Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Io non sono che un critico, dice il mio gemello Jago.

UPDATE: LA REDAZIONE DI SPLINDER, INCURANTE DEL PERICOLO E DELLO SCHERNO, MI HA PURE INTERVISTATO. SONO TEMPI DURI, ME NE RENDO CONTO! (SMILE). NON È UNO SCHERZO DI CARNEVALE DI PESSIMO GUSTO, CLICCATE E NE AVRETE CONTEZZA…

Beh, insomma, apprendo da Bloggando che se come chiave di ricerca s’inserisce recensione puritani bologna si arriva da queste parti:  visite 359 http://amfortas.splinder.com
A maggior ragione allora, il post appena pubblicato cade a fagiolo!

Io qui spesso mi diletto a scrivere di musica lirica, recensendo spettacoli e saltuariamente dischi, insomma mi arrogo un po’ il mestiere del critico.

 
 
Ogni tanto m’arriva la mail di qualcuno che s’arrabbia, più per il tono leggero dei miei interventi che per i pareri negativi che do degli Artisti (insomma, diciamo fifty-fifty, smile).
Beh, come ho già detto la scelta di uno stile non troppo paludato è consapevole, e strettamente dettata dal mio desiderio di divulgazione di una forma d’Arte che fa parte della mia vita e che vorrei più conosciuta e diffusa. A me preme che chi legge possa interessarsi all’argomento, ovvero quello che scrivo faccia accendere la scintilla della curiosità almeno, se non della passione; non mi sembra poi di esibirmi in esternazioni eccessivamente tranchant. Quando ritengo di dare un giudizio severo, cerco sempre di motivarlo in maniera dettagliata.
Poi, come spesso nella vita, è questione di opinioni, e si sa, le opinioni sono come le palle, ognuno ha le sue (Clint Eastwood).
Vi faccio un paio d’esempi di opinioni d’illustri personaggi, riferite ad opere o cantanti, che potranno far capire che io sono in buonafede, e che come tutti posso prendere pure qualche cantonata, anche se ahimé non credo che passerò alla Storia eh?
 
Prima però, un breve scritto di Berlioz  [mica pizza e fichi (smile)] sul mestiere di critico.
 
 
"Tale è la mia avversione per ogni lavoro di questa natura. Non riesco a sentire l’annuncio di una prima rappresentazione in uno dei nostri teatri lirici senza provare un malessere che aumenta progressivamente fino al momento in cui il mio articolo non è stato portato a compimento (…) a quali miserabili riguardi sono costretto! Quante circonlocuzioni per evitare di dire la verità! Quante concessioni fatte alle relazioni sociali ed anche all’opinione pubblica! Quanta rabbia trattenuta, quanta vergogna ingoiata! E si ha ancora il coraggio di trovarmi iroso, cattivo, sprezzante! Eh, ignoranti che mi trattate a questo modo, se io dicessi il mio pensiero fino in fondo, vi accorgereste che il letto d’ortiche sul quale credete di essere stati da me distesi non è che un letto di rose a paragone della griglia sulla quale v’arrostirei!"
 
Ora, una previsione un po’ avventata comparsa su La Stampa di Torino il 23 febbraio 1896, firmata da Carlo Bersezio:
 
"La Bohème, credo, come non lascia grande impressione nell’animo degli uditori, non lascerà gran traccia nella storia del nostro teatro lirico, e sarà bene se l’autore, considerandola (mi si permetta l’espressione) l’errore di un momento, proseguirà gagliardamente per la strada buona, e si persuaderà che questo è stato un breve sviamento nel cammino dell’arte".
 
Poi ecco Luigi Torchi, Rivista Musicale Italiana, 1900
 
"Le speranze di salutare nella Tosca un’opera grandemente riuscita erano generali e molto fondate. Si diceva da tutti: "Tosca è un bel soggetto, Puccini è un musicista di talento. Or bene lo credo che Tosca non è un’enormità, appunto perché il talento del compositore modesto."
 
