Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Tosca a Trieste: qualche rapida considerazione semiseria.

Finalmente comincia a Trieste la stagione operistica 2008-2009.
L’inizio avviene in un clima avvelenato dalle polemiche a causa dei tagli governativi al FUS e non posso fare a meno di ricordarlo, poiché proprio il titolo più interessante dell’anno, la Francesca da Rimini di Zandonai, è caduto per mancanza di fondi.
Certo, la sostituzione della Francesca con un’opera popolare (e bellissima!) come Tosca contribuisce a placare momentaneamente gli animi, anche perché Daniela Dessì, (qui in una bella foto che scattai alla Tosca alla Fenice di Venezia)

Tosca alla Fenice, 30.05.08

 Fabio Armiliato (stessa serata)

Tosca alla Fenice, 30.05.08

 e Juan Pons (già scritturati per la Francesca, appunto) sono artisti che dovrebbero garantire uno spettacolo di ottimo livello.
Ma, solo per fare un esempio, questo è il terzo allestimento di Tosca negli ultimi 10 anni, mentre il lavoro di Zandonai a Trieste non era mai stato rappresentato.
Transeat, almeno per il momento.
Da qualche tempo sto ristudiando l’Otello di Giuseppe Verdi, perché dovrei (anche qui prevedo una polemica sanguinosa, nelle prossime settimane) recensire quest’opera che inaugurerà la stagione romana il 6 dicembre prossimo.
Ebbene c’è stato un momento, durante la faticosa collaborazione tra Verdi stesso e il librettista (e mai come in questo caso appare limitativo definirlo così!) Arrigo Boito in cui fu paventata la possibilità d’intitolare l’opera Jago invece di Otello: anche il lavoro di Puccini potrebbe chiamarsi Scarpia e non Tosca.
I due perfidi personaggi hanno più di qualche affinità, anche se differiscono molto dal punto di vista psicologico.
Sono entrambi baritoni per esempio; ancora, fanno leva sulla gelosia per ottenere il loro scopo e si servono di un oggetto qualsiasi per ingannare le loro vittime: un fazzoletto nel caso di Jago, un ventaglio per il corrotto barone romano Scarpia.
Sono due geni del male, due disgraziati; a fare le spese della loro cattiveria sono i buoni: Desdemona, Otello, Tosca, Cavaradossi.
Sempre dal punto di vista psicologico, è interessante notare che i personaggi forti, nelle due opere, si uccidono: Otello si pugnala, Tosca salta giù dai bastioni di Castel Sant’Angelo.
Allora, almeno per questo estremo sacrificio, è giusto che le opere siano passate alla storia della cultura e dell’Arte con i nomi di Otello e Tosca.
Anche perché Shakespeare e Sardou, dai cui lavori teatrali in prosa sono stati tratti, la pensavano alla stessa maniera.
Intanto sabato scorso si è aperta la stagione operistica a Bologna, con un lavoro di rarissima rappresentazione: “Der Vampyr” di Heinrich Marschner.
Civilmente, alla fine dello spettacolo, gli artisti del Coro di Bologna hanno manifestato il loro disagio per il criminale tentativo di additarli come unici responsabili della disastrosa situazione economica dei teatri italiani: sono comparsi al proscenio con uno striscione che diceva "Non siamo noi i vampiri…ci dipingono così".
Buona settimana a tutti, passate a vedere che si scrive nell’albergo in cui mi hanno affittato una stanza, se avete tempo e voglia.

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8 risposte a “Tosca a Trieste: qualche rapida considerazione semiseria.

  1. daland 16 novembre 2008 alle 10:33 pm

    Sull’Otello di Muti dato la vigilia di SantAmbrogio se ne sono già dette di tutte. Gli scaligeri che cacciarono il Riccardo nel 2005 l’hanno presa proprio come una perfida vendetta. Io sentirò per radio entrambe le campane (poi il Carlo di Gatti, con calma, anche dal vivo…)

    PS1: nell’Otello c’è un inciso strumentale che Mahler cita quasi alla lettera…

    PS2: ho ascoltato Der Vampyr per radio, e ho capito perchè era la prima rappresentazione italiana, dopo 180 anni… Mettiamola così: se anche Euryanthe non si rappresenta più, perchè mai si dovrebbe dare la sua (musicale) brutta copia? (solidarietà ovviamente con l’arte e contro i tagli!)

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  2. Badoero 17 novembre 2008 alle 4:34 pm

    Buon ascolto per la Tosca…la Dessì e Armiliato sono freschissimi!

    Sul Der Vampyr penso che sia un mesiotto (come di dice da noi) di vari stili, ma contiene dei pezzi pregevoli ed affascinanti.

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  3. amfortas 17 novembre 2008 alle 8:19 pm

    Daland, le voci che mi giungono da Roma e Milano non sono comunque rassicuranti e mi spiace molto, specialmente per la grande simpatia che ho per Cedolins e Filianoti.
    Muti spero di sentirlo di persona, invece, ma non ne sono ancora certo.
    Sul Vampyr le opinioni di chi ha visto lo spettacolo in teatro concordano solo nel deprecare il regista Pizzi, sembra qui al suo peggio.
    I cantanti sono stati valutati in maniera più sfumata, ma sembra comunque che si sia trattato di una buona recita.
    Io, se avessi tempo, ci andrei, perché è un repertorio che mi piace molto.
    Ciao!
    Badoero, riferirò anche qui 🙂
    A Trieste si dice misiot!
    Ciao 🙂

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  4. calaminta 18 novembre 2008 alle 8:46 am

    Belissime foto!
    Io starei per ore ad ascoltarti parlare delle rappresentazioni teatrali, dell’opera lirica, sono affezionata al tuo blogghe…. tu non lo mollerai per iscriverti a Feisbuc come va di moda adesso, veeero?!

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  5. utente anonimo 18 novembre 2008 alle 8:53 am

    Vorrei fare tutto un discorso psicologico sul fatto che i “forti” finiscono con l’uccidersi, o sociologico-politico sui tagli a tutto quello che fa lavorare il cervello, ma mi limito a dire: prova a non venire a Roma e vedi!!!!!

    Margot :o)

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  6. amfortas 18 novembre 2008 alle 11:40 am

    Flo, no no non abbandono il blog, e soprattutto mai per Feisbuc, anche se mi fanno pressioni da più parti 🙂
    Io faccio di tutto per nascondermi, non per farmi ritrovare…
    Ciao 🙂
    margie, posso sperare in una rappresentazione ar Tufello dell’Otello, magari in romanesco?
    Ti vedo bene come Desdemona e rido solo al pensiero del QuasiAdatto nelle vesti del Moro dell’Orrida Venezia…io faccio Jago, un fazzoletto lo troviamo da qualche parte, no?
    Smack!

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  7. utente anonimo 18 novembre 2008 alle 11:41 am

    Tutto quello che vuoi, ma Venezia NO!!!!!!

    Desdemargot :p

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