Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione veloce del Maometto II al ROF.

Credo che prima di cominciare questa recensione del Maometto II al ROF di Pesaro, forzatamente monca in quanto frutto d’ascolto radiofonico, sia necessario fare una premessa.
Alcuni amici mi avevano informato di un ambiente piuttosto teso, d’incomprensioni con il direttore d’orchestra Gustav Kuhn, litigi che io non ho sottolineato nel mio post di ieri perché mi sembrava inopportuno e perché ai relata refero, con tutto il rispetto, non do eccessiva importanza.
Oggi però, in sede di recensione semiseria, credo sia giusto che io manifesti il mio totale disappunto per ciò che ho sentito: la direzione orchestrale è stata disastrosa, pesante e direi addirittura nociva per il rendimento di tutti gli artisti, sia per chi ha cantato bene sia per chi ha cantato meno bene.
Solo il Coro, che in quest’opera è un vero e proprio personaggio dell’opera come il tenore o il soprano, è riuscito a fare peggio di Kuhn, cantando con una mollezza e un’inconsapevolezza sbalorditive.
Consentitemi una riflessione autarchica: in Italia abbiamo tanti direttori, ma proprio tanti, che senza essere fenomeni dirigono Rossini in modo molto più civile di questo maestro austriaco.
Detto questo, segnalo subito la convincente prova del tenore Francesco Meli, che è stato un magnifico Paolo Erisso: accento appropriato, voce di una bellezza stordente, adesione al personaggio eccellente, il giovane Meli ha fornito una prova davvero maiuscola.
Sono contento perché proprio da queste pagine, a suo tempo, avevo sottolineato alcune sue prove negative e mi era stato detto che “ero scioccamente prevenuto e che le mie opinioni erano frutto di rancore”, sentimento che pratico volentieri con grande piacere, ma non certo per artisti che cercano di fare al meglio il loro lavoro.
Complessivamente molto buona la prova di Michele Pertusi, autorevole Maometto II, anche se nel secondo atto ho sentito una lieve flessione di rendimento: nel registro grave la voce è suonata un po’ stimbrata, opaca, mentre durante tutta l’opera gli acuti sono stati nitidi e sicuri.
A mio parere, inoltre, ieri sera è stato il cantante più autenticamente rossiniano della compagnia di canto.
Il mezzosoprano Daniela Barcellona, applauditissima in teatro, non mi ha convinto in pieno e non tanto nell’aria (quella, appunto, che Giudici a ragione definisce diabolica) “Non temer d’un basso affetto”, della quale seppur con qualche incertezza è venuta a capo, ma perché mi è sembrata affaticata vocalmente in più momenti della serata: questo non significa che abbia commesso errori particolari, ma se l’accento è sempre stato quello pertinente al personaggio di Calbo, la voce non sempre è stata all’altezza delle intenzioni di Daniela. Il mezzosoprano triestino, come detto nell’intervista del post precedente, era al debutto e quindi credo che nelle repliche il suo rendimento andrà migliorando.
In quanto al soprano Marina Rebeka, nei panni di Anna Erisso, credo di poter affermare che è stata diligente, nulla di più e nulla di meno, ma non ha il peso vocale per questo personaggio, non ha insomma la statura d’interprete di un ruolo così tragico e sfaccettato, era fuori repertorio, tanto che in alcune occasioni la sua vocina aggraziata era in evidente contrasto con la drammaticità del testo.
Di livello piuttosto modesto mi sono parsi i comprimari, Enrico Iviglia (Condulmiero) e Cosimo Panozzo (Selimo).
Piccola considerazione personale, in chiusura.
Dopo aver riascoltato quest’anno l’Ermione e il Maometto II, opere del Rossini più tragico legate per certi versi da un destino comune di parziale incomprensione da parte del pubblico napoletano dell’epoca, mi sono reso conto una volta di più di come il musicista pesarese sia stato un vero e proprio genio della composizione musicale e dell’arte in generale.
Alla prossima avventura musicale e buon ferragosto a chi va in vacanza!
 
 
 
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23 risposte a “Recensione veloce del Maometto II al ROF.

