Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Un’aura danarosa.

Molto spesso gli appassionati di opera lirica si accapigliano [non avete idea quanto (smile)] per il classico pelo nell’uovo.
Un acuto che a molti sembra centrato per altri è gridato o appena ghermito, per dire, oppure si disserta per giorni su il/la migliore interprete storico/a di un personaggio.
Alla fine, com’è normale, tutti restano arcignamente della propria idea.
Uno spettacolo complesso come l’opera è sempre difficile da giudicare e comunque l’interpretazione è soggettiva, perché personali sono le emozioni, nel bene e nel male, che suscita.
È il bello di una serata a teatro, no?
Poi ci sono altri momenti, piuttosto tristi dal punto di vista intellettuale a dire il vero, perché scaturiscono da motivazioni scopertamente commerciali e intrinsecamente diseducative.
Il pubblico però, mi sembra di capire, ha apprezzato.
Missione compiuta, direi.
Andrea Bocelli ha da poco inciso una Carmen che è in vendita dal 30 maggio. (il link non lo metto, perché non mi va!)
Questo è un esempio preclaro di un male che affligge l’opera, cioè la creazione anticipata dell’evento contando sulla scarsa preparazione e competenza della maggioranza del pubblico, e su questo argomento varrebbe la pena, forse, che gli appassionati veri facciano sentire la loro voce. ( e senza microfoni, aggiungerei…)
 
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28 risposte a “Un’aura danarosa.

  1. Moher66 20 giugno 2008 alle 7:57 am

    Sono dichiaratamente incompetente, lo sai, ma tutto questo lo immaginavo, mi chiedevo veramente come potesse funzionare una Carmen del genere. Perciò il commento di Giorgia non mi stupisce per niente, descrizione del pubblico compresa… Senza contare che la voce del signor Bocelli a me, incompetente per carità lo ribadisco, non ha mai detto assolutamente niente.
    Queste iniziative fanno veramente tristezza.
    Elena

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  2. utente anonimo 20 giugno 2008 alle 9:01 am

    Dissento.
    Non è un male che affligge solo l’opera, ma qualsiasi settore.
    Ognuno di noi potrebbe scrivere un post simile su un campo in cui è anche solo vagamente poco competente.
    Ti ho risollevato il morale, vero?

    L’ottimista Margot :o)

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  3. utente anonimo 20 giugno 2008 alle 9:31 am

    da Giuliano:
    Concordo. Da una parte, è bello, è il vivo del teatro: come alle partite di calcio, una volta a vedere l’opera ci andavano tutti, e i commenti erano i più diversi possibili (almeno quando non c’erano i tiri al bersaglio, ma succedeva solo alle prime).
    Dai miei ricordi, al mio primo alla Scala (1980) prendo un Pavarotti quasi perfetto fischiato per un velo di catarro, e un Cecchele acclamato dopo un “Vittoria” stiracchiatissimo, tutti e due nella Tosca.
    A questo punto mi dispiace dirlo, ma piuttosto che il pubblico ingessato (eufemismo) delle prime, e di oggi in generale (quello che applaude tutto e non ha capito niente) meglio ascoltare qualche castroneria – se ne farebbe a meno, ma la castroneria in fin dei conti è vita.
    PS: io mi sono sempre astenuto dai commenti, perché non sono un musicista. E a teatro sono sempre stato di manica larga, mi andava bene anche Martinucci perché arrivare in fondo alla Turandot la xe dura – ma eravamo in pochi a pensarla così.

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  4. mu 20 giugno 2008 alle 10:01 am

    Giuliano – se il problema di Bocelli fosse stato solo un velo di catarro mi sarei sperticata io per prima le mani per applaudirlo.
    Ripeto: non sono andata lì premeditando la stroncatura, anzi, al contrario, avrei preferito rimanere piacevolmente sorpresa da una buona esecuzione, fosse stata ottima avrei gridato “al miracolo!”.
    E invece niente.