I talentuosi compositori, nel giudicare i colleghi, non si sono comportati in modo molto differente delle nevrasteniche star hollywoodiane.
Rossini disse che la musica di Weber “gli fa venire la colica”, Berlioz stesso affermò che la musica di Rossini “è la musica di un uomo disonesto”; Chopin fu definito “mondana nevrotica, Debussy a proposito di Schubert esclamò che era “un musicista per zitelle”.
Ci sono poi un paio di capolavori di buongusto, uno nei confronti di Arturo Toscanini, da parte di Filippo Tommaso Martinetti.
 
“Paragono i direttori d’orchestra come Toscanini a delle vulve di prostitute che si adattano ai diversi geni musicali…”
 
Finissima anche la lettera che un gruppo di frequentatori della Scala di Milano, che si firmarono ad onor del vero, recapitò a Maria Callas:
 
“Lei, gentile signora, naturalmente è una cagna urlante che disonora il campo lirico in pieno, anche se è un bel pezzo di donna, dalla brutta mania di dimagrire, per far la padrona su uno degli “ex” più importanti teatri del mondo (ora purtroppo non più invidiatoci). Quando la smetterà di guaire e abbaiare e frizzare? Speriamo noi tutti prestissimo. Canti al varietà.”
 
Ora, chi mastica un po’ di Lirica sa che il tempo ha consacrato Maria Callas come la massima interprete della “Norma” di Vincenzo Bellini (anche qui, non tutti, altri dicono Caballé, altri ancora Sutherland). Ebbene, qualcuno non ne era così sicuro, a suo tempo.
 
Ecco le opinioni di Dal Fabbro (1952) e Pannain (1953):
 
“In ogni modo, la Callas è cantante troppo diseguale nei vari registri, troppo imprecisa nel fraseggio, troppo impulsiva nel ritmo per tentare con fortuna la parte della tragica druidessa.”
 
“Norma richiede forza e purezza di voce, la voce di Maria Callas possiede forza e non purezza. L’interpretazione della medesima parte richiede arte di canto e intensità espressiva. Maria Callas possiede una e non l’altra. Ciò sta a significare che la Norma non è fatta per lei.”
 
Straordinario fu Rodolfo Celletti , peraltro da me apprezzatissimo in molti dei suoi giudizi sui cantanti, leggete un po’ qui:
 
“Carreras ha una voce bellissima di timbro e di smalto e, per natura, calda, morbida ed estesa (pag 923 Il teatro d’opera in disco)”
 
“Non so con quale coraggio si possa affermare che il timbro di Carreras è affascinante. Anche nei centri la voce manca di rotondità, di pastosità, di morbidezza, di nobiltà. [pag 920 della stessa pubblicazione, (strasmile)]”
 
Quando sento un cantante mi dà parecchio fastidio il vibrato stretto, ecco l’opinione sull’argomento vibrato di Celletti:
 
"Giuseppe Morino è l’unico tenore di grazia degli ultimi anni (…) per quel suo vibrato stretto tipico dei grandi tenori di grazia ottocenteschi…"
 
Ma poi:
 
"La Barbara Bonney ha quello che si chiama vibrato stretto. Il vibrato stretto a volte evoca il belato, a volte il nitrito: Qui siamo, seppure alla lontana, al nitrito."
 
Quindi, nell’augurare uno splendido fine settimana a tutti, auspico di non ricevere più lettere di protesta da parte di nessuno (ultrasmile).
Soprattutto, proclamo il critico musicale nuovo mostro per eccellenza!
 
P.S.
Ho scritto qualcosa anche per Stanze all’aria, magari se e quando avete tempo, dateci un’occhiata! (mica solo a me, anche agli altri compagni d’albergo, mi raccomando!)
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19 risposte a “Io non sono che un critico, dice il mio gemello Jago.

  1. pears 7 febbraio 2009 alle 11:22 am

    Bellissimo post… spassosissimo.

    Parzilalmente O.T.:
    Ieri, ho fatto il mio incontro con i vecioti sulla lirica, alla fine mi si avvicina una signora chiedendomi “Maestro, lei è un critico?” “Signora, no, sono solo un appassionato…” “Ah, potrebbe mica fare un’audizione a mia nipote che canta e magari trovarle un lavoro?” “Signora sono solo un appassionato” “Magari la fa conoscere a Nucci…”

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  2. amfortas 7 febbraio 2009 alle 1:31 pm

    Pears, grazie 🙂 ne avrei anch’io di aneddoti così da raccontare ma…evito.
    Ah sì, guarda che sei HP di Operaclick, sei stato scelto, come al Grande Fratello!
    Ciao.

