Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Paragoni azzardati.

Oltre al Verdi di Trieste, per ovvie questioni logistiche, frequento spesso la Fenice nell’orrida Venezia.
Quindi domani vedrò la Tosca di Puccini, nell’allestimento un po’datato di Robert Carsen.
Daniela Dessì sarà Tosca, uno dei personaggi in cui il soprano dà il meglio di se stessa, Fabio Armiliato interpreterà per l’ennesima volta Cavaradossi e Carlo Guelfi impersonerà Scarpia.
Ovviamente riferirò dell’esito della recita, probabilmente sabato.
L’altra sera, invece, ho sentito su RADIO3 il concerto celebrativo in onore del debutto genovese di Maria Callas, che si è tenuto appunto al teatro Carlo Felice di Genova, protagonista il soprano Dimitra Theodossiou.
Non entro nel merito del risultato artistico della serata, perché immagino che gli appassionati già si saranno fatti la loro idea: mi limito ad un sintetico “così così”.
Mi disturba, e probabilmente non sono il solo, il fatto che troppo spesso la Dimitra sia in qualche modo paragonata alla Callas, credo solo per la circostanza che è di nazionalità greca.
Soprattutto, non capisco perché la Theodossiou si ostini ad accettare ed avallare questo paragone: non le conviene, come a me non converrebbe mai propormi come contiguo di Dostoevskij, nonostante sia uscito questo libro, che comprende un altro mio racconto. (oh, me l’ero scordato accidenti, c’è pure Bea nell’antologia)
 
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8 risposte a “Paragoni azzardati.

  1. Moher66 29 maggio 2008 alle 3:02 pm

    Hey, cosa si dice, congratulazioni? Boh insomma una cosa bella (oh accidenti che copertina…!)
    E tu non sei Dosto, certo, sono d’accordo, questi paragoni danneggiano sempre, anche gli artisti migliori
    :))

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  2. Moher66 29 maggio 2008 alle 6:18 pm

    però sai scrivere
    :)))

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  3. utente anonimo 29 maggio 2008 alle 6:24 pm

    Paragonarsi alla Callas… lo so anche io che è un sacrilegio.
    Quindi volendo tu potresti essere il nuovo Joyce (Dostoevskij è troppo difficile da scrivere…) e io la nuova Litizzetto. No, forse è meglio che io rimanga un’anonima Margot della rete.

    Oh, io ce l’ho fatta a scampare l’orrida Venezia. Che spirito di sopravvivenza che ha, eh? Lo sa che se vado lì faccio un macello. ;o)

    Ciao Mazzoleno!

    Margot che sta andando a far cenare il cane… e non solo…

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  4. ivyphoenix 29 maggio 2008 alle 8:32 pm

    ma guarda che non lo si è mica capito bene dai post che scrivi…

    forse che Venezia non ti piace tanto?
    🙂

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  5. amfortas 29 maggio 2008 alle 9:07 pm

    Elena, la copertina è abbastanza triste, almeno per i miei gusti; speriamo che almeno i racconti siano di buon livello…io non lo so perché ancora non ho letto il libro 🙂
    Grazie dei complimenti, fanno sempre piacere.
    margie, spero tu sia ancora viva…o almeno contenta (uahahhaah)
    Per favore non nominare la Litizzetto che mi viene l’orticaria, grazie.
    Ivy, magari questa volta mi trovo bene a Venezia (sì come no!)

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  6. PieroPa 29 maggio 2008 alle 11:44 pm

    E bravo il nostro “antologo” (neologismo creato unicamente per Amfortas e di cui sarà punito ogni uso non adeguatamente autorizzato). Mi piacerebbe capire il perchè dell’orrida riferito a Venezia: tutta o unicamente al teatro?
    Ciao e buon fine settimana.
    PS
    Saresti “servito” al Festival di Cultura Ebraica per commentare in maniera degna il concerto di Ramin Bahrami “Dentro e oltre la Bach: la mia musica ebraica”. Ci si è dovuti accontentare di schede (peraltro ben fatte) e della presentazione dei singoli brani da parte dell’esecutore. Che è piaciuto parecchio.
    Ciao e buon fine settimana.

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  7. bobregular 30 maggio 2008 alle 9:13 am

    caro Fiodor, !
    (notare l’uso congiunto di virgola spazio e punto esclamativo che sottointende un sorrisone)

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  8. amfortas 30 maggio 2008 alle 9:16 am

    Piero, ovviamente il mio orrida Venezia è solo una forzatura, per scherzare un po’.
    Non è la mia città ideale, troppo affollata sempre: è questo che non sopporto, sostanzialmente.
    Per il resto, non sopravvalutarmi, non sono così colto in campo musicale: il mio unico pregio è che cerco di studiare ciò che non conosco.
    Ciao!
    Maestro Bob, !

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