Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Uto Ughi e Giovanni Allevi, parte seconda: la risposta di Allevi.

Com’era prevedibile e auspicabile, Giovanni Allevi ha risposto a Uto Ughi.

La querelle sembra destinata a continuare, anche se a me sembra che entrambi i contendenti usino un linguaggio eccessivamente retorico e magniloquente.

Certo, se Ughi è stato molto violento e chiaro, pure Allevi non scherza e la butta un po’ sul patetico. [il richiamo all’autografo è infantile, diciamolo, sembra melodramma puro (strasmile)]

Personalmente mi dà molto fastidio il tono da salvatore del mondo e profeta che Allevi si autoconferisce.

Boh. Vedete voi.

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72 risposte a “Uto Ughi e Giovanni Allevi, parte seconda: la risposta di Allevi.

  1. NiKco 28 dicembre 2008 alle 9:04 pm

    Non mi posso esprimere sulla correttezza o meno delle opinioni di nessuna delle due parti: non ho mai ascoltato nulla di Allevi, non ho visto nè sentito il concerto di Natale, sono una fan sfegatata di Ughi, amo la musica classica ma non ho alcuna competenza in materia. Posso solo dire che al violento acido sputato da Uto Ughi, il ragazzo ha risposto con acuta intelligenza. Ne aumentano di certo i punti stima.
    Nikco

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  2. NiKco 28 dicembre 2008 alle 9:09 pm

    Ho degli amici sognatori, sono sicura che se fossero al posto di Allevi sarebbe anche per loro inevitabile ed involotario autocircondarsi di un’aurea mistica da innovatore tanto quanto sia stato Mozart ai suoi tempi. Che volete, sono artisti! Lasciamo dunque che si proclamino ciò che vogliono, anche Ughi lo fa chiamandosi parte di una casta di eletti della musica. Che sia o non sia vero, l’importante è che creino, che tessano le fila della storia. Senza musica, noi, che saremmo?
    NiKco

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  3. GVB1978 28 dicembre 2008 alle 9:17 pm

    già, sorprendente la risposta di Allevi sebbene neppure io abbia mai ascoltato nulla (preferisco suonare ed ascoltare mozart, bach e beethoven). concordo con Nicko poichè il livore di Ughi si avvale della sua autorità….e capisco bene la sua paura dinnanzi al nuovo.

    è normale e umana come dice lo stesso allevi riferendosi a Hegel.
    è normale….

    dico che fa bene allevi a difendersi. anche questo è giusto e sacrosanto.

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  4. gabrilu 28 dicembre 2008 alle 11:26 pm

    Allora.
    Questo tipo di querelles mi avrebbero (e mi hanno, in effetti) appasssionata alcuni secoli fa, adesso mi annoiano.

    Però dell’articolo di Allevi mi è piaciuta assai questa frase:

    “una casta, impegnata a perpetrare la propria concezione dell’ arte e la propria esistenza. Una lobby di potere fatta di protettori e protetti, nascosti nelle stanze di palazzi per molti irraggiungibili. Dalla casta emerge sempre lo stesso monito: La gente è ignorante, noi siamo i veri detentori della cultura.”

    Ovviamente, come sempre avviene quando si polemizza ferocemente (ed al feroce articolo di Ughi, Allevi non poteva che rispondere altrettanto ferocemente) non si bada tanto alle gradazioni di grigi, si va al tutto nero e tutto bianco.

    Ovviamente Allevi è il primo a sapere (me lo auguro per lui, perchè sennò gli tolgo il saluto ^__^) che non tutto il mondo della cosiddetta “musica colta” è così.

    Però che nel mondo della cosiddetta “musica colta” ci sia anche quello di cui parla Allevi è vero.

    Insomma, ci son briciole di cose vere in quello che ha scritto Uto Ughi e briciole di cose vere in quello che ha risposto Allevi.

    Non è il caso di schierarsi, ma solo di cercare di prendere qualcosa dall’uno e dall’altro.

    Ed de hoc satis.

    I miei reverenti ossequi a tutta la compagnia.

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  5. maurizio2 29 dicembre 2008 alle 2:44 am

    Ho visto al TG, un paio di giorni fa, che Allevi era stato protagonista unico di un concerto diciamo “istituzionale”;
    mi è venuto in mente immediatamente un episodio di oltre 20 anni fa: Sandro Pertini, da Presidente della Repubblica, fece una visita a sorpresa alle truppe italiane impegnate in Libano per Natale; in una intervista televisiva, al rientro a Roma, disse che prima di partire si era rivolto (immagino tramite intermediari) alle Cantine Riunite di Reggio Emilia per lo spumante da portare in dono e che costoro, saputo a chi doveva andare, lo spumante lo avevano regalato: fu un gigantesco spot per l’Azienda.

    Bene, mi chiedo: chi c’è, adesso, dietro questo spottone gigantesco per un musicista di livello medio o mediocre? Il suo talento non è tanto smisurato da essere sufficiente alla biosogna: ed in un’epoca di partiti/azienda, di governo/azienda, di megaconflitti di interessi, beh…..a pensare male, come diceva Andreotti, si fa peccato, però raramente si sbaglia!

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  6. maurizio2 29 dicembre 2008 alle 3:09 am

    Nel merito della polemica artistica tra i due, cito un altro episodio di alcuni anni fa:
    in una sorta di “duello” televisivo, arbitrato da Bagnasco mi è capitato di vedere Dario Bellezza ed Aldo Busi a disquisire di poesia, a mo’ di singolar tenzone; il punto più poeticamente alto dello scontro tra i due è stato: “Sei un finocchio!” e l’altro “Si, ma io vado con chi mi pare, mica come te, che sei una puttana….”

    Questo tipo di auto-spot estremo da qualche anno va molto di moda ed ha fatto la fortuna presso la “desperate housewife” di turno di personaggi quali Vittorio Sgarbi o lo stesso Aldo Busi, che magari potrebbero avere anche altri argomenti, un po’ più seri, a loro favore…..

