Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Gli enigmi sono tre, la morte una!

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In rapida successione temporale, mi sono trovato a raccogliere gli sfoghi, diciamo così, di tre medici che conosco e apprezzo.

Non faccio nomi, ma vi dovete fidare, sono in primo luogo persone eccellenti e ottimi professionisti.

Questi i fatti, dai quali potrete trarre le vostre conclusioni.

 
L’ONCOLOGO:
 

“Passo un’eternità a scrivere carte inutili, a scapito del tempo che potrei e dovrei dedicare ai pazienti, è pazzesco! Si può andare avanti così?”

 
IL MEDICO DI BASE:
 

“Sono diventata una burocrate, io voglio fare il medico perché sin da bambina sentivo che era la mia strada. Ora lascio tutto e provo con Medici Senza Frontiere. Dovrei continuare così, frustrata e con la paura di sbagliare un codice fiscale?”

 
IL CARDIOLOGO:
 

“Non ho alcuna tessera di partito, perciò hanno dato la carica di primario a un burocrate esterno. Ora, io lavoro qui da 25 anni e sono deluso, mollo tutto. Ci sono tante cliniche private che pagano bene, chi me lo fa fare di mangiarmi il fegato?”

 
 

Ora, secondo voi, chi resta a lavorare nella sanità pubblica?

 
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13 risposte a “Gli enigmi sono tre, la morte una!

  1. daland 4 settembre 2008 alle 4:59 pm

    Della serie “non c’è limite al peggio”: nella sanità privata capita che un medico non sia pagato per curare i malati, ma per farli a pezzi, o per falsificare i DRG…

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  2. annaritav 4 settembre 2008 alle 7:01 pm

    Sono d’accordo con Daland, non è che nel privato sia meglio. Il guaio è che si annega ancora nella burocrazia, si annaspa nel pressappochismo e si deve sperare di avere la fortuna di stare in salute il più a lungo possibile, quando i buoni medici perdono la fiducia nella loro missione! Un saluto sconfortato, Annarita

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  3. utente anonimo 4 settembre 2008 alle 8:13 pm

    AFFINITA’:

    “Passo un’eternità a scrivere carte inutili, a scapito del tempo che potrei e dovrei dedicare agli alunni, è pazzesco! Si può andare avanti così?”

    “Sono diventata una burocrate, io voglio fare l’insegnante perché sin da bambina sentivo che era la mia strada. Ora lascio tutto. Dovrei continuare così, frustrata e con la paura di sbagliare un verbale?”

    “Non ho nessuna possibilità di carriera e hanno dato la carica di preside a un burocrate esterno. Ora, io lavoro qui da 25 anni e sono deluso, mollo tutto. Ci sono tante scuole private che pagano bene, chi me lo fa fare di mangiarmi il fegato?”

    Ora, secondo voi, chi resta a lavorare nella scuola pubblica?

    Un caro saluto da Ghismunda

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  4. utente anonimo 4 settembre 2008 alle 11:17 pm

    Ghi, la scuola privata paga meno, oltre a chiederti la certificazione ideologica (cattolica da sette generazioni): credo sia questo che ci tutela ancora dall’esodo. Magari ancora per poco, visto che dopo che la Moratti ha arruolato 20.000 insegnanti di religione ora si preparano a buttare al cesso 86.000 maestri… Ah, e ci “formeranno” sulle “conoscenze e competenze relative a Cittadinanza e Costituzione”, visto che l’avvocato amministrativo Gelmini ha “reintrodotto” l’Ed. civica.
    Ci tocca tenerci il mal di fegato evidentemente…
    Scusa, Amfortas, se ho scritto un commento “deviato” 😉

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  5. amfortas 5 settembre 2008 alle 7:55 am

    Daland, anche tu hai ragione, ma la sanità pubblica ce la paghiamo da prima di nascere e anche dopo morti…
    Annarita, nulla da aggiungere!
    Ghismunda e Manou, stavo pensando proprio ieri che magari il futuro potrebbe essere migliore: che ne direste di un politico unico?
    Magari è già nei piani del governo, e a questo punto non ha importanza se di destra o sinistra.
    (tra l’altro il primario lottizzato e imposto è del PD, così tanto per chiarire)

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  6. utente anonimo 5 settembre 2008 alle 1:01 pm

    Io so solo che ho chiamato ieri per prendere appuntamento con la dottoressa Miracolosia… primo giorno disponibile: 1 ottobre.
    Privatamente, è ovvio. In ospedale faccio in tempo a superare il problema naturalmente.

    Ci mancavi tu con la sanità, che oggi già era una splendida giornata… :p

    Margot

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  7. amfortas 5 settembre 2008 alle 2:45 pm

    margie, se la dottoressa Miracolasia è tale, visto che devi vederla comunque, chiedile se ha un vaccino anti…ehm… 🙂
    Ciao!

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  8. utente anonimo 5 settembre 2008 alle 2:47 pm

    No, quello non ce l’ha di sicuro.
    Sai che nell’ambiente non risulta proprio simpatica ai colleghi? Mi ricorda qualcunA…

    :PPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPP

    Margot

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  9. Tuosk 5 settembre 2008 alle 8:53 pm

    chi resta nella sanità?
    chi non ha la tessera giusta e non ha la forza di mollare …
    uff … 😦

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  10. ivyphoenix 8 settembre 2008 alle 9:45 pm

    io ho sentito di un primario che è dovuto diventare massone con tanto di grembiuletto da indossare nelle riunioni… o così o pomì gli è stato detto

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  11. amfortas 9 settembre 2008 alle 8:18 am

    Marilisa e Ivy, ogni giorno va peggio, ahimé, c’è poco da fare…
    Credo che situazioni come quelle qui descritte possano essere testimoniate da chiunque.

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  12. utente anonimo 15 settembre 2008 alle 6:14 pm

    veramente, mi strapparono quando ormai pochi istanti e Caronte mi avrebbe traghettato, anche senza la moneta, o avrei vagato, chissà.Era un medico sardo, che shcerzava attorno al mio cuore.Idem per altre volte e per altro. Per dire che Medici in ospedali da servizio pubblico ancora ce ne sono. Sono troppo (onesti? giusti, coerenti ? soltanto uomini seri, rispettosi di sè stessi e del prossimo?) e perciò non si servono di tessere, ruffianerie e similia. Un altro, si ferma sulla specie di panca in cemento lungo il corridoio d’ospedale per compilare la cartella (protocollo x terapia tumore) e si permette di telefonare a casa personalmente per anticipare la visita di controllo alla sua paziente. gratis, ossia, secondo la paga ospedaliera. Senza sminuire quelli seri alla climica privata, ma onore ai campioni della sfera pubblica. Arrivassero anche a loro palanche e carriera. Altri lazzaroni, presuntuosi incapaci di meglio usare tessere e ruffianerie, che approdati e residuati per meriti speciali nelle sfere pubbliche apostrofano e umiliano i pazienti: voi che non pagate niente! (ignoranti anche delle trattenute sulla busta paga dei lavoratori). (am, leggo e ringrazio x tue risposte ai miei rarissimi commenti, quando m’azzardo vicino alle tue recensioni musicali, o rallegrandomi per le imprese della moglie sui monti), Ciao da Giovanni, che ti osserva tra i blog.

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  13. amfortas 16 settembre 2008 alle 7:57 am

    Giovanni, anch’io potrei fare esempi (come tutti, credo) nel bene e nel male.
    Mi preoccupa la tendenza, questo volevo intendere col mio post.
    Ciao e grazie come sempre dell’attenzione.

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