Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Siegfried a Bayreuth: recensione striminzita e un po’ amareggiata.

Il Siegfried sentito ieri, in diretta da Bayreuth su RADIO3, ha confermato che Christian Thielemann è l’unico elemento di sicuro interesse di questo Ring 2008.
La sua direzione non è né innovativa né geniale, nel senso che non mi ha fatto certo ripensare qualche momento della partitura wagneriana, non ha illuminato di luce nuova alcun dettaglio; è una direzione rassicurante, in linea con le esecuzioni tradizionali, ma è comunque una lettura di ottimo livello.
Alcuni scorci sono stati magnifici: l’entrata di Siegfried, la sincopata esaltazione nella scena della forgiatura di Notung, la spada.
Ancora, la cupa atmosfera all’approssimarsi del drago Fafner, come pure molto suggestiva è stata la scena dell’evocazione di Erda e, seppure a un livello inferiore, ho trovato molto buono anche il risveglio di Brünnhilde.
Peccato che ci fossero i cantanti, con l’unica eccezione dell’interprete di Fafner, il basso Hans Peter König, molto bravo nella sua connotazione, di ferocia prima e immalinconito stupore poi, del terribile drago che custodisce il tesoro del Reno.
Il tenore Stephen Gould è apparso subito ingolato, con la voce clamorosamente indietro, come si dice in gergo, tanto che sono stato veramente facile profeta a ipotizzare, in altra sede, un duetto disastroso con Brünnhilde nel terzo atto.
Come ho detto nel post precedente, Linda Watson è stata tutt’altro che ineccepibile vocalmente nella Valchiria, però l’accento era quello giusto, il personaggio tormentato è uscito, insomma era lei, Die Walküre! Ieri l’impegno d’interprete non è bastato.
Le brevi, e meravigliose nella loro semplicità, frasi del risveglio, Heil dir, Sonne, Heil dir, Licht mi sono sembrate buttate lì, e dopo questo pessimo inizio la mia sensazione è che il soprano si sia fatto travolgere dall’insipienza del tenore.
Insomma, per farla corta, forse sarò troppo esigente (ma so che non è vero) ma ho addirittura spento la radio per un paio di minuti.
Poi ho riacceso, ma proprio perché è Wagner e sento il richiamo della foresta. ( by the way, magnifico il mormorio della foresta di Thielemann)
Ho pensato dentro di me: “È vero che farsi svegliare dopo tanto tempo da un Siegfried così moscio deve essere dura, ma anche uccidere un drago mostruoso e poi trovarsi una Brünnhilde così spenta non deve essere il massimo!”
Scherzo un po’, ovvio. Però non sono mai stato rapito dal duetto e mi dispiace un po’, questo è Bayreuth e capita una volta all’anno.
Ribadisco ancora le mie perplessità sul vigoroso Wotan di Albert Dohmen, che ieri era meno impegnato ma che per me è in gravi ambasce vocali, anche se non ci sono state pecche clamorose: resta il fatto che io l’ho sentito forzare ogni volta che doveva salire all’acuto.
Molto scadenti, soprattutto per il pessimo gusto, sia il Mime di Gerhard Siegel sia l’Alberich di Andrew Shore.
Ancora una volta deludente Christa Meyer quale Erda, mentre di Robin Johannsen, che dava voce all’uccellino della foresta, ricordo solo un vibrato stretto fastidiosissimo.
Anche chi è arrivato faticosamente in fondo a questo mio delirio e non ne capisce di opera lirica, si renderà conto che il lavoro del direttore d’orchestra, per quanto sia lodevole, non può essere sufficiente a garantire una serata riuscita a teatro.
Domani c’è il Götterdammerung, che impegna terribilmente sia Stephen Gould sia Linda Watson…speriamo bene, ma sinceramente non sono molto fiducioso.
Buon fine settimana a chi va al mare, e non si rovina i weekend passando sei ore accanto alla radio. (smile)
 
 
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15 risposte a “Siegfried a Bayreuth: recensione striminzita e un po’ amareggiata.

  1. daland 1 agosto 2008 alle 12:39 pm

    Forse i cantanti erano fuori a fare una passeggiata nel parco, e si sono beccati il diluvio che ha investito Bayreuth proprio poco prima dell’inizio della rappresentazione…

    Io tenderei ad essere più benevolo (Gould ha stampato senza macchie anche i SI nel finale).