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  5. megbr 20 giugno 2008 alle 11:48 am

    insomma.. un anno davvero nero per ste Carmen …

    fatto si è che …. i nostri bravi sovrintendenti preferiscono un bilancio profondamente in rosso ma con i teatri pieni piuttosto che fare buona gestione con i teatri comunque pieni …

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  6. utente anonimo 20 giugno 2008 alle 1:48 pm

    da Giuliano:
    cara Mu, non ho dubbi. Bocelli non l’ho mai ascoltato in teatro, solo in tv. Mi sembra un bravo ragazzo, ha raccolto il testimone da Pavarotti nel portare l’opera (beh, insomma) in un territorio dove i grandi musicisti fanno fatica ad arrivare, e questo me lo rende simpatico.
    Io parlavo per me e per il padrone di casa, noi due nel 1980 c’eravamo.
    (a proposito, messaggio per il padrone di casa: ho messo delle foto belle di Turturro, me le ha date Gabrilu)

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  7. gabrilu 20 giugno 2008 alle 2:47 pm

    Ho letto il post di Giorgia (d’altra parte, il suo blog lo leggo sempre).
    E’ scritto molto bene (come sempre) ed è molto divertente.
    Hai fatto molto bene a linkarlo.

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  8. mu 20 giugno 2008 alle 3:10 pm

    Giuliano – se è per quello, nel 1980 c’ero già pure io (ok, avevo solo 6 anni, ma sono dettagli… :P).
    A me Bocelli come persona non sta né simpatico né antipatico, nel senso che non mi sono mai occupata di seguirne vita opere e miracoli, quindi non saprei darne un giudizio in quell’ambito. Il giudizio l’ho dato su quello che ho visto e ascoltato l’altra sera in teatro; prima, come te, avevo sentito Bocelli solo in tv o alla radio, ovvero microfonato (ma pare, si dice, si mormora che lo fosse anche l’altra sera in teatro…) e quindi coadiuvato da amplificazione e spesso anche post-produzione.

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  9. amfortas 20 giugno 2008 alle 3:41 pm

    Elena, premetto che io di Bocelli conosco una canzone e il primo disco d’arie d’opera, che credo ormai risalga a 7-8 anni fa, se non addirittura di più.
    Bocelli come chiunque altro ha il diritto d’incidere ciò che vuole, compresi i dischi di opera lirica, ma non è un cantante lirico: spessissimo (sempre) in pubblico canta microfonato, il che lo esclude automaticamente dalla categoria.
    Detto questo, la sua voce può riuscire gradevole o meno, ma non è la voce di un cantante lirico nella normale accezione del termine, o perlomeno nell’accezione valida sino a oggi!
    margie hai ragione anche tu…purtroppo. Tanta gente si autodefinisce come un qualcosa e poi alla prova dei fatti non è capace di farlo. Lo constatiamo ovunque, anche da quello che vende le fusaje.
    Sanno fare i soldi, questo sì.
    Giuliano non nominare Pavarotti invano, e neanche Cecchele, in questo contesto, capisci bene che intendo.
    Il bello del teatro è che stupisce nel bene e nel male, sono decine le recite che potrei nominare che mi hanno sorpreso. Qui, per chiunque conosca un po’ il canto professionale, non ci poteva essere sorpresa di sorta.
    Al pubblico, quello delle prime in particolare, ma anche l’altro delle repliche, fidati, interessa dire io c’ero, sfoggiare l’abito nuovo (di solito di cattivo gusto) e basta.
    Martinucci l’ho sentito l’ultima volta, dal vivo, due anni fa: era ancora un signor tenore.
    Giorgia, hai detto tutto tu ed io lo so benissimo che è così: chi è davvero appassionato di lirica non va mai a teatro sperando in una serata pessima.
    megbr, i sovrintendenti devono fare i conti col bilancio e non possono o non vogliono programmare cultura vera: non paga e tu lo sai benissimo.
    A leggere le cronache, neanche a Londra (mi pare) che Alvarez sia andata bene, come Don José, ma lui di voce, almeno, ne ha tanta.
    RiGiuliano, su Pavarotti divulgatore già ci sarebbe da dire molto, ma non posso farcela qui nello spazio commenti di un povero blog.
    E poi, siamo così sicuri che la divulgazione dell’opera alle masse sia oggi un grande affare? Io ho seri dubbi. Magari alla fine spiego pure il perché di questa mia convinzione.
    gabrilu grazie, io e Giorgia ma anche molti altri cerchiamo di essere sereni nel parlare della musica che ci piace, senza affrettarci in giudizi apodittici e, soprattutto, cerchiamo di tenerci aggiornati sui veri cantanti d’opera: per questo ogni tanto ci passiamo metaforicamente la palla.
    Ancora su Bocelli, come artista, per tutti.
    All’inizio della sua carriera ha sfruttato il fatto che ha studiato (ed è vero) con il grandissimo Franco Corelli: qualcuno ha voluto, e forse da lì è nato tutto il resto, trovare qualcosa di simile nel timbro delle due voci. In realtà non c’è nulla di paragonabile, sotto alcun punto di vista.
    Poi, purtroppo e per quanto possa essere sgradevole affermarlo, ha fatto leva sulla sua nota menomazione fisica, non sono in grado di dire se consciamente o meno, appoggiato da case discografiche importanti e da battage pubblicitari imponenti.
    La cruda realtà è che la gente va a sentirlo a teatro sperando segretamente che inciampi, bisogna avere il coraggio di dirlo.
    Giuliano, tu ricordi sicuramente Freaks di Ted (o Tod?) Browning? Siamo, dal punto di vista psicologico, da quelle parti o vicini a quel sentimento che ci porta a fermarci nei pressi d’un incidente stradale o, ancora ad aspettare che alla partenza di un GP qualcuno si schianti alla prima curva.
    Tutto questo secondo la mia modestissima opinione.