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  7. utente anonimo 29 dicembre 2008 alle 9:32 am

    A me ha fatto piacere l’intrvento di Uto Ughi … e mi ha fatto dispiacere la reazione che -tipica dell’italia di questo momento- è stata del tipo ‘lei non sa chi sono io’. Da un ‘dottor della mia sorte’ sarebbe stato auspicabile qualche riflessione su cosa può essere considerata musica e cosa no, sulla composizione attuale, sulla interpretaiozne attuale .. invece nulla.. Uto Ughi ha posto l’accento sulla pochezza della musica ‘popolare televisiva’ ne poteva uscire un bel dibattito … ma questo è fuori dalle corde ‘televisive’ ..
    megbr

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  8. Moher66 29 dicembre 2008 alle 10:14 am

    Io qui sono totalmente fuori luogo, perchè Allevi lo ascolto e mi piace molto. Non posseggo alcuna competenza musicale, ma so che non si tratta certo di Mozart o Chopin. Credo anche io che non lascerà il segno nella storia della musica ma credo che sia ora di domandarsi chi tra i compositori contemperanei lo farà, e non solo nella musica classica, esattamente come in letteratura. La cultura contemporanea non è più quella non dico di un secolo ma neanche di cinquant’anni fa, è diffusa in modo così capillare che si è “involgarita” nel senso etimologico del termine, è sempre più una cultura (o non-cultura per chi preferisce) popolare. Ne viene prodotta tanta, forse troppa, ma comunque è così. Sovrapproduzione di prodotti culturali, tanti e diversi. Chi sopravviverà a tutto questo e verrà annoverato sui libri di storia? E soprattutto perchè? Questo è ciò che mi piacerebbe veder discutere da chi ne ha le competenze. Trovo invece che il botta e risposta Ughi Allevi sia di basso livello e non faccia onore alla musica nè alla cultura in generale. Ma in questo caso ne viene penalizzato in misura maggiore Uto Ughi, è lui che si è presentato per primo come difensore della musica colta in senso tradizionale.
    Buon Anno Amfortas!
    Elena

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  9. amfortas 29 dicembre 2008 alle 11:01 am

    Per tutti, altrimenti passo il giorno al pc a rispondere 🙂
    Tutti i vostri interventi mi sembrano ragionevoli e scevri proprio di quella violenza verbale e un po’ cialtrona di entrambi i contendenti, ed è già qualcosa di straordinario, perché quando si parla di cantanti e lirica qui fioccano insulti 🙂
    Contesto solo a NiKco il fatto che Allevi abbia risposto con intelligenza: a me pare che abbia risposto con grande superbia, quindi non con intelligenza.
    Peraltro, al contrario di Gabrilu io mi schiero, in linea di principio, con Ughi, non approvo però il tono della sua esternazione.
    È anche vero però quello che dici tu, gabrilu, e cioé che c’è un po’ di verita (con la v non con la V) in entrambe le parti in conflitto.
    A Maurizio2 segnalo che appunto da quel concerto istituzionale nasce questa discussione, e ne approfitto per sospirare per l’Aldo Busi di Seminario sulla Gioventù e Vita standard ecc.
    Sul Busi televisivo stendiamo una pesante coltre invernale 🙂 e su Sgarbi passiamo proprio avanti.
    Mi ritrovo nelle parole di megbr, saggio come sempre (scusa, so che definirti saggio ti farà inferocire :-))
    Infine a Elena dico che qui nessuno è fuori posto, che tutti abbiamo diritto d’ascoltare la musica che ci dà sllievo o divertimento e che concordo, come appunto diceva megbr, sul fatto che si è persa l’occasione di far partire un dibattito di livello più alto.
    Il mio prossimo intervento tra qualche commento, ok?
    Ciao a tutti!

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  10. utente anonimo 29 dicembre 2008 alle 12:17 pm

    Grande Allevi!Per me ha risposto benissimo all’offesa di Uto Ughi ,la verità è soltanto una :il successo di Giovanni A. fa troppa invidia ,perchè è uno dei pochi che si è avvicinato così tanto ai giovani.
    …Ughi ma “vivi e lascia vivere!”

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  11. utente anonimo 29 dicembre 2008 alle 1:21 pm

    da Giuliano:
    L’aspetto positivo è questo: che davvero attraverso Allevi qualche ragazzo arriverà alla grande musica.
    A me è successo con i film di Stanley Kubrick, sono stato più fortunato… (in casa mia nessuno si interessava di Musica). Ma è anche uan questione generazionale, quanto meno Allevi è tornato a nominare in tv Chopin, Beethoven, Schubert: erano decenni che non capitava.
    Ricordo anche Battiato, che non ho mai amato nemmeno un po’, andare in giro davanti al pubblico della musica leggera con i Wesendonck Lieder: li cantava malissimo, ma per molti questa penso sia stata una novità e una sorpresa, e quindi ben venga.

    Quanto alla musica leggera, è ovunque: supermercati, sale d’attesa, autoradio… Oggi è possibile arrivare a quarant’anni senza aver mai ascoltato una nota di Schumann o di Brahms, è invece impossibile non conoscere Albano e la Pausini. (io ne avrei fatto volentieri a meno…)

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  12. amfortas 29 dicembre 2008 alle 5:32 pm

    anonimo10, ti annovero tra i sostenitori di Allevi ben volentieri, però siete pochi, accidenti.
    Non sarà per una forma di snobismo culturale? 🙂
    Giuliano, la musica seria la senti eccome!
    C’è il grande equivoco delle giornate di lutto, nelle quali magari si ascolta l’Inno alla Gioia…

    QUI INVECE L’AUTOREVOLE OPINIONE DI MAURO

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  13. utente anonimo 29 dicembre 2008 alle 8:19 pm

    una secchiata di auguri………..
    by malmostosa

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  14. Kanchou 29 dicembre 2008 alle 8:56 pm

    Oltretutto come fa uno ad essere un amante di Hegel? La stessa frase “ogni epoca ha la musica che si merita” ha senso? Per me no, è una scemenza.

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  15. utente anonimo 29 dicembre 2008 alle 9:50 pm

    l’unico problema di Allevi è la sua smisurata superbia. L’intera sua risposta non ha senso perchè alla base Uto Ughi ha gli ha negato qualunque innovazione di cui invece Allevi si sente portatore. Allevi si attribuisce il merito dei Conservatori pieni, si attribuisce il merito di una innovazione “contemporanea” che invece non esiste minimamente nella sua musica. E dico questo da ascoltatore di Giovanni Allevi. La sua è una bellissima musica, fresca e moderna, ma nient’altro e nulla di più. Allevi farebbe bene a comporre e suonare e a parlare di meno (soprattutto in modo auto-incensorio). Se il suo intento, come ammette, è di rimanere nei manuali di musica (cosa improbabile) non è certo auto-commentandosi che vi accede, ma componendo e suonando, il resto -se sarà- avverrà in altro modo.

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  16. utente anonimo 29 dicembre 2008 alle 11:07 pm

    ALLEVI E’ MARKETING, UGHI E’ STRAORDINARIO – PARAGONERESTE GIGLIOLA CINQUETTI ALLA CALLAS?

