Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Internet BookShock.

Acquisto su IBS da sempre, sostanzialmente.
Continuerò a farlo perché è comodo, i prezzi sono discreti, i tempi di consegna ragionevoli, la scelta, specialmente nel reparto libri, è molto buona. Inoltre ci sono i remainders che, per un appassionato di musica, sono spesso molto convenienti.
Se voglio acquistare DVD o CD quasi sempre mi servo presso altri rivenditori online più specializzati, sparsi un po’ ovunque nel mondo.
Oggi mi è arrivato l’atteso pacco IBS e, per la seconda volta consecutiva, mi hanno beneficiato di un buono sconto di 15 euro.
Bene.
Però, cavolo, mi sa tanto di presa per il culo.
Sì perché, come la volta scorsa (anzi, nell’altra occasione erano 48 ore) il buono è valido per 72 ore scarse e solo se spendo una cifra altrettanto consistente (per le mie tasche, ovvio) di quella appena sborsata.
Non so, forse sbaglio io, però questa continua ricerca, ovunque, di tirarti fuori i soldi dalle tasche in modo non voglio dire fraudolento, perché sarebbe eccessivo in questo caso, ma almeno subdolo,  mi sciocca.
 
 
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24 risposte a “Internet BookShock.

  1. daland 2 luglio 2008 alle 2:54 pm

    Questo è ancora nulla, roba da dilettanti.

    Quando avranno un chief-sales-officer che si rispetti, ti convinceranno – sempre in modo subdolo e non fraudolento, chiaro – a fare un contratto a vita, con addebito diretto di una quota mensile (opportunamente indicizzata) sul tuo c/c, lasciandoti l’enorme libertà di scegliere cosa ricevere in cambio del tuo obolo. Anche loro devono pianificarsi la vita, mica possono stare sempre con l’ansia del “comprerà, non comprerà, ma quando comprerà, e quanto comprerà?” Si chiama “fidelizzazione”.

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  2. ivyphoenix 2 luglio 2008 alle 3:56 pm

    si verifica in tutti i campi…
    pare che cercare di fregare il prossimo sia un dovere, e se sei un allocco e abbocchi, beh peggio per te…
    faccio fatica a stare fra la gente del mondo

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  3. amfortas 2 luglio 2008 alle 6:53 pm

    Daland, speriamo che non ci leggano e prendano spunti per il futuro…
    Ivy, hai proprio ragione, sta diventando tutto una fatica.

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  4. utente anonimo 3 luglio 2008 alle 7:59 am

    Se sull’altro piatto della bilancia ci metti tutte quelle persone (e sono tante) che alla parola “sconto” non capiscono più niente e si ritrovano a vendere anche la madre… ecco qui che i conti tornano.

    Certo che comunque stai diventando tirchio eh? :p

    Margot

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  5. utente anonimo 3 luglio 2008 alle 8:59 am

    Noi consumatori ormai siamo i polli da spennare, i serbatoi da prosciugare, le risorse da terminare. Ogni passo che facciamo dobbiamo sborsare soldi, “tanto c’era l’offerta!”. Si abbocca a ogni iniziativa truffaldina. Ormai non bastano più i continui prelievi cui siamo sottoposti per via legale. Tanto non ci si lamenta mai, se non in qualche sparuto sito (il blog, i forum, le cucine di casa, i pub economici). Siamo tutti narcotizzati. Mi chiedo quanto tempo ancora ci rimane prima di fare il secondo Big Bang, perchè secondo me questa sarà la logica conseguenza dell’attuale stato di cose. Scusa il mio farneticare.
    alessandro

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  6. amfortas 3 luglio 2008 alle 12:08 pm

    margie, sono sempre stato parsimonioso, poi con l’età si tende ad estremizzare comportamenti che, in un primo momento, potrebbero sembrare virtuosi.
    C’è infatti una statistica, seppur su base non straordinariamente ampia, che…
    Ok ok la finisco…
    (tu sei sempre stata generosa, invece…)
    E la finiamo qui, vero? 🙂
    Alessandro, ma quale farneticare?
    Hai perfettamente ragione ed andrà sempre peggio, non c’è nulla da fare…i Coen insegnano!