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  10. utente anonimo 20 giugno 2008 alle 4:39 pm

    da Giuliano:
    E’ un discorsone… Io mi sono appassionato definitivamente all’opera quando Mu aveva due o tre anni, prima mi faceva orrore: la svolta definitva fu Pavarotti, non per Funiculì funiculà ma per “Non mi lasciare, o speme di vendetta” nell’edizione degli anni ’60. Penso che ci siamo capiti.

    Il teatro era molto più bello, e anche più ruspante, quando si fischiava: perché poi c’erano anche gli applausi veri, lunghi e forti, e spontanei. Hai presente gli applausi che si sentono per radio? La maggior parte sono tristissimi, roba da Ezio Greggio.

    PS: Ho preso la foto più tosta della Varnay, è per questo che sono qui adesso a dirtelo.

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  11. amfortas 20 giugno 2008 alle 4:49 pm

    Giuliano, io sui fischi la penso diversamente da te, nel senso che preferisco il silenzio.
    Ho fischiato, o meglio buato, solo due volte.
    Corro a vedere le foto della Varnay 🙂

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  12. amfortas 20 giugno 2008 alle 4:54 pm

    Ah sì, quel Guglielmo Tell, mi pare sia stato registrato nel biennio 1978-79.
    Comunque anche oggi si possono sentire applausi molto intensi, fidati: il più lungo degli ultimi mesi l’ha beccato Santa Daniela Dessì, nella Tosca a Venezia.

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  13. Badoero 20 giugno 2008 alle 5:59 pm

    su youtube c’è un video con due brevi brani: il coro che accompagna Escamillo all’arena e l’uccisione di Carmen….so già più o meno come la pensi….

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  14. utente anonimo 20 giugno 2008 alle 6:09 pm

    da Giuliano:
    Io per conto mio sono sempre stato silenziosissimo, scrivo tanto, quello sì. Ma alle volte era divertente, era questo che volevo dire.
    (no, il Guglielmo Tell che dico io è in un disco di arie d’opera, anni ’60)

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  15. utente anonimo 20 giugno 2008 alle 6:10 pm

    da Giuliano:
    Io per conto mio sono sempre stato silenziosissimo, scrivo tanto, quello sì. Ma alle volte era divertente, era questo che volevo dire.
    (no, il Guglielmo Tell che dico io è in un disco di arie d’opera, anni ’60)