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  17. utente anonimo 30 dicembre 2008 alle 9:34 am

    Sanno entrambi fare il loro lavoro benissimo.
    Quello extra-musicale intendo…
    Almeno Uto non si ferma a quello ecco.

    yours

    MAURO

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  18. amfortas 30 dicembre 2008 alle 9:46 am

    malmostosa, grazie, ricambio le secchiate 🙂
    Kanchou, non ha senso, in effetti.
    Si potrebbe dire invece che ogni epoca ha gli idoli che si merita 🙂
    anonimo15, ottima considerazione, hai proprio detto la cosa giusta.
    anonimo16, entrambe avevano gli acuti striduli 🙂
    mauro, guarda se riesci a dare un’indicazione alla lettrice del post precedente che chiedeva di un album di Sakamoto.
    Ciao 🙂

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  19. utente anonimo 30 dicembre 2008 alle 9:59 am

    La frase “ogni epoca ha la musica che si merita” è esattamente la verità che abbiamo sotto i nostri occhi. In realtà ci meritiamo la “classica” alla Allevi perchè il resto è davvero troppo alto per noi.
    Sono sempre più convinto che l’arte non è per tutti, chiaramente nemmeno per il sottoscritto, ignorante come pochi.
    Ma sono stato abituato (e voglio continuare ad esserlo) a far silenzio quando un Maestro parla, tutt’al più si fanno timide domande!
    Questo non è servilismo ad una casta è VOLONTA’ CONTINUA DI IMPARARE, perchè il mio primo Maestro è mio figlio di tre anni!
    Una vera risposta intelligente di Allevi sarebbe stata: “mi dispiace sentire queste cose, contatterò privatamente Uto e gli chiederò commenti e opinioni per migliorare quando posso il mio stile”.
    In fondo pensate che il signore non dia ascolto agli editori discografici ed ai suoi produttori artistici? Che gli frega ascoltare anche, finalmente, una persona altamente preparata (che poi Ughi è esecutore… c’è parecchia differenza con un compositore, il quale può anche suonare malamente uno strumento).

    A me la replica pare proprio quel che serviva a completare il quadro di “artista sfigato di successo osteggiato dai potenti e amato dai poveri”.
    Ed è talmente palese questo atteggiamento che quasi convice anche me. Poi riguardo i cd di casa e scopro il Boulez che fa Zappa.
    Si il Pierre che di un popparo dice: “Come musicista era una figura eccezionale perché apparteneva a due mondi: quello della musica pop e quello della musica classica. E non è una posizione comoda”.

    Di certezza in ‘sta vita c’è solo la morte. E il fatto che nei manuali di musica fra 50 anni comparirà il nome di Zappa.
    Il resto è chiacchiera e come tale scompare nei soldi che essa genera. Auguri ancora.

    yours

    MAURO

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  20. annaritav 30 dicembre 2008 alle 10:10 am

    Ho seguito solo marginalmente la querelle tra i due artisti e poi non mi intendo abbastanza di musica per giudicarli. Di certo c’è che, come accade quasi sempre, mancano il buonsenso e il rispetto reciproci, che dovrebbero essere sempre alla base di ogni attegiamento verso gli altri.
    Io ignoravo addirittura l’esistenza di Allevi fino a quando ho notato nelle librerie la sua debordante presenza in forma autobiografica e mi è sembrata un po’ eccessiva per una persona così giovane. Ho il sospetto che anche qui si tratti di una moda. Non esibisce attributi fisici, ma mi sembra una specie di tronista della musica. È come quando le ragazzine impazzivano per Baricco, mica per aver letto i suoi libri, no! solo per essere taaaaanto carino!
    Un felice e sereno 2009!
    Annarita

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  21. utente anonimo 30 dicembre 2008 alle 10:28 am

    Mi si perdoni se non ho visto la domanda su Sakamoto. L’album è “Back To The Basics”
    Prendo questa frase da Ondarock sull’album in questione: “[…]contiene una serie di composizioni per solo piano. Il singolo “Energy Flow”, estratto dall’album, vende oltre un milione e mezzo di copie in patria, rimanendo al numero uno in classifica per diverse settimane e stabilendo un record per un brano di solo pianoforte.”

    Ascoltatevi proprio quel brano. Paragonatelo ad uno di Allevi e troverete parecchie analogie. Quel brano non è un sommo capolavoro, ma è già altro mondo rispetto ai lavori del giuan. E il maestro Sakamoto non è certo andato in giro a dire: “uheeee caz, ‘sto qua è una vera bomba che distruggerà le fondamenta della claaaassicaaaaa”

    Non fatemici pensare, altrimenti comincio con toni più pensanti di quelli di Uto!

    buuuu

    yours

    MAURO

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  22. utente anonimo 30 dicembre 2008 alle 10:44 am

    un amico è stato in Francia per parecchio tempo e lì s’è gustato Chick Corea, Pat Metheny, Meola etc etc.
    Il suo commento al tutto: “Allevi chi?”. Punto.

    yours

    MAURO

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  23. utente anonimo 30 dicembre 2008 alle 11:23 am

    “Grazie per averci contraddetti. Lei ci preserva dal pericolo dell’autocompiacimento e ci dà l’occasione di dimostrare agli americani che siamo così ‘broadminded’ com’essi sempre auspicano che la gente sia. È vero che non crediamo una sola parola di ciò che Lei dice, ma questo non importa. Probabilmente Lei ha ragione quanto noi. Chi puoi mai sapere, infatti, di chi è la ragione? Ci permetta, nonostante l’antagonismo, di ospitare il Suo punto di vista nelle nostre pubblicazioni. Speriamo in compenso che Lei avrà la gentilezza di adoperarsi in favore del nostro, che pure respinge.”

    Freud

    Ci voleva tanto così per far restare di sasso la cosidetta opinione pubblica, compresi Ughi e tutti noi!

    Evidentemente ol giuan si è fermato al 1831, quando il suo Hegel è morto…

    RI BUUUUUUUUUU!!!

    yours

    MAURO

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  24. amfortas 30 dicembre 2008 alle 4:25 pm

    Annarita, tronista della musica è una bella definizione 🙂
    Mamma mia, questa storia ha il potere di evocare personaggi di cui vorrei scordarmi…Sgarbi, Fazio e ora Baricco…mi manca ancora Moretti eh? 🙂
    Auguri anche a te!
    Mauro, certo che ti hanno punto sul vivo!
    Un carissimo saluto a te e grazie, auguri!

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  25. utente anonimo 30 dicembre 2008 alle 4:58 pm

    Grazie Mauro, per il titolo dell’album di Sakamoto.
    Sará il mio risultato personale derivato dalla bagarre Ughi/Allevi 😀

    Ciao a tutti.

    Elena

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  26. utente anonimo 30 dicembre 2008 alle 10:34 pm

    Allevi con la musica non ha niente da spartire

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  27. amfortas 31 dicembre 2008 alle 10:49 am

    anonimo26, beh, questa è un’affermazione gratuita.

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  28. utente anonimo 31 dicembre 2008 alle 12:04 pm

    Allora Ludovico Einaudi ?
    E’ anche lui un incompetente/bluff/fenomeno commerciale/ecc… ?

