spettacolo è la ripresa di un allestimento al Petruzzelli, prima del rogo, e si rifà ai bozzetti di Mario Schifano.
    Tutto gira intorno a due elementi simbolici tipicamente nordici, diciamo così: la quercia e la luna.
    Nello svolgersi della trama dell’opera, i due elementi cambiano e acquistano drammaticità, giocando con le luci ed i colori.
    Gli altri elementi di scena sono un mix di neoclassicismo e modernità: spettacolo da vedere, comunque.
    Purroppo in sala non si possono scattare foto, e quelle su flickr non rendono giustizia al lavoro di Bisleri, che collaborò proprio con Schifano al primo progetto barese.
    Ciao.

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  18. amfortas 5 maggio 2008 alle 7:23 pm

    Chambre, appena ho tempo scriverò qualcosa sulla sensazione che ho provato a rivedere Bologna così degradata, ma già da questa mia risposta capisci, credo.
    Ciao.
    Bob, il Casta Diva della Barcaccia credo fosse della prima serata, non ho modo di appurare ora.
    Flo sì assolutamente, è stata una grandissima emozione.
    margie, tu intanto sei sempre benvenuta, da queste parti 🙂
    Grisù, come già detto più volte, io sono del tutto ignaro del 99% delle cose che succedono al mondo, quindi grazie di essere passata.
    Bea è di Bisleri sì, lo rivediamo a Trieste la prossima stagione questo spettacolo, s enon ci sono novità.
    Le scene sono molto belle, l’idea registica di Tiezzi discutibile, ma come detto nel post la persegue fino in fondo e quindi va bene così.
    Lo spettacolo è la ripresa di un allestimento al Petruzzelli, prima del rogo, e si rifà ai bozzetti di Mario Schifano.
    Tutto gira intorno a due elementi simbolici tipicamente nordici, diciamo così: la quercia e la luna.
    Nello svolgersi della trama dell’opera, i due elementi cambiano e acquistano drammaticità, giocando con le luci ed i colori.
    Gli altri elementi di scena sono un mix di neoclassicismo e modernità: spettacolo da vedere, comunque.
    Purroppo in sala non si possono scattare foto, e quelle su flickr non rendono giustizia al lavoro di Bisleri, che collaborò proprio con Schifano al primo progetto barese.
    Ciao.

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  19. amfortas 5 maggio 2008 alle 7:40 pm

    Bob, sai che recita il libretto di sala?
    Cita, tra le altre, due cose fondamentali: la prima mi era ovviamente nota, e cioè che la prima rappresentazione della Norma, il 26 dicembre 1831 alla Scala di Milano fu sostanzialmente un fiasco sotto ogni punto di vista.
    Poi, tra le note si legge che il critico del Resto del Carlino, magnificando le doti di Ines De Frate che era stata protestata da Toscanini per la Norma, dice sdegnato:
    …( la De Frate)…pastosità e per estensione della voce, la rara soavità dell’espressione, una esatta e sobria misura dell’azione, una intelligenza non comune ed un intuito musicale di prim’ordine, cui vanno aggiunte la efficacia del metodo e la perfetta conoscenza dello stile classico musicale…la rendono incontrastabilmente degna di quella gloriosa tradizione del canto drammatico i cui proseliti vanno a poco a poco scomparendo.
    Siamo nel 1899.
    Vuoi sapere il nome del critico?
    Non pervenuto, com’è giusto che sia.
    Punto.
    Ciao 🙂

    Mi piace

  20. amfortas 5 maggio 2008 alle 7:40 pm

    Bob, sai che recita il libretto di sala?
    Cita, tra le altre, due cose fondamentali: la prima mi era ovviamente nota, e cioè che la prima rappresentazione della Norma, il 26 dicembre 1831 alla Scala di Milano fu sostanzialmente un fiasco sotto ogni punto di vista.
    Poi, tra le note si legge che il critico del Resto del Carlino, magnificando le doti di Ines De Frate che era stata protestata da Toscanini per la Norma, dice sdegnato:
    …( la De Frate)…pastosità e per estensione della voce, la rara soavità dell’espressione, una esatta e sobria misura dell’azione, una intelligenza non comune ed un intuito musicale di prim’ordine, cui vanno aggiunte la efficacia del metodo e la perfetta conoscenza dello stile classico musicale…la rendono incontrastabilmente degna di quella gloriosa tradizione del canto drammatico i cui proseliti vanno a poco a poco scomparendo.
    Siamo nel 1899.
    Vuoi sapere il nome del critico?
    Non pervenuto, com’è giusto che sia.
    Punto.
    Ciao 🙂

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  21. amfortas 5 maggio 2008 alle 7:40 pm

    Bob, sai che recita il libretto di sala?
    Cita, tra le altre, due cose fondamentali: la prima mi era ovviamente nota, e cioè che la prima rappresentazione della Norma, il 26 dicembre 1831 alla Scala di Milano fu sostanzialmente un fiasco sotto ogni punto di vista.
    Poi, tra le note si legge che il critico del Resto del Carlino, magnificando le doti di Ines De Frate che era stata protestata da Toscanini per la Norma, dice sdegnato:
    …( la De Frate)…pastosità e per estensione della voce, la rara soavità dell’espressione, una esatta e sobria misura dell’azione, una intelligenza non comune ed un intuito musicale di prim’ordine, cui vanno aggiunte la efficacia del metodo e la perfetta conoscenza dello stile classico musicale…la rendono incontrastabilmente degna di quella gloriosa tradizione del canto drammatico i cui proseliti vanno a poco a poco scomparendo.
    Siamo nel 1899.
    Vuoi sapere il nome del critico?
    Non pervenuto, com’è giusto che sia.
    Punto.
    Ciao 🙂

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  22. luanossa 5 maggio 2008 alle 9:24 pm

    No che mi sono persa!!!
    caspita, avrei voluto tanto essere li con voi.
    Spero almeno di riuscire a vedere uno delle ultime recite.

