Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Vexata quaestio a Bayreuth.

Da qualche minuto è cominciata Die Walküre, qui Daland dice la sua sulle regie wagneriane.

Approvo incondizionatamente e aggiungo l’opinione di Fabio Armiliato e Daniela Dessì sull’argomento, estrapolata dalle interviste che mi rilasciarono a suo tempo.

Qui l’intervista completa a Fabio Armiliato.

Qui invece, quella a Daniela Dessì.

Fabio Armiliato.

Secondo te,  perché oggi è quasi impossibile vedere un’opera com’è descritta nel libretto, specialmente nella scuola registica tedesca?
Ci sono varie motivazioni, una sicuramente è il lato economico: molti registi di prosa sono passati alla lirica perché girano più soldi, più investimenti, ed anche perché, in secondo luogo, l’attenzione del pubblico è maggiore.
Se un regista allestisce, tanto per fare un esempio, un Don Carlo, ha più spazio sui media, e maggiore visibilità ovunque.
Eppure se qualcuno andasse a chiedere a Andrew Lloyd Webber d’ambientare il suo Fantasma dell’Opera in Cina, ad esempio nella Città proibita, gli sarebbe risposto di no. Mancherebbe l’aderenza alle esigenze del Compositore, al testo. Non credo che Webber sia da rispettare meno, che ne so, di Puccini.Bisogna usare le tecnologie moderne per rendere meglio di una volta il pensiero del compositore, non per soddisfare il nostro egocentrismo o quello dei registi. Ora, ci sono anche idee innovative e valide, non bisogna buttare tutto via, ma occorre avere rispetto di capolavori immortali che tengono alto il nome dell’Italia e dell’italianità in un momento in cui il nostro paese ne ha molto bisogno.
Bisogna ristabilire i ruoli, il cantante deve tornare ad essere figura centrale nell’economia di un allestimento, in collaborazione attiva con il direttore ed il regista, ricordando però, anche con un occhio al passato, che senza le grandi voci l’opera scomparirebbe in breve tempo.
Daniela Dessì.
In Germania tu non lavori molto, vero?
No, perché io non posso permettermi di provare un mese e mezzo per poi vedere una regia che stravolge tutto, preferisco fare allora qualche serata di gala, passando da una città all’altra, o qualche concerto. Mi dispiace, perché il popolo tedesco ama molto la lirica italiana, in particolare Verdi. Il mercato tedesco è un po’ particolare, richiede dei compromessi che io sinceramente non me la sento d’affrontare.
Beh, e te lo puoi permettere…
Questo lo lascio dire agli altri (si sente che sorride)…peccato perché specialmente in un paio di teatri tedeschi si lavora molto bene . Intanto nei mesi scorsi ho cantato Tosca a Vienna, alla Staatsoper, dove sono di casa, ed ho pure partecipato come ospite d’onore all’Opernbal (il ballo delle debuttanti ).
Ottimo ascolto a tutti i blogger di buona volontà! (smile)
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3 risposte a “Vexata quaestio a Bayreuth.

  1. calaminta 30 luglio 2008 alle 11:31 am

    Un saluto caro Amfortas e bentrovato! 😉

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  2. amfortas 30 luglio 2008 alle 3:44 pm

    Flo, pensavo fossi stata inghiottita dalla Rete 🙂

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  3. calaminta 1 agosto 2008 alle 2:31 pm

    Eh, in effetti sono pure infettata dallo spamming, quindi ci sei andato vicino… 😉

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