    O magari é anche lui un pianista non eccelso che compone discretamente ? L’unica differenza é che non ha militato nelle file di Jovanotti (o analogo dei suoi tempi) e quindi non ha avrá avuto gli stessi consulenti di immagine 🙂

    Felice anno nuovo a tutti 🙂

    Elena

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  29. utente anonimo 31 dicembre 2008 alle 1:29 pm

    Premetto che non sono un fan di Ughi…indubbiamente è un grande musicista ma secondo me non ha mai potuto competere con Accardo e inoltre si è sempre esposto con veemenza su temi politici, ognuno fa quello che crede ma la musica si fa per musica e non per fare ascolti.Quello che ha sempre fatto Ughi,cercare visibilità,ora lo imputa ad Allevi.Ciò detto non si può negare che Allevi sia in parte “opportunista”, perché non è testimone di nessuna rivoluzione musicale,non è il Mozart del nostro tempo,non è uno dal quale la lobby dei musicisti (pur esistendo) si deve difendere perchè non è un pericolo come vuole far credere lui.E’ come se mick jagger dicesse che i finley fanno schifo,nessuno si sognerebbe di dire che non è vero e che i finley rappresentano l’innovazione nel mondo del rock.è la stessa cosa,solo che non siamo abituati a pensare in termini di musica classica!

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  30. utente anonimo 31 dicembre 2008 alle 1:47 pm

    FINALMENTE LA VERITA’ !!!!IN ITALIA CI SONO TANTISSIMO ALLEVI

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  31. utente anonimo 31 dicembre 2008 alle 3:10 pm

    In Italia c’è una generazione di strumentisti e non musicisti che, diventati qualcuno xkè dotati di un talento standard, impegnatisi esclusivamente in una cosa nella loro vita (facciamo un po’ qualche test di cultura generale a tanti di loro, vedrete quello che esce fuori…sicuramente non hanno la cultura di Allevi) e grazie a qualche maestro che li ha “piazzati” a dx e sx, è assurta a detentrice della cultura e dell’arte musicale. Ciò che ha illustrato Allevi è la realtà di come vanno le cose nel nostro paese. Bravo Giovanni, mi spiace solo che illo tempore chiedesti di farti fare l’autografo a uno dei tanti strumentisti che abbiamo in Italia…Persone come Ughi, prima di criticare chi ha capacità creative, dovrebbero far sentire cosa sono loro in grado di elaborare…manco fossero Beethoven o Ravel!!!! Un pò di umiltà grazie…LA MUSICA NON è DI VOSTRA PROPRIETà!!!! FORZA ALLEVI
    Ex studente pluridiplomato e laureato al conservatorio, non incline a sudditanza verso insegnanti che non sanno neanchè la differenza tra tonale e modale e tra xilofono e vibrafono

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  32. utente anonimo 2 gennaio 2009 alle 2:25 pm

    Uto Ughi sarà stato anche violento, ma era ora che qualcuno dicesse che “il re è nudo”

    Elena

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  33. amfortas 2 gennaio 2009 alle 3:12 pm

    Anche qui per tutti, leggo con interesse, grazie dei vostri contributi.
    (Elena sei un’omonima della commentatrice non blogger oppure ti sei fatta una casetta virtuale pure tu?)
    Ciao a tutti e auguri.

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  34. Moher66 2 gennaio 2009 alle 4:16 pm

    Ciao Paolo, no, non sono io la Elena dei commenti 25 e 28..
    Ciao 🙂
    Elena

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  35. amfortas 2 gennaio 2009 alle 4:19 pm

    Sì sì lo so, ma qui si c’è un’inflazione di Elene!

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  36. utente anonimo 5 gennaio 2009 alle 2:26 pm

    Bella discussione, ma siamo fuori strada di molto, se continuiamo a fare i nomi di Chopin, Mozart e Zappa. Come ha detto Uto Ughi, Allevi si può far rientrare nella categoria di Zucchero, per esempio, e anche in quella risulta un mediocre.
    Mi sembra molto centrato il discorso di Elena:

    “Allora Ludovico Einaudi ?
    E’ anche lui un incompetente/bluff/fenomeno commerciale/ecc… ?

    O magari é anche lui un pianista non eccelso che compone discretamente ? L’unica differenza é che non ha militato nelle file di Jovanotti (o analogo dei suoi tempi) e quindi non ha avrá avuto gli stessi consulenti di immagine 🙂 ”

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  37. utente anonimo 7 gennaio 2009 alle 3:55 pm

    – Ludovico Einaudi
    – Stefano Bollani
    – Danilo Rea
    guardate le loro biografie su Wikipedia e confrontatele con quella di Allevi.
    Sono pianisti italiani che meritano di essere non solo citati, ma, perchè no, anche confrontati con Allevi. E che ognuno si faccia l’opinione che crede. Io la mia ce l’ho, prendo spunto dal commento di una persona su un altro articolo “allevi sta alla musica come giacobbo di voyager sta alla ricerca scientifica”

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  38. amfortas 7 gennaio 2009 alle 4:01 pm

    Riporto anche qui come ho fatto nell’altro post

    Sviluppi del caso Allevi:

    A rinfocolare la polemica Ughi – Allevi arrivano le dichiarazioni di Cecilia Chailly, arpista, compositrice, sorella del direttore Riccardo e figlia dello scomparso compositore e già direttore artistico della Scala di Milano Luciano: “Allevi è un fenomeno di marketing, gradevole ma superficiale”, ha affermato l’artista, “In questo senso è perfetto per incarnare ciò che chiede un’epoca come la nostra, che non vuole né pensare né farsi domande”.
    (Fonte: Il Corriere della Sera)

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  39. utente anonimo 7 gennaio 2009 alle 7:40 pm

    Diciamo che ormai la musica leggera/pop è ormai completamente sputtanata per cui cerchiamo almeno di salvaguardare la vera e più importante tradizione musicale italiana. Una volta sputtanata quella poi non ci rimane altro.

    Fatti un giro su youtube e ascolta qualcosa di allevi; orecchiabile e leggero, emozionante quanto una buona colonna sonora di un normale film.

    Mi sembra francamente un po’ troppo pieno di se; il successo dipende soprattutto da quanto puoi farti sentire; se sei fortunato, non nego bravo, sei a posto

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  40. utente anonimo 8 gennaio 2009 alle 11:46 am

    Concordo pienamente con la definizione di Cecilia Chailly “Allevi è un fenomeno di marketing, gradevole ma superficiale”. Non è nulla di più di questo. Nessuno (neanche e tantomeno il Maestro Ughi) deve stupirsi del suo successo in un’epoca in cui in campo artistico il superficiale e inconsistente impera (non ne abbiamo sotto gli occhi la riprova ogni giorno accendendo la TV?)
    Quello che risulta “stonato” e veramente irritante, sono i suoi (di Allevi, dico) atteggiamenti da “messia” sinfonico-moderno, che sono di una presunzione inaudita e totalmente fuori luogo.
    Fa bene Allevi a godersi il successo, a vendere i suoi dischi, a partecipare a tutte le trasmissioni televisive che vuole. Ma la pianti di paragonarsi a un Mozart o a un Rossini solo perché ha scritto gradevoli melodie utilizzate in qualche pubblicità.
    In quanto al “pianismo” di Allevi, trovo giustissimo ricordare strumentisti italiani non prettamente classici (come Bollani o Danilo Rea), dotati di tecnica, inventiva e anche semplicità espressiva (nel senso che non sono certamente “elitari”), ma di una levatura decine di volte superiore a quella del troppo citato M° Allevi.
    Infine non è mai sbagliato ribadire il
    concetto che “non è l’Arte che deve farsi popolare, ma è il pubblico che dovrebbe farsi artistico”. Solo così l’Arte , oltre che a divertire, serve ad elevare e renderci in qualche modo migliori. In questo senso Allevi lo definirei un principe dell’intrattenimento musicale (che non innova, né rivuluzione alcunché, al contrario, si adatta al livello del suo pubblico pagante) ma un artista modesto (ahimé come livello, non come uomo).
    Stefano

