Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Le donne sono mobili.

Questa sera alla Scala di Milano l’ennesima Traviata, domani al Verdi di Trieste, a quarant’anni dall’ultima rappresentazione, La Rondine di Puccini.
Nei teatri di provincia ed a Trieste in particolare, si tenta, con risultati alterni, di proporre cartelloni un po’ fuori dai soliti schemi.
La coincidenza è singolare e mi dà modo di sottolineare, per i meno esperti, come tra la Violetta di Verdi e la Magda di Puccini ci siano alcune affinità.
Entrambe le vicende si svolgono a Parigi, ad esempio, e le due protagoniste sono accomunate dal fatto che esercitano, o hanno esercitato, il cosiddetto mestiere più antico del mondo.
Ancora, i due uomini che hanno la sfortuna d’innamorarsi delle ragazze rischiano di perdersi definitivamente.
Inoltre, a fare da sfondo alla trama ed anzi in qualche modo coprotagonista, c’è quel bel mondo tipicamente parigino, popolato da nobili, arricchiti, avventurieri.
Nell’opera pucciniana sono molto evidenti anche alcune affinità con la Bohème dello stesso compositore: la scena che apre il secondo atto si svolge in un bar, Bullier, che si può quasi sovrapporre al più famoso Momus. La fauna che popola ed anima i due ritrovi parigini è la stessa: studenti, prostitute, artisti in pectore, fioraie. (ricordate la Mimì gaia fioraia?)
Molto diversa invece la sorte delle due eroine.
Violetta muore, povera, mentre Magda si ferma all’addio senza rancor, spezza il cuore dello studente Ruggero e torna a casa dal suo ricco Rambaldo, a godersi una vita probabilmente infelice ma agiata.
Questa sera a Milano avrebbe dovuto debuttare quale Violetta sua Mariellestà, come felicemente la chiama Giorgia, (e questo fatto meriterebbe un post sulla lungimiranza delle scelte scaligere degli ultimi anni…) ma un’improvvisa indisposizione ha costretto Mariella nostra al forfait: al suo posto Irina Lungu, che mi dicono in gran forma.
Auguri di pronta guarigione a Mariella Devia ed in bocca al lupo alla compagnia di canto, piuttosto eterogenea, che affronterà la Rondine a Trieste.
 
 
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12 risposte a “Le donne sono mobili.

  1. minstrel 4 giugno 2008 alle 9:18 am

    Che dire Amfortas, a mio avviso l’uomo è da sempre attratto alle soap… OPERA! ;))

    Primo? ma dai. ^^

    yours

    MAURO

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  2. minstrel 4 giugno 2008 alle 9:18 am

    Che dire Amfortas, a mio avviso l’uomo è da sempre attratto alle soap… OPERA! ;))

    Primo? ma dai. ^^

    yours

    MAURO

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  3. utente anonimo 4 giugno 2008 alle 12:57 pm

    La Traviata è quella che rimane in punto di morte per dieci minuti buoni?
    Lo so che questo mi causerà l’esilio forzato da questo blog, ma non ho potuto farne a meno.

    La gentilissima Margot :p

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  4. utente anonimo 4 giugno 2008 alle 12:57 pm

    La Traviata è quella che rimane in punto di morte per dieci minuti buoni?
    Lo so che questo mi causerà l’esilio forzato da questo blog, ma non ho potuto farne a meno.

    La gentilissima Margot :p

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  5. amfortas 4 giugno 2008 alle 5:17 pm

    mauro, mica hai torto!
    margie, guarda che le maledizioni nella lirica sono all’ordine del giorno, non ne vuoi una vero? 🙂
    Per tutti: Splinder è sostanzialmente impraticabile in questi giorni, non so che dire…

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  6. amfortas 4 giugno 2008 alle 5:17 pm

    mauro, mica hai torto!
    margie, guarda che le maledizioni nella lirica sono all’ordine del giorno, non ne vuoi una vero? 🙂
    Per tutti: Splinder è sostanzialmente impraticabile in questi giorni, non so che dire…

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  7. utente anonimo 4 giugno 2008 alle 10:34 pm

    da Giuliano:
    La Rondine l’ho conosciuta l’anno scorso, per radio. E’ un’opera molto bella su un libretto davvero scadente (dico i versi, non il soggetto), sono rimasto sorpreso – ma del resto Puccini è sempre Puccini.
    La Traviata è l’unica opera di Verdi che mi lascia un po’ distante. Sembrerà strano, ma è una cosa mia particolare: per il resto sono un verdiano di ferro. (però Wagner l’ho girato in lungo e in largo, e mi ci sono trovato benissimo)

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  8. utente anonimo 4 giugno 2008 alle 10:34 pm

    da Giuliano:
    La Rondine l’ho conosciuta l’anno scorso, per radio. E’ un’opera molto bella su un libretto davvero scadente (dico i versi, non il soggetto), sono rimasto sorpreso – ma del resto Puccini è sempre Puccini.
    La Traviata è l’unica opera di Verdi che mi lascia un po’ distante. Sembrerà strano, ma è una cosa mia particolare: per il resto sono un verdiano di ferro. (però Wagner l’ho girato in lungo e in largo, e mi ci sono trovato benissimo)

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  9. ivyphoenix 5 giugno 2008 alle 4:33 pm

    uelà… ti sono già arrivati i superpoteri da radiazioni nucleari?

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  10. ivyphoenix 5 giugno 2008 alle 4:33 pm

    uelà… ti sono già arrivati i superpoteri da radiazioni nucleari?

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  11. amfortas 5 giugno 2008 alle 7:52 pm

    Giuliano, sulla Rondine forse scriverò qualcosa di più preciso domani, vediamo se ho tempo….
    Ivy, mi viene una battuta, sai com’è, Berlusconi aveva promesso che si sarebbe respirata un’aria nuova…

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  12. amfortas 5 giugno 2008 alle 7:52 pm

    Giuliano, sulla Rondine forse scriverò qualcosa di più preciso domani, vediamo se ho tempo….
    Ivy, mi viene una battuta, sai com’è, Berlusconi aveva promesso che si sarebbe respirata un’aria nuova…

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