Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Presentazione semiseria di Norma a Trieste: la luna.

Da un particolare punto di vista, uno dei personaggi principali della Norma di Bellini entra in scena quasi di soppiatto.
Lo fa attraverso le parole iniziali di Oroveso, capo dei Druidi e padre di Norma stessa:
 
Ite sul colle, o Druidi,
ite a spiar ne’ cieli, quando il suo disco argenteo
la nuova luna sveli.
 
La luna è evocata, e con la Casta Diva si manifesta il carattere notturno, malinconico, dell’opera.
Lo scrivo chiaro, perché molto spesso mi rendo conto che i neofiti conoscono e apprezzano, in qualche modo, la romanza e non sanno che è dedicata alla luna.
Qui sotto un’interpretazione straordinaria, comunque la mia preferita, senza nulla togliere ad altre grandi cantanti.
Montserrat Caballé:
 
Casta Diva che inargenti
queste sacre antiche piante
a noi volgi il bel sembiante
senza nube e senza vel.
Tempra, o Diva,
tempra tu de’ cori ardenti
tempra ancor lo zelo audace
spargi in terra quella pace
che regnar tu fai nel ciel.
 
Allo stesso tempo, si percepisce che con Norma il compositore siciliano guarda avanti, a un romanticismo ancora da venire.
L’atmosfera che prelude al rito, alla celebrazione fantastica, all’apparizione inquietante, sono tratti tipici del Romanticismo.
Non si dice, forse, essere lunatici, intendendo una disposizione incoerente nel comportamento? Quasi una piccola follia, una specie di patente di stranezza caratteriale.
Norma è una sacerdotessa, una veggente, che interpretando i segni della Natura predice il futuro e dispone la strategia del suo popolo.
Il personaggio di Norma ha le sue origini nella tragedia greca, in quella Medea di Euripide che uccide i figli per vendicarsi di Giasone che la tradisce senza pensarci troppo.
Norma di Bellini debuttò il 26 dicembre 1831, alla Scala di Milano.
Tale Giacomo Leopardi scriveva, proprio qualche semestre prima:
 
Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai,
silenziosa luna?
 
A ulteriore dimostrazione che c’è questa sinergia, spesso inconsapevole, tra i grandi artisti, a prescindere dalla modalità in cui si esprimono.
La prima fu una specie di disastro, più che altro perché i cantanti non erano in gran serata.
E dire che rispondevano ai nomi di Giuditta Pasta (Norma), Giulia Grisi (Adalgisa) e Domenico Donzelli (Pollione).
A Trieste canteranno June Anderson, Laura Polverelli e il quasi debuttante Brandon Jovanovich.
I più esperti noteranno che nella formazione originaria, diciamo così, ci sono due soprano e un tenore.
Oggi, e a Trieste non si farà eccezione, il ruolo di Adalgisa si affida quasi sempre a un mezzosoprano.
Vedremo in sede di recensione semiseria.
Tornando alla luna, ritroviamo l’astro molto spesso presente nell’opera lirica.
Mi limito a un paio di citazioni.
Lucia di Lammermoor (1835) di Gaetano Donizetti, Regnava nel silenzio:
 
Regnava nel silenzio
alta la notte e bruna…
colpia la fonte un pallido
raggio di tetra luna…
 
Nel Trovatore di Giuseppe Verdi (siamo nel 1853) c’è un’aria di bellezza…lunare, e cioè Tacea la notte placida:
 
Tacea   la notte placida
e bella in ciel sereno
la luna il viso argenteo
mostrava lieto e pieno…
 
Potrei continuare a lungo, spaziando da Boito a Strauss, da Puccini a Dvorák sino a…Blue Moon, di cui ricordo l’effetto grottesco nella scena più divertente di uno dei miei film cult, Un lupo mannaro americano a Londra, prodotto dalla Lycantropefilm.  ( chi è facilmente impressionabile non clicchi, ché poi io già lo so che ve la prendete con me!)
Ma direi che sto divagando un po’ troppo.
Soprattutto, sarebbe già una cosa non sentire un soprano che ulula Casta Diva!
Buona settimana a tutti. (strasmile)
 
 
 
 
 
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10 risposte a “Presentazione semiseria di Norma a Trieste: la luna.

