Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

È qui la festa? Ovvero recensione semiseria di un particolare San Valentino.

Qui, su Rotocalco, un mio intervento insensato sul libro Auto da fé di Elias Canetti.
Buon fine settimana a tutti.

Normalmente San Valentino è una festa da carie fulminea o da diabete, fate voi.

C’è un giovin signore, però, che quest’anno vivrà questa baracconata di regime in modo più lieto del solito.
Nell’immaginario collettivo la musica lirica è considerata, piaccia o meno poco importa, una disciplina artistica riservata a pochi intenditori, perlopiù giurassici e seriosi.
Noi melomani, invece, viviamo la nostra passione con gioia e voglia di divertirci, al pari di chi segue il calcio, tanto per fare un esempio d’intrattenimento popolare.
Ci accapigliamo per dimostrare la presunta superiorità dei nostri beniamini, gioiamo quando un artista canta bene, ci disperiamo se ascoltiamo un’opera mal eseguita, insomma viviamo con entusiasmo la nostra passione.
E proprio con questo spirito barricadero, ruspante, ma che non prescinde da una seria preparazione tecnica e da una profonda conoscenza dell’argomento, Davide Steccanella ha scritto questo libro, Montserrat Caballé. Ultimo soprano assoluto.
Un lavoro che non è né una biografia né tantomeno un’agiografia della straordinaria cantante catalana, ma, molto semplicemente, un atto d’amore nei suoi confronti.
Steccanella ripercorre la carriera di Montserrat Caballé dall’esordio a Basilea nel 1956 con la Bohéme sino alle trionfali apparizioni del 2007 a Vienna, nella Fille du Régiment, accanto a due acclamati divi odierni come Natalie Dessay e Juan Diego Flórez.
Cinquant’anni di carriera artistica documentati da una ricchissima cronologia, dalla discografia ufficiale e pirata, spezzoni d’interviste, molte foto (bellissime) e ricordi personali.
Immagino non sia stato facile raccogliere e catalogare tutto il materiale, soprattutto vista l’ipercinesi (si fa per dire, vista la stazza, strasmile) del soggetto e la sua bulimia interpretativa.
Il libro offre molti spunti di riflessione, ad esempio quando leggiamo che il debutto italiano del soprano fu rimandato, pensate un po’, perché l’opera di Manuel De Falla, La Vida Breve, in programma a Firenze, cadde sotto la scure dei tagli alla cultura e fu cancellata dal cartellone.
Sorprende anche che Montserrat Caballé, ritenuta non certo a torto somma belcantista, consideri Richard Strauss il suo compositore preferito.
Si apprezza pure il coraggio della cantante, che rischiando di persona sull’esempio di Maria Callas fu artefice della riscoperta di molte opere cadute nell’oblio.
Molto interessanti e curate anche le schede monografiche per autore e stile, in cui si approfondiscono le ragioni dell’approccio interpretativo della Superba ai vari compositori. Leggendo ci si rende conto di come l’artista abbia sostanzialmente cantato tutto il possibile, e proprio in questa sezione Davide Steccanella, seppur riottosamente, ammette in tono sfumato che qualche passo falso c’è stato. Non è poco per chi, tra i tanti indiscutibili pregi della Caballé, indica la dizione perfetta! Cioé Davide, la Montsy s’inventava di sana pianta i testi, qualche volta, siamo seri!
La fatica dell’avvocato melomane si chiude con una trovata ad effetto, di quelle che fanno ribaltare il processo a proprio favore, come nella migliore tradizione della popolarissima serie Perry Mason.
Nella suite di un albergo parigino si ritrovano Montserrat Caballé, Joan Sutherland e una vitalissima Maria Callas! La Superba, La Stupenda e La Divina si scambiano confidenze e fanno il bilancio della loro carriera: quale appassionato non vorrebbe essere presente a una simile riunione?
Il libro è molto ben riuscito, la scrittura non è appesantita dall’abuso di tecnicismi e scorre facilmente; unico difetto qualche refuso di troppo, ma anche in questo caso mi sento di poter reclamare per l’Autore la presunzione d’innocenza.
Intanto proclamo Davide e Montserrat coppia di fatto dell’anno, che è pur sempre un buon risultato.
A Davide anche il titolo di nuovo mostro, ambitissimo pure questo.(strasmile)
 
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9 risposte a “È qui la festa? Ovvero recensione semiseria di un particolare San Valentino.

