Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Paese che vai, usanze che trovi.

Insomma, lo scorso fine settimana avrei voluto godermi di nuovo questo panorama.
 

Tramonto Rovigno 6.08.06

In realtà, non mi sono goduto nulla, anzi, mi sono pure inferocito.
La Croazia, lo ripeto da tempo, nonostante sia probabile l’entrata in Europa nel 2010, non è ancora un Paese nel quale ci sia una parvenza di certezza del diritto.
Dovevo rinnovare il permesso di navigazione per il mio barchino, perciò mi sono recato alla Capitaneria di Porto di Umago (Umag).
Nell’ufficio preposto ci sono una dipendente civile ed un sottufficiale della Capitaneria.
Presento le scartoffie (vecchio permesso, patente nautica, assicurazione ecc ecc), tutto sembra in ordine, anzi la signorina è pure gentile e non è obbligatorio sorridere.
Ad un certo punto, il solerte sottufficiale, evidentemente infastidito dalla mia presenza, mi chiede: “Dov’è la barca?”
Io: “A Rovigno.”
Lui: “Allora va a Rovigno, a fare il permesso di navigazione!”
Dal momento che ho esperienza vastissima di questo genere di malcostume, particolarmente pervicace nei confronti degli italiani, trattengo a stento mia moglie, che stava per fare dell’ufficio un locale all’aperto (proseguire nella lettura, grazie), e me ne vado.
Il giorno dopo, a Rovigno (Rovinj), io ed ex-Ripley decidiamo di andare a fare colazione in un bar, con un caffè ed una brioche.
Ho dovuto girare cinque esercizi prima di trovarne uno nel quale si sono degnati di servirmi in piedi (solo il caffé, peraltro), senza che fossi obbligato a sedermi al tavolo e quindi pagare di più, evidentemente.
Da notare, che essendo io capace di leggere e non ipovedente, non ho notato alcun avviso che mi avvertisse che il servizio al banco non fosse previsto.
Bene.
Vado in Capitaneria a Rovigno, dove in tre minuti mi hanno rinnovato il permesso che mi serviva.
Nonostante avessi scongiurato ex-Ripley di tacere, lei ha posto ugualmente la domanda fatidica:
“Scusi, come mai ieri a Umago non ci hanno voluto far sbrigare la pratica?”
Questa la risposta dell’imbarazzatissima impiegata:
“Non so che dire, non avranno avuto voglia, davvero non lo so.”
Secondo voi, è peggio la parte burocratica di questo aneddoto o quella aromatica?
io ci sto pensando.
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17 risposte a “Paese che vai, usanze che trovi.

  1. daland 14 maggio 2008 alle 4:30 pm

    In compenso – magari – a Umag ti sevono il caffè anche mentre cammini per strada, senza sovrapprezzo…

    Mai pretendere troppe cose insieme dalla vita!

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  2. utente anonimo 14 maggio 2008 alle 4:59 pm

    Per me è peggio è la parte aromatica: troppo venale. Per quanto riguarda quella burocratica, che dire? Ho un alunno croato: lui e la sua famiglia sono di una gentilezza più unica che rara. Che il tutto non dipenda dai paesi, ma dai singoli?
    Ciao!

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  3. utente anonimo 14 maggio 2008 alle 5:20 pm

    Ahhh come mi è simpatica la ex Ripley! E come la capisco!

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  4. amfortas 14 maggio 2008 alle 5:32 pm

    Daland, basterebbe la normalità…gli effetti speciali non servono!
    Ghismunda, non voglio generalizzare, però posso contare su di una base statistica piuttosto rilevante, capisci?
    Anch’io conosco qualche croato a posto, e pure molti italiani delinquenti o cretini…
    Ariela, te la raccomando, guarda 🙂

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  5. ivyphoenix 14 maggio 2008 alle 8:41 pm

    questa antipatia dei croati nei confronti degli italiani è retaggio di quando sono arrivati a prendersi le terre diventate da italiane a croate a tavolino… mia mamma e la sua famiglia sono di quelle terre..
    ci credono ricconi, gasati, boriosi… forse quando davvero toglieranno i confini anche là.. perchè la trovo una cosa stupidina toglierli alla slovenia e non alla croazia, si sentiranno più vicini a noi e cominceremo sinceramente a fraternizzare. Lo spero.. le loro coste.. eh.. le loro coste… competono se non superano quelle della sardegna

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  6. utente anonimo 14 maggio 2008 alle 10:30 pm

    In Croazia, 3 anni fa, mi sono trovato bene ( ho viaggiato fino a Dubrovnik). E sulla certezza del diritto italico…. meglio lasciar perdere.
    ciao dal polpo

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  7. amfortas 15 maggio 2008 alle 7:22 am

    Ivy, è una ferita che resterà aperta a lungo.
    Dal punto di vista della natura, la Croazia è un paese meraviglioso.
    Octopus, mica hai torto…bentornato!

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  8. utente anonimo 15 maggio 2008 alle 7:24 am

    Probabilmente il cartello nel bar c’era, solo che tu, che vieni da Trst, hai visto solo un insieme di consonanti e hai pensato fosse la pubblicità del mese del controllo alla vista.

    Mi fa più rabbia la parte aromatica, sa tanto di turisti giapponesi che pagano 100 euro due caffè a Via Veneto. La parte burocratica… tutto il mondo è paese.