    Thielemann sempre OK, ma un paio di eccessive libertà poteva evitarle: grotteschi i “plötzlich langsamer” che si è letteralmente inventato nella passacaglia della fusione di Nothung. Non escluderei che le difficoltà di Gould siano anche venute da un primo atto un filino lento. (vedo che domani lo sostituisci con Young! – strasm -)

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  2. utente anonimo 1 agosto 2008 alle 1:02 pm

    Thielemann è un ottimo direttore ma -a parte il mai abbastanza compianto Sinopoli-non ho mai ascoltato nessuno che avesse il soffio potente, la magniloquenza e la maestà interpretativa di Hans Knappertsbusch. Andate a riascoltare i suoi tre Ring (1956, 57 e 58) e vi renderete conto della differenza abissale. Solo lui e Furtwangler sono e resteranno per sempre i custodi del Graal!

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  3. utente anonimo 1 agosto 2008 alle 2:19 pm

    da Giuliano:
    Nel Sigfrido c’è uno dei momenti chiave per capire il Ring: il drago che dorme sul Tesoro, e – disturbato nel suo sonno – protesta:
    “Io sto qui sul Tesoro, che è mio. Lasciatemi dormire!”
    E se qualcuno pensa ancora che Tolkien sia un autore originalissimo…

    Comunque, sì, d’accordo su tutto. Ma tu un Sigfrido davvero convincente l’hai mai ascoltato? Per me, è colpa anche di Wagner che ha dato una tessitura baritonale a un ragazzo – ma si sa che il Siegfried fu completato solo per ostinazione, per volerlo finiire, e molte pagine sono bruttine.
    (La scena sopra, con il Viandante e Alberich che svegliano il Drago, a me piace moltissimo).

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  4. amfortas 1 agosto 2008 alle 3:10 pm

    Daland, grazie di avermi fatto notare l’errore, vedi come lavora l’inconscio? 🙂
    Per il resto c’è sempre la possibilità che un giorno si debba rimpiangere anche questo Siegfried…
    Anonimo, è questione di gusti, come sempre, come saprai c’è chi trova Kna troppo magniloquente.
    Giuliano, Fafner è un adorabile mostro: Pensavo di scendere a bere ed invece trovo pure la cena.
    Le ultime parole famose 🙂
    La mia edizione di Siegfried preferita è quella diretta da Clemence Krauss nel 1953 col giovane Windgassen: ci sono difetti pure lì, ovviamente.
    Tieni conto che io spero sempre nel prossimo Siegfried, ed in questo caso dovrò aspettare sino a novembre.
    Cioè, non è una battuta, io vado a teatro per divertirmi e spero sempre in una prestazione storica :-), altrimenti me ne starei a casa mia!
    Bruttino sarai tu, comunque 🙂
    C’è qualche pagina meno ispirata, così si dice!

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  5. utente anonimo 1 agosto 2008 alle 9:13 pm

    da Giuliano:
    Beh, in effetti, con ‘sta panza… A settembre mi metto a dieta e vado in palestra.

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  6. utente anonimo 1 agosto 2008 alle 9:16 pm

    CASSANDRO

    Tu scrivi: **anche chi è arrivato faticosamente (io) in fondo a questo mio delirio e non ne capisce di opera lirica (appunto, io ), si renderà conto che il lavoro del direttore d*orchestra, per quanto sia lodevole, non può essere sufficiente a garantire una serata riuscita a teatro**

    Poiché sono arrivato se non proprio *faticosamente* con notevole impegno alla fine del tuo scritto, desidererei osservare che però, anche se ciò desterà la tua riprovazione, ci sono dei casi in cui la serata (per qualche impreparato spettatore, ovvio) il direttore, per altro verso, e forse pure a sua insaputa, può renderla molto *riuscita*, in particolar modo se . . .

    (ma posso permettermi di scherzare un poco, entrando da modesto orecchiante a latere di una critica musicale tanto seria e tecnicamente ineccepibile? . . . Boh, speriamo solo che tu non ne abbia a male, Amfortas, ma ciò che ti racconterò è cronaca, in quanto è veramente successo alcuni mesi fa, mentre si ascoltava no un*opera lirica, ma un concerto di musica classica in un prestigioso auditorium romano)

    . . . ecco, se è bello (sì, proprio così *bello*: la bellezza, secondo me, risolve quasi tutte le situazioni problematiche, anche una direzione orchestrale poco ispirata!) per cui può accadere fra gli ignoranti che non ci si soffermi ad una eventuale (se mi passi la parafrasi) **direzione né innovativa né geniale, nel senso che non fa certo ripensare qualche momento della partitura in esecuzione, e non illumina di luce nuova alcun dettaglio**, e l’interesse si rivolga ad altro.

    IL DIRETTORE BELLO

    Sul podio svolazza, elegante,
    flessuoso, coinvolgente, inebriante

    … sembra uscir da Lete e no da Stige
    mentre per noi Sibelius dirige.