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  3. gabrilu 7 febbraio 2009 alle 3:48 pm

    Insomma, mo’ sei un VIP di Splinder ^___^
    Ce ne faremo una ragione.

    Però questo mi crea imbarazzo: come dovrò vestirmi, d’ora in poi, per entrar qui e — ohibò — magari ardire un commento? :-/

    Nel frattempo, approfitto della vacatio legis per dire che

    …Che belle Les Nuits d’Été di Berlioz… ^__^

    Se penso che il Berlioz era considerato uno jettatore…
    Sarà mica un caso che le sue notti si trovano molto poco in programmazioni “real”. eh.

    Ho conosciuto dir. d’orch. e cantanti d.o.c. che se la facevano sotto, all’idea di dirigere/interpretare Berlioz.

    Mah.

    Ciao, neh.

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  4. amfortas 7 febbraio 2009 alle 4:06 pm

    gabrilu, intanto non fare citazioni in latino, ché poi io non capisco 🙂
    Comunque, per non sbagliare, vestiti come me, jeans, ballerine e maglioncino collo alto!!!
    A giudicare dai risultati artistici di cantanti e direttori (specialmente questi ultimi, devo dire), c’è più di qualche partitura che porta sfiga…
    Ciao!

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  5. ermionee 8 febbraio 2009 alle 12:46 am

    Ma come mi diverto a leggerti, lo sai. Ora sei in vena di citazioni, vedo; e queste sono sublimi.
    E quel “Paolo, datemi pace”? Che è?
    Arfasatto

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  6. amfortas 8 febbraio 2009 alle 11:06 am

    ermionee, grazie!
    Lo scrivo pure qui, di là ho già dato 🙂
    È una citazione dalla Francesca da Rimini di Zandonai.
    Ciao!

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  7. Princy60 8 febbraio 2009 alle 11:47 am

    un post da incorniciare!

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  8. amfortas 9 febbraio 2009 alle 9:27 am

    Princy, troppo buona, come sempre.
    Per tutti: volete farmi un piacere?
    ANADATE QUI, altro che la mia stupida intervista.
    Paolo

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  9. Moher66 9 febbraio 2009 alle 12:20 pm

    Caspiterina, sai sempre dire la cosa giusta, anche nei commenti, ma qualche difetto ce l’avrai pure, no?!
    😀
    Ciao!
    Elena

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  10. amfortas 9 febbraio 2009 alle 5:03 pm

    Elena, sì uno dei miei difetti è tua concittadina e commenta qui, come te 🙂

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  11. utente anonimo 9 febbraio 2009 alle 5:08 pm

    È in occasioni come queste che mi manca tanto Cape…

    La buona Margot :o)

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  12. utente anonimo 9 febbraio 2009 alle 9:18 pm

    bravo, bravo, bravo!

    Badoéro

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  13. amfortas 10 febbraio 2009 alle 8:17 am

    margie, non evocarla ché poi quella non si regola…Ciao Cape!
    Badoero, grazie grazie grazie 🙂

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  14. calaminta 10 febbraio 2009 alle 11:24 am

    Complimenti vivissimi, ora i tuoi commenti valgono come un autografo? :*

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  15. amfortas 10 febbraio 2009 alle 7:31 pm

    Flo, no.
    Un commento vale molto di più, specialmente ora che ho poco tempo.
    Per le foto autografate rivolgersi a Margot 🙂

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  16. calaminta 11 febbraio 2009 alle 9:17 am

    Ok, mi metto in fila 😀

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  17. Moher66 11 febbraio 2009 alle 12:48 pm

    Io, io, voglio la foto!
    🙂

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  18. utente anonimo 11 febbraio 2009 alle 1:07 pm

    Lo sportello è aperto dalle otto alle otto.
    Per eventuali e varie, inviateci pure una mail o lasciate un messaggio sulla segreteria telefonica.

    :p

    L’efficiente Margot

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  19. amfortas 11 febbraio 2009 alle 3:45 pm

    Elena, ecco, non fidarti di margie ché poi lei ti manda la foto di uno che non sono io…cioé se sto facendo windsurf stai certa che NON sono io ok? 🙂

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