  1. megbr 13 febbraio 2009 alle 12:30 pm

    ma che bella coppia!! 🙂 la Montserrat è indimenticabile.. .ha solo due nei, il marito e la figlia, o, forse è solo uno: la sua dedizione ed impegno spagnol/partenopeo di doverli raccomandare – e soprattutto farceli sentire- per forza….

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  2. utente anonimo 13 febbraio 2009 alle 4:40 pm

    da Giuliano:
    La sera della famosa Anna Bolena alla Scala, io c’ero. (mi sono divertito come poche altre volte in vita mia).

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  3. gabrilu 13 febbraio 2009 alle 7:10 pm

    Montserrat Caballé.
    Splendidissima voce, non c’è che dire (revere-e-n-za. Revere-e-nza).

    L’ho sempre però considerata un noiosissimo baccalà da sbadiglio sloga-mascella.

    Fino a quando non l’ho vista/ascoltata nel memorabile allestimento de Il viaggio a Reims di Rossini al Rossini Festival direttore Abbado.

    Straordinaria. Spiritosissima. Riusciva persino a muoversi, ohibò. Ad esser divertente.

    Che robe, che robe. Ossignur.

    Aveva proprio ragione James (Bond): mai dire mai.

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  4. amfortas 13 febbraio 2009 alle 7:21 pm

    megbr, sei sempre perfido eh? 🙂
    Certo anche lei impose il marito, il tenore Bernabé Martì, che non era propriamente un fulmine di guerra.
    Ho sentito poco la figlia, è così terribile?
    Ciao!
    Giuliano, ti invidio molto, è una di quelle serate, appunto, in cui dire “io c’ero” porta ad attacchi di bile.
    Nel libro è affrontato anche questo argomento.
    Ciao!
    gabrilù, guarda che qui rischiamo l’incidente diplomatico eh? 🙂
    Se Stecca legge ci cazzia 🙂
    Però quel “Viaggio” è considerato da tutti memorabile, quindi, ancora, beate te che c’eri!
    Io adoro la Caballé, la ritengo insuperabile in molte occasioni, e nel prossimo post ne darò testimonianza.
    Ciao e grazie anche a te 🙂

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  5. gabrilu 13 febbraio 2009 alle 11:51 pm

    Dear Amfortas.

    Incidente diplomatico?!?!?
    Solo perchè ho detto che la Senora mi pareva una balena?!?! Ma vah.

    A te cmq basta dire (dillo però con la piuma sul cappello, veh, chè a questo particolare ci tengo, veh) che:

    “tutta [la] colpa [fu] della perfida gabrilu”.

    (Che chi vuoi che mi si fila, ammè. E così tu ti metti in salvo. Non ti pare una buona mossa? 😉

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  6. filorosso 14 febbraio 2009 alle 10:56 am

    festeggio il trentesimo san valentino con lo stesso uomo! In questa modernità liquida, sarà un bene o sarà un male…? 🙂
    Baci, Filo

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  7. amfortas 14 febbraio 2009 alle 12:59 pm

    gabrilu, ovviamente scherzavo :-).
    Il fatto è che Stecca è proprio tifoso di Montsy, capisci? 🙂
    Se poi proprio dobbiamo scappare, sì fuggiam da queste mura al deserto insiem fuggiamo!
    Filo, risposta facile: sarà un bene per tuo marito 🙂
    La Pepe ti ha lasciato il pc?
    Ciao!

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  8. calaminta 15 febbraio 2009 alle 9:54 am

    Non potevo sfuggire, è anche il patrono della mia città!

    Buona domenica messere 😉

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  9. amfortas 16 febbraio 2009 alle 12:22 am

    Flo, ora vado a cercare di che città è patrono San Valentino, perché proprio non ne ho idea 🙂

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