Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione veloce del Götterdammerung dal Festival di Bayreuth.

Comincio questo post parafrasando l’incipit di una delle mie canzoni preferite:
“È un altro Ring è andato la sua musica finita…”
In realtà a Bayreuth le repliche della tetralogia proseguono fino al 25 agosto, mentre il Festival si chiuderà il giorno 28 con l’ultima rappresentazione del Parsifal.
Dal mio punto di vista, ed è importante e corretto sottolinearlo perché mi rendo conto di non detenere verità assolute, il Götterdammerung è stata la tappa più riuscita di questo Ring.
Certo, il tenore Stephen Gould è stato ancora una volta insufficiente dal lato vocale: gli acuti sono sempre forzati, presi da sotto. La posizione della voce è evidentemente indietro e dal SOL in su fa molta fatica, però almeno questa volta ho sentito tentativi d’interpretazione, una diversa attenzione per la parola cantata.
Per i meno esperti, sottolineo che Wagner è librettista di se stesso e quindi, se possibile, il testo ha un valore ancora più rilevante che per gli altri compositori.
Il soprano Linda Watson ha cantato bene, tanto che mi sento d’affermare che è stata la serata migliore per la Brünnhilde di questa edizione: finalmente una prova convincente.
Abbastanza incolore il Gunther di Ralf Lukas, e altrettanto pallida la prova di Edith Haller quale Gutrune.
Andrew Shore, ancora Alberich, proprio non mi piace: a questo punto credo sia un problema mio, nel senso che non posso imputare al cantante mende vocali evidenti, ma il suo approccio al personaggio, completamente sbilanciato su di un canto greve e macchiettistico non rientra nei miei canoni estetici.
A questi canoni invece corrisponde, e sono ben felice di confermarlo, Hans Peter König, che ha dato vita a un Hagen veramente ben riuscito senza ricorrere ad effettacci: è un personaggio difficile Hagen, un concentrato di buona parte dei difetti umani, manca solo che si proclami interista. [spero che Bob non mi legga (strasmile)]
Anche Christa Mayer mi è piaciuta abbastanza nei panni di un’accorata Waltraute, sorella di Brünnhilde.
Le 3 Norne (Simon Schröder, Martina Dike e ancora Edith Haller), che tessono il filo dei destini del mondo e aprono con il loro canto il Crepuscolo, meritano almeno una menzione positiva, mentre le Figlie del Reno ( Fionnuala McCarthy, Ulrike Helzel e di nuovo Simone Schröder ) mi sono parse un po’ troppo starnazzanti e sgallettate.
Su tutti, ancora una volta, Christian Thielemann.
L’orchestra ha cantato, si fa per dire ovviamente, a un livello molto più alto delle voci; soprattutto è stata continua la ricerca di diversi colori, di sfumature.
Il direttore è il vero protagonista positivo del Ring di questa edizione 2008.

L'oro del Reno lampeggia sul mio monitor!

Altro non mi sento di dire, anche se, per l’ennesima volta, non ho potuto fare a meno di pensare sorridendo alla seconda scena del primo atto: Siegfried arriva al cospetto di Hagen e Gunther, e sembra una scena di quei western americani degli anni sessanta in cui arriva il famoso pistolero da Yuma, preceduto dalla fama di tiratore infallibile e crudele.
“Dove posso lasciare il mio cavallo"? "Vorresti batterti con me?” (strasmile)
La spada più veloce del Reno!
Grazie a tutti per aver seguito così numerosi le mie recensioni semiserie in questi giorni caldissimi e buona settimana a tutti.
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22 risposte a “Recensione veloce del Götterdammerung dal Festival di Bayreuth.

  1. Moher66 4 agosto 2008 alle 12:37 pm

    Un saluto febbricitante,
    Elena

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  2. utente anonimo 4 agosto 2008 alle 12:53 pm

    da Giuliano:
    Ahimè, questa me la sono persa.

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  3. maurizio2 4 agosto 2008 alle 1:47 pm

    Orrore! Cosa odono le mie orecchie!

    Il Grande Cuore Nerazzurro, da te vituperato, ti punirà; in sua vece evocherò nottetempo le tre streghe; ti predico che a maggio, novello Macbeth(tega), tu ed i tuoi confratelli soffrirete di nuovo le pene della retrocessione nei gironi inferiori……..

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  4. amfortas 4 agosto 2008 alle 2:56 pm

    Elena, buona idea beccarsi la febbre con questo caldo! 🙂
    Giuliano, ti giustifico, per questa volta 🙂
    Maurizio2, accidenti, pure le maledizioni mi becco… 🙂

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  5. utente anonimo 4 agosto 2008 alle 3:27 pm

    Sarei stata curiosa di ascoltare le Figlie del Reno…
    Saluti dal mare!
    Ghismunda

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  6. amfortas 4 agosto 2008 alle 6:13 pm

    Ghismunda, saluti da Mombasa, a giudicare dalla temperatura che c’è qui…

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  7. pentolino 4 agosto 2008 alle 9:34 pm

    Ho cambiato il template seguendo le tue indicazioni!
    Missione compiuta!
    Grazie!!!