    Paolo…sono curiosa…dimmi cosa ne pensi della Bologna di oggi.

    ziao, Lu.

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  23. luanossa 5 maggio 2008 alle 9:24 pm

    No che mi sono persa!!!
    caspita, avrei voluto tanto essere li con voi.
    Spero almeno di riuscire a vedere uno delle ultime recite.

    Paolo…sono curiosa…dimmi cosa ne pensi della Bologna di oggi.

    ziao, Lu.

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  24. luanossa 5 maggio 2008 alle 9:24 pm

    No che mi sono persa!!!
    caspita, avrei voluto tanto essere li con voi.
    Spero almeno di riuscire a vedere uno delle ultime recite.

    Paolo…sono curiosa…dimmi cosa ne pensi della Bologna di oggi.

    ziao, Lu.

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  25. Persephassa 5 maggio 2008 alle 9:37 pm

    Davvero davvero emozionante!! Uno spettacolo riuscitissimo, con una Dessì impressionante! Sono uscita da teatro davvero esaltata!!
    p.s. ma ci siamo visti???

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  26. Persephassa 5 maggio 2008 alle 9:37 pm

    Davvero davvero emozionante!! Uno spettacolo riuscitissimo, con una Dessì impressionante! Sono uscita da teatro davvero esaltata!!
    p.s. ma ci siamo visti???

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  27. Persephassa 5 maggio 2008 alle 9:37 pm

    Davvero davvero emozionante!! Uno spettacolo riuscitissimo, con una Dessì impressionante! Sono uscita da teatro davvero esaltata!!
    p.s. ma ci siamo visti???

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  28. amfortas 6 maggio 2008 alle 9:54 am

    Luana, spero tu vda lo spettacolo, perché ne vale davvero la pena.
    Su Bologna che vuoi che ti dica…tu ci vivi e sai meglio di me di che sto parlando, ma forse quando ho tempo scriverò qualcosa.
    Ciao!
    Persephassa, non sei stata l’unica ad esaltarsi, credimi.
    Ci siamo visti? Non lo so.
    Normalmente passo inosservato, ma sono facilmente rintracciabile, comunque; su OC ci sono alcune foto che mi ritraggono in tutto il mio straordinario splendore.
    Ciao 🙂

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  29. amfortas 6 maggio 2008 alle 9:54 am

    Luana, spero tu vda lo spettacolo, perché ne vale davvero la pena.
    Su Bologna che vuoi che ti dica…tu ci vivi e sai meglio di me di che sto parlando, ma forse quando ho tempo scriverò qualcosa.
    Ciao!
    Persephassa, non sei stata l’unica ad esaltarsi, credimi.
    Ci siamo visti? Non lo so.
    Normalmente passo inosservato, ma sono facilmente rintracciabile, comunque; su OC ci sono alcune foto che mi ritraggono in tutto il mio straordinario splendore.
    Ciao 🙂

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  30. amfortas 6 maggio 2008 alle 9:54 am

    Luana, spero tu vda lo spettacolo, perché ne vale davvero la pena.
    Su Bologna che vuoi che ti dica…tu ci vivi e sai meglio di me di che sto parlando, ma forse quando ho tempo scriverò qualcosa.
    Ciao!
    Persephassa, non sei stata l’unica ad esaltarsi, credimi.
    Ci siamo visti? Non lo so.
    Normalmente passo inosservato, ma sono facilmente rintracciabile, comunque; su OC ci sono alcune foto che mi ritraggono in tutto il mio straordinario splendore.
    Ciao 🙂

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  31. utente anonimo 7 maggio 2008 alle 12:24 pm

    da Giuliano:
    quella dei critici che recensiscono solo la prima è una vecchia storia. Mi ricordo anch’io di tante recite magnifiche dopo la prima, che era andata malino: ma i giornali sono fatti così, non è nemmeno colpa dei critici. Chi va a teatro lo sa, gli altri comandano e fanno il trend…

    Mi piace

  32. utente anonimo 7 maggio 2008 alle 12:24 pm

    da Giuliano:
    quella dei critici che recensiscono solo la prima è una vecchia storia. Mi ricordo anch’io di tante recite magnifiche dopo la prima, che era andata malino: ma i giornali sono fatti così, non è nemmeno colpa dei critici. Chi va a teatro lo sa, gli altri comandano e fanno il trend…

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  33. utente anonimo 7 maggio 2008 alle 12:24 pm

    da Giuliano:
    quella dei critici che recensiscono solo la prima è una vecchia storia. Mi ricordo anch’io di tante recite magnifiche dopo la prima, che era andata malino: ma i giornali sono fatti così, non è nemmeno colpa dei critici. Chi va a teatro lo sa, gli altri comandano e fanno il trend…

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  34. amfortas 7 maggio 2008 alle 2:52 pm

    Giuliano, e come abbiamo visto poco tempo fa, qualche volta non criticano la prima ma la generale, o addirittura s’inventano tutto.
    Succede molto più spesso di quello che risulti a tutti.

    Mi piace

  35. amfortas 7 maggio 2008 alle 2:52 pm

    Giuliano, e come abbiamo visto poco tempo fa, qualche volta non criticano la prima ma la generale, o addirittura s’inventano tutto.
    Succede molto più spesso di quello che risulti a tutti.

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  36. amfortas 7 maggio 2008 alle 2:52 pm

    Giuliano, e come abbiamo visto poco tempo fa, qualche volta non criticano la prima ma la generale, o addirittura s’inventano tutto.
    Succede molto più spesso di quello che risulti a tutti.

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