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  41. amfortas 8 gennaio 2009 alle 2:55 pm

    Stefano, hai espresso molto bene buona parte delle mie idee sull’argomento, specialmente per quanto riguarda la questione dell’Arte in generale.
    Io non sento tutta questa necessità di renderla popolare per forza, né, come spesso si afferma, di sottolinearne la modernità.
    Chi ha voglia che se la sudi, l’Arte.
    No? 🙂
    Poi, certo è meglio cercare di fare divulgazione che arroccarsi su posizioni da intellettuale eremita.
    Ciao.

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  42. utente anonimo 8 gennaio 2009 alle 5:44 pm

    Ragazzi non resisto. E’ troppo divertente. Il commento non è mio e l’ho copiato da facebook (gruppo “Allevi non è classica, Moccia non è letteratura, Bocelli non è opera”).
    >

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  43. utente anonimo 8 gennaio 2009 alle 5:46 pm

    Scusate. Eccolo:

    Dopo le polemiche suscitate dall’ intervista di Uto Ughi alla Stampa e la lettera di risposta di Allevi al Corriere, ci vediamo con Giovanni a Roma, a Piazza San Pietro. Il Maestro sta cercando di farsi ricevere dal Papa per informarlo che è assolutamente sicuro che, oltre al suo tassista, anche Dio pensa che la sua musica sia originale ed innovativa, come si può leggere anche nel suo nuovo libro “In viaggio con la strega”.

    AF-Come stai Giovanni, tutto bene?
    GA-Bene, grazie…
    AF-Come hai passato il Natale?Le critiche del Maestro Ughi ti hanno amareggiato?
    GA-Ma chi se ne frega di quel vecchio trombone, gli rode perché non avrà mai un conto in banca come il mio…
    AF-Ma è vero che conservi ancora il suo autografo?
    GA-Figurati, l’unico autografo che conservo è quello che mi sono fatto fare da me stesso, un grande artista, anzi un vero Genio…
    AF-Beh, comunque il concerto al Senato è stato un ottimo spot per il tuo cd “Evolution”…
    GA-Come no, le vendite stanno andando benissimo, la casa discografica è molto contenta…Abbiamo tantissime richieste soprattutto da Studi Medici, Dentisti, Barbieri, Parrucchieri, Coiffeur, Centri Estetici, Saune e Bagni Turchi…La svolta potrebbero essere i Supermercati,vedremo…
    AF-Beh, effettivamente fai una musica che induce molto al relax…
    GA-Pensa che mi scrivono tantissime persone che per rilassarsi non si mettono nemmeno più davanti alla televisione a fare zapping, gli bastano i primi 2 brani di “Joy” e si abbioccano…
    AF-Molta stampa ti definisce il nuovo Mozart, ma in più di una intervista hai dichiarato che non riesci a sentire Mozart…
    GA-E’ vero, la sua musica mi offende…Troppe note, troppi strumenti: a me piace una scrittura musicale più semplice, che arrivi subito alla gente, senza orpelli inutili…
    AF-Chi è allora il tuo modello in questo senso?
    GA-Beh,adesso posso confessarlo…Fin da ragazzino il mio modello è sempre stato Richard Clayderman…
    AF-Clayderman? Ma chi, il pianista francese, quello di “ Lady D”, la sigla del Tg L’Una? Era il 1980…
    GA-Bravo! Io ero ragazzino e mi faceva sognare…Hai presente quel video in cui suona il suo grande successo “Ballata per Adeline” su un pianoforte mobile e va verso l’ Arco di Trionfo a Parigi? Quella è una metafora bellissima, perché ci dice che con una Musica che è il Nulla va verso il Trionfo…Questa è la vera Evoluzione! Altro che Mozart!
    ( guarda qui: http://it.youtube.com/watch?v=vlyC4O4GeqI )
    AF-Quindi è a questo che tendi?
    GA-Assolutamente sì… Sto già lavorando ad un nuovo pezzo, sarà il jingle per lo spot dei Baci Perugina a San Valentino; voglio superare il Maestro Clyderman e ce la farò…
    AF-Bene, auguri allora…Lavori sempre, non ti fermi mai, fra le altre cose è uscito anche il tuo secondo libro “In viaggio con la strega”
    GA-Ah, sì…Il titolo è riferito a mia madre che non mi molla mai in tour …Come sai per contratto devo vestirmi come un ragazzino, felpette, pantaloni a vita bassa, scarpe da ginnastica e devo tingermi i capelli…Oh, ma io c’ho quarant’anni ormai! Che palle!
    AF-Tua madre ti controlla?
    GA-Certo, lei mi controlla che non sgarro, ‘sta strega marchigiana, mi tiene a bacchetta…
    AF-Sono gli inconvenienti del successo…
    GA-Sì, ma un giorno o l’altro mollo tutto, mi faccio una plastica e divento come Clayderman…
    AF-Cioè biondo e occhi azzurri?
    GA-Ma certo. tanto qui non batto chiodo con le ragazze…Mi vedono come un enorme peluche riccioluto tanto dolce e tanto tenero e addio sesso…Figurati, adesso uscirà anche il Pupazzo Giovannino che cambia il colore degli occhiali, firma autografi e dice sempre “Sono emozionato, sono emozionato!”…Oh, io a quarant’anni voglio trombare! Ah scusa,adesso devo andare, ecco il Monsignore…Monsignore!Monsignore!
    Monsignore-Ah Branduardi, che piacere…Il Santo Padre è un po’ occupato ma faremo il possibile…A sua Santità piace tanto “La fiera dell’ Est”: ma non ha portato il violino,benedetto figliolo?

