Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Die Walküre a Bayreuth: altra recensione semiseria.

Chi mi legge da qualche tempo sa che Die Walküre è una delle mie opere preferite, una specie di coperta di Linus da tirare fuori quando è il caso.
Voglio dire, qui non si parla più di musica o di Wagner, ma di qualcosa che m’appartiene quasi come l’eleganza del portamento, lo sguardo profondo e indagatore, il fascino irresistibile. [la smetto subito, era solo per tirarmi su di morale, ché in questi giorni ne ho bisogno (strasmile)]
Ieri da Bayreuth, grazie a RADIO3 (trasmissione tecnicamente ancora una volta terribile, ma mi hanno detto che la spagnola Radio Clasica ha addirittura interrotto la diretta per qualche minuto, quindi i problemi dipendono dal satellite come ha detto alla fine il giornalista RAI) ho sentito una bellissima Walküre, ancora nel segno di Christian Thielemann, direttore d’orchestra, ma supportata in modo molto più cospicuo dalla compagnia di canto.
Endrik Wottrich, tenore, è stato davvero molto bravo: il suo Siegmund è un vero guerriero e si sente che è braccato, disperato, pronto a tutto, temibile.
Rispetto all’ultima volta che l’ho sentito in questo ruolo la voce si è imbrunita, ispessita, ma non è apparsa mai forzata: molto bella la duplice invocazione al padre (Wälse, Wälse), suggestivo il Winterstürm, mentre il LA del finale del primo atto è stato ghermito con un po’ di fatica, ma è uscito abbastanza pulito.
Nella scena dell’agnizione con Brünnhilde è apparso leggermente ingolato all’inizio, ma poi ha chiuso bene.
Una bella prestazione, impreziosita da un accento molto pertinente.
Buona anche la prova di Eva-Maria Westbroeck, nei panni di Sieglinde: il soprano può contare su una voce molto gradevole e un’ottima musicalità. A mio parere, è riuscita a connotare di sensualità il suo personaggio che, ricordo, è una ragazza giovane, maltrattata in casa da un marito dispotico e violento.
Questo marito si chiama Hunding ed è stato interpretato con gusto e misura da Kwangchul Youn: troppo spesso, anche recentemente, il personaggio è stato ostaggio di cantanti vociferanti, quasi che la malignità e la violenza si potessero rendere solo con un canto rozzo.
Albert Dohmen ha tratteggiato un Wotan abbastanza buono, nonostante non stia attraversando un periodo di forma vocale straordinario: la mia sensazione è che la voce sia sempre un po’ morchiosa, affaticata.
È veramente molto difficile dirlo da un ascolto radiofonico, ma io credo che un minimo di responsabilità per la prestazione non brillantissima di Dohmen ricada anche su Thielemann, che mi è sembrato tenere il volume orchestrale piuttosto alto.
Peraltro l’accento e le intenzioni del basso baritono, che è arrivato alla grandiosa scena finale molto stanco, sono state sempre molto pertinenti.
Indicativo il fatto che io, che normalmente (ri)comincio a piangere un po’ prima di Der Augen leuchtendes Parr e non la finisco più, non abbia versato neanche una lacrimuccia.
Michelle Breedt ha confermato la buona prestazione del Rheingold, nei panni di Fricka, dispotica compagna di Wotan: forse l’accento era più da moglie ferita nell’onore che da dea, ma io odio le interpretazioni asettiche.
Linda Watson (che mi pare debuttò una decina d’anni fa a Bayreuth quale Kundry, con Sinopoli sul podio, ma potrei sbagliarmi)aveva l’arduo compito d’impersonare uno dei personaggi simbolo di Wagner, la straordinaria Brünnhilde: personaggio difficile dal lato vocale, ma soprattutto indecifrabile o almeno controverso dal punto di vista psicologico.
La figlia adulterina di Wotan deve palesare un turbinio di sentimenti contrastanti, e dico deve proprio perché se il cantante non fa almeno intuire i mille dubbi del personaggio, beh, allora non c’è DO che tenga, la missione è fallita.
Con questa premessa penso di poter affermare che la Watson abbia fornito una prestazione di rilievo, non scevra di difetti, ma comunque convincente.
Mi sono sembrate molto inferiori al resto del cast le altre Valchirie, e questa circostanza, al Festival di Bayreuth, è inconcepibile e inaccettabile.
Thielemann anche oggi mi è sembrato perseguire una visione dell’opera molto sobria, con l’unica eccezione della famosa “cavalcata delle valchirie”, in cui mi è sembrato un po’ troppo compiaciuto e stentoreo.
Al di là di questo e, come ho detto sopra, con qualche dubbio sul volume orchestrale, ha firmato una buona Valchiria.
Chiudo con la versione for dummies della quarta scena del secondo atto, perché è buon viatico per il prossimo post:
 
