Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione semiseria di La Rondine di Puccini a Trieste.

Una volta di più, giovedì scorso al Teatro Verdi di Trieste, gli assenti hanno avuto torto.
La Rondine di Puccini, nello splendido allestimento di Graham Vick, ha davvero trionfato.
E pensare che spesso la critica, ma anche gli appassionati, si sono accostati a questo lavoro con un po’ di puzza sotto al naso, ritenendo che sia un Puccini minore, quasi un mezzo passo falso del compositore toscano.
Puccini stesso ha alimentato questa leggenda metropolitana, definendola, in base ai propri mutevoli stati d’animo “questa mia disgraziata opera”, “povera opera mia cara” e addirittura apostrofandola come “porca opera”.
E poi io, che non sono nessuno, credo di essere troppo severo con me stesso! (smile)
Anche la definizione di “Traviata dei poveri” è decisamente esagerata: si tratta di un lavoro che emoziona, e pure tanto.
Questo allestimento è davvero molto bello e la trasposizione temporale funziona:  tutto lo spettacolo è evidentemente ispirato ai filoni più popolari del cinema hollywoodiano.
Siamo a metà degli anni 50 del secolo scorso, nella casa elegante del riccone Rambaldo (un banchiere?) dove vive e s’annoia Magda, una giovane dal passato turbolento, diciamo così. Attorno a loro alligna la tipica fauna salottiera: coppie svagate, molto fashion, il poeta da strapazzo Prunier, che afferma di essere molto selettivo e sofisticato con le donne, ma che sbava in modo indecoroso per la cameriera Lisette, un tipino tutto pepe e disincantato, che bada al sodo (absit con quel che segue, strasmile). Un carattere che discende in modo palese dalla Despina di Mozart-Da Ponte.
Un giorno arriva uno studente sfigato e squattrinato, Ruggero, che riaccende i ricordi d’innocenza di Magda, la quale ritiene sia ora di prendere un po’ d’aria pura e se ne va in giro per Parigi a smignottare: ovviamente incontra, nella notte parigina, il giovane studente in un bar, s’innamora o crede di farlo, mentre Ruggero è proprio tramortito e si rincoglionisce.
Vivranno felici e contenti? No, evidentemente, altrimenti non sarebbe un melodramma!
Quando lo studente confida a Magda che vuole sposarla, lei realizza che Ruggero è povero in canna e non potrebbe certo garantirle la vita agiata alla quale è abituata, e quindi con le solite scuse [ non ti dimenticherò mai, tu sei troppo buono, ti lascio perché ti voglio troppo bene…(che palle!)] se ne torna a casa e lascia il poveraccio a piangere e disperarsi.
Magda è stata impersonata dal soprano Ermonela Jaho, che ha cantato molto bene una parte tutt’altro che facile ed ha interpretato perfettamente, dal punto di vista della recitazione, la ragazza volubile ed annoiata.
Il tenore Mario Malagnini era Ruggero. Un po’ anzianotto per il ruolo, ad essere sinceri (avrà la mia età, suppongo, sigh…), però la voce è molto squillante negli acuti (passare l’orchestrazione pucciniana è sempre un bel problema), mentre nel registro centrale suona leggermente ovattata.
Il poetastro Prunier (che è una caricatura di D’Annunzio, col quale Puccini ha avuto qualche guaio) è stato ben delineato dal tenore Gianluca Terranova, che ha cercato di sfumare con gusto il suo canto.
Ottima anche la Lisette di Annamaria Dell’Oste, soprano, che in questi ruoli è formidabile anche per la simpatia e l’energia che trasmette al pubblico, oltre che per la grande maestria tecnica.
Civilissimo anche il Rambaldo di Paolo Rumetz, abituato a destreggiarsi con facilità in ben altri cimenti ( è stato il baritono bravo del Devereux di qualche settimana fa).
Prestazione magnifica del Coro triestino, che si conferma una volta di più tra le migliori compagini italiane, diciamo che è nella top five. [Giovanni, contento? (strasmile)]
Ottima l’orchestra, guidata molto bene, in una partitura molto complessa, spumeggiante, ricca di citazioni ( valzer, polka, fox-trot, tango) dal maestro Steven Mercurio, che francamente vorrei vedere più spesso a Trieste.
Di rilievo la prestazione di tutti i comprimari.
Trionfo per tutti.
Note di colore.
Il furgoncino che si vede nella foto all’inizio aveva una porta scorrevole che non voleva saperne di chiudersi, quindi mentre Ruggero cantava, dall’interno dell’auto cercavano di sistemarlo ed è stata una scena esilarante.
Impressionante il pubblico della prima, dal lato fashion: ho visto cose che voi umani ecc ecc…
Un uomo in smoking rosa, The Pink Spectator (potrebbe pure essere il titolo di un film, sulla scia degli Scary Movie).
Tra le donne, straordinaria una signora che ha trovato un barattolo gigante di Pepsi, ha levato la scritta, ha aggiunto davanti una farfalla gigante della California verde smeraldo ed ha indossato il tutto.
Inoltre: il tenore Terranova
 assomiglia al più noto collega Rolando Villazon, ma con il monociglio più folto e la fronte più bassa. Insomma un
Elio con voce più bella.
Buon fine settimana a tutti. (strasmile)
P.S
Ho scoperto che Mario Malagnini è più giovane di me.
 