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  16. utente anonimo 20 giugno 2008 alle 8:18 pm

    non so perchè ma mi fai pensare alle enciclopedie di psicoanalisi vendute in edicola a dispense, chissà perchè…ole by malmostosa

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  17. bobregular 21 giugno 2008 alle 12:56 am

    tutti in coro:
    all’idea di quel metallo…

    🙂

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  18. amfortas 21 giugno 2008 alle 8:25 am

    Badoero e il video mi conferma il peggio…
    Giuliano sì credo d’aver capito a quale disco ti riferisci…mi pare che c’è un allarmi finale impressionante come durata, ma non trovo più nulla in questo casino che ho a casa…
    Sally, chissà se è un complimento …con la psicoanalisi non si sa mai 🙂
    Bob, ce ne sarebbero di citazioni…non ti riferisci al metallo della voce di Bocelli, vero? 🙂

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  19. utente anonimo 21 giugno 2008 alle 11:56 am

    L’arte, in tutte le sue forme, è il regno della libertà: trovo stupendo “accapigliarsi” per un acuto o una pagina letteraria, purché il tutto, beninteso, avvenga fuori dell’ “aura danarosa”…
    Buona domenica, Amfortas!
    Ghismunda

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  20. amfortas 21 giugno 2008 alle 3:20 pm

    Ghismunda, alla fine se continuo ad accapigliarmi significa che, in qualche modo, mi diverto 🙂
    Ciao!

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  21. ivyphoenix 21 giugno 2008 alle 6:47 pm

    letto! non ho orecchio musicale ma boccelli non mi è mai piaciuto sentirlo cantare… bello l’articolo dell’autorevole giorgia

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  22. amfortas 22 giugno 2008 alle 9:01 am

    A me Bocelli non dispiace, come cantante di musica leggera, per quel poco che l’ho sentito.
    Ciao Ivy 🙂

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  23. mu 22 giugno 2008 alle 5:44 pm

    Amfortas – ma infatti nessuno ha mai detto che Bocelli non sappia cantare tout-court: semplicemente non può cantare l’opera in teatro. E questo non perché abbia un handicap visivo, ma perché non ce la fa con la voce, non è un tenore operistico, non ha la voce educata a cantare l’opera (so benissimo quanto possa essere appassionato all’opera, ma essere appassionato non basta.).
    Poi, anche come cantante leggero può piacere o meno, ma quello è un altro discorso. A prescindere che possa o meno piacere la sua voce in sé (a me non piace né dispiace, ma è probabile che dipenda anche dal suo repertorio, nel senso che non vado matta per le sue canzoni – e pure questo è un parere soggettivo – ma mai mi sognerei di dire che Bocelli come cantante leggero fa schifo.), quella voce non è in grado di sostenere un ruolo in teatro.

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  24. amfortas 22 giugno 2008 alle 6:28 pm

    Giorgia, io la penso esattamente come te, e lo sai.
    Ciao 🙂

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  25. Badoero 22 giugno 2008 alle 10:25 pm

    scopro solo in questi giorni che Bocelli ha cantato anche Werther, Pagliacci, Trovatore, Macbeth, Die lustigw witwe….mio Dio!

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  26. amfortas 23 giugno 2008 alle 7:01 am

    Badoero, vedi, s’impara sempre :-).
    Io ho sentito una registrazione in house di qualcosa, ma ho rimosso.

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  27. utente anonimo 26 giugno 2008 alle 7:40 am

    Possiedo il cd dei brani favoriti di Terfel. In due si fa accompagnare da Bocelli, probabilmente per la fama del tenore dal punto di vista dell’etichetta. Di certo per l’abisso vocale, interpretativo, espressivo che c’è frai i due dal punto di vista del protagonista dell’album.

    Semplicemente imbarazzante (più o meno tutto l’album lo è, ma lì si toccano vertici assoluti…)

    yours

    MAURO

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  28. amfortas 26 giugno 2008 alle 8:50 am

    Mauro, mi dicono che Terfel stia cantando molto male, ultimamente. Speriamo si rimetta presto.
    Bocelli, nelle recite successive alla prima, è stato fischiato sonoramente.

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