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  7. Princy60 3 luglio 2008 alle 12:30 pm

    su IBS non compro più: per 3 volte, mi han scritto che non mi hanno trovata in casa! A me? Li ho insultati! ;-)***

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  8. utente anonimo 3 luglio 2008 alle 2:07 pm

    Beh, si è adeguata anche la Feltrinelli: mi ha regalato un buono di 7 euro se ne spendo almeno 50 sul loro sito. Ho solo un po’ più di tempo di te…
    Ciao!
    Ghismunda

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  9. maurizio2 3 luglio 2008 alle 5:05 pm

    Più che “mi sciocca” io direi “mi scoccia”; non c’è da essere stupiti, al massimo da incazzarsi.

    Da IBS non ho mai comprato niente, ma lo consulto spesso per vedere i commenti della gente su libri che mi interessano…poi, quando ho tempo, faccio una scappata in centro e compro – generalmente da Feltrinelli o da Gulliver, pagando cash.
    Nonostante tutto, una fregatura sono riuscito ad averla anche così: ho ordinato un saggio, fondamentale per quanto riguarda l’argomento (A.J Toynbee, “L’eredità di Annibale”, Einaudi). Mi telefonano che il libro è arrivato, vado e scopro che quello arrivato è il SECONDO volume. “E il primo? ” chiedo ingenuamente: “Ah, beh…quello è fuori catalogo”….
    In pratica ho pagato qualcosa come 35 Euro (o forse anche di più, non ricordo esattamente) per NON leggere la seconda metà di un libro.

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  10. amfortas 3 luglio 2008 alle 6:55 pm

    Princy, hai fatto bene!
    Ghismunda, beh ma se puoi sfruttare lo sconto in qualche modo è già qualcosa, ecco…io proprio non ce la facevo…ciao!
    Maurizio2, bella esperienza 🙂
    Io in libreria non ci vado quasi più, non tanto per una questione di prezzi, ma perché non trovo mai i libri che cerco e devo appunto ordinarli, come hai fatto tu.
    In Rete è comodo, mi faccio una lista con calma e via.
    Ciao.

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  11. filorosso 3 luglio 2008 alle 9:30 pm

    mah, io da internet ho comprato solo qualche mp3… con la carta jeans della pepe!
    baci, filo

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  12. utente anonimo 3 luglio 2008 alle 9:55 pm

    Non vorrai essere fregato solo dai vari governanti? Fa finta che sia una specie di Robin tax.
    ciao dal polpo

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  13. amfortas 4 luglio 2008 alle 8:25 am

    Filo, ora mi costringi a cercare qualche notizia sulla carta jeans, mai sentita prima…
    Octopus, non ci avevo pensato, in effetti…

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  14. utente anonimo 4 luglio 2008 alle 8:48 pm

    da Giuliano.
    io abito vicino a Milano, e mi fa rabbia di non trovare – a Milano! – quello che cerco. Per esempio, alla Ricordi in Galleria (alla Ricordi, in pieno centro della Galleria, negozio enorme specializzato in classica) non ho mai visto il dvd né la cassetta del Don Giovanni di Losey, o del Flauto Magico di Bergman, o del Macbeth by Abbado-Strehler…
    Ho smesso di chiedere ai commessi tanti anni fa, stanco di essere guardato come se avessi chiesto due etti di prosciutto crudo. (non sono tutti così, e non è tutta colpa loro: e sarebbe un altro bel discorso).

    Quanto alle vendite per corrispondenza, ho avuto esperienze traumatiche e ho lasciato perdere. Mi parlano tutti bene di questi siti, prima o poi proverò; comunque le “mie” librerie le hanno chiuse tutte, alla faccia della capitale della cultura…

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  15. utente anonimo 4 luglio 2008 alle 8:55 pm

    dai…è così bello farsi fregare…
    by malmostosa!!!