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10 risposte a “Recensione semiseria di La Rondine di Puccini a Trieste.

  1. utente anonimo 7 giugno 2008 alle 10:08 am

    Commento decisamente poco inerente alla Rondine di Puccini: Oggi, 7 giugno 2008, continui ad invecchiare! Come mai? perchè qualcuno ha inventato i compleanni! mah!? TANTI AUGURI!

    [P.S. Commento filosuperstizioso: L’ho sempre detto, dall’altro della mia “leoncinità”, che i gemelli sono i migliori! INCOMPRENSIBILI E AMBIVALENTI, fino alla fine!]

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  2. utente anonimo 7 giugno 2008 alle 10:08 am

    Commento decisamente poco inerente alla Rondine di Puccini: Oggi, 7 giugno 2008, continui ad invecchiare! Come mai? perchè qualcuno ha inventato i compleanni! mah!? TANTI AUGURI!

    [P.S. Commento filosuperstizioso: L’ho sempre detto, dall’altro della mia “leoncinità”, che i gemelli sono i migliori! INCOMPRENSIBILI E AMBIVALENTI, fino alla fine!]

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  3. utente anonimo 7 giugno 2008 alle 1:13 pm

    da Giuliano:
    La Rondine l’hai riassunta molto bene. Come musica somiglia molto alla Bohème, con tutti quei momenti d’insieme, e direi che Puccini è in un eccellente momento.
    Chissà perché tutte queste cose negative sulla Rondine…
    Devo dire che un libretto così brutto, come versi, è secondo solo alla Fanciulla del West (qui non ci sono gli indiani che fanno “Ugh”, è già qualcosa).
    A proposito, la Fanciulla l’ho ascoltata con Sinopoli, che aveva un po’ il difetto di coprire le voci; ma in questo caso non era un difetto, Sinopoli copriva quella stupidissima partita a poker e Puccini volava alto, sembrava una sinfonia di Mahler. (E’ questo il bello dell’andare a teatro…)

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  4. utente anonimo 7 giugno 2008 alle 1:13 pm

    da Giuliano:
    La Rondine l’hai riassunta molto bene. Come musica somiglia molto alla Bohème, con tutti quei momenti d’insieme, e direi che Puccini è in un eccellente momento.
    Chissà perché tutte queste cose negative sulla Rondine…
    Devo dire che un libretto così brutto, come versi, è secondo solo alla Fanciulla del West (qui non ci sono gli indiani che fanno “Ugh”, è già qualcosa).
    A proposito, la Fanciulla l’ho ascoltata con Sinopoli, che aveva un po’ il difetto di coprire le voci; ma in questo caso non era un difetto, Sinopoli copriva quella stupidissima partita a poker e Puccini volava alto, sembrava una sinfonia di Mahler. (E’ questo il bello dell’andare a teatro…)

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  5. bobregular 9 giugno 2008 alle 7:16 am

    Auguri!
    in ritardissimo ma con grande affetto.
    Sono un strazio con le date (specialmente con gli Europei in ballo)

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  6. bobregular 9 giugno 2008 alle 7:16 am

    Auguri!
    in ritardissimo ma con grande affetto.
    Sono un strazio con le date (specialmente con gli Europei in ballo)

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  7. GiovanniGAS 9 giugno 2008 alle 5:35 pm

    Sì, grazie.
    Sono veramente contento delle favorevoli e positive parole che ancora una volta ha detto nei confronti del nostro Coro del Verdi (di Trieste). Solo una domanda: Come mai il sito Opera Clik non le chiede di recensire anche gli spettacoli di Operetta che sono in cartellone, anche quest’anno, al Verdi di Trieste. Forse non interessano?!?
    Grazie ancora e… alla prossima.

    Giovanni A. Spiazzi
    http://www.ipupazzivostri.splinder.com

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  8. GiovanniGAS 9 giugno 2008 alle 5:35 pm

    Sì, grazie.
    Sono veramente contento delle favorevoli e positive parole che ancora una volta ha detto nei confronti del nostro Coro del Verdi (di Trieste). Solo una domanda: Come mai il sito Opera Clik non le chiede di recensire anche gli spettacoli di Operetta che sono in cartellone, anche quest’anno, al Verdi di Trieste. Forse non interessano?!?
    Grazie ancora e… alla prossima.

    Giovanni A. Spiazzi
    http://www.ipupazzivostri.splinder.com

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  9. amfortas 9 giugno 2008 alle 7:45 pm

    Giovanni, diamoci del tu dai, come abbiamo fatto quando ci siamo visti al ridotto.
    Comunque, Operaclick quest’anno seguirà anche il festival dell’operetta.
    L’anno scorso non sono potuto venire, perché avevo vari problemi, per questa stagione spero di farcela a vedere tutti i lavori in programma.
    Ciao!

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  10. amfortas 9 giugno 2008 alle 7:45 pm

    Giovanni, diamoci del tu dai, come abbiamo fatto quando ci siamo visti al ridotto.
    Comunque, Operaclick quest’anno seguirà anche il festival dell’operetta.
    L’anno scorso non sono potuto venire, perché avevo vari problemi, per questa stagione spero di farcela a vedere tutti i lavori in programma.
    Ciao!

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