  1. annaritav 13 agosto 2008 alle 1:08 pm

    Aggiungo la recensione alla precedente e mi preparo all’avventura pesarese. Grazie per il tuo parere e buon Ferragosto.
    Annarita

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  2. amfortas 13 agosto 2008 alle 4:10 pm

    Annarita, grazie a te per la pazienza 🙂

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  3. mozart2006 13 agosto 2008 alle 5:28 pm

    Unico commento da farsi:sbagliare é umano ma perseverare é diabolico.Kuhn aveva giá massacrato l´Ermione a Pesaro vent´anni fa.Bella idea,riproporlo e proprio in una partitura cosí complessa.Io c´ero alla prima pesarese del Maometto II,nel 1985,con Ramey,la Gasdia,la Valentini Terrani e Chris Merritt che debuttava in Italia.Ascoltando alla radio la recita di ieri,mi convinco sempre di piú che é giusto parlare di un´etá dell´oro passata per sempre…

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  4. utente anonimo 13 agosto 2008 alle 5:53 pm

    Mi pare troppo benevolo il giudizio sulla Rebeka che ha massacrato il ruolo, sia come voce che come espressione. Allora ridateci le Gasdia che almeno davano senso a quello che cantavano. La rebeka di quest’anno e l’altra russa che ha fatto Desdemona l’anno scorso denotano il grave scadimento del Rossini opera Festival

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  5. amfortas 13 agosto 2008 alle 6:42 pm

    Mozart2006, su Kuhn hai più che ragione, non c’è dubbio.
    Sul resto già te l’ho detto, io tendo in questo campo a guardare avanti e non indietro, senza negare i valori artistici passati ma tenendo ben presente che gli artisti stessi sono sempre figli del tempo in cui vivono.
    anonimo rossiniano, non mi pare che il mio giudizio sulla Rebeka sia buono, comunque.
    Inoltre io cerco sempre, per rispetto all’essere umano che c’è dietro ad ogni artista, di non essere troppo duro nell’esprimere le mie opinioni.
    Liberi tutti gli altri di usare espressioni più forti, che però non sono nel mio stile.
    Ciao.

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  6. ivyphoenix 13 agosto 2008 alle 8:47 pm

    ivy (the real one.. siamo in tempi in cui bisogna anche certificare la firma per i blog…) ti augura un buon ferragosto

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  7. utente anonimo 14 agosto 2008 alle 10:51 am

    Buongiorno,

    ho letto con un misto di piacere-dispiacere questa recensione sincera: se da una parte è vero che la preoccupazione maggiore di ogni musicista dovrebbe essere quella di sincerarsi di cosa e come “arriva” al pubblico (piuttosto che tentare di appagare un ego ipertrofico), dall’ altra parte vero è anche che quando si viene “bocciati”, si è tentati di cercare mille scuse.

    Ecco spiegato lo scopo del mio intervento qui, in qualità di musicista dell’ Orchestra Haydn, ma – è bene dirlo – portavoce solo delle proprie personalissime opinoni. 🙂

    Devo premettere che non ho sentito la registrazione radiofonica, la cui approssimazione tecnica può compromettere anche gli spettacoli migliori.
    Probabilmente però non è stato questo il caso, perchè devo purtroppo condividere i giudizi negativi che ho trovato qui espressi.

    In particolare, la pesantezza orchestrale è sicuramente una delle prime cose che un orecchio colto avrà notato. Anche in platea, non solo alla radio. Con l’ aggravante che, stando in platea, si poteva avere immediata conferma visiva di un gesto del direttore tanto immancabilmente plateale (per l’ appunto) e prepotente quanto inadatto al repertorio.
    Inutile dire che l’ orchestra non ha avuto scampo, nonostante molti dei componenti fossero consci del fatto che assecondando le richieste di Kuhn, fatte spesso di fortissimi brutali, di accelerandi a cappriccio e crescendi mahleriani piuttosto che rossiniani, ci si lasciava trascinare verso il baratro.

    Per quanto riguardo “l’ ambiente teso”, è tutt’ altro che una diceria. Tengo a specificare solamente che a monte delle “incomprensioni con Kuhn” c’ è la gestione tutt’ altro che cristallina da parte dei “piani alti” del ROF.
    Pomo della discordia è la riconferma dell’ Orchestra Haydn per i prossimi anni del Festival ed è chiaro che lo spiacevole tira e molla che sorge dagli intenti tutt’ altro che trasparenti, non favorisce la serenità d’animo auspicabile nell’ allestimento di un’ opera impegnativa sotto tutti i profili come il Maometto.

    Saluti e complimenti per questo interessantissimo Blog

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  8. amfortas 14 agosto 2008 alle 11:30 am