  1. daland 16 febbraio 2009 alle 12:28 pm

    Complimenti, come sempre, per la presentazione!

    A proposito di luna in opere musicali: nel secondo atto del Freischütz, opera romantica per eccellenza (di 10 anni anteriore a Norma) troviamo la famosa aria di Agathe “Leise, leise, fromme Weise!” Non è certo il caso di fare paragoni con Casta Diva, ma l’atmosfera è quasi la stessa e oltretutto, proprio prima dell’attacco dell’aria, Agathe recita: “Chissà se la luna sorride, nel suo cammino? Qual bella notte!”

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  2. amfortas 16 febbraio 2009 alle 12:49 pm

    daland, grazie.
    Tra l’altro il Freischütz è un lavoro bellissimo, io amo molto paragonarlo alla Pietra Lunare di Landolfi, come tipo d’atmosfera.
    Comunque di citazioni se ne potrebbero fare a iosa, accidenti, ma ormai il post è scritto!
    Ciao!

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  3. utente anonimo 16 febbraio 2009 alle 6:35 pm

    C’è tanta luna e tanta musica anche nell’ultimo libro che ho letto.
    “La musica somiglia ad un sogno, e allo stesso tempo ne è come l’opposto, è simile cioè alla perfetta lucidità. Mi domandavo se in realtà fosse sogno o veglia. Ma essa aveva il potere di confondere i termini. A volte mi confondevo con il brano che andavo eseguendo. Il mio spirito conosceva questa gioia”.

    Saluti “romantici”
    Ghismunda

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  4. amfortas 17 febbraio 2009 alle 8:06 pm

    Ghismunda, vengo a vedere, anche se tra te e gabrilu mi costate ‘na cifra.
    Così, tanto per disperdere l’atmosfera “romantica” 🙂

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  5. pears 17 febbraio 2009 alle 11:46 pm

    Bellissimo post e soprattutto bellissima edizione quella di Orange, con tutti i veli svolazzanti dal vento… ma cos’è, voi triestini avevate prestato la bora?

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  6. amfortas 18 febbraio 2009 alle 8:24 am

    pears, grazie, sarà stato il Mistral probabilmente 🙂
    La bora è cosa nostra!
    Ciao!

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  7. annaritav 18 febbraio 2009 alle 5:12 pm

    Bello il fil rouge della luna attraverso le opere. E surba l’interpretazione di Monserrat Caballé. L’esperto consorte dice che che è una delle più belle voci del ‘900.
    Io la ricordo con piacere e nostalgia anche nel duetto leggero con Freddy Mercury in Barcelona, uno splendido brano della rock opera interpretata accanto all’indimenticata voce dei Queen.

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  8. amfortas 18 febbraio 2009 alle 5:30 pm

    Annarita, tuo marito ha ragione, voce bellissima.
    Come altrettanto bella è la canzone con Mercury, che conosco bene 🙂
    Ciao!

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  9. senhal 20 febbraio 2009 alle 8:20 pm

    post molto bello, che come gli altri rende sempre piacevole (e per me istruttivo) leggerti. occhio però a non scivolarmi sul finale, stavi pericolosamente andando verso la tesina sulla luna 🙂 (sai che è uno degli argomenti più gettonati per la maturità? ci sono così tanti rimandi che si potrebbe scrivere all’infinito e non si corre il rischio di dire qualcosa che la commissione ha già sentito)

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  10. amfortas 22 febbraio 2009 alle 8:58 am

    senhal, grazie 🙂
    La tesina sulla luna è drammatica, però se avessi studiato così quando ero all’università…
    Ciao!

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