Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione triste del secondo cast del Devereux a Trieste: Amfortas porta sfiga?

Nella mio ipotetico cast per un Roberto Devereux, mi sono scordato di ricordare un’altra potenziale Elisabetta: Sondra Radvanovsky.
Mi sa che al Verdi di Trieste m’impediranno di entrare, la prossima volta.
Non certo per i miei giudizi sugli spettacoli [almeno spero (strasmile)], ma perché potrebbero considerare la possibilità che porto sfiga, come ha sostenuto proditoriamente il felicissimo neo campione d’Italia Bob in un recente commento.
Ieri alla pomeridiana del Devereux,
che vedeva schierato un mix dei due cast, dopo la rinuncia già avvenuta alla prima del baritono Roberto Servile per indisposizione si è ripetuto l’inconveniente.
Questa volta a dare forfait dopo il primo atto è stato il tenore Roberto Aronica, colpito da una laringotracheite di origine allergica.
C’è da dire che Aronica è apparso subito in difficoltà attaccando male la prima nota, e che amici presenti in teatro nei giorni scorsi mi avevano informato di una sua forma vocale problematica, dovuta evidentemente ai prodromi della malattia.
Resta il fatto che il suo approccio al personaggio non mi è sembrato pertinente, tutto sbilanciato com’era sul canto stentoreo, che con Donizetti non c’entra molto.
Al suo posto ha cantato Roberto De Biasio, che se l’è cavata abbastanza bene, dimostrando una buona disposizione per lo stile donizettiano. In concreto la sua apparizione si è limitata all’interpretazione di un recitativo ed un’aria, ma il suo approccio era corretto. De Biasio ha cercato, con successo, di sfumare il canto per esprimere i diversi stati d’animo del suo personaggio; la voce è gradevole, virile, anche se qualche tensione negli acuti potrebbe essere segnale di problemi nella cosiddetta zona di passaggio.
Roberto Servile, dopo che alla prima appunto era stato costretto al ritiro, ha confermato di non attraversare un buon momento artistico. La sua interpretazione del Duca di Nottingham è stata molto scadente sia dal lato vocale sia dal punto di vista interpretativo.
La voce è usurata, senescente, il timbro sgradevole, l’accento inappropriato, l’intonazione sempre a rischio. Fastidiosissimi inoltre alcuni vezzi attoriali, che si richiamano ad una gestualità obsoleta, da cantante degli anni ’50. Molto puerili i tentativi platealmente forzati di strappare applausi tenendo a lungo le note che chiudono i suoi interventi, applausi che sono arrivati timidi e non molto convinti solo da parte del pubblico più annoiato ed ingenuo.
Francesca Provvisionato era nei panni di Sara ed ha cantato decentemente, ma nulla di più, anche se devo riconoscere che almeno era cosciente del testo, di ciò che stava dicendo. Gli acuti erano leggermente gridati e la voce secca e piuttosto povera di armonici, ma ben proiettata in teatro.
Note dolenti per Darina Takova, che era nei panni scomodissimi della Regina Elisabetta.
Assolutamente inaccettabile che, in un ruolo così ricco di sentimenti contrastanti, l’artista abbia improntato la sua interpretazione alla genericità più piatta ed uniforme, tanto da farmi pensare che non sapesse cosa stava dicendo.
La voce è molto piccola, ma questo non è mai un problema se le intenzioni interpretative sono azzeccate: in questo caso invece non ho sentito né visto nulla che mi ricordasse una donna innamorata né tantomeno una Regina in ambasce politiche e amorose.
A tutto ciò bisogna aggiungere che la Takova governa ancora qualche nota acuta, peraltro non certo irreprensibile, ma anche che le due ottave basse sono ridotte ad un flebile parlato inespressivo.
La presenza scenica è inesistente, anzi, la sua entrata ancheggiante trasmetteva assai poca regalità.
Molto buona la direzione del Maestro Bruno Campanella.
In sostanza, questo Roberto Devereux triestino si può considerare una grande occasione perduta di far apprezzare il Donizetti più tragico.
By the way, magnifica la resa vocale di qualche attrezzista durante un cambio di scena, che ha sacramentato con voce virile ed emissione perfetta. (ultrasmile)
Rivolgo una prece a Santa Daniela Dessì, e spero che mantenga il proposito d’affrontare questo ruolo in teatro.
Se c’è qualche direttore artistico in linea, prenda nota; basterebbe allestire uno spettacolo con un regista civile ed aggiungere a Santa Daniela un bel baritono tipo Roberto Frontali o Giorgio Caoduro per la parte del Duca di Nottingham, un mezzosoprano tosto come Kate Aldrich o la stessa Laura Polverelli per il ruolo di Sara e un tenore avvezzo al gusto belcantista: diciamo Francesco Meli in primis, ma anche José Bros, che ha già cantato questo ruolo.
Come seconda Elisabetta ci mettiamo una Dimitra Theodossiou, sperando che mantenga lo stato di forma attuale.
Una bazzecola (strasmile).
Ieri intanto ricorreva il 97° anniversario della scomparsa di tale Gustav Mahler: volevo scrivere qualcosa ma Daland, meritoriamente, mi ha preceduto.
Grazie a lui e buona settimana a tutti.
 