    Ivy, spero che anche tu passi bene il ferragosto, ne hai probabilmente più bisogno di me.
    Anonimo prof.d’orchestra, intanto ringrazio per l’intervento, molto chiaro.
    A mio parere se c’è un elemento veramente difficile da valutare volendo recensire un’opera dall’ascolto radiofonico, questo è proprio il rendimento dell’orchestra: la dislocazione dei microfoni, la dinamica compressa, la predominanza di alcuni strumenti sono i motivi che rendono difficile la valutazione.
    Lo so per esperienza diretta, mi è capitato più volte di essere presente in teatro e poi, riascoltando la registrazione, di rimanere sbalordito dai differenti esiti artistici.
    In questo caso però, sono state davvero molte le indiscrezioni, provenienti da persone fidate, che mi avvertivano di tensioni varie.
    Inoltre, prima di scrivere questo breve post, ho voluto sentire il parere di persone presenti in sala, che mi hanno confermato le mie sensazioni.
    Ora la tua testimonianza è un po’ un suggello a tutto quello che è stato detto sottovoce e scritto.
    Mi dispiace molto sapere che gli orchestrali o quota parte di essi, lavorino in condizioni disagevoli, e mi auguro che questa situazione possa cambiare al più presto.
    Il ROF, visto da fuori, rimane comunque uno degli appuntamenti culturali più interessanti in quest’Italia piuttosto disastrata: è soddisafazione misera, me ne rendo conto, ma immagino che come musicista ed artefice di questo afflato culturale, credo ti possa far piacere saperlo.
    Ciao e buon lavoro, il Festival va avanti!

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  9. utente anonimo 14 agosto 2008 alle 2:19 pm

    Buon Ferragosto anche te, Amfortas! Libri e musica ci accompagnano anche in questo tempo vacanziero.
    Ghismunda

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  10. utente anonimo 14 agosto 2008 alle 9:42 pm

    Ciao Amfortas, buon Ferragosto a te e a Betta. Vedo che il tuo blog sta diventando un punto d’incontro degli amanti dell’opera, mi fa piacere.
    La nostra signora non ha più dato segni di vita. Mi sento molto a disagio verso di voi anche perchè non mi spiego il comportamento. O sono in vacanza o qualcosa l’ha urtata. Ma cosa?

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  11. amfortas 15 agosto 2008 alle 9:40 am

    Ghismunda, buon ferragosto a te, e meno male che ci sono la musica e i libri, appunto.
    Ariela, non preoccuparti, dopo questo periodo di stanca tornerò all’attacco, vediamo se ne esce qualcosa…comunque sai…sono loro a rimetterci eventualmente, non ti pare?
    Ciao!

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  12. calaminta 15 agosto 2008 alle 10:14 am

    Caro Amfortas, ti auguro un buon Ferragosto, ovunque tu sia!

    Ciao

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  13. utente anonimo 15 agosto 2008 alle 12:00 pm

    Caro Amfortas, grazie per la tua civile e pacata risposta alla mia obiezione sulla Rebeka. Io sono un po’ irruento e, come mi entusiamo facilmente, mi irrito altrettanto facilmente. Vorrei comunque che tu non mi scambiassi per uno di quegli appassionati stile “Il Corriere della Grisi” per cui non va mai bene niente, che demoliscono tutti, seppure dall’alto di una indubbia competenza musicale. Peccato sono destinati a non divertirsi mai ascoltando musica. Complimenti per il tuo bel sito che ho scoperto da poco e che frequento abitualmente.
    Michiamo Brenno e il mio indirizzo mail è bre.berto@alice.it

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  14. amfortas 15 agosto 2008 alle 4:10 pm

    Flo, sono a casa perché impegnato col lavoro (non oggi).
    Vedo un po’ di gare olimpiche e non mi muovo, fa troppo caldo!
    Brenno, grazie per l’apprezzamento.
    È normale, credo, mettere un po’ di fuoco almeno quando si parla delle nostre passioni: l’importante è non trascendere nei giudizi sugli artisti e, soprattutto, non credere di detenere verità assolute in un campo che è governato, entro ovvi limiti, dalla percezione soggettiva.
    Ciao!

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  15. utente anonimo 15 agosto 2008 alle 6:59 pm

    Mi pare eccome. Per questo mi stupisco.

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  16. Princy60 16 agosto 2008 alle 11:18 am

    bella discussione, eh?! ;-)***

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  17. pears 17 agosto 2008 alle 9:21 am

    A me spiace per la Barcellona che non stia mantenendo le promesse iniziali… ma forse ha veramente abusato del suo mezzo.

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  18. amfortas 17 agosto 2008 alle 11:26 am

    Ariela, domani torno alla carica 🙂
    Marina, sì sì, bella discussione.
    pears, su Daniela Barcellona ci sarebbe molto da dire, io non sono all’altezza di giudicare se ha abusato del suo strumento, ma posso garantire una cosa, visto che la conosco personalmente: è un’artista eccellente che continua a studiare come fosse il primo giorno di conservatorio e, inoltre, è una persona squisita, gentile e tutt’altro che arrogante, come ho avuto la sventura di leggere da qualche parte.
    Ciao!