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  8. amfortas 5 agosto 2008 alle 8:19 am

    pentolino, sono sollevato perché avevo paura che con i miei consigli il tuo blog svanisse per sempre 🙂

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  9. calaminta 5 agosto 2008 alle 11:02 am

    Sai, tante volte sbirciando il tuo blog mi viene voglia di teletrasportarmi nell’universo che racconti… peccato io sia stonata come una campana! Perciò mi tocca restare nella stessa dimensione di La Russa, non è triste tutto ciò?

    Flo.

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  10. mozart2006 5 agosto 2008 alle 11:19 am

    Carissimo,
    ho scoperto il tuo blog grazie al link dell´amico Daland.Complimenti per la competenza e il tono,anche se sei un antiinterista…vabbé,come dice il vecchio miliardario alla fine di “A qualcuno piace caldo”,nessuno é perfetto…
    Saluti da Stoccarda alla mia adorata Trieste,ed al pubblico preparato e competente del Verdi.
    Da voi vidi il mio primo Tristan in teatro:era il 1980,dirigeva Matthias Kuntz e cantavano Spass Wenkoff,Ute Vinzing e la mitica Helga Dernesch come Brangäne!

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  11. utente anonimo 5 agosto 2008 alle 12:54 pm

    da Giuliano:
    Dear Amfortas, beh, grazie. Mentre ti leggevo da Annarita ho temuto per un attimo che avessi affidato mia parte ad un castrato…
    Non sono un tenore, comunque grazie. (sono della famiglia dei afoni bofonchiatori, devo avere qualche sezione di DNA in comune con Romano Prodi).
    PS: Com’è che da qualche giorno continuo a canticchiare “Schmied mein Hammer” ? Sarà mica colpa tua?

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  12. utente anonimo 5 agosto 2008 alle 12:54 pm

    da Giuliano:
    mi è rimasta una e nel calamaio…
    Schmiede mein Hammer, se non ricordo male.

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  13. utente anonimo 5 agosto 2008 alle 1:38 pm

    Non ho molto da dire ma… leggere questo post mi ha fermato per qualche istante dal solito tragitto di oggi. Post con proprietà curative…

    La scombussolata Margot :/

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  14. amfortas 5 agosto 2008 alle 2:39 pm

    Flo, anche se sei stonata fa niente, basta che non mi parli di La Russa, grazie 🙂
    Mozart2006, bentrovato.
    Grazie dei complimenti, che fanno sempre piacere. Mi hai ricordato che, ahimé per questioni economiche, il Verdi ha dovuto rinunciare a un titolo wagneriano per la prossima stagione…
    Giuliano, chissà se c’è la suoneria per il cellulare, non si sa mai…In quanto al tuo ruolo, era doveroso lasciarti la dura incombenza tenorile 🙂
    margie, ahi ahi…di nuovo?

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  15. utente anonimo 5 agosto 2008 alle 3:52 pm

    parlerò di mare.
    La pesca alla traina ti permette di guardare e goderti l’aria senza essere impicciato da fili, ami e pesci. Poi, ogni tanto, quando capita, hai una preda. Il tuo amico dove pescava? Alle Bermuda?
    ciao dal polpo
    (hai visto il link?)

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  16. amfortas 5 agosto 2008 alle 4:11 pm

    Octopus, sì ho visto il link, incredibile!
    E se vai a traina e hai il vento alle spalle, coem la mettiamo con il fumo del motore? 🙂
    Il mio amico pesca qui in golfo, che in questi mesi è pieno di pesce azzurro: le leccie seguono i branchi e ogni tanto incappano in qualche aguglia piena di ami 🙂

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  17. utente anonimo 7 agosto 2008 alle 2:41 pm

    a dirtela tutta in questo periodo aspetto le notti senza luna e senza vento: tra le stelle altri mondi guardano questo, allibiti…..
    Ciao, buone vacanze a te!

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  18. amfortas 7 agosto 2008 alle 6:04 pm

    anonimo/a, ti chiedo scusa, ma non capisco chi sei…comunque buone vacanze a te 🙂 (io non ne faccio, ahimé)

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  19. utente anonimo 9 agosto 2008 alle 11:55 am

    Ciao Am,
    leggo ed imparo… un saluto bollente! Leggo che anche da te non si scherza, ma per fortuna hai il mare a due passi!
    Scrivendo il mio post pensavo anche alla tua dolce metà. Secondo me un conto è amare la montagna, un altro sfidarla…
    Ciao
    Mary

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  20. amfortas 9 agosto 2008 alle 6:05 pm

    Mary, ciao e grazie del passaggio, nel frattempo ex-Ripley si è lanciata in nuove avventure 🙂

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  21. utente anonimo 31 agosto 2008 alle 8:36 pm

    Mi sento di condividere molto della tua recensione. Sono da poco tornato da Bayreuth dove ho potuto assistere al terzo ciclo del Ring. Hai ragione, Thielemann e l’orchestra sono stati i veri protagonisti. Ho apprezzato molto il Mime di Gerhard Siegel. Un po’ meno la Brunnhilde di Linda Watson, forse un po’ affaticata. Per quanto riguarda la regia di Dorst: bellissima la prima scena del Rheingold e il prologo del Götterdämmerung.

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  22. amfortas 1 settembre 2008 alle 8:44 am

    Beato te, t’invidio molto.
    Io ho riascoltato tutto questo Ring e devo dire che le sensazioni a caldo sono state confermate.
    Mi sto preparando per l’appuntamento fiorentino di novembre 🙂
    Ciao.

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