    La divorantesi Margot :p

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  9. utente anonimo 15 maggio 2008 alle 8:30 am

    da Giuliano
    Crovati? Ki se sti crovati? I sarà mica parenti de Tudor e de Kovac?
    (intanto sono qui che festeggio lo Zenit con musica di Shostakovic – non tanto per lo Zenit quanto per Shostakovic, che era suo grande tifoso).
    (e se la Croazia non è più Italia la colpa è del mascellone, ricordiamolo)

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  10. amfortas 15 maggio 2008 alle 3:15 pm

    margie, tu taci, quando sei venuta qui ti sei ingozzata di cevapcici e poi ha cercato di spacciarli per un tipico piatto del tuo natio borgo frosinate.
    Giuliano, vero vero, sono croati anche loro, pure Mussolinic.

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  11. utente anonimo 15 maggio 2008 alle 3:51 pm

    Frosinate ce sarai te e le pecore tue, lazzziale che non sei artro!

    Margot romana e romanista. :p

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  12. utente anonimo 16 maggio 2008 alle 5:28 pm

    leggendoti sono stata invasa dalla nostalgia: ex jugoslavia, secoli fa, un bar sul molo a Zara. Aperitivi favolosi e colazioni altrettanto.
    E poi a Hvar, spiagge deserte, nudismo, pietre fossili, arbusti di capperi, cicale, vento che sapeva di pesce. E un ristorante all’interno dell’isola che faceva il risotto. E la giacca rossa del cameriere di Spalato (con macchia di unto regolamentare) che ci chiede in dialetto veneziano: cosa volè da magnar?
    E il montone servito in montagna (Serbia? Chissà dov’ero) al lume di candela.
    Maledizione, ora è così? Hanno preso il peggio da noi?
    ingeborg

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  13. amfortas 17 maggio 2008 alle 5:26 pm

    Ingeborg, anch’io continuo a passare giornate bellissime in Croazia, ma gli episodi spiacevoli sono sempre più numerosi 🙂

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  14. utente anonimo 23 maggio 2008 alle 4:08 pm

    Caro Paolo, mi sorprende che dopo numerosi anni tu non sappia ancora come funziona la mente del croato!
    Anni di campeggio, amici del luogo e spirito istriano (perchè se da una parte sono Amato, dall’altra sono Dussich, ricorda) mi hanno fatto capire molte cose sulla Croazia e sui rispettivi autoctoni… Vorrei pensarla diversamente, ma parte burocratica ed aromatica sono allo stesso modo terribilmente significative dell’odio che loro provano nei nostri confronti. E brava Betta, vorrei aggiungere!!!

    […Io e alcuni miei amici stavamo andando proprio a Rovigno, per il mio compleanno. Al confine tra la Slovenia e la Croazia siamo stati fermati, e siamo stati TUTTI svestivi (mi hanno concesso di tenere la biancheria… come sono buoni loro…) perchè sospettati di portare con noi numerose quantità di droga! … la loro risposta è stata: “Siete italiani, e portate da noi solo guai!” Se non fosse che ero mezza nuda, e in una sorta di stanza isolata con la policija gli avrei detto con un bellissimo sorrismo smagliante “se non fosse per i nostri soldi voi morireste di fame”; ho evitato perchè non volevo abbassarmi al loro livello, e perchè sotto sotto non lo penso… ]

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  15. amfortas 23 maggio 2008 alle 4:56 pm

    Giara, non l’hanno trovata la droga, spero…avrete pensato di nasconderla bene no? 🙂
    A parte gli scherzi (io comunque ti avrei fatto levare anche la biancheria) uff…ok, a parte gli scherzi dicevo, forse la tua è una posizione un po’ troppo estremista no?
    Generalizzare non è mai una buona idea, mi pare…che diresti se io affermassi che i giovani di oggi bla bla bla bla?
    Comunque l’episodio che citi e che hai vissuto direttamente credo sia un’eccezione, non la regola.
    Il lavoro che si deve fare, ma da entrambe le parti, è quello di isolare comportamenti scorretti ed incivili.
    Lo sai vero come si comportano i nostri vigili urbani con i croati…
    Si dovrebbe provare a fermare questa stupida spirale d’odio, riconoscendo da entrambe le parti che ci sono comportamenti poco civili e lavorando per un futuro che inevitabilmente ci accomunerà sempre di più. I dispetti, le piccole rivendicazioni personali non servono a nulla, tutto sommato.
    Ciao!

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  16. utente anonimo 29 aprile 2009 alle 6:57 pm

    Ho avuto la stessa identica esperienza, ma forse peggio. C’era una coda di almeno 10 barche per fare l’ingresso a Umago, all’improvviso, finito di servire la persona prima di me, i poliziotti, gli ufficiali di capitaneria e i marinai della marina si sono alzati tutti insieme perché era arrivato il portapizze. Sono stati seduti su una panchina per almeno un’ora e ogni quarto d’ora io domandavo quando potevo fare le pratiche e loro mi dicevano ASPETTA ASPETTA DEVE PRIMA ARRIVARE RAGAZZO CHE PORTA ALTRE BIRRE. Mi spazientisco ma i miei amici mi suggeriscono di portargli qualche birre. Con un sorriso glaciale mi avvicino al poliziotto di frontiera con un sacchetto con 5 birre. Lui mi dice grazie, si alza, mi fa il permesso di navigazione e mi saluta. E’ un paese di retrogradi e incivili. Sto gran cavolo che hanno gli standard per l’Europa. Sono dei bastardi slavi noi gli diamo pure i soldi e accettiamo queste scene da terzo mondo.

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  17. amfortas 1 maggio 2009 alle 6:55 pm

    anonimo16, il tuo commento non mi è piaciuto per nulla.
    Generalizzare non serve a nessuno, non ti pare?
    Ciao.

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