Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Marina Garaventa.

Mentre io scrivo stronzate, c’è chi affronta i problemi in modo serio, approfittando della sua visione privilegiata dell’argomento.

(io so che a Marina questa mia presentazione piacerà)

Savignone, 16 Luglio 2008
 
Caro Direttore,
sono Marina Garaventa, ho 48 anni e sono, più o meno, nella stessa situazione di Piergiorgio Welbi: come lui, ho il cervello che funziona benissimo, diversamente da lui, posso ancora usare le mani e la minima facciale. Come ho seguito il caso Welbi, esprimendo la mia opinione, ho seguito il caso, ben più grave del mio, di Eluana Englaro e mi sono “rallegrata” della sentenza che ne sanciva la conclusione, sperando che nessuno si permettesse di intromettersi in un caso così delicato e personale. Non avevo la benché minima intenzione di dire o scrivere alcunché fino a stamattina alle 7 quando, ascoltando i primi notiziari, ho sentito tante “cazzate” che mi sono decisa a dire la mia. Io sono abituata a esprimere opinioni, dare giudizi e consigli solo su cose che conosco bene e che ho vissuto personalmente e mi piacerebbe tanto che tutti si regolassero così, evitando di aprire la bocca per dare aria a sentenze basati su mere teorie filosofiche e moral-religiose.
Con queste parole mi riferisco, in particolare, alle recenti “sortite” di alcuni personaggi noti che, in un delirio di onnipotenza, dicono la loro, scrivono lettere patetiche e organizzano raccolte pubbliche di bottiglie d’acqua: le bottiglie, a Eluana, non servono perché sia l’acqua sia la nauseabonda pappa che la tiene in vita e che anch’io ho provato per mesi, le arriva attraverso un sondino. Bando quindi ai simbolismi di pessimo gusto di Giuliano Ferrara, stimato giornalista, e al paternalismo di Celentano, mio cantane preferito. In quanto al mio esimio concittadino, il Cardinal Bagnasco, sarebbe cosa buona e giusta che, prima di esprimersi su quest’argomento, avesse la bontà di spiegarci perché a Welbi è stata negata la messa e, invece, il “benefattore” della Magliana, Renatino De Pedis, è sepolto in una nota chiesa romana.
A questo punto, però, siccome neppure a me piace fare della teoria, propongo a questi signori di prendersi un anno sabbatico e offrirlo a Eluana: passare col lei giorni e notti, lavarla, curarle le piaghe, nutrirla, farla evacuare, urinare, girarla nel letto, accarezzarla, parlarle nell’attesa di una risposta che non verrà mai. Sono disponibile anche a mettermi a disposizione per quest’esperimento ma, devo avvisare tutti che, per loro sfortuna, io sono sicuramente meno docile di Eluana e se qualcuno, chiunque sia, venisse per insegnarmi a vivere, lo manderei, senza esitazione, “affanc…”.
A sostegno di quanto detto finora, aggiungo che, nonostante io non possa più camminare, parlare, mangiare, scopare e quant’altro, amo questa schifezza di esistenza che mi è rimasta e mai ho avuto il desiderio di staccare la spina del respiratore che mi tiene in vita. Nonostante tutte le mie limitazioni, io ho una vita intensissima: scrivo su alcuni giornali locali, tengo un blog (www.laprincipessasulpisello.splinder.com) , ho un’intensa vita di relazione e, in questo periodo, sto promovendo un mio libro che narra di questa mia splendida avventura. (La vera storia della principessa sul pisello” Editore De Ferrari Genova).
Sicuramente qualcuno penserà che voglio farmi pubblicità e, in un certo senso, è vero: io voglio, per quanto posso, dar voce a tutti quelli che sono nella mia condizione e non sanno o non possono dire la loro.
Parliamoci chiaro: i malati come me, come Welbi ed Eluana sono già morti! Sono morti  il giorno in cui il loro corpo ha "deciso" di smettere di funzionare e hanno ricevuto dalla tecnologia, che io ringrazio sentitamente, l’abbuono, il regalo di un prolungamento dell’esistenza. Ma come tutti i regali, anche questo vuol essere contraccambiato con merce altrettanto preziosa: una sofferenza fisica e morale che solo una grande forza di volontà può sopportare. Nel momento in cui il gioco non vale più la candela il  paziente deve poter decidere quando e come staccare la spina. Lo stato deve garantire la miglior vita possibile a questi malati, tramite assistenza, supporti tecnologici e contributi ma non può arrogarsi il diritto d decidere della loro vita sulla base di astratti principi etici, molto validi per chi si  sta col culo su un bel salotto, ma che diventano  assai stucchevoli quando   si sta nel piscio. Eluana non può più decidere ma chi le è stato vicino, nella gioia e nella sofferenza, chi l’ha conosciuta e amata non può dunque decidere per lei, mentre possono farlo persone che, fino a ieri, non sapevano neppure che esistesse?
Io sono pronta a chiedere umilmente perdono se questi signori mi diranno che, nella loro vita, si son trovati in situazioni come la mia o come quella di Eluana e delle nostre famiglie ma, francamente non credo che la mia ammenda sarà necessaria.Per chiarire meglio la mia situazione allego una foto e il link di un video: http://video.google.it/videoplay?docid=-8906265010478046915 
 