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  19. annaritav 17 agosto 2008 alle 6:40 pm

    Eccomi qua. Premetto che si tratta delle impressioni di una profana e quello che non capivo, chiedevo all’esperto consorte. Cominciamo. La prima cosa che mi ha colpito è stato il gran numero di stranieri: francesi, tedeschi, spagnoli e numerosi giapponesi per un’opera che non aveva conosciuto il successo che pur meritava. Il direttore Khun mi ha fatto l’impressione di agitarsi troppo e Pino mi ha confermato che l’orchestra non ha ben risposto alla sua direzione ed è stata piuttosto discontinua. Belli e ricchi i costumi ma regia un po’ caotica. Le voci a me sono piaciute molto e mio marito conferma l’ottima prestazione di Francesco Meli, Michele Pertusi e Daniela Barcellona, mentre un po’ meno sicura è apparsa Marina Rebeka. A me sono piaciuti molto anche scenicamente. Secondo me un artista non può ripetere esattamente due volte la medesima esibizione e credo che nello spettacolo del 15 agosto abbiano dato tutti il massimo. Nel complesso l’opera mi è piaciuta molto e sono stata davvero contenta di aver potuto ascoltarla.
    Annarita

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  20. amfortas 18 agosto 2008 alle 7:49 am

    Annarita, un Maometto II è raro, quindi sei stata fortunata a essere presente.
    Gli esiti artistici sono sempre diversi di recita in recita, come ben sa chi frequenta i teatri d’opera.
    Mi fa paicere che tu mi dia conferma sull’esito buono dello spettacolo, pure con qualche perplessità sulla Anna Erisso.
    In quanto al fatto di essere profana, non è un certo problema: quello che conta è avere spirito critico in senso virtuoso, molto spesso chi non è tecnicamente preparato nota particolari che sfuggono ai più esperti.
    Un saluto a te e al marito melomane 🙂

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  21. utente anonimo 22 agosto 2008 alle 5:39 pm

    “Pino mi ha confermato che l’orchestra non ha ben risposto alla sua direzione ed è stata piuttosto discontinua.”

    Gentile signora,
    sono il musicista dell’ Orchestra Haydn intervenuto anche in precedenza.
    Sono estremamente dispiaciuto per questa impressione avuta dal signor Pino, perchè non posso minimamente condividerla.
    So bene di essere parte in causa e che perciò la mia obiettività potrebbe essere messa in discussione, ma è opinione piuttosto diffusa negli ambienti musicali che se c’ è una cosa che va riconosciuta a Kuhn, è senz’ altro il suo carisma e la sua capacità di “tenere in mano” le orchestre che dirige.
    In virtù di ciò, è molto difficile sostenere (a ragion veduta e con cognizione di causa) che l’ Orchestra sia stata “discontinua”, o che “non abbia ben risposto” alle sue richieste.
    Kuhn ha ottenuto (spremuto) dall’ Orchestra esattamente ciò che si aspettava. E se c’ è qualcosa che non ha convinto appieno (e abbiamo appurato che, come minimo in questo caso, un qualcosina c’ è), le ragioni sono da ricercarsi nelle sue personalissime idee musicali, nella sua concezione dell’ “accompagnamento”, nella sensibilità ai colori, ecc… non certo nella resa dell’ organico che ha avuto a disposizione.
    Spero vorrà perdonare la mia cavillosità.

    “…molto spesso chi non è tecnicamente preparato nota particolari che sfuggono ai più esperti.”

    Mi permetto di dissentire ancora una volta, sperando di non turbare il gradevolissimo clima conviviale che pervade questo blog.
    A mio modesto parere, chi non dispone dei rudimenti necessari, molto difficilmente potrà notare alcunchè di specifico in ciò che guarda o ascolta.
    Certamente non gli è precluso il beneficio di godere della bellezza di un’ opera (non solo musicale), ma ne avrà una percezione istintiva, quasi irrazionale, direi.
    Esattamente il tipo di “bellezza” che talvolta sfugge invece proprio a chi, forte di una conoscenza approfondita degli elementi strutturali dell’ opera, è troppo impegnato ad analizzarla/vivisezionarla.

    Saluti a tutti e buon fine estate

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  22. amfortas 22 agosto 2008 alle 5:58 pm

    Gentilissimo musicista, rispondo solo per la parte che mi compete.
    Forse mi sono spiegato male: intendevo dire con la mia frase che succede che qualcuno non preparato tecnicamente, ma dotato di spirito critico, può notare sì incongruenze ma mi riferivo all’allestimento in generale; un movimento registico di masse mal fatto è un classico in questo senso, così come una scenografia inappropriata o costumi brutti.
    Evidentemente solo una persona esperta può cogliere problemi, diciamo così più tecnici.
    Spero di essermi spiegato meglio 🙂
    E comunque hai ragione, troppo spesso succede a chi deve recensire di non apprezzare lo spettacolo in modo viscerale, di pancia.
    Ovviamnte gli interventi civili come il tuo non portano alcun turbamento, anzi, arricchscono la discussione.
    Ricambio i saluti!

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  23. utente anonimo 16 settembre 2008 alle 1:04 am

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