    Va beh, noi intanto andiamo…

    by l’Allegro Franchino

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  44. amfortas 8 gennaio 2009 alle 6:46 pm

    Franchino, divertente, mi ricorda nello spirito una notizia che mi sono inventato io ed ho attribuito per scherzo, in altro luogo, a Allevi.
    Te la copio anch’io, così poi su FB magari ci ridete sopra (il nome del gruppo è la tentazione più forte che ho dovuto superare per resistere a non iscrivermi a FB fino ad ora)

    Dopo le recenti dichiarazioni di Giovanni Allevi, improntate alla modestia e all’understatement, il Pontefice ha stabilto con apposita bolla papale che tutti i cittadini italiani, distribuiti in 149 Comuni, che portano il cognome Diotallevi, mutino il patronimico in Allevitallevi.
    Pannella ha dichiarato che da domani comincerà un periodo d’ingrassamento per protestare contro l’indebita ingerenza della Chiesa, mentre si è costituito un comitato di protesta di cittadini che si chiamano Diotaiuti, che si ritengono discriminati.
    Il giovane compositore, intervistato da Emilio Fede, ha dichiarato testualmente:
    “In verità in verità vi dico che l’iniziativa di Pannella mi pare strumentale, Uto Ughi mi ha crocefisso con le sue dichiarazioni e mi pare di vivere un Calvario, mi limito a comunicare che il mio prestigio risorgerà entro la Pasqua dell’anno prossimo”

    Ciao 🙂

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  45. utente anonimo 9 gennaio 2009 alle 4:38 pm

    Sono a dir poco SCHIFATO dal comportamento di Uto Ughi, vere o meno che siano le affermazioni che fa: da sempre (da secoli e secoli!) è la gente a decretare il successo di cose e di persone…la gente di oggi non è meno colta di quella di un tempo (anzi…) e se LA GENTE ha promosso Allevi, se Allevi in qualche modo ha saputo raggiungere migliaia di giovani ed avvicinarli alla musica classica QUESTO VA VISTO COME UN MERITO, indipendentemente da qualunque altra considerazione tecnica e teorica! Dubito seriamente che si possa dire che Allevi è un pessimo pianista, si può contestare quello che crea, certo, e anche come lo propone o come propone se stesso…ma NESSUNO, nemmeno il grande Uto Ughi, deve avere il diritto di deridere così una persona che sta riuscendo a cambiare le cose e sta facendo qualcosa di diverso, qualcosa che appassiona e risveglia l’animo dei giovani! VERGOGNA, vergogna ai potenti vetusti e arroccati sulle loro torri, finiranno schiacciati dalle loro macerie, vergogna a tutti coloro che non vogliono riconoscere meriti altrui perchè ciò significherebbe riconoscere le proprie mancanze!

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  46. amfortas 9 gennaio 2009 alle 5:20 pm

    anonimo46, ti contesto, per ignoranza mia e perché la mia esperienza è diversa, il fatto che Allevi abbia avvicinato qualcuno alla musica classica.
    Non conosco nessuno che partendo da Allevi si sia innamorato di Mozart o Mahler, di solito continuano (e non c’è nulla di male) ad ascoltare…Allevi.
    Ciao e grazie.

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  47. NigelKennedy 9 gennaio 2009 alle 6:41 pm

    Anonimo46 Ribadisco il concetto che ho già espresso in precedenza: chiunque ha il diritto di ascoltare la musica che vuole e se Allevi ha successo, buon per lui! Ma che le massime istituzioni italiane considerino questo quarantenne vestito da quindicenne, modesto compositore e modestissimo interprete, come la massima espressione (o una delle massime espressioni) della musica classica italiana, tanto da invitarlo a tenere il concerto di Natale al Senato, questo no! Non può essere tollerato. E ha fatto benissimo Uto Ughi a rimarcarlo: il fatto che Allevi abbia suonato al Senato non è un’offesa a Ughi che, per carità, il suo successo internazionale l’ha avuto, con una carriera brillantissima per tanti anni. E’ un’offesa alle centinaia di straordinari talenti italiani VERI, classici e non, veri innovatori e veri virtuosi del loro strumento, tanti dei quali faticano ad arrivare alla fine del mese, perché le stesse istituzioni, che osannano Allevi in Senato, tagliano i fondi per le orchestre, gli enti lirici e i teatri italiani (per non parlar della musica da camera che di fondi non ne ha mai avuti!) e non sono MAI, dico MAI, presenti ad un evento teatrale o musicale importante, se non per mostrarsi tra i VIP della prima alla Scala!
    Capisci? Il successo di Allevi lo ha decretato la gente? Bene! Allevi avrà le sue gratificazioni (e i suoi meritati soldi) dalla gente. Ne ha diritto e nessuno se ne sentirà offeso. Però la gente ha decretato il successo anche di tanti “tronisti” delle trasmissioni della De Filippi. Anzi quelle stesse trasmissioni sono certo che hanno un audience molto maggiore del concerto al Senato. E che i musical fatti dai ragazzi di “Amici” sono più seguiti dei concerti di Allevi. Allora perché in Senato non ci sono andati loro? La musica di Allevi non è più colta né più “classica” di quella dei musical. Anzi! Se hai sentito i Musical “Il fantasma dell’opera” o “Wicked” o finanche “Mamma Mia”, vedrai che la complesità delle partitura, dei ritmi, l’inventiva, le NOVITA’ e la freschezza dell’ispirazione sono molto più avanti di ogni composizione di Allevi.
    Non è una guerra tra il vecchio e il nuovo, tra Beethoven e Allevi.
    E’ una contrapposizione tra il merito artistico, che lo Stato DEVE riconoscere e appoggiare, e le operazioni commerciali, che possono piacere al pubblico, anche a un pubblico vastissimo.

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  48. amfortas 10 gennaio 2009 alle 8:28 am

    NigelKennedy, grazie anche a te per il contributo.
    Ciao.

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  49. utente anonimo 12 gennaio 2009 alle 12:43 pm

    non sono d’accordo per nulla, mi spiace: ma è possibile che ogni volta che c’è QUALCUNO CHE CE LA FA bisogna sempre ricordare TUTTI GLI ALTRI (che magari si son fatti più gavetta o stanno comunque sudando) che non riescono ad emergere? E matematicamente, chissà perchè, tutti questi “poveretti” sono più BRAVI di quelli che emergono! Sai qual’è il problema? Il problema è che tutta la complessità delle partiture, l’incredibile inventiva e originalità possono generare delle vere e proprie SCHIFEZZE agli occhi della gente, anche di chi ascolta musica classica e non (sebbene non sia un pianista nato). Allora io mi domando: uno che deve vendere dei CD, uno che deve suonare nelle piazze e nei teatri, uno che deve suonare per le autorità e per i giovani DEVE ESSERE per forza un tecnicomane così virtuoso e complicato da poter essere apprezzato sì e no SOLO da un compositore, un musicista e un diplomato al conservatorio??? No, perchè è un controsenso di per sè. La verità è che Allevi, a mio avviso, ha TUTTE le capacità di suonare certe cose (se così non fosse, ahimè, stai mettendo in discussione i nostri massimi sistemi di educazione e valutazione musicale!) MA ha scelto di fare altro, di incanalare la sua bravura in cose più comprensibili ed apprezzabili dai tanti. Se gli altri vogliono continuare ad arrampicarsi sui virtuosismi, la ritmica e l’inventiva alla massima potenza sono liberi di farlo…ma NON PRETENDANO poi di restare degli incompresi nel dimenticatoio!