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  16. calaminta 5 luglio 2008 alle 9:05 am

    Mi fai venire in mente una cosa, il mio fratellino legge Topolino e l’altro giorno mi ha detto che nelle storie a fumetti c’è un supermercato che si chiama “SPENDI DI PIU'” ….

    Che fanno ci educano da piccoli?!

    Buona giornata;)

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  17. amfortas 6 luglio 2008 alle 10:53 am

    Giuliano, hai ragione, il discorso sarebbe ampio e anche molto complesso.
    La mancanza di professionalità e una conseguenza della precarietà del lavoro, sicuramente.
    Certo che il criterio di scelta del personale in libreria è misterioso, così come la strategia delle case editrici.
    Sally, forse non hai torto sai? 🙂
    Flo, leggi il fumetto, magari c’è una forte critica sociale inespressa… 🙂

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  18. senhal 6 luglio 2008 alle 4:53 pm

    Dopo aver fatto acquisti di vario tipo su noti siti, e aver beneficiato di sconti come il tuo, mi sono resa conto che tra spese di spedizione e articoli presi per raggiungere la cifra, avrei risparmiato moltissimo comprando in negozio, magari in un rilassante pomeriggio in centro senza l’ansia del pacco. 😉

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  19. minstrel 7 luglio 2008 alle 10:54 am

    Calcola che in nessun paese del mondo si paga la spedizione, tranne che in Italia e ho già detto tutto. Quando dicono “prendi 100 euro e non paghi le spese di spedizione” è come dirti “dai, fatti prendere per il culetto ancora un poco”.

    Ma c’è da dire che qui in Italia non esiste ancora una mentalità commerciale web. La mia libreria di fiducia, senza le spese di spedizione che fanno i siti web, avrebbe già chiuso da un lustro… comunque l’ideale è seguire gli sconti solo se necessiti davvero di quella roba. Tanto ogni due per tre te li propinano.

    E per i CD punta all’estero che ti spediscono senza pagare un centesimo.

    Mai sentito di play.com? 😉

    yours

    MAURO

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  20. utente anonimo 7 luglio 2008 alle 11:24 am

    anche a me Vodafone ha fatto un’offertona: tutte le telefonate fatte verso numeri Vodafone , entro 12 ore dalla ricarica, sarebbero state gratis!!
    E tu che dai, ti metti a telefonare come una cretina solo perchè è gratis? Magari chiamando persone che non senti da tempo solo perchè sono numeri Vodafone?
    Bah, è tutto così, mi sembra di risentire il proverbio: nessuno dà niente per niente.
    Oltretutto rischiamo di consumare di più (vedi il 3 X 2) solo per risparmiare. Nel frattempo mi leggo il libro di Latouche sulla decrescita….

    ingeborg

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  21. amfortas 7 luglio 2008 alle 2:26 pm

    senhal, beh, mettici pure l’aria condizionata di un centro commerciale e diventa un’offerta che non si può rifiutare, anche vista l’età, dico 🙂
    Mauro, ovvio che non sto certo a farmi infinocchiare con gli sconti, mi dà fastidio però.
    Certo che conosco play.com 🙂
    Flavia, non parlarmi di compagnie telefoniche, grazie 🙂
    Di Latouche conosco solo qualche intervista…magari compro una decina di libri suoi, così mi fanno lo sconto 🙂

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  22. utente anonimo 8 luglio 2008 alle 7:46 am

    Quoto il fastidio. 😉

    yours

    MAURO

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  23. utente anonimo 9 luglio 2008 alle 10:27 pm

    Il mio modesto libraio mi fa sempre e comunque lo sconto del 15% su quello che compro.
    A volte il 20.
    Ci vado, si chiacchera, mi lascia da parte le cose che ritiene mi possano piacere.
    …e poi è “una persona” vera, in carne e ossa …
    Ah, sono Marilisa!
    Ciao Pa!

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  24. amfortas 10 luglio 2008 alle 11:33 am

    Marilisa, t’invidio, forse è perché vivi in un piccolo centro e c’è più cura per i clienti, non saprei.
    Ciao.

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