 
 
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10 risposte a “Recensione triste del secondo cast del Devereux a Trieste: Amfortas porta sfiga?

  1. utente anonimo 19 maggio 2008 alle 10:50 am

    Un altro brutto colpo per la mia amata Elisabetta I…
    Ma che brutta giornata ieri!!!! Per fortuna che ho giocato a pallone con M. … e ovviamente ho perso anche lì.
    No ma… buona settimana eh?

    La trista Margot :o)

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  2. utente anonimo 19 maggio 2008 alle 5:22 pm

    grazie amfy, ti sento vicino

    ingeborg

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  3. bobregular 19 maggio 2008 alle 7:47 pm

    ok dichiaro ufficialmente che non porti sfiga. Però se vai a teatro il venerdì è meglio 😉

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  4. filorosso 19 maggio 2008 alle 9:45 pm

    uff, cheppalle, ogni tanto splinder si mangia i miei commenti!
    Vabbè, avevo detto che non di sfiga pare trattarsi, ma di inadeguatezza al compito.
    Quindi, sei assolto.
    Buona settimana di nuovo, filo

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  5. amfortas 20 maggio 2008 alle 10:18 am

    margie, io mi meraviglia che sia ancora viva, ‘sta regina…
    Flavia, si fa il possibile.
    Bob, ok fino a quando non ricomincia il campionato sono libero però eh? 🙂
    Filo, avercene di confessori come te!

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  6. calaminta 20 maggio 2008 alle 11:06 am

    Quindi adesso sei un temutissimo critico, in grado di mettere in soggezione i cantanti! Fossi in te ne sarei fiera 😉

    Siao!

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  7. Princy60 20 maggio 2008 alle 11:48 am

    Su Servile, che conosco dai tempi della nostra gioventù, potrei dire un sacco di cose ma, tutto sommato, ….non vale la pena. ;-)***

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  8. amfortas 20 maggio 2008 alle 2:13 pm

    Flo, non sono temutissimo sai, però sono rispettato, nella quasi totalità dei casi, perché motivo le mie opinioni.
    In realtà mi ha dato più problemi la critica ufficiale…ma ho già affrontato questo argomento più volte e non ci voglio tornare.
    Ti dirò inoltre che gli artisti sono i primi a sapere quando cantano male e, normalmente, non si fanno mettere in soggezione da nessuno. Spesso s’incazzano, ed hanno ragione, quando la critica non è motivata o frutto di pregiudizio, e succede spesso anche questo, per quanto possa sembrare stupido.
    Princy, non conosco Roberto Servile, ma l’ho sentito altre volte e non è mai stato così giù di forma. Spero sia un momento negativo, e che si riprenda al più presto.

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  9. utente anonimo 21 maggio 2008 alle 11:52 am

    io spero che la Dessi si astenga, belcantista non è mai stata ma non so proprio come si possa pensare che una cantante priva della prima ottava possa impersonare Elisabetta…..
    E la Radvanovsky, stonatissimo soprano dalla voce orrenda, pure, sebbene per altri motivi
    Idem Eva Mei, che ha avuto la saggezza di astenersi, dopo la follia di accettare il ruolo: col suo timbro sarebbe stata anche ridicola, oltre che inadatta a cantare in zona centro bassa….e ad accentare…..!!!!!
    Il solo vero cantante della tua lista è Bros.

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  10. amfortas 21 maggio 2008 alle 2:27 pm

    anonimo, il tuo parere è davvero prezioso, ti prego di frequentare con più assiduità questo blog.
    Scusa ma non ho tempo per un’analisi più approfondita delle tue opinioni 🙂
    Ciao!

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