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  50. amfortas 12 gennaio 2009 alle 1:30 pm

    anonimo50, molto semplicemente, uno come Allevi non deve essere presentato su di un palcoscenico (in questo caso il Senato) di così grande prestigio in un’occasione speciale.
    Poi, sui continui piangistei di mediocri, non mi sto riferendo a nessuno in particolare, possiamo discutere.
    Credo sia un dato di fatto che molti più meritevoli di Allevi non abbiano avuto lo stesso ritorno d’immagine, i nomi sono stati fatti qui e nell’altro post più volte.
    Sul fatto che si metta in discussione la competenza di chi deve valutare i musicisti, direi che è indispensabile farlo, visti i risultati degli spettacoli operistici in generale e della relativo disastro finanziario delle fondazioni.
    Comunque, puoi essere benissimo in disaccordo con me o altri, mica è un problema, anzi.
    Ciao e grazie per il tuo contributo.

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  51. utente anonimo 12 gennaio 2009 alle 4:13 pm

    allevi, musicalmente parlando, non vale tre secondi di discussione. Ho già esagerato. Ora chi mi risarcirrà del tempo perso?

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  52. utente anonimo 12 gennaio 2009 alle 4:15 pm

    con una r accidenti, mi è scappata la r:-)

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  53. amfortas 12 gennaio 2009 alle 8:28 pm

    anonimo52-53, io non risarcisco nessuno eh? 🙂

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  54. utente anonimo 13 gennaio 2009 alle 10:02 am

    ragazzi miei, vedo tanta tanta bella INVIDIA nelle vostre parole (e pure in quelle di Uto Ughi!)…mi spiace proprio per voi ma in NESSUNA arte, NESSUNA PROPRIO sono i più BRAVI ad essere quelli più famosi ed apprezzati, ci avete mai fatto caso? La bravura da sola non basta mai, anzi spesso stroppia…e poi spesso i troppo bravi fanno delle scelte artistiche che di per sè li relegano in secondo piano. Tra i musicisti “moderni” tecnicamente più bravi ci sono i Dream Theater…però mi risulta che i Tokio Hotel vendano molto di più e siano molto più conosciuti.

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  55. utente anonimo 13 gennaio 2009 alle 10:41 pm

    da Giuliano:
    Caro Paul, me li sono letti tutti (beh, quasi): quanti sono ormai? Direi sui duecento… Complimenti.
    Posso aggiungere una cosa: che quando avevo undici-dodici anni ascoltavo sempre per radio HitParade, poi a un certo punto al primo posto nelle vendite è arrivata Raffaella Carrà con zumzumzum e ha spodestato i Beatles ed Elton John.
    Dopodiché, è stato il turno di Pippo Franco con “Mi scappa la pipì papà”: è stato lì che ho capito la differenza tra i più venduti e i grandi artisti.
    (è un peccato che non facciano più HitParade…)

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  56. amfortas 14 gennaio 2009 alle 9:06 am

    Giuliano, una cosa enorme, davvero.
    Comunque vedo dalle statistiche che l’ondata sta passando e un po’ mi spiace.
    È bello sapere che ti leggono in tanti.
    Concordo su tutto il resto, però Raffa resta un mito per quelli della nostra generazione, vero?
    Pippo Franco…no 🙂
    Ciao!

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  57. utente anonimo 21 gennaio 2009 alle 5:34 pm

    all’anonimo 46 desidero dirgli che non ha capito nulla di tutta la vicenda: allevi può fare tutto quello che vuole, ma non può dire (a chi capisce di musica e non di canzonette) che – la sua – è musica classica contemporanea e altre menate del genere.
    non lo dissero i beatles, i queen, ray charles e decine di altri celebrati grandissimi artisti/musicisti, che avrebbero avuto ragione di dirlo per miliardi di volte rispetto a lui che al confronto è un poveretto).

    e, per chiudere questo mio intervento: ad allevi va senz’altro riconosciuto il merito di avere sollecitato molti ragazzi all’ascolto della sua musica che, seppure non originale perchè elementare e scopiazzata, fa certamente riferimento alla musica colta anzichè alle comune canzonette …

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  58. utente anonimo 21 gennaio 2009 alle 9:11 pm

    Ma perchè il sign. Ughi, invece di criticare Allevi, non raccoglie a sè tutti i grandi musicisti che abbiamo in Italia e cambia un po’ di cose?
    Posso dargli qualche dritta:
    – Inizi a cacciare dalle scuole medie “professori” che insegnano musica e non sanno neanche fare una scala, non conoscono C. Saint-Saens, e non sanno cos’ è un accordo di dominante.
    – Inizi a prendere per le orecchie e a cacciarli gli insegnanti di conservatorio che hanno smesso di suonare e non conoscono neanche Miles Davis ( loro dicono che è musica jazz…peccato x loro però che non conoscano neanche Holst)
    Si impegnassero in questa direzione lui e tutti i suoi amici della casta ad evangelizzare musicalmente questo paese….xkè altrimenti ci penserà gente come Allevi
    Saluti a tutti

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  59. utente anonimo 27 gennaio 2009 alle 3:47 pm

    A proposito del denunciare la “casta”, tutti noi sappiamo che nella storia molti anziani della casta hanno ostacolato diversi giovani geniali, sentendosi evidentemente minacciati dal nuovo che avanzava, ma Allevi è un furbone a sollevare il problema, sa benissimo di non far parte della categoria dei misconosciuti, anzi, ha ricevuto una pubblicità quasi esagerata.

    Mi piace

  60. amfortas 27 gennaio 2009 alle 5:11 pm

    Leggo, ciao a tutti 🙂

    Mi piace

  61. utente anonimo 29 gennaio 2009 alle 11:42 am

    Partiamo da alcuni FATTI:

    – Allevi piace ad un pubblico giovane
    che non conosce e studia la musica. Lo conosce perchè ha una potente struttura di marketing che lo fa arrivare al grande pubblico grazie alla TV. Non a caso in ogni intervista ripete sempre le stesse cose ( pasta al tonno, torta al cioccolato, sold out al blue note, etc etc ).

    – Compositivamente e tecnicamente è scarso, questo è confermato da qualsiasi musicista ed insegnante serio, sia dell’ accademia che dell’avanguardia, sia dal mondo classico che jazz.

    – Si è creato ( o gli è stato creato ) un personaggio che funziona: il giovane genietto un pò sfigato ma simpatico, alla mano, sorridente, vestito casual, dall’animo “puro” e che compone con “cuore”.

    – Si fa intervistare e recensire da famosi giornalisti ( Gruber, Severgnini, etc ) che non hanno nessuna cultura musicale ma che lo elogiano sui media più blasonati, questo al pubblico medio conferisce
    importanza.

