Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Leyla Gencer. (1928-2008)

Le incomprensibili strategie che regolano la vita e la morte, ci hanno tolto proprio Leyla Gencer, che resuscitò , per la gioia di tutti noi melomani, il personaggio di Elisabetta I, Regina d’Inghilterra nel Roberto Devereux di Gaetano Donizetti.
Parafrasando un verso di Cammarano e rifacendomi allo scempio della prima recita a Trieste, ho intitolato la mia critica per Operaclick “Di gemiti, e grida il Teatro rimbomba!”.
Ebbene, nella sesta scena del III atto, ci sono altri versi che vale la pena ricordare ora.
“Ah! Non sia chi dica in terra: la Regina d’Inghilterra ho veduto lagrimar.”
Molte generazioni di appassionati, l’hanno sicuramente sentita e ascoltata, questa Regina che piange.
Oggi è il turno delle nostre lacrime.
 
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8 risposte a “Leyla Gencer. (1928-2008)

  1. bobregular 10 maggio 2008 alle 6:10 pm

    Leyla, you’ve got me on my knees[..] Apprendo con tristezza da amfortas che Leyla Gencer ci ha lasciati stanotte. Qui un suo profilo ed alcuni ascolti. [..]

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  2. bobregular 10 maggio 2008 alle 6:10 pm

    Leyla, you’ve got me on my knees[..] Apprendo con tristezza da amfortas che Leyla Gencer ci ha lasciati stanotte. Qui un suo profilo ed alcuni ascolti. [..]

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  3. calaminta 11 maggio 2008 alle 8:19 am

    Nessun quotidiano ne ha dato notizia, mi sembra… certo non era Britney Spears altrimenti adesso ci sarebbe una massiccia campagna mediatica, forse i migliori se ne vanno in silenzio…

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  4. utente anonimo 11 maggio 2008 alle 8:30 am

    da Giuliano:
    Ho ascoltato Leyla Gencer una volta sola, in un recital con Nikita Magaloff: se non ricordo male erano lieder di Chopin, cosa rara. Il recital era nell’aula magna della scuola dove avevo studiato, a Como: tutto cemento armato, poltrone di plastica. La Gencer era scandalizzata, ma cantò lo stesso.
    Oggi su Repubblica (non oso pensare agli altri) c’è un trafiletto dal titolo “l’erede della Callas”. Ma se avevano quasi la stessa età… (Maria Callas era del ’23, la Gencer del ’28). Mah!

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  5. utente anonimo 11 maggio 2008 alle 8:30 am

    da Giuliano:
    Ho ascoltato Leyla Gencer una volta sola, in un recital con Nikita Magaloff: se non ricordo male erano lieder di Chopin, cosa rara. Il recital era nell’aula magna della scuola dove avevo studiato, a Como: tutto cemento armato, poltrone di plastica. La Gencer era scandalizzata, ma cantò lo stesso.
    Oggi su Repubblica (non oso pensare agli altri) c’è un trafiletto dal titolo “l’erede della Callas”. Ma se avevano quasi la stessa età… (Maria Callas era del ’23, la Gencer del ’28). Mah!

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  6. pears 11 maggio 2008 alle 10:09 am

    Ho avuto notizia ieri sera dal Gatto, sono desolatissimo…

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  7. amfortas 12 maggio 2008 alle 7:05 am

    Bob, grazie della citazione.
    Flo, meglio che la notizia sia rimasta per pochi, almeno si evita la solita gazzarra indegna.
    Giuliano, purtroppo la Callas è il metro di paragone per ogni soprano che se ne va…ed è assurdo perché ogni artista ha le sue peculiarità.
    Nel caso di Leyla Gencer c’è anche da dire che l’approccio psicologico ai personaggi era simile, come primo impatto. (Norma, Lady Macbeth)
    pears, anch’io sono proprio triste, perché il suo modo di fare teatro era quello più bello, più coinvolgente.

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  8. amfortas 12 maggio 2008 alle 7:05 am

    Bob, grazie della citazione.
    Flo, meglio che la notizia sia rimasta per pochi, almeno si evita la solita gazzarra indegna.
    Giuliano, purtroppo la Callas è il metro di paragone per ogni soprano che se ne va…ed è assurdo perché ogni artista ha le sue peculiarità.
    Nel caso di Leyla Gencer c’è anche da dire che l’approccio psicologico ai personaggi era simile, come primo impatto. (Norma, Lady Macbeth)
    pears, anch’io sono proprio triste, perché il suo modo di fare teatro era quello più bello, più coinvolgente.

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