    E* troppo bello questo direttore
    d*orchestra oggi venuto!… Le signore
    distratte in vero dal pezzo suonato
    cinguettano fra loro: ** E* mozzafiato! **

    . . . però adagio in quanto non sta bene
    parlare nel bel mezzo di un concerto,
    ragion per cui ognuna si trattiene
    dal dire altro su cotanto esperto

    gran direttore, e sì attraente che
    fatica molto a farsi seguire
    musicalmente, mentre al centro è

    di sguardi maliziosi a non finire
    pur dalle orchestrali come se
    Apollo a lor chiedesse di obbedire.

    Come si afferma spesso, anche nell*arte
    l*occhio, amici, ne vuole la parte!

    Se me lo sogno questa notte sento
    ch*è meglio non rifar l*abbonamento.

    Continua così è l*augurio
    che io faccio a te, Stev . . . . . . . . . .

    Essere bravi certamente basta,
    ma esser pure belli mica guasta!

    (Cassandro)

    Come avrai capito, Amfortas, ho omesso il nome per intero bravo direttore, cui ho rivolto il detto augurio (ma tu forse lo rileverai lo stesso grazie anche alla rima) per evitare di urtare qualche suscettibilità.

    Oltre a chiedere ancora scusa per questo intermezzo di costume (spesso andando a teatro mi interesso pure allo spettacolo offerto dal pubblico), ti rinnovo, Amfortas, i miei complimenti per le recensioni che pubblichi e che solo per te forse sono *striminzite o semiserie*, mentre per noi, in modo particolare per me, sono sempre abbastanza esaurienti e formative per la estrema professionalità che le caratterizza.

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  7. amfortas 2 agosto 2008 alle 10:09 am

    Giuliano, non so perché, ma per le diete ed i buoni propositi settembre e i lunedì in generale sono sempre al top 🙂
    La panza ce l’ho anch’io, ma me la tengo, ecchecavolo!
    CASSANDRO, grazie dell’ennesima composizione poetica.
    Come saprai, gli interventi umoristici sono sempre ben accetti su questo blog, anzi, direi che sono incoraggiati!
    Anche a me è successo di divertirmi di più a guardare il pubblico che lo spettacolo, a teatro.
    Un paio d’anni fa, ad esempio, la cosa migliore di una serata sinfonica fu il giacchino sgualcito di un celeberrimo direttore d’orchestra 🙂
    Inoltre, siete tutti pregati di segnalare gli orrori ortografici (o peggio) dei mei post.
    Per due giorni c’era scritto strimizita nel titolo!

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  8. utente anonimo 2 agosto 2008 alle 7:56 pm

    e chissà..forse preferirei sei ore accanto alla radio che sotto il sole rovente a far da balia ai miei figli…loro sì che avrebbero bisogno di una valchiria!
    by malmostosa bruciacchiata

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  9. filorosso 3 agosto 2008 alle 4:23 pm

    In questa mansarda infuocata sto raggiungendo temperature da pentola a vapore.
    Però ti mando un saluto… a quando le vacanze con la barchetta…?
    baci, filo

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  10. ivyphoenix 3 agosto 2008 alle 5:52 pm

    ha ha ha wagner è il tuo richiamo della foresta?
    sì posso capire
    ciao amfortas, buona settimana

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  11. amfortas 4 agosto 2008 alle 7:42 am

    Sally, non ho nessun dubbio!
    Filo, sì vacanze, come no…ciao!
    Ivy, ti sei lanciata con i commenti, quasi quasi ti premio e ti regalo un Ring!

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  12. maurizio2 4 agosto 2008 alle 1:33 pm

    Però, 6 ore x 4 serate = 24 h quasi filate al cospetto dio una radio……bisogna dire che hai della costanza! Oppure un buon impianto di condizionamento disgiunto da una moglie perennemente freddolosa……

    A casa mia, nella “Romagna solatìa dolce paese…” già per vedere semplicemente un film alla tv, in queste dannate serate con tasso di umidità che direi vicino al 200%, si boccheggia…..

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  13. amfortas 4 agosto 2008 alle 2:54 pm

    Maurizio2, un po’ di meno dai, perché il Rheingold è atto unico di circa 2 ore e mezza 🙂
    Comunque ho il climatizzatore a casa, altrimenti non so proprio come farei con questo caldo indecente!

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  14. sgnapisvirgola 4 agosto 2008 alle 8:33 pm

    Ciao Amfortas:) Sono passata per un saluto, poichè era tanto che non venivo a farti visita. Sono contenta di trovarti immerso nel tuo mondo pieno di musica. E’ rassicurante. Con affetto:)

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  15. amfortas 5 agosto 2008 alle 8:17 am

    sgnapis, oggi vedo se ce la faccio a visitare gli amici, grazie del passaggio!

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