    – Racconta cose che qualsiasi musicista sa essere bugie: non si
    esercita con lo strumento ma compone con la mente. e’ come dire
    che l’altleta non si allena e lo studioso non legge e studia.

    Mie CONLUSIONI:

    E’ un personaggio che funziona come funziona Britney Spears, lui e
    chi lo propone furbescamente ne traggono grande vantaggio economico.
    Forse l’unica nota positiva è che qualche giovane curioso possa iniziare a scoprire i veri maestri e i veri musicisti partendo da lui.
    La tristezza è che i veri colossi del pianoforte italiano ( Pieranunzi, Rea, Bollani, Moroni, Pozza, etc ) ed i grandi musicisti classici ( Pollini, Ughi, etc ) abbiamo meno spazio mediatico di Allevi.

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  62. maurizio2 29 gennaio 2009 alle 6:11 pm

    Deve avere dei santi nel Paradiso della Nomenklatura, mr. Allevi!

    Da qualche settimana mi trovo all’estero e mi capita di vedere alcuni programmi di Raitalia (ex- RAI International…. cambiano il nome anche alle reti tv, chissà perchè poi….).
    Bene, alle ore 13 italiane questi trasmettono una sorta di telegiornale, probabilmente con servizi fatti (e già passati) da TG1,2,3.
    Ultimamente ho notato che molto spesso (per non dire quasi sempre) le musichette di sottofondo utilizzate in molti servizi sono riconducibili al Nostro Ineffabile. Una coincidenza, potreste dire; se fosse una volta o due, potrei anche capire; ma SISTEMATICAMENTE……..???
    Non stiamo mica parlando di “Koln Concert”, “Struggle for Pleasure” o del Largo di Haendel: stiamo parlando delle versioni – banalizzate per orchestra d’archi – dei semplici temini di Giovanni Allevi.
    E’ così anche in Italia?

    “Qualcuno” vuole forse farci apprezzare a tutti i costi questo “muzak”?

    Sull’uso della pubblicità subliminale consiglio di leggere i profetici racconti di James G. Ballard

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  63. utente anonimo 18 febbraio 2009 alle 10:43 pm

    IMHO ciò che conta, al di là dei virtuosismi tecnico esecutivi è il contenuto dei brani e francamente quelli di allevi sono assai aridi (a parte qualche rarissima ma interessante eccezione) oltre che sconclusionati…

    per assurdo questo brano di questo cantante pop (che per’altro non vanta alcuno studio classico nè tantomeno tenta di rivoluzionare alcunchè nel blasonato mondo della musica classica/contenmporanea) è mooolto più interessante di molti dei lavori del ricciolone!

    Mi piace

  64. amfortas 18 febbraio 2009 alle 11:14 pm

    Ma è vero che domani è in TV?
    Non ho capito dove, però…

    Mi piace

  65. utente anonimo 12 marzo 2009 alle 10:17 pm

    Scusate se mi inserisco. Io ritengo che Allevi, al di là di ciò che produce a livello compositivo (ognuno è libero di scrivere ciò che vuole, mica arreca danno a terzi, no?) sia interessante per ciò che rappresenta e cioè lo studente medio sfornato da uno dei tanti conservatori italiani che ce la fa, puntando sulla sua individualità e le sue idee. Sono nel mondo della musica da parecchi anni e il mondo della classica è una lobby, dove chi ne fa parte si spalleggia a vicenda, a prescindere dai valori e dove molta persone hanno smania di protagonismo e cercano di monopolizzare ogni cosa anke quando non sono + giovani; volete un esempio:ho assistito ultimamente in tv un concerto con Baremboim al pianoforte e Domingo a dirigere,il primo suonava con la parte davanti, il secondo….lasciamo perdere… non ci sono forse direttori giovani + capaci e pianisti che le note se le ricordano?? Io non tollero l’ostinazione dei vecchi della musica classica a voler essere protagonisti sempre e cmq e Allevi è la giusta provocazione a questo mondo gerontocratico che non promuove i veri talenti. (Lasciate perdere Lang Lang, anke lui è un fenomeno di marketing!! Sveglia!!)
    Ciao a tutti

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  66. amfortas 13 marzo 2009 alle 9:18 am

    anonimo66, grazie anche a te per il contributo.
    Ciao!

    Mi piace

  67. utente anonimo 8 aprile 2009 alle 9:58 pm

    Se siete offesi per la musica di Allevi è perchè lo temete , non si temono i piccoli ma solo i giganti.

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  68. amfortas 9 aprile 2009 alle 10:00 am

    anonimo68, io non sono offeso e soprattutto temo cose più serie di Allevi (ma anche Ughi eh?).
    Ciao!

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  69. utente anonimo 10 settembre 2009 alle 9:26 am

    Se io frequento per 20 anni una scuola di formazione professionale quale è, o meglio dovrebbe essere un conservatorio, e vengo licenziato con il massimo dei voti, è logico che io intrapenda una carriera coerente con quanto profuso nei miei anni di studio. Dal momento che in Italia 1 pianista su 100.000 uscito dai conservatori riesce nella carriera concertistica anche se 30.000 su 100.000 vengono licenziati con il massimo dei voti, Allevi ha giustamente trovato la “sua strada”,fatta di pubblicità, smisurata enfasi sul suo personaggio, ma cmq sempre la sua strada. IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI e in questo caso non mi sembra che qualcuno ci rimetta.
    Manu

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  70. amfortas 10 settembre 2009 alle 12:29 pm

    Manu, in termini economici non ci rimette nessuno e non sarò certo io che mi lamenterò se qualcuno guadagna col proprio lavoro.
    A me non piace solo che si proclami il nuovo Mozart o simili, tutto qui.
    Ciao e grazie.

    Mi piace

  71. utente anonimo 26 aprile 2011 alle 1:20 am

    "Io qui sono totalmente fuori luogo, perchè Allevi lo ascolto e mi piace molto. Non posseggo alcuna competenza musicale" Aprite un commento così e poi volete pure tirare fuori pareri tecnici ? Ma fatemi il piacere…Allevi è un pagliaccio prodotto da una logica commerciale, non musicale. Il chè non è nulla di male, se non ché lui voglia spacciarsi per musicista puro ! I suoi sono dei "prodotti", che non sono neanche lontanamente avvicinabili alla musica che secondo lui sta riavvicinando a noi : la tonalità è morta e sepolta…fatevene un'idea ! Un pò come se Vasco si definisse Hard Rock (…). E sappiate che avere un diploma in pianoforte è garanzia di saperci mettere le dita sopra con l'aiuto di uno spartito. PUNTO. Il titolo in composizione invece è una sicurezza che è cosciente delle eresie che sta dicendo : spero sparisca al più presto dalla circolazione !! La differenza con Einaudi è che Einaudi suona e si fa i c***i suoi ! Come dovrebbero fare tutti i musicisti del mondo : la musica è una cosa troppo alta e raffinata per mischiarla con le autocelebrazioni. P.s. Lo preferisco di granlunga ad Allevi

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