Brünnhilde avvicina Siegmund che, stremato, sta aspettando l’arrivo di Hunding. La Valchiria gli annuncia la morte e poi l’immediata salita al Walhalla.
Siegmund le chiede: “Potrò portarmi dietro la mia Sieglinde, nel Walhalla?”
Lei dice: ” No, però troverai un sacco di belle ragazze, da bere e mangiare a volontà e rivedrai papà!”
“Ma vaffanculo, stronza!”-le risponde lui.
Così va a combattere, sicuro che la sua spada, Notung, lo difenderà da chiunque.
Non sa che papà l’ha tradito e ha mandato Brünnhilde ad aiutare Hunding.
Lei si pente, cambia idea, cerca di aiutarlo all’ultimo momento ma arriva papà Wotan e con la sua lancia spezza la spada di Siegmund.
Allora lei gli salva Sieglinde, che è incinta e porta in grembo un ragazzino che si chiamerà Siegfried, delle cui vicende, se ho tempo, parlerò domani, dopo la diretta di RADIO3.

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8 risposte a “Die Walküre a Bayreuth: altra recensione semiseria.

  1. utente anonimo 30 luglio 2008 alle 4:35 pm

    da Giuliano:
    Sì, ogni tanto sembrava di ascoltare una diretta radio del 1935. Se penso ai soldi che ho speso l’anno scorso per il digitale…
    Il tenore ha una gran brutta voce, questo va detto: ma è molto bravo e molto intelligente. Wotan non lo conoscevo (ho perso parecchi colpi, negli ultimi anni) mi sembra molto buono.
    Io invece ho un debole per Hunding, da quando ho sentito il disco di Furtwaengler con il magnifico Frick non riesco a immaginarne un altro. (anche Frick non ha più fatto un Hunding come quello, davvero terrificante).

    PS: però dillo, che la Walkiria si commuove davanti all’amore dei due. (mica come Turandot!)

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  2. daland 30 luglio 2008 alle 4:50 pm

    Accipicchia, questo bigino della scena IV, atto II, è un delitto di lesa maestà… poi arriva qualche regista che lo mette in scena così, per davvero!

    Visto che siamo in vena di battute, il buon Wottrich sembra rinato da quando la ex-fidanzata Kathi Wagner, prossima probabile direttrice dei Festspiele, lo ha lasciato per un aviatore incontrato nella hall di un’aeroporto… (come Tambourmajor nel Wozzeck scaligero di febbraio non mi aveva entusiasmato).

    Tornando alle cose serie: “Der diese Liebe mir ins Herz gelegt…” per me questo è l’apice del dramma, sotto tutti i punti di vista: psicologico, perchè Brünnhilde spiega che cosa le ha letteralmente trasformato l’esistenza, musicalmente poichè la musica davvero ci dimostra come ciò che ci appare come una ineluttabile, persino inspiegabile e comunque insopportabile routine (il tema del Patto, che sempre e pervicacemente “sprofonda”) possa essere trasformato in “splendidi ed alti ideali” dall’intervento (il salto di settima ascendente) dell’Amore! (Wagner l’ha citato nelle battute finali del Tristan, e non a caso…)

    Di Thielemann ricordo solo un paio di pesantezze retoriche (l’accordo di chiusa del primo atto, per me troppo “tenuto”, e l’ingresso del basso-tuba nella cavalcata) in una direzione per il resto impeccabile.

    Per chi è a portata di computer (e ha l’ADSL): la diffusione webbica della Radio Bavarese in stereo-dolby è eccellente (e naturalmente non mancherà l’appuntamento di sabato).

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  3. utente anonimo 30 luglio 2008 alle 5:34 pm

    Il Walhalla non si prende in giro. I nibelunghi poi si incazzano. Ricordati i disegni su Maometto.
    ciao dal polpo

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  4. utente anonimo 30 luglio 2008 alle 7:33 pm

    L’unica cosa buona dell’aver scritto tanto, è che in mezzo a tutto questo c’è Notung.
    Se non nei commenti, almeno nei post…

    La simpatica Margot :p

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  5. amfortas 31 luglio 2008 alle 3:01 pm

    Oggi, in un impeto di masochismo, mi sono ascoltato il primo atto della recente Die Walküre al Liceu, con Domingo e la mia amata Waltraud Meier.
    Sigh!
    SIGH!
    Comincia Siegfried, entro nella mia caverna 🙂

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  6. pentolino 31 luglio 2008 alle 9:32 pm

    Ciao Notung, è tanto che non ci sentiamo…
    Un saluto e un abbraccio!
    Orsy

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  7. amfortas 1 agosto 2008 alle 10:34 am

    pentolino, oggi, previo sms perché non è che posso chiamare una star senza avvertire, ti faccio uno squillo.
    Oh, la star è Orsy eh? 🙂

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  8. ivyphoenix 3 agosto 2008 alle 5:51 pm

    dio come mi piaceva quella storia… antesignano del signore degli anelli…

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