Concludo ringraziandola e sperando che voglia dare voce anche a me che parlo con cognizione di causa e non per fare della filosofia.
 
Marina Garaventa
 
Marina Garaventa
Via Grendi 16
16010 Savignone Ge
Italy
             marinagaraventa@alice.it
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17 risposte a “Marina Garaventa.

  1. Princy60 22 luglio 2008 alle 4:42 pm

    approvo e ringrazio! ;-)***

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  2. amfortas 23 luglio 2008 alle 7:27 am

    Marina, ci avrei scommesso, altrimenti non mi sarei mai permesso 🙂

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  3. Moher66 23 luglio 2008 alle 7:32 am

    Ciao, Amfortas, ho linkato il tuo post e il blog di Marina.
    Ciao

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  4. utente anonimo 23 luglio 2008 alle 10:11 am

    carissimo,
    siamo sulla stessa lunghezza d’onda… ho inviato agli amici più cari il link a quella lettera (e al video, con il finale “Vincerò”… ho pianto…).
    Ho inserito il blog di Marina tra i miei blog amici. Un abbraccio, caro amico
    ingeborg

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  5. megbr 23 luglio 2008 alle 1:00 pm

    un abbraccio forte a tutti e due.. grazie! 🙂

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  6. giuba47 23 luglio 2008 alle 1:44 pm

    Questa testimonianza è preziosissima, e ti ringrazio per averla raccontata. Seguo il blog di Marina che è una donna che davvero mi insegna molte cose, un abbraccio. Giulia

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  7. utente anonimo 23 luglio 2008 alle 4:52 pm

    Ciao Amfortas, sono entrato con uno stato d’animo e esco trasformato. Non triste, non depresso, ma rincuorato nel vedere che persone come Marina esistono e vivono.
    Un abbraccio a lei, lascio le ovvie polemiche per altre occasioni.
    Ciao.
    Alessandro

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  8. utente anonimo 23 luglio 2008 alle 9:07 pm

    Avevo letto. Hai fatto bene.
    ciao dal polpo

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  9. utente anonimo 24 luglio 2008 alle 2:31 pm

    Beh, io non so che dire… però voglio ringraziare Marina per le sue sante parole, e per avermi fatto vedere la mia vita con altri occhi.

    Margot :o)

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  10. filorosso 24 luglio 2008 alle 10:24 pm

    in questi giorni ne parliamo molto, in famiglia.
    ma davvero non è la stessa cosa che viverlo.
    no, non è la stessa cosa.
    baci, filo

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  11. sgnapisvirgola 25 luglio 2008 alle 12:14 am

    Hai ragione amfortas sulla Principessa, ma tu non scrivi stronzate:)

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  12. amfortas 25 luglio 2008 alle 7:14 am

    Grazie a tutti quelli che sono passati, anche a chi non ha lasciato traccia ed è andato direttamente dalla Principessa!
    Anzi, a questi ultimi grazie due volte!
    Questa mail, che ho postato anche sul forum di Operaclick, è stata letta migliaia di volte.
    Missione compiuta, direi 🙂

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  13. utente anonimo 25 luglio 2008 alle 7:43 pm

    Una persona molto speciale Marina.
    Tu non scrivi cazzate, anzi, prima di decidermi di dedicare il premio a Marina, pensavo di dedicarlo ai blog con una specializzazione, tu eri in testa alla lista.
    Ciao

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  14. amfortas 26 luglio 2008 alle 9:11 am

    Ariela, ringrazio comunque per il pensiero 🙂

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  15. bobregular 28 luglio 2008 alle 11:39 pm

    leggo, approvo, sottoscrivo, vi abbraccio, vi stimo.

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  16. amfortas 29 luglio 2008 alle 11:54 am

    Bob, grazie, ma io mi sono limitato a fare da tramite 🙂
    Ciao!

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